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MONZA
(MI) - Vince e se ne va. Con un colpo di teatro che riesce solo al
tedesco Michael Schumacher comunica
domenica pomeriggio, dopo aver tagliato per primo la bandiera a scacchi
nel GP d’Italia (è la 14esima che capita alla Ferrari da quando è
stata istituita la Formula 1 e la quarta per Schumacher, che ha vinto
sempre in rosso), annuncia al popolo quanto tutti sapevano.
Se
ne va.
E
tutti a chiedersi se farà come hanno fatto altri grandi campioni
del passato, anche ferrarista, quali Lauda e Prost, che dopo un anno
sabbatico sono tornati in pista.
Magari
per racimolare qualche spicciolo, visto che le loro avventure finanziarie
non andavano per il meglio.
Forse
Schumacher sa gestirsi meglio.
Ma
noi, proprio non interessa.
L’occasione
di Monza è andare a curiosare all’interno della Formula 1, guardare le
strane forme delle vetture, i piloti, astronauti
della terra che s’infilano nel loro posto di combattimento, sguardi
che cercano lontano, oltre un orizzonte che il comune mortale non può
vedere….
L’occasione
per chiedersi, ma la Formula 1 senza Schumacher avrà ancora qualcosa da dire,
grazie magari ad un peperino come Fernando
Alonso, l’unico che in questo millennio sia riuscito a strappare una
corona mondiale a Schumacher?
Vedremo,
vedremo… |