REDAZIONE: 348.41.21.454 redazione@kaleidosweb.com 
PUBBLICITA': 333.68.54.595 
P. IVA 06852560017

AUTOWEB :: TOUCH&GO :: FLASH :: RACING :: PHOTOGALLERY :: SHAKEDOWN :: NEWS LETTER

Google
 
Web www.kaleidosweb.com

 

febbraio 2007

La 24 Ore Des Alp 
Sorride a Novara-Succi

foto di Beppe Rosso



PRAGELATO (TO) - Il moncalierese Roberto Novara e il romagnolo Andrea Succi sono i vincitori della 24 ORE DES ALP svoltasi sabato 3 e domenica 4 febbraio a Pragelato. Il successo di Novara-Succi è arrivato dopo cinque manche da 20 minuti ciascuna con cambio pilota obbligatorio, molto combattute e vivaci a partire da quella in notturna del sabato sera che ha visto una splendida lotta porta a porta fra Enrico Brunet (Lancia Delta) e Luca Oldini (Mitsubishi Lancer).

Enrico Brunet e il figlio Davide (esordiente sulla Delta) sono stati grandi protagonisti della giornata vincendo le prime tre delle cinque manche. Nella quarta un’uscita di strada di Davide ha compromesso il loro risultato.

Seguono Alex Pregnolato-Paolo Antonazzo, Lancia Delta e Mara Capella-Augustino Pettenuzzo. Sfortunati Luca Oldini-Beppe Pozzo, fermi a metà della prima manche e i francesi Jacques Sestach-Pierre Reyniod, che hanno proceduto, spettacolarmente. A singhiozzo nella giornata. Quando la loro Tigra ha funzionato sono stati velocissimi.

Nelle due ruote motrici successo di Gino Vincenzi-Marcello Rocchieri, Peugeot 205, davanti ai velocissimi Guido Polliotto-Andrea Rio, vittime di problemi al motore d’avviamento della loro Clio in alcune manche, e Giuseppe Massocco-Luca Perosino che hanno visto la loro veloce cavalcata fermata da un capottamento, senza conseguenze, di Massocco.

Le manche di qualificazione vedono svettare fra le quattro ruote motrici Enrico Brunet, in coppia con il figlio Davide, esordiente sulla Delta e subito a suo agio. Seguono Luca Oldini-Beppe Pozzo, Mitsubishi Lancer e Roby Novara-Andrea Succi, Toyota Yaris Proto. Nelle prove cronometrate si rompe il cambio della Opel Tigra Proto di Jacques Sestach e Pierre Reyniod.

Fra le due ruote motrici svettano Guido Polliotto e Andrea Rio, Renault Clio, che regolano di misura la Fiat Uno di Beppe Massocco e Luca Perosino, e la Peugeot 205 dei fratelli Mauro e Carlo Farò. Problemi al cambio per la Punto Proto di Fabrizio Ceriali e Marco Davite.

Prima manche

Suggestiva partenza in notturna, sabato sera alle 21.30, con Enrico Brunet che scatta velocissimo, ma la grinta di Luca Oldini fa sì che sia subito duello fatto di sbandate controllate e sorpassi mozzafiato. I due concludono la loro fatica distanziati di un battito di ciglia. Ma al cambio pilota la Mitsubishi Lancer di Oldini si ferma in una fumata bianca e non permette più a Beppe Pozzo di ripartire.

La Delta verde di Davide Brunet, che ha preso il posto del padre, va a vincere davanti al febbricitante Roby Novara.

Nelle due ruote motrici gran partenza per Guido Polliotto che allunga sugli avversari. Al cambio pilota, però, Andrea Rio è meno incisivo nella guida e si fa rimontare da Carlo Farò, che ha dato il cambio al fratello Mauro, che tiene un piccolo margine di vantaggio su Beppe Massocco che lo insegue in una nuvola di neve.

Seconda manche

Con una temperatura di 8° sottozero, domenica di prima mattina si svolge la manche di 20 minuti con cambio piloti. Fra le quattro ruote motrici non si schierano Luca Oldini-Beppe Pozzo. I meccanici di Bianchi non riescono a sistemare la loro Mitsubishi Lancer. Sembra tutto facile per la Brunet family ed infatti papà Enrico allunga decisamente su Andrea Succi che lo insegue sulla Toyota Yaris proto. Al cambio pilota Davide Brunet ha un buon margine, ma Roby Novara, nonostante non sia in perfette condizioni di salute, vola e riduce il divario. Brunet jr stringe i denti nonostante una toccata al tornante Sestriere nel doppiaggio di Roberto Mosso; Novara-Succi sono secondi mentre al terzo posto risalgono, dopo una spettacolare rimonta Alex Pregnolato e Paolo Antonazzo.

Fra le due ruote motrici i fratelli Farò sembrano avere vita facile, almeno per la prima parte di gara, quando conducono le danze sulla Clio di Polliotto-Rio. Al cambio pilota, però, Polliotto si scatena, annulla il distacco e con un sorpasso al fulmicotone, supera l’avversario al tornante Fenestrelle andando a vincere la manche. Secondi i Farò davanti a Gino Vincenzi e Marcello Rocchieri.

Terza manche 

Ancora un successo per Enrico e Davide Brunet che contengono bene il ritmo di Andrea Succi e Roby Novara, con quest’ultimo protagonista di un innocuo dritto al tornante Sestriere. Terza piazza per Alex Pregnolato e Paolo Antonazzo. Fa la sua comparsa in pista la Opel Tigra Proto dei francesi Sestach-Reyniod, che partono in fondo allo schieramento e danno spettacolo con un esultante rimonta, prima di dover effettuare una sosta anticipata ai box.

Fra le due ruote motrici nessun problema per l’accoppiata Massocco-Perosino protagonisti di una cavalcata solitaria che li porta a concludere davanti a Vincenzi-Rocchieri e ai sorprendenti Paolo Meratti ed Alex Zazzaro al volante di un’Alfa 75, unica vettura a trazione posteriore della gara.

Quarta manche 

È quella più emozionante della giornata. Nelle quattro ruote motrici parte bene come al solito Enrico Brunet che tiene bene il distacco nei confronti di Andrea Succi per la prima parte di manche, con Jacques Sestach che parte dal fondo e con dei sorpassi mozzafiato riesce a superare via via i concorrenti che lo precedono. Al cambio pilota Davide Brunet rientra in pista con un piccolo margine di vantaggio su Roby Novara che ha dato il cambio a Succi. Fra i due il francese Reyniod (compagno di volante di Sestach), che continua a volare. Al suo secondo giro, Davide Brunet ha difficoltà di inserimento della terza marcia all’uscita della Esse. Reyniod si avvicina ulteriormente e nella tornata successiva, alla discesa del ponte, Reyniod sopravanza Brunet, che però deve controllare l’arrivo di Roby Novara.

La svolta della manche arriva al giro seguente. Reyniod è lungo al tornante Sestriere e si pianta nella neve, facendo sfilare Davide Brunet e Roby Novara. I commissari espongono le bandiere gialle.

Brunet mantiene il comando di un soffio, ma alla staccata del tornante Sestriere non riesce ad inserire la marcia. A questo punto non può più scegliere la traiettoria pulita e deve buttare la sua Delta di traverso. Ma non basta, va a colpire la Tigra e si ferma anche lui.

La direzione gara ritiene la sua condotta troppo pericolosa e decide di escluderlo.

Successo senza problemi di Roby Novara, davanti a Pregnolato-Antonazzo e Capella-Pettenuzzo.

Ancora più eccitante la gara delle due ruote motrici.

Dal palo parte Beppe Massocco, che viene immediatamente attaccato dalla Peugeot 205 di Gino Vincenzi. Dal fondo schieramento risale con forza Guido Polliotto, che dalla sesta posizione recupera terreno fino a risalire in seconda, mentre Paolo Meratti è vittima di un leggero tamponamento al tornante Sestriere che gli fa perdere la terza piazza a causa di un testacoda.

Vincenzi tenta una serie di attacchi. Soprattutto al tornante Sestriere dove al quinto giro va troppo stretto e tocca il terrapieno. L’urto lo fa rimbalzare sul terrapieno esterno, ma il savonese riesce a proseguire senza danni visibili, salvo poi perdere il terminale della marmitta poche centinaia di metri dopo.

Vincenzi riesce a riprendere il suo ritmo di corsa e riaggancia Massocco che sbandiera con la sua Uno Proto ad ogni curva. E lo fa anche troppo.

Quando si è quasi al cambio pilota Massocco entra alla Esse con Vincenzi e Polliotto agganciati al paraurti. Stringe troppo e mette la ruota anteriore sinistra sul terrapieno che fa da perno proiettandolo in cielo. Un bel capottone e il pilota di San Damiano d’Asti atterra sulle quattro ruote. Mette la prima e riparte, ma ha tutto l’avantreno distrutto.

Nel frattempo il direttore gara espone la bandiera rossa.

Tutti ai box e si riparte con il cambio dei piloti senza Luca Perosino che avrebbe dovuto dare il cambio a Massocco. È Marcello Rocchieri, co-pilota di Vincenzi a menare le danze, ma deve subire l’assalto di Andrea Rio (con la Clio che divide con Polliotto) fino a quando il pilota della Bagnolo Corse si gira al tornante Sestriere chiudendo la sua bella prestazione.

Il successo va a Vicenzi-Rocchieri, davanti a Bertolino-Bertolino e Farò-Farò che hanno sostituito la loro Peugeot.

Quinta manche

L’ultima manche vede in pista solo sei vetture. Oltre o Oldini-Pozzo, Mosso-Villani, Guiot-Falco, non si presentano i due Brunet a causa dei danni subiti dalla Delta nella manche precedente. Andrea Succi parte dal palo con a fianco Paolo Antonazzo e Mara Capella. Ma ad impressionare è Sestach che dal fondo dello schieramento salta gli avversari come birilli, mentre sul fondo schieramento Mara Capella si deve difendere con le unghie e con i denti dagli assalti di Cristian Gramaglia e Livio Sogno.

Sestach passa anche Succi che non si difende più di tanto, il francese non è un avversario per il successo finale. Prende il comando delle operazioni Pierre Reyniod che sembra non avere difficoltà a contenere il ritorno di Roby Novara, impegnato più che altro a controllare Alex Pregnolato che lo insegue.

Ma Reyniod si gira in ingresso al tornante Sestriere rischiando di compromettere la sua cavalcata. Riesce a ripartire proprio sotto i baffi di Novara, allunga e va a vincere tranquillamente a vincere mentre Roby Novara si fa beffare proprio sulla linea del traguardo da Pregnolato.

Nelle due ruote motrici parte dal palo Gino Vincenzi che deve contenere Marco Bertolino. Ma è Guido Polliotto, partito dalla quinta posizione in griglia a volare ed avvicinare la leadership di Vincenzi. Polliotto però ha problemi al cambio e rientra prima del tempo. In pista Vincenzi continua a dominare nonostante la sua Peugeot 205 sia acciaccata. Si ferma anche Luca Giuliano, per i problemi elettrici della sua Uno che lo hanno afflitto per tutto il fine settimana.

Ora l’importante è vedere la bandiera a scacchi. Vincenzi-Rocchieri ci riescono nel migliore dei modi con buon distacco su Bertolino-Bertolino, vittime di un offuscamento di prestazioni nella fase centrale di gara, e Meratti-Zazzaro, con la loro Alfa 75.

Quattro ruote motrici

1° Roberto Novara-Andrea Succi (Toyota Yaris Proto) punti 302 - La regolarità è il loro punto di forza. Sono secondi alla fine delle tre manche in cui i Brunet volano, poi s’impongono nella quarta, grazie all’errore di Brunet jr. e vanno in scioltezza nella quinta, quando ormai hanno la vittoria in tasca. Detto così sembra quasi che Roberto Novara e Andrea Succi si siano limitati a fare il compitino. In realtà i piloti della Yaris debbono pedalare alla grande, soprattutto Novara che ha affrontato la gara in condizioni fisiche di estrema precarietà per una brutta influenza.

2° Alex Pregnolato-Paolo Antonazzo (Lancia  Delta Proto) punti 288 - Partono male con una penalità dovuta al fatto che Paolo Antonazzo resta bloccato e non può disputare la manche in notturna. Grinta in abbondanza e spazzolate da manuale rendono la coppia novarese fra le più belle da vedere. Una seconda piazza assolutamente meritata per quanto hanno fatto vedere in pista.

3° Mara Capella-Augustino Pettenuzzo (Lancia Delta Proto) punti 269 - La coppia di Borgaro è ben assortita. La grinta di Mara è conosciuta, quella di Augustino è spettacolare. A Mara tocca la difficile prima parte quando i concorrenti sono compatti e la Pink Lady lotta gomito a gomito tutte le volte che ne ha l’opportunità, lasciando strada molto correttamente quando sono in arrivo equipaggi più veloci. Poi tocca ad Augustino recuperare qualcosa in pista e spesso ci riesce. Scelgono di correre con la più datata Delta rispetto alla Mitsubishi Lancer, ed è stata una scelta felice per quattro delle cinque manche. Al cambio pilota della quinta Augustino si butta come una furia in pista, ma dopo un centinaio di metri il differenziale della Delta si rompe costringendolo a fermarsi anzitempo. Ma ormai il podio è al sicuro.

4° Cristian Gramaglia-Claudio Barosso (Lancia Delta Proto) punti 267 - Equipaggio formato da tre componenti perché per tutte le manche Cristina, la fidanzata di Cristian mette il casco in testa e si butta con coraggio sul sedile del navigatore. La loro è una lotta in famiglia con papà Gramaglia e Livio Sogno, che vincono di un soffio. Ma la cosa più importante è che sono fra quelli che hanno meno problemi in pista, ingarellandosi più volte in lotte in famiglia che esaltano il pubblico sugli spalti.

5° Gianfranco Gramaglia-Livio Sogno (Lancia Delta Proto) punti 262 - Come detto per i loro naturali avversari papà Gramaglia e Livio Sogno hanno pensato soprattutto a divertirsi e divertire senza cercare di puntare al vertice. La solidità della loro Delta li ha portati a concludere nella parte della classifica, risultato che non hanno affatto demeritato.

6° Jaques Sestach-Pierre Reyniod (Opel Tigra Proto) punti 255 - Sestach, francese ormai adottato da Pragelato, è stato senza dubbio il pilota più veloce in pista, ma una certa fragilità della sua Tigra ha compromesso le possibilità di successo. Dopo i giri di ricognizione la coupé francese ha disertato la prima e seconda manche per consentire ai meccanici di lavorare sulla vettura. Non solo, anche il suo compagno di avventura Pierre Reyniod non si dimostra all’altezza della situazione, essendo decisamente più lento e parcheggiando la Tigra all’esterno del tornante Sestriere nella quarta manche quando era in bagarre con Davide Brunet. I due francesi vincono la terza manche, un po’ poco per uno degli equipaggi favoriti.

7° Enrico Brunet-Davide Brunet (Lancia Delta Proto) punti 240 - Ha ragione Enrico Brunet a presentarsi alle premiazioni scuro in volto, con la rabbia e la delusione difficili da nascondere. Dominatore della prima manche dopo una lotta correttissima al calor bianco con Luca Oldini, la cocorita di Pragelato cede la vettura al figlio Davide che sembra aver guidato la Delta da quando la mamma lo ha svezzato. Cancella subito tutti i meccanismi della guida della trazione anteriore e spazzola con traiettorie di un’incredibile bellezza architettonica. Cosi vincono la prima manche, poi anche la seconda, con ancora maggior margine e pure la terza quando dovrebbe esserci lo spauracchio Sestach.

Nella quarta il fattaccio. Enrico Brunet va al cambio pilota mentre è in lotta con il francese Sestach. Il figlio Davide viene avvicinato da Pierre Reyniod che ha sostituito Sestach al volante della Tigra, anche perché ha problemi di cambio in uscita delle curve. Ma Reyniod non ha il sangue freddo di Sestach e al secondo giro del suo turno, dopo aver passato Brunet, appiccica la Tigra nella spalletta di neve al centro del tornante Sestriere. A quel punto Davide deve gestire la situazione sulla rimonta di Roby Novara, che è pur sempre l’inseguitore più pericoloso sia in manche, sia in classifica generale. Al giro successivo Davide Brunet non riesce ad inserire la marcia in scalata in ingresso al tornante Sestriere e parcheggia la sua Delta contro la Tigra di Reyniod.

La direzione gara giudica la manovra pericolosa perché avvenuta in regime di bandiere gialle ed assegna zero punti per quella manche. Una decisione poco comprensibile, visto che non ci sono stati sorpassi e non c’è stato colloquio fra il pilota e il direttore di gara prima di comminare la punizione.

Nella manche successiva i due Brunet non si presentano al via. Comunque, anche con il minimo punteggio della quarta manche avrebbero vinto la gara.

E per un padre vincere insieme al figlio…

8° Roberto Mosso-Stefano Villani (Mazda 323 GTX) punti 238 - Che non fossero in cima alla lista dei favoriti lo sapevano anche loro, ma decoubertiniamente si sono lanciati nella fossa dei leoni lottando con forza e correttezza. Un bravo soprattutto a Stefano Villani, all’esordio sul ghiaccio, chiamato in causa il giorno prima della gara per il forfait improvviso del pilota che doveva fare coppia con Mosso. E sono anche sfortunati. La loro Mazda comincia a fare i capricci dalla seconda manche girando a tre. Mentre sono parcheggiati all’esterno del tornante Sestriere si prendono una sventola al semiasse dallo scatenato Davide Brunet. Nella manche successiva il motore protesta ancora di più costringendoli al forfait nelle due manche successive. Impedendo a Mosso-Villani di divertirsi e soprattutto approfondire la loro esperienza nell’arte del ghiaccio.

9° Luca Oldini-Beppe Pozzo (Mitsubishi Lancer) punti 216 - Le loro potenzialità vengono espresse appieno in qualifica, quando staccano il secondo tempo assoluto a 43/100 dalla pole di Brunet e nella prima metà della prima manche quando tengono tifosi e pubblico con il fiato sospeso per il duello corpo a corpo con Enrico Brunet. Luca Oldini scatta come una saetta ed impiega pochi giri ad agganciare il barbuto pilota di Pragelato che gli è partito 3” avanti. In testa alla batteria c’è lui, ma insiste e tenta la staccata ed il sorpasso a tutti i costi. Un’operazione di alta scuola ed un impatto spettacolare alla luce dei fari che fa venire i sudori (nonostante il termometro si sia rifugiato ben sotto lo zero) a tutto il pubblico. Quando Oldini si ferma ai box per cedere il volante a Beppe Pozzo una vaporosa nuvola bianca si solleva dal cofano motore della Mitsu.

È la fine.

10° Maurizio Guiot-Luca Falco (Lancia Delta) punti 214 - Esserci per il piacere di esserci. Ma almeno esserci. La simpatica coppia di driver dell’alta Val Chisone s’iscrive alla gara ben sapendo che la loro delta è molto meno competitiva delle altre vetture in classe. Ma che la mitica li tradisca dopo appena 14 giri è troppo.

Due ruote motrici

1° Gino Vincenzi-Marcello Rocchieri (Peugeot 205 GTI 1.6) punti 304 - La forza della costanza. Così i due esperti savonesi riescono ad imporsi in una categoria che porta al massacro tutti gli altri concorrenti. La loro Peugeot 205 è un vero carroarmato resistente a tutto e tutti. Vincenzi e Rocchieri hanno grinta e velocità, ma sulla carta hanno per le mani un mezzo decisamente inferiore, come testimoniato dal settimo tempo in qualifica. Ma non perdono un colpo.

Quinti nella prima manche, salgono al terzo in quella successiva, quando gli acciacchi alle vetture cominciano a manifestarsi, poi recuperano ancora una posizione nella terza, per vincere le altre due, quando tutti gli concorrenti hanno ormai il fiato corto.

Le maratone si vincono sul traguardo e i due “vecchi lupi di mare savonesi” lo sanno benissimo.

2° Guido Polliotto-Andrea Rio (Renault Clio 1.9) punti 286 - Finché sono in pista non ce n’è per nessuno. Polliotto è velocissimo e stacca subito a sorpresa la pole position nei due giri a sua disposizione. Andrea Rio decisamente meno, ma quanto basta per poter dire la loro in classifica assoluta. Infatti, già nella prima parte della prima manche Polliotto parte, saluta tutti e se ne va. Andrea Rio è meno consistente e permette ai Farò Brothers di rimontarlo. Ma nulla è compromesso, viste che nella manche successiva sono i due portacolori della Bagnolo Corse a staccare il miglior tempo, con notevole vantaggio.

La loro fuga però finisce qui. Dopo aver preso nuovamente il largo con Polliotto, Rio va ad impantanarsi nel Tornante Fenestrelle facendo spegnere la Clio (appena finita di allestire il giorno prima). Il motorino d’avviamento non fa il suo dovere e rimane lì.

Stessa scena nella manche successiva con Polliotto che parte dalle retrovie e recupera, prima che la Clio resti ammutolita al Tornante Sestriere.

Nell’ultima ci si mette pure il cambio a rallentare i sogni ancora possibili di successo (la matematica lascia loro ampie possibilità) costringendo Polliotto a rientrare prima ancora del cambio pilota.

3° Giuseppe Massocco-Luca Perosino (Fiat Uno Proto) punti 278 - La ragione e la follia mescolati insieme danno un cocktail prelibato. Ma esplosivo.

Ne sono la dimostrazione questo equipaggio che ha avuto in Beppe Massocco, l’attaccante di punta, genio e sregolatezza (ma che spettacolo) e in Luca Perosino la costanza di portare al termine le gare.

Massocco è subito veloce e la sua Punto veramente al top. Velocissima e robusta si pone come la più valida alternativa alla Clio di Polliotto-Rio. Con la terza piazza ed un bel duello con i soliti Farò, Massocco-Perosino sono terzi nella prima manche, quarti nella seconda quando sono meno incisivi, vincono di forza la terza portandosi al comando della classifica generale. A quel punto ci vuole un bell’attacco nella manche successiva e Beppe Massocco non si fa pregare. Lottando come un ossesso con Vincenzi e Polliotto, guidando le danze, fino a quando la sua Uno non caracolla sul terrapieno all’uscita della Esse, fa una bella capriola ed atterra sulle ruote. Emulando Colin Mc Rae Massocco mette la prima e riparte pur senza parabrezza.

A fermarlo sono le ruote anteriori piegate all’interno come le gambe di un vecchio cow-boy stanco.

4° Marco Bertolino-Andrea Bertolino (Peugeot 205 GTI 1.6) punti 276 - Tenendosi lontano dai guai e contando su una vettura che non manifesta mai ilo minimo problema Marco ed Andrea Bertolino effettuano una gara in crescendo che li porta via via nelle posizioni alte della classifica, riuscendo nel finale ad essere l’unica alternativa in pista a Vincenzi-Rocchieri.

5° Paolo Meratti-Alex Zazzaro (Alfa Romeo 75 2.0) punti 272 - Ci vuole tutta la follia di “Diabolik” Meratti ed Alex Zazzaro per presentarsi in pista con una trazione posteriore. Ma ci vuole anche tutta la loro tecnica e la loro sensibilità per portarla al traguardo, per di più senza la terza marcia. Con una guida perfetta Meratti riesce a gestire l’Alfa 75. Soffre, ma si adegua Alex Zazzaro, che per una volta abbandona la sua guida alla Markku Alen per concentrarsi sul risultato. Alla fine i risultati di vedono.

6° Emilio Zoppetto-Fulvio Chiaberto (Citroën AX) punti 250 - La loro gara dura solo tre manche e mezza, prima di doversi ritirare. E dire che nella prima erano arrivati davanti ai futuri vincitori Vincenzi-Rocchieri.

7° Luca Giuliano-Daniele Marzocca (Fiat Uno) punti 242 - Più che una gara un calvario. La loro Uno incespica con problemi elettrici, poi riprende, fa un paio di giri, torna ad ammutolirsi. Bisogna veramente amarla per non darle fuoco. Però quando va è pure veloce, come dimostra il quarto tempo in qualifica. Ma il mondo non è una pole position.

8° Roberto Pizzorno-Marco Petracca (Peugeot 205 GTI 1.9) punti 234 - Equipaggio formatosi appena un paio di giorni prima della gara, potrebbe dire qualcosina in più se la loro vettura non si fermasse già nella prima manche, costringendoli al definitivo stop nella terza.

9° Mauro Farò-Carlo Farò (Peugeot 205 GTI 2.0) punti 224 - Possibili protagonisti della gara lo sono stati fino a quando la sorte li ha assistiti. Terzo tempo in prova, ma a soli 29/100 dal poleman Polliotto i Farò hanno vinto con autorevolezza la prima manche, piegandosi ai soli Polliotto-Rio nella seconda. Ma tutto è ancora da giocare e la coppia dei fratelli torinesi sembra meglio assortita di quella composta dai due driver della Bagnolo Corse. Però ci si mette il cambio della loro Peugeot 205 GTI 2.0; così non prendono il via nella terza manche, cambiano vettura nella quarta presentandosi con la meno performante Peugeot 205 GTI 1.6, chiudendo in un’ottima terza posizione che lascia le loro speranze di successo ancora aperte. Ma anche sulla seconda Peugeot cede il cambio e la quinta manche la seguono da bordo pista.

Se non è sfortuna questa….

10° Fabrizio Ceriali-Marco Davite (Fiat Punto Proto) punti 224 - Partiti con i favori del pronostico si capisce subito che non è giornata. I due portacolori della CiZeta non riescono a compiere i giri di qualifica ed anche in gara debbono fare i conti con il cambio che deve essere usato con la massima cura, dopo aver manifestato un problema nel pre-gara. Disputano solo due manche incomplete poi si chiedono perché farsi ancora del male e lasciano la vettura sotto la tenda.

Peccato, perché le possibilità di ben figurare c’erano tutte.

7_15 Brunet_Brunet_A.JPG (59015 byte)

A9_2 Oldini_Pozzo_A.JPG (91173 byte)

 AUTOWEB 

 FLASH

 RACING 

 SHAKEDOWN

 PHOTOGALLERY

 ARCHIVIO