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SAINT
VINCENT (AO) - Marco Silva e Gianni Pina, Peugeot 206 WRC,
sorridono felici sul palco arrivo di Saint Vincent e festeggiano
questa vittoria nella 37esima
edizione del Rally della Valle D’Aosta che li proietta al
vertice di questo Trofeo Rally
Asfalto che, pur essendo alla sua prima prova, ha delineato molto
chiaramente i valori in campo.
Il
successo dell’equipaggio comasco, che portava all’esordio nelle gare italiane la Peugeot 307 WRC, è stato netto
e limpido, avendo vinto cinque
delle 11 speciali, ma soprattutto avendo mantenuto la testa della
classifica fin dalle prime battute. E soprattutto avendo lasciato
a bocca asciutta, o quasi, tutti gli avversari in campionato.
Infatti
il solo Matteo Musti,
affiancato da Tania Canton su Peugeot 206 WRC, è riuscito, con il
secondo posto, a raccogliere punti importanti per il prosieguo del
campionato. Fermi invece il principale avversario, Felice
Re, con alle note Mara Bariani, già in difficoltà nella prima
prova speciale e poi bloccato nella seconda dalla rottura delle
colonnette della sua Skoda Fabia WRC, altra esordiente delle gare
italiane. Fermi anche Devid
Oldrati e Danilo Fappani, per rottura della trasmissione della
loro Peugeot 206 WRC, che però viaggiavano al di fuori della zona
podio.
Il
grande eroe della giornata è stato Pier Giorgio Deila, navigato da
Corrado Botto, che con la Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport Italia
(una vettura senza dubbio più obsoleta della fiammeggiante 307 WRC di
Silva) è riuscito a stare in coda al comasco vincendo ben quattro
prove speciali. A Pigì sono occorse solo due prove speciali per
capire come funzionava il giochino poi
è partito all’attacco ed ha rosicchiato qualche secondo a Silva,
pur non riuscendo mai a ridurre il distacco sotto i 9”.
Poi
il cambio bloccato in sesta a Cerellaz hanno fermato la sua cavalcata
e i suoi propositi di attacco:
“Io
ci avrei provato fino alla fine” ha commentato il pilota di
Benevagienna (CN) e c’è da crederci. Altro eroe sfortunato della
giornata è stato Elwis Chentre,
con alle note il concittadino Maurizio Goi. Una serie incredibile
di forature, ben cinque hanno bloccato il volo del pilota di Roisan
che ha dimostrato di saperci fare anche con le 4x4 WRC con cui era
all’esordio. Il 22° posto è solo una nota statistica che denota la
sua tenacia tutta valdostana che lo ha portato a brillare. Specie
nelle tre prove che ha percorso con al ruota posteriore destra sul
cerchio. Un’immagine di altri tempi.
Terza
piazza per uno splendido Roberto Botta con Gil Calleri alle note.
Il fossanese è arrivato a 52”1 da Musti che lo precedeva, ma ha il
rimpianto dei pasticci combinati nella giornata di venerdì, quando
nelle prime due prove speciali ha fatto spegnere la sua Peugeot 206
WRC in partenza. Un vero peccato perché poi la sua progressione è stata costante e nel finale, quando Deila si
è fermato e Silva ha tirato i remi in barca, ha vinto le ultime due prove speciali, dimostrando così che la sua
posizione, alla fine, poteva anche essere migliore.
Ma
Botta è anche un grande sportivo, visto che prima di commentare la
sua prestazione ha subito detto: “Mi
dispiace per Pigì”.
Quarta
piazza per un altro equipaggio comasco, quello costituito da Paolo
Porro e Paolo Cargnelutti, all’esordio nelle 4x4 dopo aver vinto
nella scorsa stagione il S1600 nel TRA, quindi l’avellinese 21enne Rodolfo
Graziano con Gino Abatecola, Mitsubishi Lancer EVO IX, autentico
dominatore del Gruppo N, che hanno preceduto il locale Marco Blanc,
affiancato da Flavio Zanella, vincitore sul passo e con buon margine
della classifica riservata alle S1600.
Seguono
Franco Laganà e Fabio Guzzardi,
Mitsubishi lancer EVO IX, e la maggiore sorpresa di questo rally,
ovvero Jacopo Araldo, con alle
note l’esperto Roberto Aresca.
Il
giovanissimo pilota della Twister,
infatti, ha saputo viaggiare fortissimo senza forzare, portando
all’ottavo assoluto, secondo di S1600, la
Renault Clio della struttura di San Maurizio d’Opaglio.
Soprattutto sono da rimarcare i suoi tempi sul
Colle San Carlo, dove per due volte ha segnato il miglior tempo della
categoria. E se questa prova non è l’Università dei rally….
A
completare la top ten Arbetti-Rossi
e Michelini-Milli che hanno preceduto i gemelli Fabio ed Andrea Carosso, autori di una gara costante con la Clio
S1600 di Balbosca e gli emiliani Roberto Vescovi-Giancarla Guzzi con
la Citroën C2 della Gima.
Con
il 14esimo posto, e nonostante i problemi di assetto e di frizione che
hanno afflitto la loro gara, Fulvio
Calvetti e Giulia Conti si sono aggiudicati la Classe A7 e la
preziosissima Coppa Baseli che premia il miglior equipaggio
valdostano.
I
reggiani Ivan Ferrarotti ed
Alessandro del Barba, 18esimi assoluti, hanno fatto loro con una
gara perfetta la classe N3 con la Clio RS della Gima, mentre i
valdostani Alessandro Milliery e Diego D’Herin hanno conquistato senza
problemi e marciando ad un buon ritmo la K10 con una Citroën
Saxo Kit della OVS.
Oscar
Rolando e l’onorevole Erik Lavellaz hanno conquistato invece la
classe A6 con la Peugeot 106 Rallye. Per i due velocissimi valdostani
il rammarico di una botta nelle battute iniziali della gara che li ha
rallentati e non ha permesso loro di andare oltre il 27esimo posto
della classifica assoluta. Che è un gran bel traguardo.
I
locali Piero Scavone-Alessandro
Allocco e Corrado Sordi-Maurizio Olla hanno vinto rispettivamente
la Classe N2 ed N1.
Dei
70 verificati hanno concluso in 48.
La
prima tappa - Valle d’Aosta, Silva al comando, Deila è secondo, Re
già ritirato
SAINT
VINCENT - Prima tappa con tre prove, per un totale di 31,21 km
cronometrati, e già i primi colpi di scena sulla gara che apre le
ostilità del Trofeo Rally Asfalto.
Al
riordino di Aosta si presenta al comando Marco Silva, affiancato da
Gianni Pina, che ha fatto sue le prime due speciali, ma
immediatamente dietro alle sue spalle Pier
Giorgio Deila (che qui vinse nell’anno 2000) staccato di 10”9.
Il pilota di Benevagienna,
che dispone di una Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport Italia, partito
estremamente guardingo per riprendere i meccanismi di guida delle 4x4.
Comunque, che Deila sia in
forma lo dimostra il tempo sulla terza prova, quella della Salle,
dove ha siglato il miglior tempo, anche se per soli 2/10 su Silva. Nel
buio della notte Deila ha dimostrato tutta la sua classe staccando il
terzo classificato, Devid Oldrati, a 3”8. Per Deila una buona
prestazione che avrebbe potuto essere migliore se al Colle San Carlo
non avesse avuto problemi di gomme troppo dure, soprattutto
considerando il fatto che l’albese dispone di una vettura ancora
dotata di differenziali meccanici.
Fra
i ritiri eccellenti quello di Felice Re, che portava all’esordio
italiano la Peugeot 307 WRC,
che non è mai stato in grado di contrastare Silva; il comasco ha
inizialmente avuto problemi con la procedura di partenza nella prima
speciale e poi ha rotto le colonnette della ruota anteriore sinistra
della sua Peugeot 307 WRC. Ritirato anche il toscano Paolo Ciuffi, secondo tempo nella prima
speciale, che ha rotto la turbina fra la prima e la seconda prova.
Seguono
Devid Oldrati, in ritardo di 15”3, Matteo Musti e il fossanese
Roberto Botta, affiancato da Gil Calleri, tutti su Peugeot
206 WRC.
Ottava
piazza per Elwis Chentre e Maurizio Goi, migliori dei valdostani
con la datata Subaru Impreza WRC. Chentre stava viaggiando in quinta
posizione, prima di forare la ruota posteriore destra nel corso della
PS 3.
Dopo
tre prove sono rimasti 60 dei
69 partiti nel pomeriggio da Saint Vincent.
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