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settembre 2006

Campionato europeo Autocross a Maggiora
Non basta la pioggia a fermare la cavalcata di Romagna



MAGGIORA (NO) - Simone Romagna, il francese Christian Barbarin e il ceco Ondrej Musil sono i vincitori della gara di Autocross valevole come ultima prova del campionato europeo di specialità.

Un fine settimana in cui gli organizzatori hanno dovuto combattere duramente contro il mal tempo che ha colpito l’alto novarese e non solo.

Una giornata che ha esaltato i colori italiani, con il successo del vicentino Simone Romagna, Mitsubishi Lancer Evo VI, nella prima divisione, quella che vede in campo le vetture derivate dalla serie fino a 3500 cm3. Dei mostri in grado di esprimere potenze vicine ai 400 CV.

Il successo italiano in questa categoria è stato completo e inappellabile. Alle spalle di Romagna si è classificato il biellese Graziano Boetto, Fiat Punto, il vicentino Gimi Busato, e il varesino “Duck Dodgers” bravissimo a portare nelle posizioni che contano la sua Peugeot 106, l’unica vettura a due ruote motrici.

Nella divisione 3/A, i prototipi tubolari quattro ruote motrici fino a 1600 cm3, vittoria del giovane ceco Ondrej Musil, autore di una gara perfetta, che chiude davanti al tedesco Christian Freischlad e all’esperto svizzero Josef Marty. Purtroppo nessun italiano ha preso parte alla finale in questa categoria.

Infine nella divisione 3, rocambolesco finale che premia, a sorpresa, il francese Christian Barbarin, davanti all’udinese Antonio Bonollo e al tedesco Herman Hinnenkamp. Sfortuna per il modenese Duilio Lonardi, grande protagonista delle manche di qualificazione, che fino a mezzo giro dalla fine era secondo assoluto.

Con la gara di Maggiora si chiude anche il campionato Europeo, con il successo dei cechi Petr Bartos, divisione 3, e Petr Turek, divisione 3/A, che bissano la vittoria dello scorso anno. Nella Divisione 1 Helmut Wild, era già campione prima della gara novarese.

Peccato per lui che la pista italiana non gli abbia portato fortuna, collezionando il primo ritiro dopo nove vittorie consecutive.

A contorno delle prove del campionato europeo si è svolta una gara di kart cross, il campionato francese che si svolge con dei piccoli prototipi spinti da propulsori di derivazione motociclistica fino a 600 cm3.

In questo caso la piacevole sorpresa della vittoria del verbano Claudio Braghiroli, che ha superato Olivier Dufour, primo rappresentante della squadra francese che monopolizza la specialità.


Divisione 1 Poker d’italiani in vetta



Son ben quattro gli italiani che tagliano per primi il traguardo in questa divisione, Vince Simone Romagna, figlio d’arte, con la stessa Mitsubishi Lancer EVO VI che aveva trionfato lo scorso anno con Marco Noris; quindi la Fiat Punto di Graziano Boetto, l’Alfa Romeo 147 di Gimi Busato e la Peugeot 106 (unica vettura a due ruote motrici) di Duck Dodgers.

Sono nove i piloti che si schierano per la finale. Grandi assenti l’italiano Davide Negri, che ha rotto un particolare del cambio della sua Subaru Impreza durante le manche di qualifica ed il mattatore della stagione, il tedesco Helmut Wild, Volkswagen Polo Proto, che finora aveva vinto tutte le gare cui aveva partecipato nel 2006.

Alla partenza scatta bene Romagna, mentre Boetto al suo fianco viene sportellato da Zebergs che parte dalle retrovie. Zebergs è secondo, ma finisce sul terrapieno, imitato da Ervandian. Sono quattro gli italiani al comando: Romagna, Busato, Boetto e Andolina.

Ma la festa viene rovinata da Duck Dodgers che cappotta la sua Peugeot 106 all’entrata dei box.

Bandiera rossa e si riparte. I danni alla Peugeot sono minimi e Duck Dodgers può ripartire.

Non così Brozek, che nonostante non sia stato toccato da nessuno è out.

Al secondo via Romagna è nuovamente il più veloce, Boetto non si fa più sorprendere ed è secondo davanti a Ervandian quindi Zebergs che prova l’attacco finendo però di girarsi al tornante dei box.

Romagna è troppo superiore ed allunga, Boetto è tranquillo secondo, mentre Ervandian che ha in scia Gimi Busato. I due si toccano più volte; il muso dell’Alfa di Busato vola via.

Al terzo giro al tornante dei box Ervandian, a stretto contatto con Busato, si gira, dando via libera al veneto, che sale sul podio. Anche Andolina, nella bagarre che c’è in fondo al gruppo si gira nel medesimo punto e precipita in fondo.

A questo punto Romagna e Boetto sono in fuga; dietro Gimi Busato è ai ferri corti con Aldis Zebergs che è tornato prepotentemente alla ribalta. Busato ha problemi: fuoco e fiamme escono dal posteriore della sua vettura.

Quando sembra che l’attacco di Zebergs possa avere successo, il lettone va volontariamente dritto sul terrapieno del tornante centrale con la sua Corolla ko.

È tripudio per gli italiani che concludono ai primi quattro posti con Romagna, Boetto, Busato e il sorprendente Duck Dodgers, che ha portato la piccolina ai massimi livelli.

Manche 1/A

In pole position c’è il vincitore di nove delle dieci gare fin qui disputate Helmut Wild (domenica scorsa non si è presentato al via per essere sicuro di partecipare alla prova di Maggiora). Al suo fianco la Clio di Kvashnin e la BMW di Mariano Rossetto. Wild scatta bene e si porta al centro pista, ma è Simone Romagna ad avere lo slancio migliore e prende la corda affiancando Wild e superandolo alla prima curva per andare al comando su Wild, Kvashnin e Romagna: Al tornante centrale cede la sospensione della Clio di Kvashnin e si gira innescando una carambola che costringe la direzione di gara a dare bandiera rossa, fermando la cavalcata di Romagna che aveva preso il largo; sulla pista rimangono Kvashnin con la sospensione divelta e Giuseppe Paoloni con la sua Alfa 147 Proto fumante.

Wild non deve più difendersi dall’assalto di Kvashnin e tiene bene la corda alla ripartenza non consentendo a Romagna di saltarlo. Il tedesco della Polo se ne va nonostante i serrati attacchi di Romagna nel corso del primo giro. Problemi di assetto per Busato che va sul terrapieno, per poi proseguire lentamente, mentre Gimi Busato tiene bene la terza piazza davanti a Brozek, attaccato da Miki Andolina, costretto ad abbandonare prima del termine

Manche 1/B

È subito bandiera rossa per la partenza anticipata di Zebergs; si riparte e questa volta è Davide Negri a scattare perfettamente davanti a Zebergs, che però va lungo alla prima curva, lasciando via libera al poleman Graziano Boetto che non riesce però ad avvicinare Negri, anche per un problema ad un tergicristallo; terzo Zebergs davanti alla Fiat Punto di Livio Romanisio e alla piccola Peugeot 106 di “Duck Dodgers”.

Manche 2/A

Helmut Wild non si schiera al palo. Simone Romagna e Gimi Busato vanno via in tranquillità , mentre dietro è lotta fra Aldis Zebergs e Ladislav Brozek.

Subito fuori Giuseppe Paoloni e Fabio Bada, alla prima esperienza con la Subaru Impreza, che si toccano in partenza e finiscono sul terrapieno venti metri dopo il via. Romagna non ha problemi a conquistare il punteggio pieno nella manche davanti a Busato e Zebergs.

Manche 2/B

Non si presenta Davide Negri. Sembra tutto facile per Graziano Boetto che in partenza deve controllare Livio Romanisio, seguito da Miki Andolina, mentre Aschot Ervandian ha una partenza al rallentatore.

Boetto allunga, Romanisio sale sul terrapieno al tornante dei box, mentre Stefano Paoloni tenta un attacco su Andolina all’ingresso del rettilineo dei box. La manovra non gli riesce e percorre di taglio un bel tratto di rettilineo appoggiandosi leggermente al guard rail.

Sembra tutto fatto per Boetto che però sbaglia una staccata parcheggiando la sua Punto sul terrapieno. Andolina va a vincere davanti a Romanisio che ha ripreso ed Ervandian che al piccolo trotto conclude terzo.

Manche 3/A

Si guardano negli occhi Simone Romagna e Gimi Busato in partenza. I due scattano come saette, ma si ostacolano reciprocamente; ne approfitta subito l’esperto Aldis Zebergs che incrocia la traiettoria chiudendo alla corda, prendendo il comando. La lotta fra Romagna e Busato dura solo poche centinaia di metri; Busato, infatti, sale sul terrapieno dopo la seconda curva e lascia via libera a Romagna che non pone indugi e subito ad inizio del secondo giro attacca Zebergs.

Ed ha immediatamente successo; Zebergs allarga la prima curva e Romagna passa, allunga e va a vincere con tranquillità davanti a Zebergs.

L’interesse si sposta sulle posizioni di rincalzo. Fabio Bada con la sua Subaru Impreza fatica a tenere dietro la Peugeot 106 (la sola vettura a due ruote motrici) di Duck Dodgers che lo passa perentoriamente alla curva dopo i box, chiudendo terzo, quindi Giuseppe Paoloni.

Manche 3/B

Brozek scatta bene al via davanti a Miki Andolina, ma si capisce che Graziano Boetto, partito da metà schieramento è l’uomo da tenere d’occhio.

E Boetto attacca duramente Miki Andolina nel tornante dei box passando sul terrapieno interno. La Punto di Boetto si alza su due ruote, si appoggia sull’altra Punto di Andolina, poi atterra giusto sulle quattro ruote e passa, mettendosi a caccia di Brozek.

E Boetto è decisamente superiore e passa decisamente nel breve rettilineo fra la prima e la seconda curva allungando per vincere in scioltezza; Brozek è secondo, quindi Ervandian che approfitta di un calo di motore della Punto di Andolina per conquistare la terza piazza.


































Divisione 3/A Musil, e chi lo prende…



Andrej Musil, giovane ceco, è il vincitore di questa categoria nella gara di Maggiora. Fin dalle prove si è dimostrato il migliore.

In finale parte dal palo ed ha subito buon gioco alla prima curva, mentre dietro di lui arrivano ai ferri corti, in un groviglio di ruote e sospensioni, Christian Freischlad, Urs Ziegler e Petr Turek che rimane piantato lungo il percorso.

Musil allunga su Freischlad, che è inseguito da Ziegler e Josef Marty. Nel corpo a corpo Ziegler ci rimette la sospensione anteriore sinistra e continua la sua gara su tre ruote per prendere la bandiera a scacchi.

Musil viene agganciato da Freischlad, che le prova tutte avendo staccato Marty. Dietro è battaglia fra Haslehner e Behm che ha la meglio dopo una lunga serie di scaramucce.

Nel finale il ceco Musil riesce ad allungare un po’ e può finire in relax la gara andando a festeggiare sul gradino più alto del podio affiancato da Freischlad e dallo svizzero Marty.

L’unico italiano che aveva conquistato il diritto alla finale, Alex Gallotta, non ha preso il via.

Manche 1/A

Non si presenta al via il poleman Petr Turek; al via scatta bene Harald Woehler, mentre dalle retrovie ha una gran partenza Joseph Marty che è bravo a conquistare la seconda piazza per attaccare Woehler, prima di finire la sua corsa sul terrapieno al tornante dei box. Sale in seconda posizione Urs Ziegler che approfitta del calo di motore di Woehler per superarlo proprio all’ultimo giro per vincere la manche. Terzo Jiri Svoboda.

Manche 1/B

Dalla prima fila manca Michael Kueches. Al via scatta benissimo Ondrej Musil che non concede spazio a nessuno e allunga su Freischlad che però si fa passare da Haslehner, quindi battaglia Faleev che ha agganciato Freischlad.

Musil vince alla grande.

Manche 1/C

Ladislav Hanak saluta tutti fin dal via e se ne va grazie a tempi mostruosi, davanti Timo Behm che ci prova per alcuni giri quindi  si accontenta della seconda piazza. Subito fuori Erminio Forti e Federico Ferrari che s’incastrano fra loro nel tornante dei box. Terzo posto finale per l’ottimo Alessandro Gallotta che controlla con autorevolezza il ritorno del ceco Petr Svestka.

Manche 2/A

Ladislav Hanak è un rullo compressore. Scatta a meraviglia dal palo e già alla prima curva a quel paio di metri di sicurezza su Timo Behm. Che precede il nostro Alex Gallotta, quindi ai ferri corti ci sono il diciannovenne ceco Petr Svestka e Cristian Grasselli.

L’italiano prova a passare l’avversario un paio di volte, ma si scompone e perde il contatto.

Anzi è proprio Svestka ad andare a minacciare Gallotta per la terza piazza.

Nel finale Grasselli tenta ancora di avvicinare il giovane ceco, ma finisce sul terrapieno dopo il traguardo. Arriva Janis Boks che colpisce il retrotreno della vettura di Grasselli.

Per il lettone una botta al polso, ma nulla di grave.

Hanak vince davanti a Behm, mentre Alex Gallotta controlla Svestka

Manche 2/B

Tutto tranquillo in questa manche con Ondrej Musil che parte bene ed allunga subito su Harald Woehler e Jiri Svoboda. Ci prova il tedesco Ronny Kuchenbecker, che con una buona partenza conquista la quarta posizione, ma nella foga sale sul terrapieno e rovina tutto.

Fermo anche la giovane promessa italiana Federico Ferrari che ferma il suo proto vicino al muretto dei box.

Manche 2/C

Scatta benissimo Urs Ziegler, che entra per primo nella prima curva seguito a stretta ruota da Christian Freischlad, Manfred Haslehner e il campione in carica Petr Turek partito dal fondo schieramento. Si aggancia al quartetto anche Erminio Forti.

I cinque viaggiano su tempi di altissimo livello, fino a quando Forti commette un errore in entrata nel tornante dei box perdendo contatto.

La tensione è alle stelle, ma Ziegler sembra poter controllare bene la situazione, fino al tornante centrale quando allarga la traiettoria. S’infila Freischlad, i due si toccano ed è la sospensione posteriore sinistra di Ziegler ad avere la peggio.

Freischlad va a vincere di stretta misura su Haslehner e Turek che non è mai riuscito a portare un attacco incisivo per la posizione. Quarto Erminio Forti.

Manche 3/A

Scatto a tre di Petr Turek, Manfred Haslehner e Ondrej Musil che transitano nell’ordine alla prima curva. Musil ci mette la grinta e salta Haslehner e si pone subito in caccia di Turek arrivandogli vicinissimo negli scarichi

Haslehner deve fare attenzione a Josef Marty che sta rivenendo alla grande. Lo svizzero ci prova in tutte le curve e al tornante centrale aggancia l’austriaco, riuscendo a passare davanti.

La bandiera scacchi cala davanti a Turek che riesce a chiudere di un soffio davanti a Musil, più staccato Marty, quindi altra volata per il quarto posto che premia Erminio Forti.

Manche 3/B

Timo Behm ha ragione alla prima curva di Ladislav Hanak, mentre alle loro spalle si disputano al terza Svestka e Cristian Grasselli che viene a sua volta attaccato dall’altro italiano Alessio Gallotta. I due si agganciano, così il giovane Svestka può tranquillamente mantenere la seconda piazza.

Che diventa seconda, nel momento in cui Hanak ha un problema meccanico che lo costringe al ritiro

Behm vince con largo margine su Svestka, quindi Alessio Gallotta che difende con i denti l’ultimo gradino del podio.

Manche 3/C

Christian Freischlad parte bene dal centro dello schieramento e viene affiancato da un arrembante Harald Woehler che però è troppo veloce finendo sul terrapieno, manovra che lo fa precipitare all’ultimo posto.

Freischlad è al comando, ma dietro ha una muta di inseguitori formata da Alex Gallotta alle prese con Urs Ziegler, poi Willem Snijder che viene passato di brutto da un determinato Federico Ferrari

Mentre Freischlad allunga Ziegler sfrutta tutta la potenza del suo motore per avere ragione di Gallotta che pare accontentarsi e della terza piazza, davanti a Ferrari.

Finale B

La finalina bis permette ai due migliori al traguardo di accedere alla finale maggiore. In prima fila ci sono Alex Gallotta con al suo fianco Petr Svestka.

Al via Alex Gallotta tiene bene la sua posizione, mentre è leggermente incerto Svestka che viene saltato da Erminio Forti che passa subito all’attacco di Gallotta.

Ma l’idolo locale esagera tampona Gallotta e deve fermarsi subito dopo la prima curva, con la leva del cambio divelta. Nel parapiglia anche Cristian Grasselli rimedia un paio di colpi e deve abbandonare.

Alex Gallotta è davanti a Josef Marty, quindi Alessio Gallotta che s’incolla ai tubi di scarico dello svizzero, poi Winninger e Svestka.

Questo è il duello più accesso in pista e finisce a metà gara nel rettilineo del traguardo. I due si agganciano e Winninger abbandona, mentre Svestka riparte attardato.

Alex Gallotta mantiene la testa, mentre il fratello Alessio prova l’attacco a Marty, ma ha un problema meccanico: il volante si sta staccando dal mozzo e deve desistere, concludendo lentamente.

Alex Gallotta e Josef Marty acquisiscono così il passaporto per la finale.






























Divisione 3 Nell’incredibile finale suona la Marsigliese



Chi, prima della gara, avesse detto che la finale della categoria maggiore l’avrebbe vinta un francese, con un italiano sul podio, sarebbe stato internato. Non solo è andata così, ma gli italiani sul podio avrebbero potuto essere addirittura due.

All’accendersi del semaforo verde è Roman Kerka a scattare perentoriamente, inseguito da Vaclav Fejfar e dall’olandese Verberk partito addirittura dalla terza fila, quindi l’ottimo Duilio Lonardi e il francese Christian Barbarin.

Ma è una finale che riserva emozioni praticamente ad ogni giro.

Il primo colpo di scena si verifica al secondo giro al tornante centrale Kerka si gira coinvolgendo parzialmente anche Lonardi. È Fejfar a prendere il comando con il francese Barbarin a debita distanza che ha appiccicato al cambio Duilio Lonardi che crede ad un ottimo risultato. Dietro c’è Antonio Bonollo che controlla tranquillamente l’attacco di Roman Kalvoda.

Anche per Fejfar sono tempi duri e al terzo giro si gira subito dopo la curva del traguardo. Barbarin e Lonardi passano come due saette,             quindi Bonollo che deve ora guardarsi da Hosek che ha avuto la meglio su Kalvoda nel giro precedente.

Lonardi è vicinissimo a Barbarin e va alla ricerca di traiettorie alternative che gli permettano di passare l’avversario. Così facendo entra violentemente nella buca che c’è nel tornante dei box. Barbarin ne approfitta per allungare un po’ e Lonardi pare accontentarsi del secondo posto.

Ma il destino è in agguato. A meno di tre curve dalla fine si vede che ha la sospensione anteriore sinistra divelta. Prova a raggiungere il traguardo.

Lo passa Bonollo, lo passano tutti gli altri concorrenti ed è costretto a parcheggiare mestamente il suo proto bordo pista, dopo una giornata esaltante.

Vince Barbarin davanti a Bonollo, quindi Hinnenkamp, che batte di un soffio Roman Kerka

Manche 1/A

Si girano subito nel rettilineo di partenza Jaroslav Hosek e Antonio Bizzotto, mentre alla prima staccata è gran duello Vaclav Fejfar e Dennis Engel che ci prova ripetutamente, fino ad arrivare al contatto al tornante dei box. Ne approfitta Adrian Boele che s’installa in seconda posizione in tranquillità mentre Fejfar s’invola e vince.  Dietro è lotta fra Ueli Weishaupt che in volata conquista il terzo gradino del podio ai danni di Boele.

Manche 1/B

Prima fila con i colori cechi. Al palo c’è Roman Kalvoda e Jaromir Stetina, affiancati dal nostro Duilio Lonardi.

Al via è un duello dell’est con Stetina che ha la meglio alla prima curva su Kalvoda che tenta l’attacco al tornante centrale finendo sul terrapieno. Sale così in seconda posizione il francese Ludovic Besson che precede il connazionale Christian Barbarin; quest’ultimo, però va in testacoda al solito tornante centrale coinvolge anche il nostro Andrea Bissoli. Kalvoda rientra ancora in zona podio, ma proprio all’ultimo giro si gira nel terribile tornante centrale lasciando così la terza piazza al nostro incisivo Duilio Lonardi, davanti a Barbarin.

Manche 1/C

Una della gare più spettacolari della giornata.

Al palo c’è il campione continentale Petr Bartos, quindi il tedesco Hermann Hinnenkamp e il vincitore della gara italiana 2005, l’olandese Terry Callaghan. Ed è proprio Callaghan a prendere il largo con una partenza al fulmicotone lasciando ai ferri corti Bartos e Hinnenkamp. Sembra tutto facile per Callaghan, ma al tornante centrale, sempre quello, si gira e per riprendere rapidamente la corretta rotta colpisce Bartos, facendolo finire fuori pista, obbligandolo al ritiro. Va al comando Hinnenkamp davanti a Callaghan e Callaghan che comincia una furiosa rimonta, poi l’olandese Verberk.

All’ultimo è una compilation di colpi di scena. Si girano Hinnenkamp e Callaghan al tornante centrale e l’olandese è il più rapido a riprendere. Vince Callaghan con buon margine su Hinnenkamp che batte in volata Verberk. Buon quarto Lorenzo Paoloni, che ha superato il tedesco Hecht.

Manche 1/D

Nulla da fare contro Roman Kerka che s’invola fin dal semaforo verde, davanti Gianluigi Ingrami e al francese Francis Warnier; dalle retrovie buona partenza di Alfredo Bonollo, quarto.

Alla seconda curva va lungo Ingrami, mentre Warnier è costretto alla resa.

Mentre Kerka s’invola il podio si completa di italiani con Bonollo secondo e Claudio Franchini terzo.

Manche 2/A

Vlaclav Fejfar scatta benissimo dal palo, inseguito su Adrian Boele, che ha incollato agli scarichi Duilio Lonardi. Boele va lungo nel rettilineo fra la prima e seconda curva e subito Lonardi va ad occupare la seconda piazza, quindi Giuseppe Mucci che ha il suo bel da fare per contenere gli attacchi di Roman Kalvoda., mentre alle loro spalle Pynenburg sale sul terrapieno perdendo la posizione.

Lonardi è bravo a tenere il passo del fuggitivo Fejfar, anzi prova anche a ridurre il gap, ma il ceco è molto attento, preciso e veloce; anzi è Lonardi a guidare al limite e dopo un paio di brividi preferisce tenere la posizione. Nel frattempo Giuseppe Mucci si difende con i denti dall’assalto di Kalvoda e proprio all’inizio dell’ultimo giro arriva lungo alla staccata dopo il traguardo finendo sul terrapieno.

Fejfar vince bene sul bravo Lonardi davanti a Kalvoda, poi Pynenburg e il mesto Boele. Ancora più indietro Mucci

Manche 2/B

In partenza s’incastrano in quattro. Restano sul rettilineo di partenza Wiely Albers ed Antonio Bizzotto, mentre Paolo Chiggiato e Petr Kotval finiscono sul terrapieno, ma non si fermano.

È subito bandiera rossa.

Si riparte con Jaromir Stetina che prende immediatamente il comando con alle spalle Gottfried Hecht che per tenere la seconda posizione effettua una staccatona da brivido che lo porta sul terrapieno. A quel punto è Alfredo Bonollo a conquistare il ruolo di scudiero. Ma dura poco perché già al tornante dei box sale sul terrapieno restituendo la posizione Hecht, mentre dietro sono ai ferri corti Kotval e Bizzotto. Stetina sembra poter allungare su Hecht e Bonollo, con Kotval e Bizzotto che presi dall’euforia finiscono entrambi sul terrapieno. Il più svelto a scendere in pista e Bizzotto, che conquista così la quarta piazza.

Stetina tiene il primo posto, mentre Hecht ha problemi di cambio che lo costringono a cedere la posizione a Bonollo; Bizzotto è quarto davanti a Kotval.

Anche Stetina non sembra particolarmente in palla e Bonollo si avvicina, ma il tentativo di sorpasso lo porta ad esagerare finendo sul terrapieno dopo la curva del traguardo. I problemi degli inseguitori si acuiscono, in particolare per Bizzotto, sicché Stetina e Bonollo chiudono davanti con buon margine su Chiggiato ed Hecht.

Manche 2/C

Partenza al fulmicotone dalle retrovie del francese Ludovic Besson che ala prima curva è già davanti a tutti. Ma con lui c’è l’olandese John Verbeck che probabilmente si appoggia leggermente alla prima curva e lo manda in testacoda.

Besson precipita in ultima posizione, mentre Verbeck sembra poter prendere il largo.

Prima di rovinare il tutto al tornante centrale, vero calvario dei piloti oggi, quando arriva lungo e finisce sul terrapieno in uscita.

A prendere il comando delle operazioni è ora Petr Bartos, che ha in scia Roman Kerka; nel frattempo è rivenuto bene il vecchio, ma sempre pericoloso Jaroslav Hosek che precede Verbeck.

Kerka aggancia Bartos e tenta più volte di conquistare la prima posizione; il duello fra i due cechi è altamente spettacolare, i due ballano accoppiati ad ogni curva, ma sempre sportivo e corretto, sicché Bartos riesce a mantenere la sua prima posizione fino alla bandiera a scacchi, davanti a Roman Kerka. Hosek conclude terzo, ma per farlo deve compiere un sorpasso capolavoro su Verberk. Hosek passa di forza uscendo benissimo dalla curva 5 e sfruttando quindi la maggior velocità del suo proto nei due tratti rettilinei che immettono sul traguardo. In questo modo recupera la posizione persa con il testacoda al secondo giro.

Manche 2/D

Altra partenza da raccontare in questa manche dei proto.

Mentre Hinnenkamp scatta benissimo e prende quel metro che gli permette di fare bene la prima curva dopo il rettifilo del via, si spingono Callaghan, Weishaupt ed Engel. Per non tamponarli il francese Barbarin manda in testacoda il suo proto facendo un giro completo su se stesso.

Hinnenkamp ne approfitta ed allunga su Weishaupt e Callaghan. Il motore di Engel fa le bizze costringendo il tedesco a rallentare vistosamente fino a fermarsi dopo un paio di giri.

Il giro successivo Callaghan passa Weishaupt, che però non ci sta e tiene la traiettoria. I due finiscono fuori pista. Barbarin passa al secondo posto dietro all’imperturbabile Hinnenkamp, Weishaupt riprende e diventa terzo, mentre Callaghan è costretto alla resa.

Manche 3/A

Alla staccata della prima curva si presentano in quattro: Roman Kerka, Vaclav Fejfar, Roman Kalvoda e Adrian Boele. Quest’ultimo non trova spazio per infilarsi e deve mettere il suo proto di taglio sulle quattro ruote per fermarlo in tempo. Riparte ultimo.

La situazione davanti si stabilizza con Kerka che tiene agevolmente la testa su Fejfar e Kalvoda. Giuseppe Mucci approfitta di una divagazione di Pynenburg.

Nel finale Fejfar si avvicina a Kerka e prova un attacco nella prima delle due curve che immettono sul traguardo. Kerka si difende da par suo e a rimetterci è proprio Fejfar che perde il ritmo e si fa infilare da Kalvoda che chiude così secondo.

Mucci è quarto.

Manche 3/B

La superiorità del campione in carica, Petr Bartos, si dimostra in tutta la sua forza fin dal primo metro. Dietro si battono per la seconda piazza Ueli Weishaupt e Duilio Lonardi. Lo svizzero è al limite per respingere gli attacchi dell’italiano ed esce troppo lungo nel tornante centrale dando via libera a Lonardi. Dietro ci sono Verberk, quindi un Callaghan meno in palla del solito seguito da Weishaupt.

Colpo di scena proprio all’ultimo giro.

Bartos, tutto da solo, rompe una sospensione e lascia via libera all’incredulo Lonardi che mantiene la concentrazione andando a vincere davanti a Verberk, e Weishaupt che ha approfittato di un calo di motore di Callaghan per salire sul podio.

Manche 3/C

Jaroslav Hosek vuole dimostrare che i suoi riflessi sono ancora al massimo e attacca il leader Hermann Hinnenkamp all’esterno della prima curva, finendo largo sul terrapieno.

La leadership di Hinnenkamp dura solo metà giro perché finisce largo al tornante centrale dando via libera al francese Christian Barbarin che tiene con autorevolezza la posizione nei confronti di Hosek. In terza piazza Gianluigi Ingrami, bravo a non farsi superare da Hinnenkamp quando torna in pista dopo la divagazione sul terrapieno.

Barbarin vince bene su Hosek, che ha ormai desistito, mentre Ingrami deve ricorrere a tutto il suo mestiere per chiudere terzo di un soffio su Hinnenkamp.

Manche 3/D

Jaromir Stetina è su un altro pianeta fin dalle prime battute della manche e nessuno si sogna nemmeno di contrastarlo. Dietro è lotta fra Alfredo Bonollo che viene prima attaccato da Paolo Chiggiato poi dall’olandese Glen Van Rosmalen.

Ed è proprio quest’ultimo a mettere maggiormente in discussione il risultato dell’italiano arrivando sul traguardo quasi appaiati.

Finale B

C’è tensione nella finalina per ottenere i due posti che valgono il gran finale.

In prima fila ci sono Hosek, Kalvoda e Callaghan.

Al semaforo verde tutti convergono al centro ed a rimetterci è proprio Callaghan, vincitore qui lo scorso anno che effettua un pauroso testacoda sfiorata da una decina di ruote. Passa anche vicinissimo al rail e resta fermo al centro pista.

Escono immediatamente le bandiere rosse e si riparte.

Anche Callaghan torna sulla linea di partenza.

Ed è nuovamente brivido al via.

Hosek si fa largo, mentre dietro Weishaupt e Van Rosmalen entrano in contatto girandosi al centro della curva. Le vetture non sono in posizione pericolosa e il direttore di gara fa proseguire. Hosek prende il comando inseguito da vicino da Boele e Chiggiato, che riesce a passare l’avversario nel corso del primo giro. Si ferma anche Callaghan, che rimane con la sua vettura in mezzo alla pista costringendo gli altri piloti ad uno spettacolare slalom.

Hosek allunga decisamente, Chiggiato è secondo approfittando di un rallentamento del tedesco Boele, inseguito da Kalvoda, cha ha avuto una pessima partenza.

Mentre Hosek se ne va Chiggiato vede il suo margine su Kalvoda assottigliarsi giro dopo giro, fino a ritrovarselo agganciato agli scarichi all’ultimo giro.

E Kalvoda dimostra di avere cuore e fegato nel rush finale. Tiene giù anche nel rettilineo d’arrivo e batte l’avversario per appena 185/1000 di secondo. Per fermarsi deve mandare il suo proto in testacoda sul terrapieno dopo il traguardo.

Ma nella finale che conta, assieme ad Hosek, va anche lui.
































Kart Cross, Braghiroli come Cannavaro



I piccoli Kart Cross, “ragni” con motorizzazione motociclistica da 600 cm3, sono una specialità francese, e i transalpini sono scesi in Italia per fare man bassa, come loro solito di coppe e trofei.

Purtroppo per loro sono incappati in una giornata storta.

La pioggia torrenziale ha reso difficilissime le condizioni di gara al punto che si è preferito sospendere le prove e le prime manche a causa di problemi di raffreddamento del motore (la terra andava a ricoprire completamente le vetturette formando una crosta sul motore danneggiandolo).

Solo verso mezzogiorno è stato possibile inserire la prima manche dei Cross e la finale si è svolta con le ombre della sera che stavano già coprendo l’impianto di Pragiarolo.

In un duello, correttissimo, l’ha spuntata una volta tanto, il’italiano Claudio Braghiroli che ha battuto il mattatore della nazionale francese Olivier Dufuor. Lo idane del kart cross ha reagito però diversamente dal re della pedata, stringendo sul podio la mano dell’avversario, promettendo però rapida rivincita.

Braghiroli, invece, ha emulato Cannavaro, alzando glio cchi al cielo per un successo storico.









 

 

 

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