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gennaio 2007

Il Piè Veloce Pettenuzzo  
Si nasconde e vince

foto di Sergio "Zoom" Biancolli - Marco Boccardi  



PRAGELATO (TO) - C’è voluta tutta la capacità di Adriano Priotti e del suo staff per mettere i concorrenti in condizione di gareggiare domenica 14 gennaio sull’impianto Ice di Pragelato per la prima prova dell’ICE CUP 2007. Alle otto del mattino il termometro faceva già capolino sullo zero, per arrivare ai 12° verso mezzogiorno.

Il fatto che il fondo fosse ottimo e spesso ha permesso di disputare le tre corse della giornata, anche se si è dovuto rimandare al prossimo appuntamento lo Xideco Challenge, la gara in bagarre, la più spettacolare della giornata.

Così si disputano le tre batterie su sei giri che forniscono le classifiche finali. Nella prima contava il migliore dei sei giri, mentre nelle altre due era importante siglare il miglior tempo sul totale dei sei giri.

Il successo nelle quattro per quattro ruote motrici è andato ad Augustino Pettenuzzo estremamente costante nelle sue prestazioni, precedendo piuttosto nettamente tutti gli altri avversari. Imbattibile fra le due ruote motrici Davide Brunet, che sopperisce con una guida perfetta alla minor potenza della sua Peugeot 205 Rallye.

Parziale giornata no per il francese Jaques Sestach. Buia come la notte per Beppe Pozzo e Gianfranco Vedelago.

Quattro Ruote Motrici Proto

1° Augustino Pettenuzzo (Mitsubishi Lancer Proto) - Il Pié Veloce di Borgaro Torinese si dimostra implacabile nel corso della giornata. È bravo a stare lontano dalle grane, lasciando un po’ di spazio in partenza all’avversario che lo precedeva. Poi, via di forza e costanza siglando tempi ottimi con una costanza impressionante. Nella prova sprint, quella in cui conta il miglior giro, cresce tornata dopo tornata, al punto di piazzare il colpo vincente nel penultimo passaggio.

Nella prima lunga, dove contano i sei giri, parte lentissimo proprio per crearsi lo spazio e poi via all’attacco staccando già alla seconda tornata il tempo di 39”20 che resterà il record della giornata, ed unico sotto il muro dei 40”. Il suo tempo sui sei giri è il migliore della giornata.

Nella terza finale parte meglio, ma dopo un paio di giri il cambio fa le bizze, costringendolo a guidare con la sola quarta e quinta marcia correndo in difesa. Le sue traiettorie sono spettacolari e splendide. Ma anche molto produttive.

2° Enrico Brunet (Lancia Delta Proto) - La seconda forza in campo, paga la sua “nascita” nella categoria tutto avanti che lo porta ad impostare le curve in modo troppo perfetto seguendo la traiettoria, invece di buttarla in pendolo. Quando se ne ricorda non ce n’è per nessuno o quasi. Nella manche sul giro secco è secondo alle spalle di Pettenuzzo di soli 20/100 di secondo; nelle due lunghe è costante sui tempi, ma è battuto nettamente da Pettenuzzo nella prima e di poco da Sestach. Nella seconda arriva a ridosso del francese che ha nelle mani un mezzo decisamente superiore al suo.

3° Roby Novara (Toyota Yaris Proto) - Il moncalierese è uno dei piloti più spettacolari dell’ICE CUP con la sua Toyota Yaris Proto che è una delle vetture più adatte alle gare su ghiaccio. Nella manche sprint paga oltre 1” a Pettenuzzo, mentre in quelle lunghe ha un buon passo, ma non riesce a trovare il colpo di reni che gli regala il tempo che lo pone ai vertici della giornata.

4° Jaques Sestach (Opel Tigra Proto) - Il francese è uno dei piloti più veloci e sulla carta uno dei pretendenti al successo finale. Ma le sue speranze, complice il sistema di classifiche a punti, si spengono al termine della primo giro della manche sprint, quando la ruota anteriore sinistra della sua Opel Tigra Proto si stacca dal mozzo e finisce nel vicino torrente Chisone.

Nella seconda manche è velocissimo e costante, ma Pettenuzzo è in giornata di grazie e lo relega al secondo posto di manche. Nell’ultima è il migliore, girando con pendoli perfetti, anche se, complice il deteriorarsi della pista, non riesce ad avvicinarsi ai tempi record mattutini di Pettenuzzo.

5° Alex Pregnolato (Lancia Delta Proto) - Il canarino di Oleggio si trova a gareggiare nelle condizioni che preferisce. È il primo del suo gruppo a partire e conduce una gara splendida per lo spettacolo che offre in tutti i tornanti. Pregnolato forse esagera nella geometria ma il pubblico ringrazia. La sua gara è senza problemi.

6° Gabriele Scursatone (Citroën AX Proto) - È la sorpresa più bella della giornata. Con una vettura aspirata con la metà dei cavalli degli avversari che divide con papà Francesco è autore di pendoli splendidi. Se nella sprint la necessità di superare Maurizio Guiot non lo condiziona, nelle due lunghe il sorpasso gli porta via una manciata di secondi che non sono significativi nella seconda. Nella prima invece deve cedere il passo a papà Francesco per appena 19/10, pur essendo più veloce sul giro secco.

7° Pierpaolo Romero (Lancia Delta Proto) - Il pilota di Trofarello, protagonista di mille Formula Challenge si diverte come un pazzo per tutta la giornata gareggiando con Pregnolato su chi fa i pendoli più spettacolari, con mille ringraziamenti da parte del pubblico. Chissà quanto si divertono i meccanici che a turno si porta sul sedile di destra. Per lui una vera prova da atleta visto che rompe il servosterzo nelle battute iniziali e deve fare uno sforzo degno di un sollevatore di pesi. Riesce anche ad ingarellarsi con Gianni Lopes dando un bel po’ di spettacolo per il pubblico.

8° Claudio Barosso (Lancia Delta Proto) - Re della costanza sui tempi effettua una gara tutto spettacolo e specie nella Esse, dove si formano i solchi chiede alla sua Delta di volare in alto per la gioia dei fotografi. Bei duelli con Marco Neirotti con un perfetto sorpasso al tornante Sestriere.

9° Gramaglia C (Lancia Delta Proto) - Divide la sua Delta con Barosso siglando tempi analoghi, specie nella gara lunga, prima di doversi fermare proprio all’ultimo giro della terza manche per un problema alla vettura.

10° Roberto Mosso (Mazda 323 GTR) - All’esordio nelle gare su ghiaccio il pilota abitualmente protagonista dei rally storici è piuttosto costante nella sua posizione migliorando costantemente i tempi sul giro. La sua vettura è bella, ma probabilmente non all’altezza delle migliori Delta o delle più recenti Mitsu.

11° Roberto Zampieri (Fiat Panda Proto 4x4) - A chi si chiedeva dove volesse andare con una vettura decisamente inferiore alla concorrenza il torinese ha risposto con tempi da urlo ed una guida spettacolare e redditizia al tempo stesso, dimostrando che anche con una macchina fatta in “cantina” ci si può divertire. Il problema sta nel limitatore che taglia la potenza del motore nella salita del ponte dove la Panda percorre parecchie centinaia di metri urlando al limite. Prima della prossima gara gli allegri ragazzi hanno deciso di innalzare il limite.

Che Zampieri potesse fare di più lo dimostrano i tempi sul giro: per sei volte, nella terza manche, Zampieri gira sul piede di 46”.

12° Alessandro Gino (Mitsubishi Lancer) - Il pilota cuneese porta sul ghiaccio la Mitsu che usa solitamente nei rally, omologata in Gruppo N. È il suo esordio sul ghiaccio e la poca esperienza lo porta ad assaggiare anche il muretto di’ingresso del tornante Sestriere. Mediamente i suoi tempi sono buoni, ma un paio di giri al rallentatore nelle manche lunghe lo relegano nelle posizioni medio-basse della classifica.

13° Gianfranco Gramaglia (Lancia Delta Proto) - Per tre manche è protagonista di intense battaglie con la Citroën AX Proto di Francesco Gramaglia che gli parte in scia. I suoi tempi sono nella media ma mai riesce ad avere il guizzo che lo mette ai vertici. Ma il pubblico si diverte.

14° Mara Capella (Lancia Delta Proto) - Esordio in gara su ghiaccio per la Pink Lady di Borgaro torinese. Il camion bianco ex Ago Pettenuzzo ha potenza e trazione da vendere, ma è pesantissimo da guidare. E lei deve prenderci la mano. Lo fa nel corso della gara scendendo nel passo sul giro fino a siglare un onorevole 45”27. La grinta è quella dei tempi della Citroën AX e presto la ritroveremo a lottare per le posizioni che contano.

15° Gianni Lopes (Lancia Delta Proto) - Ritorno in gara dopo l’incidente di tre anni fa per il carrozzerie volante di Settimo Torinese che si conferma più in forma del turbo della sua Lancia Proto. Senza questo problema nel corso dell’ultima manche che lo ferma nel corso della terza manche sarebbe fra i top, avendo siglato il sesto tempo sul giro nella prima manche ed il nono nella seconda. Che il mestiere ci sia lo dimostrano le traiettorie sul giro e bei duelli con Pierpaolo Romero.

16° Francesco Scursatone (Citroën AX Proto) - Il suo stop al tornante Fenestrelle al quarto giro della terza manche per problemi al cambio è una delle maggiori delusioni della giornata. Divide la Citroën AX Proto con il figlio che si dimostra il suo più tenace avversario. Nel tempo sul giro soccombe per appena 34/100, mentre ne ha ragione per ancora meno, solo 19/100 su sei giri, nella seconda manche. Si libera con due bei sorpassi senza problemi di Gianfranco Gramaglia, dando spettacolo.

17° Gianmaria Novara (Lancia Delta Proto) - Il giovane figlio d’arte si affida a Luca Oldini come tutor nelle prime due manche. Esordire alla sua età direttamente su una Delta Proto non è facile, ma lui sa svincolarsi dalla pressione. Effettua le prime due manche con Luca Oldini sul sedile di destra che lo guida e lo consiglia togliendo nel corso della giornata oltre 4” sul giro. Non male. I pendoli nei tornanti cominciano ad arrivare il punto di staccata è costantemente ritardato. Si cresce e la sfida con papà Roby non è lontana.

18 ° Beppe Pozzo (Ford Escort Proto - foto Elio Magnano) - la vettura è bianca ed immacolata, così come la sua casella punti. Nella prima manche stallona al primo tornante Fenestrelle due gomme, poi rompe la campana del cambio e non riesce nemmeno a prendere il via nelle altre manche. Circola per un po’ nel paddock senza smoccolare contro la vettura. Il suo tempo sul giro è da paura, ma con due gomme spiattellate cosa poteva fare.

19° Gianfranco Vedelago (Proto ACH) - Come il vascello fantasma il suo proto si aggira per il paddock. Non parte nella prima manche perché non va nemmeno in moto; riesce a compiere un paio di giri a passo turistico nella manche di recupero che la direzione gara gli concede prima di fermarsi definitivamente silenzioso come la notte d’inverno. Buio totale.

E dire che il pilota di Carmagnola sarebbe uno dei favoriti. Forse avrebbe dovuto rispolverare la sua vecchia Tigra, ora convertita slalom, per divertirsi e far divertire il pubblico.

 




Quattro Ruote Motrici Proto  



1° Luca Oldini (Mitsubishi Lancer) - La bagarre esalta le doti di aggressività del pilota di Castellamonte. Correre secondo regolamento Formula Challenge dimostra appieno le sue capacità di guida con una bella perfezione geometrica nelle traiettorie. Riesce però a dimostrare di saperci fare con i sorpassi, quando deve effettuare i doppiaggi di Neirotti e Barosso, che effettua con la determinazione dei grandi. I suoi tempi sul giro sono da primato anche nell’assoluta. Nella manche secca ottiene la quarta prestazione della giornata. Nelle due lunghe ottiene rispettivamente la nona e la quinta prestazione. La sua Lancer è perfetta, ma ci mette molto del suo…

2° Marco Neirotti (Mazda 323) - Si trova a lottare con Mara Capella che dispone di una Delta particolarmente performante. Con la sua Mazda si comporta egregiamente, ma i tempi, ovviamente, sono lontani da quelli di Oldini. Soddisfatto.

3° Falco (Lancia Delta) - Una prima manche con tempi ragguardevoli che lo pongono in seconda posizione di classe e 12esima assoluta, poi nella seconda la Delta si rompe, dopo avergli consentito qualche buon tempo. E torna a casa in anticipo.

4° Maurizio Guiot (Lancia Delta) - Divide la Delta con Falco e con lui anche i guai. Ottimo il tempo sul giro nella prima manche, 14° fra il 4x4, poi nelle altre non riesce neppure a partire…


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Due Ruote Motrici oltre 1600



1° Fabrizio Ceriali (Fiat Punto Proto) - Domina senza problemi la sua classe, ma la delusione arriva dal fatto che deve cedere la leadership delle due ruote motrici a Davide Brunet e Fulvio Chiaberto. Nella prima manche addirittura William “Orso” Valetti gli sta davanti. Il problema sta nel fatto che la sua Punto ha grossi problemi di trazione nell’uscita dei tornanti, con il motore che urlo a limitatore e la velocità che non c’è. Sara per la prossima volta.

2° Enrico Campus (Fiat Uno) - Il cuneese svolge per benino il suo compito con una Uno che non è un fulmine di guerra. Sa a priori di non poter contrastare Ceriali e nemmeno il fatto lo interessa. La cosa più importante per lui è fare delle belle spazzolate e divertire il pubblico. Ci riesce perfettamente, con dei tempi tutto sommato significativi. Nella sprint, ad esempio, becca appena 13/100 da Ceriali sul giro. Notevole.

3° Fabrizio Rosano (Peugeot 205) - terza forza della categoria dà spettacolo agganciando Rocchieri che gli parte davanti. Lotta gomito a gomito con l’avversario tentando di passarlo ad ogni staccata ad ingresso nei tornanti, mentre in salita paga la minor potenza. Alla fine la loro lotta consente a campus di agganciarli e superarli entrambi.

4° Mauro Farò (Peugeot 205) - La sua posizione in classifica rispecchia le sue prestazioni nonostante nell’ultima manche la sua Peugeot 205 Turbo Look si fermi anzi tempo. E dire che nella prima manche lunga era stato la seconda forza in categoria.

5° Roberto Pizzorno (Peugeot 205) - Salto di categoria per il simpatico pilota savonese che si diverte come un pazzo nella sua gara completando puntigliosamente il suo lavoro. Peccato che non ci sia la bagarre finale dove si esprime al massimo.

6° Luca Perosino (Fiat Uno Proto) - In classifica finale è davanti al suo compagno di avventura Beppe Massocco solo in virtù del gran tempo effettuato nella manche sprint. Poi fa lo spettatore.

7° Giuseppe Massocco (Fiat Uno Proto) - Buona prestazione dello sportivissimo pilota astigiano che non ha problemi a dividere la sua Fiat Uno Proto con un compagno velocissimo. Nella sprint paga 72/100 sul giro, distacco tutto sommato contenuto. Nella prima lunga ci pensa un semiasse a fermarlo quando stava viaggiando su un ottimo passo. Peccato che il problema non sia quello, ma il cambio, che lo costringe a smettere la tuta prima del tempo.

8° Matteo Brizio (Peugeot 205) - Per la serie chi l’ha visto il cuneese aleggia come un fantasma nel paddock con la sua 205 che non raggiunge nemmeno il cancello di partenza. Ritenta e sarai più fortunato.

 




Due Ruote Motrici fino a 1600



1° Davide Brunet (Peugeot 205) - Non si capisce se sia il destino o la furbizia degli organizzatori a far scendere insieme Ceriali, Davide Brunet, Chiaberto e Mauro Farò.

E il giovane erede del trono del ghiaccio si esalta a partire proprio in scia a Ceriali per cui lo può controllare a piacere. Nella sprint stacca il miglior tempo delle tutto avanti con 13/100 sul più pericoloso avversario, Fulvio Chiaberto, mentre nelle altre manche il distacco si fa pesante e gli avversari annichiliscono.

La sua guida è perfetta pulita, chirurgica. Ma è troppo legata alle due ruote motrici. Dovrebbe fare il salto di categoria, passare a vetture più potenti e 4x4 per non sclerotizzare un talento notevole.

La soluzione sarebbe fare il cambio con la Delta di papà Enrico, che a questi discorsi viene colpito da improvvisi attacchi di sordità.

2° Fulvio Chiaberto (Peugeot 205) - Forte e determinato, paga rispetto a Brunet la sua maggior inclinazione allo spettacolo nei tornanti con grandi spazzolate che penalizzano le due ruote motrici. Il pubblico ringrazia e lui dimostra di avere la stoffa del grande. Nella sprint trova nel cilindro una serie di giri ottimi che lo lasciano a soli 13/100 da Brunet Jr. Ma è la costanza del tempo sul giro a sorprendere. Nelle successive manche, quando sarebbe più importante, non è sempre così veloce e nella prima lunga si fa bagnare il naso da William “Orso” Valetti. Ma la seconda forza, assoluta, delle due ruote motrici, è lui.

3° William Valetti (Autobianchi 112) - Non si può parlare di sorpresa perché tutti sanno quando vada forte l’Orso di San Mauro Torinese, con una A112 che ha le sue belle primavere sulle spalle. Il fatto è che Valetti ottiene i tempi con una guida spettacolare e costantemente di traverso che dovrebbe penalizzarlo al cronometro, passando costantemente e senza tanti complimenti l’avversario che gli parte davanti. Invece lui risponde alla Markku Alen: “SE macchina va, Orso tiene giù”.

4° Carlo Farò (Peugeot 205) - In una batteria non stimolante per la lotta Carlo Farò fa tutto da solo riuscendo comunque a staccare tempi dignitosi e soprattutto molto costanti.

5° Gino Vincenzi (Peugeot 205) - Il funambolico pilota preparatore savonese si ritrova a correre praticamente da solo. Ma non ci pensa su due volte e tiene giù il piede della sua 205 con cui divide da innumerevoli anni innumerevoli avventure, senza nemmeno farsi mancare un’escursione sulle sponde.

6° Emilio Zoppetto (Citroën AX) - È bravo a guardare negli specchietti per dare strada a quel fulmine che è Orso Valetti che gli parte dietro. Sua AX non è un fulmine di guerra sotto il profilo della potenza, ma lui non se ne preoccupa. È più bravo a mantenere il ritmo nella costa dei tempi che a fare il giro della morte.

7° Rocchieri (Peugeot 205) - È l’unico concorrente a beccarsi una penalizzazione per mancato rispetto delle bandiere blu, ma ci sarebbe da disquisire. Un po’ di sana bagarre non fa mai male e quando Rocchieri si trova in mezzo si butta in mezzo con un vigore agonistico che riscalda il pubblico. La penalizzazione lo demotiva più nel suo ego che nella classifica.

8° Romano Costa (Autobianchi 112) - È il primo concorrente a scendere in campo e si ritrova in batteria con l’A112 di Valetti che lo supera costantemente. Ma la sua A112 ha meno grinta ed anche per lui il divertimento delle 18 tornate è pieno.

9° Frank Zampaglione (Fiat Uno) - Le sue prestazioni sono migliori di quanto dica la classifica. Ma nella sprint non trova il giro buono, impegnato a difendersi dall’assalto di Tuminello, mentre nella prima lunga compie solo tre giri. E la classifica ne risente.

10° Luca Giuliano (Fiat Uno) - I problemi iniziano fin dalla prima manche, quando non riesce a completare tutte le sei tornate, Anche nella prima lunga si ferma anzitempo e nell’ultima di giri ne fa due. Divertirsi è un’altra cosa.

11° Giorgio Vettori (Opel Corsa) - Fra lui e la pompa benzina è guerra aperta. Vince la pompa benzina, che lo fa singhiozzare per tutta la manche sprint. Nella prima lunga l’accessorio si stufa prima fermandolo dopo appena tre giri. Costringendolo a tornare a casa prima della bandiera a scacchi.

12° Francesco Tuminello (Peugeot 106) - Molto bella sua Peugeot 106, che però stampa al quarto giro della manche sprint all’esterno del Tornante Fenestrelle mentre se le sta dando di santa ragione con Frank Zampaglione.

I danni sono tali che la sua corsa finisce lì.

13° Pasquale Madonna (Opel Corsa) - In omaggio al suo cognome un pellegrinaggio ad un santuario della Vergine non sarebbe male. Eredita la Corsa borbottante da Vettori che nella manche sprint non compie nemmeno un giro. Nella prima lunga riesce a compiere sei giri ad una velocità tale che rischia di essere superato anche da una donna gravida con passeggino. Nell’ultima non riesce a partire. La pompa della benzina ha avuto ragione.

Un vero peccato perché il driver carmagnolese è uno dei più veloci e spettacolari interpreti del circus bianco.


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Due Ruote Motrici trazione posteriore



1° Paolo Meratti (Alfa 75) - Implacabile nel suo ritmo è imbattibile fra le tutto dietro. Soccombe a Zazzaro nella manche sprint, ma è sul ritmo che impone la sua legge, con una costanza di risultati che l’avversario non ha. Alla fine per lui vincere è d’obbligo.

2° Alex Zazzaro (Fiat 131 Abarth) - Lo spettacolo è il suo credo e allo spettacolo consegna tutta la sua verve agonistica. Stacca il miglior tempo sul giro nella sprint con 41/100 su Meratti, ma nelle altre manche indugia troppo al traverso ed al pendolo. Il pubblico ringrazia, il cronometro meno, e il lombardo lo supera, staccandolo decisamente nella seconda manche.

3° Osvaldo Galatini (Talbot TI) - Pur di essere presente il prode Osvaldo abbandona il suo ragno da Formula Challenge e pesca questa Talbot TI con cui fa dei numeri d’alta scuola. E non potrebbe fare diversamente, visto che il potenziale dell’auto è decisamente più basso rispetto agli avversari.

4° Cristian Bosco (Alfa 75) - Ci vuole un coraggio da leoni a scendere in campo sulla lastra di ghiaccio di Pragelato. E lui ce l’ha staccando tempi molto vicini al prode Galatini, ma soprattutto divertendosi, molto. Le sue prestazioni sono buone.

 

 

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