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PRAGELATO
(TO) - C’è voluta tutta la capacità di Adriano
Priotti e del suo staff per mettere i concorrenti in condizione di
gareggiare domenica 14 gennaio sull’impianto Ice di Pragelato per la
prima prova dell’ICE CUP 2007. Alle
otto del mattino il termometro faceva già capolino sullo zero,
per arrivare ai 12° verso mezzogiorno.
Il fatto che il fondo fosse ottimo e spesso ha
permesso di disputare le tre corse della giornata, anche se si è
dovuto rimandare al prossimo
appuntamento lo Xideco Challenge, la gara in bagarre, la più
spettacolare della giornata.
Così si disputano le tre batterie su sei giri
che forniscono le classifiche finali. Nella prima contava il migliore
dei sei giri, mentre nelle altre due era importante siglare il miglior
tempo sul totale dei sei giri.
Il successo nelle quattro per quattro ruote
motrici è andato ad Augustino
Pettenuzzo estremamente costante nelle sue prestazioni, precedendo
piuttosto nettamente tutti gli altri avversari. Imbattibile fra le due
ruote motrici Davide Brunet, che sopperisce con una guida perfetta alla minor
potenza della sua Peugeot 205 Rallye.
Parziale
giornata no per il francese Jaques Sestach.
Buia
come la notte per Beppe Pozzo e Gianfranco Vedelago.
Quattro Ruote Motrici Proto
1°
Augustino Pettenuzzo (Mitsubishi Lancer Proto) -
Il Pié Veloce
di Borgaro Torinese si dimostra implacabile nel corso della giornata.
È bravo a stare lontano dalle grane, lasciando un po’ di spazio in
partenza all’avversario che lo precedeva. Poi, via di forza e
costanza siglando tempi ottimi con una costanza impressionante. Nella
prova sprint, quella in cui conta il miglior giro, cresce tornata dopo
tornata, al punto di piazzare il colpo vincente nel penultimo
passaggio.
Nella prima lunga, dove contano i sei giri, parte
lentissimo proprio per crearsi lo spazio e poi via all’attacco
staccando già alla seconda tornata il tempo di 39”20 che resterà
il record della giornata, ed unico sotto il muro dei 40”. Il suo
tempo sui sei giri è il migliore della giornata.
Nella terza finale parte meglio, ma dopo un paio
di giri il cambio fa le bizze, costringendolo a guidare con la sola
quarta e quinta marcia correndo in difesa. Le sue traiettorie sono
spettacolari e splendide. Ma anche molto produttive.
2° Enrico
Brunet (Lancia Delta Proto) - La seconda forza in campo, paga la
sua “nascita” nella categoria tutto avanti che lo porta ad
impostare le curve in modo troppo perfetto seguendo la traiettoria,
invece di buttarla in pendolo. Quando se ne ricorda non ce n’è per
nessuno o quasi. Nella manche sul giro secco è secondo alle spalle di
Pettenuzzo di soli 20/100 di secondo; nelle due lunghe è costante sui
tempi, ma è battuto nettamente da Pettenuzzo nella prima e di poco da
Sestach. Nella seconda arriva a ridosso del francese che ha nelle mani
un mezzo decisamente superiore al suo.
3° Roby
Novara (Toyota Yaris Proto) - Il moncalierese è uno dei piloti
più spettacolari dell’ICE CUP con la sua Toyota Yaris Proto che è
una delle vetture più adatte alle gare su ghiaccio. Nella manche
sprint paga oltre 1” a Pettenuzzo, mentre in quelle lunghe ha un
buon passo, ma non riesce a trovare il colpo di reni che gli regala il
tempo che lo pone ai vertici della giornata.
4° Jaques
Sestach (Opel Tigra Proto) -
Il francese è uno dei piloti più
veloci e sulla carta uno dei pretendenti al successo finale. Ma le sue
speranze, complice il sistema di classifiche a punti, si spengono al
termine della primo giro della manche sprint, quando la ruota
anteriore sinistra della sua Opel Tigra Proto si stacca dal mozzo e
finisce nel vicino torrente Chisone.
Nella seconda manche è velocissimo e costante,
ma Pettenuzzo è in giornata di grazie e lo relega al secondo posto di
manche. Nell’ultima è il migliore, girando con pendoli perfetti,
anche se, complice il deteriorarsi della pista, non riesce ad
avvicinarsi ai tempi record mattutini di Pettenuzzo.
5° Alex
Pregnolato (Lancia Delta Proto) - Il canarino di Oleggio si
trova a gareggiare nelle condizioni che preferisce. È il primo del
suo gruppo a partire e conduce una gara splendida per lo spettacolo
che offre in tutti i tornanti. Pregnolato forse esagera nella
geometria ma il pubblico ringrazia. La sua gara è senza problemi.
6°
Gabriele Scursatone (Citroën AX Proto) - È la sorpresa più
bella della giornata. Con una vettura aspirata con la metà dei
cavalli degli avversari che divide con papà Francesco è autore di
pendoli splendidi. Se nella sprint la necessità di superare Maurizio
Guiot non lo condiziona, nelle due lunghe il sorpasso gli porta via
una manciata di secondi che non sono significativi nella seconda.
Nella prima invece deve cedere il passo a papà Francesco per appena
19/10, pur essendo più veloce sul giro secco.
7°
Pierpaolo Romero (Lancia Delta Proto) -
Il pilota di Trofarello,
protagonista di mille Formula Challenge si diverte come un pazzo per
tutta la giornata gareggiando con Pregnolato su chi fa i pendoli più
spettacolari, con mille ringraziamenti da parte del pubblico. Chissà
quanto si divertono i meccanici che a turno si porta sul sedile di
destra. Per lui una vera prova da atleta visto che rompe il
servosterzo nelle battute iniziali e deve fare uno sforzo degno di un
sollevatore di pesi. Riesce anche ad ingarellarsi con Gianni Lopes
dando un bel po’ di spettacolo per il pubblico.
8°
Claudio Barosso (Lancia Delta Proto) -
Re della costanza sui
tempi effettua una gara tutto spettacolo e specie nella Esse, dove si
formano i solchi chiede alla sua Delta di volare in alto per la gioia
dei fotografi. Bei duelli con Marco Neirotti con un perfetto sorpasso
al tornante Sestriere.
9°
Gramaglia C (Lancia Delta Proto) -
Divide la sua Delta con
Barosso siglando tempi analoghi, specie nella gara lunga, prima di
doversi fermare proprio all’ultimo giro della terza manche per un
problema alla vettura.
10°
Roberto Mosso (Mazda 323 GTR) - All’esordio nelle gare su
ghiaccio il pilota abitualmente protagonista dei rally storici è
piuttosto costante nella sua posizione migliorando costantemente i
tempi sul giro. La sua vettura è bella, ma probabilmente non
all’altezza delle migliori Delta o delle più recenti Mitsu.
11°
Roberto Zampieri (Fiat Panda Proto 4x4) -
A chi si chiedeva dove
volesse andare con una vettura decisamente inferiore alla concorrenza
il torinese ha risposto con tempi da urlo ed una guida spettacolare e
redditizia al tempo stesso, dimostrando che anche con una macchina
fatta in “cantina” ci si può divertire. Il problema sta nel
limitatore che taglia la potenza del motore nella salita del ponte
dove la Panda percorre parecchie centinaia di metri urlando al limite.
Prima della prossima gara gli allegri ragazzi hanno deciso di
innalzare il limite.
Che
Zampieri potesse fare di più lo dimostrano i tempi sul giro: per sei
volte, nella terza manche, Zampieri gira sul piede di 46”.
12°
Alessandro Gino (Mitsubishi Lancer) - Il pilota cuneese porta
sul ghiaccio la Mitsu che usa solitamente nei rally, omologata in
Gruppo N. È il suo esordio sul ghiaccio e la poca esperienza lo porta
ad assaggiare anche il muretto di’ingresso del tornante Sestriere.
Mediamente i suoi tempi sono buoni, ma un paio di giri al rallentatore
nelle manche lunghe lo relegano nelle posizioni medio-basse della
classifica.
13°
Gianfranco Gramaglia (Lancia Delta Proto) -
Per tre manche è
protagonista di intense battaglie con la Citroën AX Proto di
Francesco Gramaglia che gli parte in scia. I suoi tempi sono nella
media ma mai riesce ad avere il guizzo che lo mette ai vertici. Ma il
pubblico si diverte.
14°
Mara Capella (Lancia Delta Proto) -
Esordio in gara su ghiaccio
per la Pink Lady di Borgaro torinese. Il camion bianco ex Ago
Pettenuzzo ha potenza e trazione da vendere, ma è pesantissimo da
guidare. E lei deve prenderci la mano. Lo fa nel corso della gara
scendendo nel passo sul giro fino a siglare un onorevole 45”27. La
grinta è quella dei tempi della Citroën AX e presto la ritroveremo a
lottare per le posizioni che contano.
15°
Gianni Lopes (Lancia Delta Proto) - Ritorno in gara dopo
l’incidente di tre anni fa per il carrozzerie volante di Settimo
Torinese che si conferma più in forma del turbo della sua Lancia
Proto. Senza questo problema nel corso dell’ultima manche che lo
ferma nel corso della terza manche sarebbe fra i top, avendo siglato
il sesto tempo sul giro nella prima manche ed il nono nella seconda.
Che il mestiere ci sia lo dimostrano le traiettorie sul giro e bei
duelli con Pierpaolo Romero.
16°
Francesco Scursatone (Citroën AX Proto) - Il suo stop al
tornante Fenestrelle al quarto giro della terza manche per problemi al
cambio è una delle maggiori delusioni della giornata. Divide la Citroën
AX Proto con il figlio che si dimostra il suo più tenace avversario.
Nel tempo sul giro soccombe per appena 34/100, mentre ne ha ragione
per ancora meno, solo 19/100 su sei giri, nella seconda manche. Si
libera con due bei sorpassi senza problemi di Gianfranco Gramaglia,
dando spettacolo.
17°
Gianmaria Novara (Lancia Delta Proto) -
Il giovane figlio
d’arte si affida a Luca Oldini come tutor nelle prime due manche.
Esordire alla sua età direttamente su una Delta Proto non è facile,
ma lui sa svincolarsi dalla pressione. Effettua le prime due manche
con Luca Oldini sul sedile di destra che lo guida e lo consiglia
togliendo nel corso della giornata oltre 4” sul giro. Non male. I
pendoli nei tornanti cominciano ad arrivare il punto di staccata è
costantemente ritardato. Si cresce e la sfida con papà Roby non è
lontana.
18
° Beppe Pozzo (Ford Escort Proto - foto Elio Magnano) -
la
vettura è bianca ed immacolata, così come la sua casella punti.
Nella prima manche stallona al primo tornante Fenestrelle due gomme,
poi rompe la campana del cambio e non riesce nemmeno a prendere il via
nelle altre manche. Circola per un po’ nel paddock senza smoccolare
contro la vettura. Il suo tempo sul giro è da paura, ma con due gomme
spiattellate cosa poteva fare.
19°
Gianfranco Vedelago (Proto ACH) -
Come il vascello fantasma il
suo proto si aggira per il paddock. Non parte nella prima manche perché
non va nemmeno in moto; riesce a compiere un paio di giri a passo
turistico nella manche di recupero che la direzione gara gli concede
prima di fermarsi definitivamente silenzioso come la notte
d’inverno. Buio totale.
E dire che il pilota di Carmagnola sarebbe uno dei favoriti. Forse
avrebbe dovuto rispolverare la sua vecchia Tigra, ora convertita
slalom, per divertirsi e far divertire il pubblico.
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