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gennaio 2007

Monte-Carlo Historique
La folla del GP invade Carmagnola

foto di Marco Boccardi - Zoom Biancolli



CARMAGNOLA - Piero Capello, gran patron del rally di Carmagnola, da qualche anno aveva il pallino di far passare il Monte-Carlo Historique in piazza a Carmagnola.

Complice l’amministrazione comunale, c’è riuscito, riuscendo a far transitare i concorrenti per un controllo timbro.

Ma all’avvicinarsi dell’evento e con lo scendere della temperatura a logici livelli invernali, Piero Capello ha cominciato a preoccuparsi.

Se non ci fosse nessuno in Piazza Sant’Agostino faremmo proprio una bella figura di m…”. Nel frattempo la febbre della festa montava. Poiché nella piazza medievale, cuore della cittadina, è stata montata una pista di pattinaggio la Pro-Loco ha organizzato uno spettacolo di pattinaggio su ghiaccio e di fontane luminose. Mentre c’erano il club di autostoriche di Carmagnola hanno esposto i loro gioielli a far da ala agli equipaggi in arrivo.

Risultato alle 20.30 di venerdì 26 gennaio, la piazza era piena come un uovo ed alle 23, quando sono arrivate le prime vetture provenienti da Torino (come diavolo ha fatto Sergio Aravecchia ad arrivare al contrario lo sa solo lui…) la folla non si è mossa di un millimetro.

Così, in una cornice degna del Rally del Portogallo dei tempi d’oro (quando gli spettatori si divertivano ad emulare i toreri “caricando” le macchine) sono transitate le trenta vetture provenienti da Torino, con Marco Aghem, unico italiano ad aver vinto una delle dieci edizioni della gara, a dover subire l’assalto dei microfoni.

Terminato il transito di quelli provenienti da Torino (che nel frattempo si erano già fatti una bella sgroppata passando per Chieri, Asti, Alba, Savigliano e Racconigi), ecco arrivare il primo equipaggio proveniente da Montecarlo, via Sospel e Colle di Tenda.

È Erik Comas, quattro anni di esperienza di Formula, che abituato alle pubbliche relazioni, non si accontenta di rispondere alle domande al microfono, ma decide di scendere dalla sua Alpine A110 e raccogliere l’ovazione della folla.

Come sia riuscito a risalire in macchina, così pressato dalla calca, è un mistero. Probabilmente, oltre al ricordo di carmagnola, un’artistica confezione di due barattoli di peperoni, probabilmente si è portato via un paio di spettatori ansiosi di chiedere l’autografo.

Dietro a lui arriva Jean Pierre Nicolas, Renault 8 Gordini, che il Monte-Carlo lo ha vinto veramente, essendo il più veloce nel 1978 con la sua Porsche. E poi via via tutti gli altri, compreso il monegasco “Tchine” che di Monte-Carlo veri ne ha fatti 27, che dice di avere parenti a Carmagnola. L’amministrazione comunale pensa di farne un cittadino onorario.

Verso l’una di notte, quando i passaggi si fanno più radi, qualcuno comincia a pensare di tornare a casa, chi resiste maggiormente tira fino alle due. Alle 2.15 lo staff dello Sport Rally Team di Carmagnola decide di smantellare il pallone che urla benvenuti a Carmagnola. Sono rimasti in pochi. Un paio di persone della Pro-Loco, che non hanno mai smesso di consegnare i loro gadget agli equipaggi, i commissari di percorso, Pier Luigi Capello e qualche irriducibile.

Poi si dice basta. Chi arriva ora è decisamente fuori tempo massimo. Trafelati arrivano Jean François Picquier e Claude Rattoni, con la loro Peugeot 204 Coupé che in francese chiedono se sono gli ultimi. Risposta in piemontese “abbastanza” e sguardo di compassione.

Tu a Saint Etienne in orario non ci arrivi proprio”, ma anche questo è il fascino del Monte.

Via sotto tono dalla Città di Torino per questa decima edizione del Monte-Carlo Historique. Dopo i fasti di Piazza San Carlo, il salotto buono del capoluogo piemontese, e il Lingotto, quest’anno si è optato per il piazzale della Concessionaria Progetto di Corso Unione Sovietica.

Come se gli equipaggi lo sapessero Torino è stata scelta da soli trenta equipaggi e disertata dalla grande folla. Ovviamente da Torino sono partiti la maggioranza degli italiani, come Marco Aghem, Gian Maria Aghem e Sergio Aravecchia, Vittorio Novo, che rappresentano le nostre speranze di vittoria oppure i finlandesi di Cuneo Mikkila-Silvasti, o i francesi Laurent-Laurent con la loro piccola Daf 66 Marathon.

Naturalmente scarso l’apporto della folla.

Per mantenere la sede di partenza Torino deve compiere uno sforzo per ridare lustro alla manifestazione. Altrimenti vi sono altri candidati, anche italiani.

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