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Chi,
prima della gara, avesse detto che la finale della categoria maggiore
l’avrebbe vinta un francese, con un italiano sul podio, sarebbe stato
internato. Non solo è andata così, ma gli italiani sul podio avrebbero
potuto essere addirittura due.
All’accendersi
del semaforo verde è Roman Kerka a scattare perentoriamente, inseguito da
Vaclav Fejfar e dall’olandese Verberk partito addirittura dalla terza
fila, quindi l’ottimo Duilio Lonardi e il francese Christian Barbarin.
Ma
è una finale che riserva emozioni praticamente ad ogni giro.
Il
primo colpo di scena si verifica al secondo giro al tornante centrale
Kerka si gira coinvolgendo parzialmente anche Lonardi. È Fejfar a
prendere il comando con il francese Barbarin a debita distanza che ha
appiccicato al cambio Duilio Lonardi che crede ad un ottimo risultato.
Dietro c’è Antonio Bonollo che controlla tranquillamente l’attacco di
Roman Kalvoda.
Anche
per Fejfar sono tempi duri e al terzo giro si gira subito dopo la curva
del traguardo. Barbarin e Lonardi passano come due saette,
quindi Bonollo che deve ora guardarsi da Hosek che ha avuto la
meglio su Kalvoda nel giro precedente.
Lonardi
è vicinissimo a Barbarin e va alla ricerca di traiettorie alternative che
gli permettano di passare l’avversario. Così facendo entra
violentemente nella buca che c’è nel tornante dei box. Barbarin ne
approfitta per allungare un po’ e Lonardi pare accontentarsi del secondo
posto.
Ma
il destino è in agguato. A meno di tre curve dalla fine si vede che ha la
sospensione anteriore sinistra divelta. Prova a raggiungere il traguardo.
Lo
passa Bonollo, lo passano tutti gli altri concorrenti ed è costretto a
parcheggiare mestamente il suo proto bordo pista, dopo una giornata
esaltante.
Vince
Barbarin davanti a Bonollo, quindi Hinnenkamp, che batte di un soffio
Roman Kerka
Manche
1/A
Si
girano subito nel rettilineo di partenza Jaroslav Hosek e Antonio Bizzotto,
mentre alla prima staccata è gran duello Vaclav Fejfar e Dennis Engel che
ci prova ripetutamente, fino ad arrivare al contatto al tornante dei box.
Ne approfitta Adrian Boele che s’installa in seconda posizione in
tranquillità mentre Fejfar s’invola e vince. Dietro è lotta fra Ueli Weishaupt che in volata conquista il
terzo gradino del podio ai danni di Boele.
Manche
1/B
Prima
fila con i colori cechi. Al palo c’è Roman Kalvoda e Jaromir Stetina,
affiancati dal nostro Duilio Lonardi.
Al
via è un duello dell’est con Stetina che ha la meglio alla prima curva
su Kalvoda che tenta l’attacco al tornante centrale finendo sul
terrapieno. Sale così in seconda posizione il francese Ludovic Besson che
precede il connazionale Christian Barbarin; quest’ultimo, però va in
testacoda al solito tornante centrale coinvolge anche il nostro Andrea
Bissoli. Kalvoda rientra ancora in zona podio, ma proprio all’ultimo
giro si gira nel terribile tornante centrale lasciando così la terza
piazza al nostro incisivo Duilio Lonardi, davanti a Barbarin.
Manche
1/C
Una
della gare più spettacolari della giornata.
Al
palo c’è il campione continentale Petr Bartos, quindi il tedesco
Hermann Hinnenkamp e il vincitore della gara italiana 2005, l’olandese
Terry Callaghan. Ed è proprio Callaghan a prendere il largo con una
partenza al fulmicotone lasciando ai ferri corti Bartos e Hinnenkamp.
Sembra tutto facile per Callaghan, ma al tornante centrale, sempre quello,
si gira e per riprendere rapidamente la corretta rotta colpisce Bartos,
facendolo finire fuori pista, obbligandolo al ritiro. Va al comando
Hinnenkamp davanti a Callaghan e Callaghan che comincia una furiosa
rimonta, poi l’olandese Verberk.
All’ultimo
è una compilation di colpi di scena. Si girano Hinnenkamp e Callaghan al
tornante centrale e l’olandese è il più rapido a riprendere. Vince
Callaghan con buon margine su Hinnenkamp che batte in volata Verberk. Buon
quarto Lorenzo Paoloni, che ha superato il tedesco Hecht.
Manche
1/D
Nulla
da fare contro Roman Kerka che s’invola fin dal semaforo verde, davanti
Gianluigi Ingrami e al francese Francis Warnier; dalle retrovie buona
partenza di Alfredo Bonollo, quarto.
Alla
seconda curva va lungo Ingrami, mentre Warnier è costretto alla resa.
Mentre
Kerka s’invola il podio si completa di italiani con Bonollo secondo e
Claudio Franchini terzo.
Manche
2/A
Vlaclav
Fejfar scatta benissimo dal palo, inseguito su Adrian Boele, che ha
incollato agli scarichi Duilio Lonardi. Boele va lungo nel rettilineo fra
la prima e seconda curva e subito Lonardi va ad occupare la seconda
piazza, quindi Giuseppe Mucci che ha il suo bel da fare per contenere gli
attacchi di Roman Kalvoda., mentre alle loro spalle Pynenburg sale sul
terrapieno perdendo la posizione.
Lonardi
è bravo a tenere il passo del fuggitivo Fejfar, anzi prova anche a
ridurre il gap, ma il ceco è molto attento, preciso e veloce; anzi è
Lonardi a guidare al limite e dopo un paio di brividi preferisce tenere la
posizione. Nel frattempo Giuseppe Mucci si difende con i denti
dall’assalto di Kalvoda e proprio all’inizio dell’ultimo giro arriva
lungo alla staccata dopo il traguardo finendo sul terrapieno.
Fejfar
vince bene sul bravo Lonardi davanti a Kalvoda, poi Pynenburg e il mesto
Boele. Ancora più indietro Mucci
Manche
2/B
In
partenza s’incastrano in quattro. Restano sul rettilineo di partenza
Wiely Albers ed Antonio Bizzotto, mentre Paolo Chiggiato e Petr Kotval
finiscono sul terrapieno, ma non si fermano.
È
subito bandiera rossa.
Si
riparte con Jaromir Stetina che prende immediatamente il comando con alle
spalle Gottfried Hecht che per tenere la seconda posizione effettua una
staccatona da brivido che lo porta sul terrapieno. A quel punto è Alfredo
Bonollo a conquistare il ruolo di scudiero. Ma dura poco perché già al
tornante dei box sale sul terrapieno restituendo la posizione Hecht,
mentre dietro sono ai ferri corti Kotval e Bizzotto. Stetina sembra poter
allungare su Hecht e Bonollo, con Kotval e Bizzotto che presi
dall’euforia finiscono entrambi sul terrapieno. Il più svelto a
scendere in pista e Bizzotto, che conquista così la quarta piazza.
Stetina
tiene il primo posto, mentre Hecht ha problemi di cambio che lo
costringono a cedere la posizione a Bonollo; Bizzotto è quarto davanti a
Kotval.
Anche
Stetina non sembra particolarmente in palla e Bonollo si avvicina, ma il
tentativo di sorpasso lo porta ad esagerare finendo sul terrapieno dopo la
curva del traguardo. I problemi degli inseguitori si acuiscono, in
particolare per Bizzotto, sicché Stetina e Bonollo chiudono davanti con
buon margine su Chiggiato ed Hecht.
Manche
2/C
Partenza
al fulmicotone dalle retrovie del francese Ludovic Besson che ala prima
curva è già davanti a tutti. Ma con lui c’è l’olandese John Verbeck
che probabilmente si appoggia leggermente alla prima curva e lo manda in
testacoda.
Besson
precipita in ultima posizione, mentre Verbeck sembra poter prendere il
largo.
Prima
di rovinare il tutto al tornante centrale, vero calvario dei piloti oggi,
quando arriva lungo e finisce sul terrapieno in uscita.
A
prendere il comando delle operazioni è ora Petr Bartos, che ha in scia
Roman Kerka; nel frattempo è rivenuto bene il vecchio, ma sempre
pericoloso Jaroslav Hosek che precede Verbeck.
Kerka
aggancia Bartos e tenta più volte di conquistare la prima posizione; il
duello fra i due cechi è altamente spettacolare, i due ballano accoppiati
ad ogni curva, ma sempre sportivo e corretto, sicché Bartos riesce a
mantenere la sua prima posizione fino alla bandiera a scacchi, davanti a
Roman Kerka. Hosek conclude terzo, ma per farlo deve compiere un sorpasso
capolavoro su Verberk. Hosek passa di forza uscendo benissimo dalla curva
5 e sfruttando quindi la maggior velocità del suo proto nei due tratti
rettilinei che immettono sul traguardo. In questo modo recupera la
posizione persa con il testacoda al secondo giro.
Manche
2/D
Altra
partenza da raccontare in questa manche dei proto.
Mentre
Hinnenkamp scatta benissimo e prende quel metro che gli permette di fare
bene la prima curva dopo il rettifilo del via, si spingono Callaghan,
Weishaupt ed Engel. Per non tamponarli il francese Barbarin manda in
testacoda il suo proto facendo un giro completo su se stesso.
Hinnenkamp
ne approfitta ed allunga su Weishaupt e Callaghan. Il motore di Engel fa
le bizze costringendo il tedesco a rallentare vistosamente fino a fermarsi
dopo un paio di giri.
Il
giro successivo Callaghan passa Weishaupt, che però non ci sta e tiene la
traiettoria. I due finiscono fuori pista. Barbarin passa al secondo posto
dietro all’imperturbabile Hinnenkamp, Weishaupt riprende e diventa
terzo, mentre Callaghan è costretto alla resa.
Manche
3/A
Alla
staccata della prima curva si presentano in quattro: Roman Kerka, Vaclav
Fejfar, Roman Kalvoda e Adrian Boele. Quest’ultimo non trova spazio per
infilarsi e deve mettere il suo proto di taglio sulle quattro ruote per
fermarlo in tempo. Riparte ultimo.
La
situazione davanti si stabilizza con Kerka che tiene agevolmente la testa
su Fejfar e Kalvoda. Giuseppe Mucci approfitta di una divagazione di
Pynenburg.
Nel
finale Fejfar si avvicina a Kerka e prova un attacco nella prima delle due
curve che immettono sul traguardo. Kerka si difende da par suo e a
rimetterci è proprio Fejfar che perde il ritmo e si fa infilare da
Kalvoda che chiude così secondo.
Mucci
è quarto.
Manche
3/B
La
superiorità del campione in carica, Petr Bartos, si dimostra in tutta la
sua forza fin dal primo metro. Dietro si battono per la seconda piazza
Ueli Weishaupt e Duilio Lonardi. Lo svizzero è al limite per respingere
gli attacchi dell’italiano ed esce troppo lungo nel tornante centrale
dando via libera a Lonardi. Dietro ci sono Verberk, quindi un Callaghan
meno in palla del solito seguito da Weishaupt.
Colpo
di scena proprio all’ultimo giro.
Bartos,
tutto da solo, rompe una sospensione e lascia via libera all’incredulo
Lonardi che mantiene la concentrazione andando a vincere davanti a Verberk,
e Weishaupt che ha approfittato di un calo di motore di Callaghan per
salire sul podio.
Manche
3/C
Jaroslav
Hosek vuole dimostrare che i suoi riflessi sono ancora al massimo e
attacca il leader Hermann Hinnenkamp all’esterno della prima curva,
finendo largo sul terrapieno.
La
leadership di Hinnenkamp dura solo metà giro perché finisce largo al
tornante centrale dando via libera al francese Christian Barbarin che
tiene con autorevolezza la posizione nei confronti di Hosek. In terza
piazza Gianluigi Ingrami, bravo a non farsi superare da Hinnenkamp quando
torna in pista dopo la divagazione sul terrapieno.
Barbarin
vince bene su Hosek, che ha ormai desistito, mentre Ingrami deve ricorrere
a tutto il suo mestiere per chiudere terzo di un soffio su Hinnenkamp.
Manche
3/D
Jaromir
Stetina è su un altro pianeta fin dalle prime battute della manche e
nessuno si sogna nemmeno di contrastarlo. Dietro è lotta fra Alfredo
Bonollo che viene prima attaccato da Paolo Chiggiato poi dall’olandese
Glen Van Rosmalen.
Ed
è proprio quest’ultimo a mettere maggiormente in discussione il
risultato dell’italiano arrivando sul traguardo quasi appaiati.
Finale
B
C’è
tensione nella finalina per ottenere i due posti che valgono il gran
finale.
In
prima fila ci sono Hosek, Kalvoda e Callaghan.
Al
semaforo verde tutti convergono al centro ed a rimetterci è proprio
Callaghan, vincitore qui lo scorso anno che effettua un pauroso testacoda
sfiorata da una decina di ruote. Passa anche vicinissimo al rail e resta
fermo al centro pista.
Escono
immediatamente le bandiere rosse e si riparte.
Anche
Callaghan torna sulla linea di partenza.
Ed
è nuovamente brivido al via.
Hosek
si fa largo, mentre dietro Weishaupt e Van Rosmalen entrano in contatto
girandosi al centro della curva. Le vetture non sono in posizione
pericolosa e il direttore di gara fa proseguire. Hosek prende il comando
inseguito da vicino da Boele e Chiggiato, che riesce a passare
l’avversario nel corso del primo giro. Si ferma anche Callaghan, che
rimane con la sua vettura in mezzo alla pista costringendo gli altri
piloti ad uno spettacolare slalom.
Hosek
allunga decisamente, Chiggiato è secondo approfittando di un
rallentamento del tedesco Boele, inseguito da Kalvoda, cha ha avuto una
pessima partenza.
Mentre
Hosek se ne va Chiggiato vede il suo margine su Kalvoda assottigliarsi
giro dopo giro, fino a ritrovarselo agganciato agli scarichi all’ultimo
giro.
E
Kalvoda dimostra di avere cuore e fegato nel rush finale. Tiene giù anche
nel rettilineo d’arrivo e batte l’avversario per appena 185/1000 di
secondo. Per fermarsi deve mandare il suo proto in testacoda sul
terrapieno dopo il traguardo.
Ma
nella finale che conta, assieme ad Hosek, va anche lui.
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