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TORINO
- Per un fine settimana Torino è stata la capitale dell’auto
storica italiana. O meglio, del veicolo storico italiano, perché nella
capitale sabauda fra il 22 e il 24 settembre si sono dati appuntamento 200
auto, 100 moto, 20 veicoli utilitari (fra camion ed autobus), 30
mezzi agricoli, dieci aerei e 50 veicoli militari.
Per
una simile manifestazione non era possibile avere un unico punto
d’incontro, con il risultato che molti punti della città sono diventati
teatro di accoglienza delle storiche; anzi dei veicoli storici.
Dal
Lingotto dove si sono date appuntamento auto e moto, alla Scuola
di Applicazione Militare per i mezzi militari, gioco di parole ovvio, fino
all’Aeroclub dove gli aerei hanno trovato ad accoglierli i mezzi
agricoli.
Uniche
assenti all’appello le barche, scoraggiate dall’ondata di maltempo che
ha impedito la loro esposizione sul Po fra Ponte Vittorio e Moncalieri.
Ma
non è stata solo un’esposizione statica perché la maggior parte di
questi mezzi hanno girovagato, da
Piazza Vittorio al Lingotto, dalla Panoramica di Pino Torinese
all’Arsenale Militare, con puntate alla Reggia di Venaria.
L’incontro
è stato organizzato sotto l’attenta regia dell’ASI, l’Automoto Club
Storico Italiano, una Federazione
di 223 Club, più 15 sodalizi aderenti, che conta tra i suoi iscritti oltre 95.000 appassionati di veicoli storici ed è riconosciuto da
tutti gli organismi nazionali e internazionali come rappresentante
istituzionale del motorismo storico italiano.
Di
tutto rispetto anche il numero di veicoli che sono in possesso di
certificazione di autenticità o storicità, ben
127.515 automobili e 42.525 motociclette.
L’ASI,
inoltre è membro della FIVA, (Federazione Internazionale Veicoli
Storici), e la rappresenta sul territorio italiano.
Tra
le auto, l'esemplare più antico risale addirittura al
1898 (modello George Richard) seguito da una Peugeot 58 del 1904. Poi
marchi provenienti da tutta Europa (Fiat,
Lancia, Alfa Romeo, Itala, Diatto, Singer, Bugatti, Citroën, Jaguar...) e
Stati Uniti (Delage, Studebaker...).
Insomma,
per un intero fine settimana Torino è tornata ad essere quello che era.
Una capitale.
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