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PRAGELATO
(TO) - Il moncalierese Roberto
Novara e il romagnolo Andrea Succi sono i vincitori della 24 ORE
DES ALP svoltasi sabato 3 e domenica 4 febbraio a Pragelato. Il
successo di Novara-Succi è arrivato dopo cinque manche da 20 minuti
ciascuna con cambio pilota obbligatorio, molto combattute e vivaci a
partire da quella in notturna del sabato sera che ha visto una
splendida lotta porta a porta
fra Enrico Brunet (Lancia Delta) e Luca Oldini (Mitsubishi Lancer).
Enrico
Brunet e il figlio Davide (esordiente sulla Delta) sono stati
grandi protagonisti della giornata vincendo le prime tre delle cinque
manche. Nella quarta un’uscita di strada di Davide ha compromesso il
loro risultato.
Seguono
Alex Pregnolato-Paolo Antonazzo, Lancia Delta e Mara Capella-Augustino
Pettenuzzo. Sfortunati Luca
Oldini-Beppe Pozzo, fermi a metà della prima manche e i francesi Jacques Sestach-Pierre Reyniod, che hanno proceduto,
spettacolarmente. A singhiozzo nella giornata. Quando la loro Tigra ha
funzionato sono stati velocissimi.
Nelle
due ruote motrici successo di Gino Vincenzi-Marcello Rocchieri, Peugeot 205, davanti ai
velocissimi Guido
Polliotto-Andrea Rio, vittime di problemi al motore d’avviamento
della loro Clio in alcune manche, e Giuseppe
Massocco-Luca Perosino che hanno visto la loro veloce cavalcata
fermata da un capottamento, senza conseguenze, di Massocco.
Le
manche di qualificazione vedono svettare fra le quattro ruote motrici Enrico
Brunet, in coppia con il figlio Davide, esordiente sulla Delta e
subito a suo agio. Seguono Luca
Oldini-Beppe Pozzo, Mitsubishi Lancer e Roby
Novara-Andrea Succi, Toyota Yaris Proto. Nelle prove cronometrate
si rompe il cambio della Opel Tigra Proto di Jacques
Sestach e Pierre Reyniod.
Fra
le due ruote motrici svettano Guido Polliotto e Andrea Rio, Renault Clio, che regolano di misura
la Fiat Uno di Beppe Massocco e
Luca Perosino, e la Peugeot 205 dei fratelli Mauro e Carlo Farò. Problemi al cambio per la Punto Proto di Fabrizio
Ceriali e Marco Davite.
Prima
manche
Suggestiva
partenza in notturna, sabato sera alle 21.30, con Enrico Brunet che
scatta velocissimo, ma la grinta di Luca Oldini fa sì che sia subito
duello fatto di sbandate controllate e sorpassi mozzafiato. I due
concludono la loro fatica distanziati di un battito di ciglia. Ma al
cambio pilota la Mitsubishi Lancer di Oldini si ferma in una fumata
bianca e non permette più a Beppe Pozzo di ripartire.
La
Delta verde di Davide Brunet, che ha preso il posto del padre, va a
vincere davanti al febbricitante Roby Novara.
Nelle
due ruote motrici gran partenza per Guido Polliotto che allunga sugli
avversari. Al cambio pilota, però, Andrea Rio è meno incisivo nella
guida e si fa rimontare da Carlo Farò, che ha dato il cambio al
fratello Mauro, che tiene un piccolo margine di vantaggio su Beppe
Massocco che lo insegue in una nuvola di neve.
Seconda
manche
Con
una temperatura di 8° sottozero, domenica di prima mattina si svolge
la manche di 20 minuti con cambio piloti. Fra le quattro ruote motrici
non si schierano Luca Oldini-Beppe Pozzo. I meccanici di Bianchi non
riescono a sistemare la loro Mitsubishi Lancer. Sembra tutto facile
per la Brunet family ed infatti papà Enrico allunga decisamente su
Andrea Succi che lo insegue sulla Toyota Yaris proto. Al cambio pilota
Davide Brunet ha un buon margine, ma Roby Novara, nonostante non sia
in perfette condizioni di salute, vola e riduce il divario. Brunet jr
stringe i denti nonostante una toccata al tornante Sestriere nel
doppiaggio di Roberto Mosso; Novara-Succi sono secondi mentre al terzo
posto risalgono, dopo una spettacolare rimonta Alex Pregnolato e Paolo
Antonazzo.
Fra
le due ruote motrici i fratelli Farò sembrano avere vita facile,
almeno per la prima parte di gara, quando conducono le danze sulla
Clio di Polliotto-Rio. Al cambio pilota, però, Polliotto si scatena,
annulla il distacco e con un sorpasso al fulmicotone, supera
l’avversario al tornante Fenestrelle andando a vincere la manche.
Secondi i Farò davanti a Gino Vincenzi e Marcello Rocchieri.
Terza
manche
Ancora
un successo per Enrico e Davide Brunet che contengono bene il ritmo di
Andrea Succi e Roby Novara, con quest’ultimo protagonista di un
innocuo dritto al tornante Sestriere. Terza piazza per Alex Pregnolato
e Paolo Antonazzo. Fa la sua comparsa in pista la Opel Tigra Proto dei
francesi Sestach-Reyniod, che partono in fondo allo schieramento e
danno spettacolo con un esultante rimonta, prima di dover effettuare
una sosta anticipata ai box.
Fra
le due ruote motrici nessun problema per l’accoppiata
Massocco-Perosino protagonisti di una cavalcata solitaria che li porta
a concludere davanti a Vincenzi-Rocchieri e ai sorprendenti Paolo
Meratti ed Alex Zazzaro al volante di un’Alfa 75, unica vettura a
trazione posteriore della gara.
Quarta
manche
È
quella più emozionante della giornata. Nelle quattro ruote motrici
parte bene come al solito Enrico Brunet che tiene bene il distacco nei
confronti di Andrea Succi per la prima parte di manche, con Jacques
Sestach che parte dal fondo e con dei sorpassi mozzafiato riesce a
superare via via i concorrenti che lo precedono. Al cambio pilota
Davide Brunet rientra in pista con un piccolo margine di vantaggio su
Roby Novara che ha dato il cambio a Succi. Fra i due il francese
Reyniod (compagno di volante di Sestach), che continua a volare. Al
suo secondo giro, Davide Brunet ha difficoltà di inserimento della
terza marcia all’uscita della Esse. Reyniod si avvicina
ulteriormente e nella tornata successiva, alla discesa del ponte,
Reyniod sopravanza Brunet, che però deve controllare l’arrivo di
Roby Novara.
La
svolta della manche arriva al giro seguente. Reyniod è lungo al
tornante Sestriere e si pianta nella neve, facendo sfilare Davide
Brunet e Roby Novara. I commissari espongono le bandiere gialle.
Brunet
mantiene il comando di un soffio, ma alla staccata del tornante
Sestriere non riesce ad inserire la marcia. A questo punto non può più
scegliere la traiettoria pulita e deve buttare la sua Delta di
traverso. Ma non basta, va a colpire la Tigra e si ferma anche lui.
La
direzione gara ritiene la sua condotta troppo pericolosa e decide di
escluderlo.
Successo
senza problemi di Roby Novara, davanti a Pregnolato-Antonazzo e
Capella-Pettenuzzo.
Ancora
più eccitante la gara delle due ruote motrici.
Dal
palo parte Beppe Massocco, che viene immediatamente attaccato dalla
Peugeot 205 di Gino Vincenzi. Dal fondo schieramento risale con forza
Guido Polliotto, che dalla sesta posizione recupera terreno fino a
risalire in seconda, mentre Paolo Meratti è vittima di un leggero
tamponamento al tornante Sestriere che gli fa perdere la terza piazza
a causa di un testacoda.
Vincenzi
tenta una serie di attacchi. Soprattutto al tornante Sestriere dove al
quinto giro va troppo stretto e tocca il terrapieno. L’urto lo fa
rimbalzare sul terrapieno esterno, ma il savonese riesce a proseguire
senza danni visibili, salvo poi perdere il terminale della marmitta
poche centinaia di metri dopo.
Vincenzi
riesce a riprendere il suo ritmo di corsa e riaggancia Massocco che
sbandiera con la sua Uno Proto ad ogni curva. E lo fa anche troppo.
Quando
si è quasi al cambio pilota Massocco entra alla Esse con Vincenzi e
Polliotto agganciati al paraurti. Stringe troppo e mette la ruota
anteriore sinistra sul terrapieno che fa da perno proiettandolo in
cielo. Un bel capottone e il pilota di San Damiano d’Asti atterra
sulle quattro ruote. Mette la prima e riparte, ma ha tutto
l’avantreno distrutto.
Nel
frattempo il direttore gara espone la bandiera rossa.
Tutti
ai box e si riparte con il cambio dei piloti senza Luca Perosino che
avrebbe dovuto dare il cambio a Massocco. È Marcello Rocchieri,
co-pilota di Vincenzi a menare le danze, ma deve subire l’assalto di
Andrea Rio (con la Clio che divide con Polliotto) fino a quando il
pilota della Bagnolo Corse si gira al tornante Sestriere chiudendo la
sua bella prestazione.
Il
successo va a Vicenzi-Rocchieri, davanti a Bertolino-Bertolino e Farò-Farò
che hanno sostituito la loro Peugeot.
Quinta
manche
L’ultima
manche vede in pista solo sei vetture. Oltre o Oldini-Pozzo,
Mosso-Villani, Guiot-Falco, non si presentano i due Brunet a causa dei
danni subiti dalla Delta nella manche precedente. Andrea Succi parte
dal palo con a fianco Paolo Antonazzo e Mara Capella. Ma ad
impressionare è Sestach che dal fondo dello schieramento salta gli
avversari come birilli, mentre sul fondo schieramento Mara Capella si
deve difendere con le unghie e con i denti dagli assalti di Cristian
Gramaglia e Livio Sogno.
Sestach
passa anche Succi che non si difende più di tanto, il francese non è
un avversario per il successo finale. Prende il comando delle
operazioni Pierre Reyniod che sembra non avere difficoltà a contenere
il ritorno di Roby Novara, impegnato più che altro a controllare Alex
Pregnolato che lo insegue.
Ma
Reyniod si gira in ingresso al tornante Sestriere rischiando di
compromettere la sua cavalcata. Riesce a ripartire proprio sotto i
baffi di Novara, allunga e va a vincere tranquillamente a vincere
mentre Roby Novara si fa beffare proprio sulla linea del traguardo da
Pregnolato.
Nelle
due ruote motrici parte dal palo Gino Vincenzi che deve contenere
Marco Bertolino. Ma è Guido Polliotto, partito dalla quinta posizione
in griglia a volare ed avvicinare la leadership di Vincenzi. Polliotto
però ha problemi al cambio e rientra prima del tempo. In pista
Vincenzi continua a dominare nonostante la sua Peugeot 205 sia
acciaccata. Si ferma anche Luca Giuliano, per i problemi elettrici
della sua Uno che lo hanno afflitto per tutto il fine settimana.
Ora
l’importante è vedere la bandiera a scacchi. Vincenzi-Rocchieri ci
riescono nel migliore dei modi con buon distacco su
Bertolino-Bertolino, vittime di un offuscamento di prestazioni nella
fase centrale di gara, e Meratti-Zazzaro, con la loro Alfa 75.
Quattro
ruote motrici
1°
Roberto Novara-Andrea Succi (Toyota Yaris Proto) punti 302 -
La regolarità è
il loro punto di forza. Sono secondi alla fine delle tre manche in cui
i Brunet volano, poi s’impongono nella quarta, grazie all’errore
di Brunet jr. e vanno in scioltezza nella quinta, quando ormai hanno
la vittoria in tasca. Detto così sembra quasi che Roberto Novara e
Andrea Succi si siano limitati a fare il compitino. In realtà i
piloti della Yaris debbono pedalare alla grande, soprattutto Novara
che ha affrontato la gara in condizioni fisiche di estrema precarietà
per una brutta influenza.
2°
Alex Pregnolato-Paolo Antonazzo (Lancia
Delta Proto) punti 288 - Partono male con una penalità
dovuta al fatto che Paolo Antonazzo resta bloccato e non può
disputare la manche in notturna. Grinta in abbondanza e spazzolate da
manuale rendono la coppia novarese fra le più belle da vedere. Una
seconda piazza assolutamente meritata per quanto hanno fatto vedere in
pista.
3°
Mara Capella-Augustino Pettenuzzo (Lancia Delta Proto) punti 269 - La
coppia di Borgaro è ben assortita. La grinta di Mara è conosciuta,
quella di Augustino è spettacolare. A Mara tocca la difficile prima
parte quando i concorrenti sono compatti e la Pink Lady lotta gomito a
gomito tutte le volte che ne ha l’opportunità, lasciando strada
molto correttamente quando sono in arrivo equipaggi più veloci. Poi
tocca ad Augustino recuperare qualcosa in pista e spesso ci riesce.
Scelgono di correre con la più datata Delta rispetto alla Mitsubishi
Lancer, ed è stata una scelta felice per quattro delle cinque manche.
Al cambio pilota della quinta Augustino si butta come una furia in
pista, ma dopo un centinaio di metri il differenziale della Delta si
rompe costringendolo a fermarsi anzitempo. Ma ormai il podio è al
sicuro.
4°
Cristian Gramaglia-Claudio Barosso (Lancia Delta Proto) punti 267 - Equipaggio
formato da tre componenti perché per tutte le manche Cristina, la
fidanzata di Cristian mette il casco in testa e si butta con coraggio
sul sedile del navigatore. La loro è una lotta in famiglia con papà
Gramaglia e Livio Sogno, che vincono di un soffio. Ma la cosa più
importante è che sono fra quelli che hanno meno problemi in pista,
ingarellandosi più volte in lotte in famiglia che esaltano il
pubblico sugli spalti.
5°
Gianfranco Gramaglia-Livio Sogno (Lancia Delta Proto) punti 262 - Come
detto per i loro naturali avversari papà Gramaglia e Livio Sogno
hanno pensato soprattutto a divertirsi e divertire senza cercare di
puntare al vertice. La solidità della loro Delta li ha portati a
concludere nella parte della classifica, risultato che non hanno
affatto demeritato.
6°
Jaques Sestach-Pierre Reyniod (Opel Tigra Proto) punti 255 - Sestach,
francese ormai adottato da Pragelato, è stato senza dubbio il pilota
più veloce in pista, ma una certa fragilità della sua Tigra ha
compromesso le possibilità di successo. Dopo i giri di ricognizione
la coupé francese ha disertato la prima e seconda manche per
consentire ai meccanici di lavorare sulla vettura. Non solo, anche il
suo compagno di avventura Pierre Reyniod non si dimostra all’altezza
della situazione, essendo decisamente più lento e parcheggiando la
Tigra all’esterno del tornante Sestriere nella quarta manche quando
era in bagarre con Davide Brunet. I due francesi vincono la terza
manche, un po’ poco per uno degli equipaggi favoriti.
7°
Enrico Brunet-Davide Brunet (Lancia Delta Proto) punti 240 - Ha
ragione Enrico Brunet a presentarsi alle premiazioni scuro in volto,
con la rabbia e la delusione difficili da nascondere. Dominatore della
prima manche dopo una lotta correttissima al calor bianco con Luca
Oldini, la cocorita di Pragelato cede la vettura al figlio Davide che
sembra aver guidato la Delta da quando la mamma lo ha svezzato.
Cancella subito tutti i meccanismi della guida della trazione
anteriore e spazzola con traiettorie di un’incredibile bellezza
architettonica. Cosi vincono la prima manche, poi anche la seconda,
con ancora maggior margine e pure la terza quando dovrebbe esserci lo
spauracchio Sestach.
Nella
quarta il fattaccio. Enrico Brunet va al cambio pilota mentre è in
lotta con il francese Sestach. Il figlio Davide viene avvicinato da
Pierre Reyniod che ha sostituito Sestach al volante della Tigra, anche
perché ha problemi di cambio in uscita delle curve. Ma Reyniod non ha
il sangue freddo di Sestach e al secondo giro del suo turno, dopo aver
passato Brunet, appiccica la Tigra nella spalletta di neve al centro
del tornante Sestriere. A quel punto Davide deve gestire la situazione
sulla rimonta di Roby Novara, che è pur sempre l’inseguitore più
pericoloso sia in manche, sia in classifica generale. Al giro
successivo Davide Brunet non riesce ad inserire la marcia in scalata
in ingresso al tornante Sestriere e parcheggia la sua Delta contro la
Tigra di Reyniod.
La
direzione gara giudica la manovra pericolosa perché avvenuta in
regime di bandiere gialle ed assegna zero punti per quella manche. Una
decisione poco comprensibile, visto che non ci sono stati sorpassi e
non c’è stato colloquio fra il pilota e il direttore di gara prima
di comminare la punizione.
Nella
manche successiva i due Brunet non si presentano al via. Comunque,
anche con il minimo punteggio della quarta manche avrebbero vinto la
gara.
E
per un padre vincere insieme al figlio…
8°
Roberto Mosso-Stefano Villani (Mazda 323 GTX) punti 238 - Che non
fossero in cima alla lista dei favoriti lo sapevano anche loro, ma
decoubertiniamente si sono lanciati nella fossa dei leoni lottando con
forza e correttezza. Un bravo soprattutto a Stefano Villani,
all’esordio sul ghiaccio, chiamato in causa il giorno prima della
gara per il forfait improvviso del pilota che doveva fare coppia con
Mosso. E sono anche sfortunati. La loro Mazda comincia a fare i
capricci dalla seconda manche girando a tre. Mentre sono parcheggiati
all’esterno del tornante Sestriere si prendono una sventola al
semiasse dallo scatenato Davide Brunet. Nella manche successiva il
motore protesta ancora di più costringendoli al forfait nelle due
manche successive. Impedendo a Mosso-Villani di divertirsi e
soprattutto approfondire la loro esperienza nell’arte del ghiaccio.
9°
Luca Oldini-Beppe Pozzo (Mitsubishi Lancer) punti 216 - Le loro
potenzialità vengono espresse appieno in qualifica, quando staccano
il secondo tempo assoluto a 43/100 dalla pole di Brunet e nella prima
metà della prima manche quando tengono tifosi e pubblico con il fiato
sospeso per il duello corpo a corpo con Enrico Brunet. Luca Oldini
scatta come una saetta ed impiega pochi giri ad agganciare il barbuto
pilota di Pragelato che gli è partito 3” avanti. In testa alla
batteria c’è lui, ma insiste e tenta la staccata ed il sorpasso a
tutti i costi. Un’operazione di alta scuola ed un impatto
spettacolare alla luce dei fari che fa venire i sudori (nonostante il
termometro si sia rifugiato ben sotto lo zero) a tutto il pubblico.
Quando Oldini si ferma ai box per cedere il volante a Beppe Pozzo una
vaporosa nuvola bianca si solleva dal cofano motore della Mitsu.
È
la fine.
10°
Maurizio Guiot-Luca Falco (Lancia Delta) punti 214 - Esserci per
il piacere di esserci. Ma almeno esserci. La simpatica coppia di
driver dell’alta Val Chisone s’iscrive alla gara ben sapendo che
la loro delta è molto meno competitiva delle altre vetture in classe.
Ma che la mitica li tradisca dopo appena 14 giri è troppo.
Due
ruote motrici
1°
Gino Vincenzi-Marcello Rocchieri (Peugeot 205 GTI 1.6) punti 304 - La
forza della costanza. Così i due esperti savonesi riescono ad imporsi
in una categoria che porta al massacro tutti gli altri concorrenti. La
loro Peugeot 205 è un vero carroarmato resistente a tutto e tutti.
Vincenzi e Rocchieri hanno grinta e velocità, ma sulla carta hanno
per le mani un mezzo decisamente inferiore, come testimoniato dal
settimo tempo in qualifica. Ma non perdono un colpo.
Quinti
nella prima manche, salgono al terzo in quella successiva, quando gli
acciacchi alle vetture cominciano a manifestarsi, poi recuperano
ancora una posizione nella terza, per vincere le altre due, quando
tutti gli concorrenti hanno ormai il fiato corto.
Le
maratone si vincono sul traguardo e i due “vecchi
lupi di mare savonesi” lo sanno benissimo.
2°
Guido Polliotto-Andrea Rio (Renault Clio 1.9) punti 286 - Finché
sono in pista non ce n’è per nessuno. Polliotto è velocissimo e
stacca subito a sorpresa la pole position nei due giri a sua
disposizione. Andrea Rio decisamente meno, ma quanto basta per poter
dire la loro in classifica assoluta. Infatti, già nella prima parte
della prima manche Polliotto parte, saluta tutti e se ne va. Andrea
Rio è meno consistente e permette ai Farò Brothers di rimontarlo. Ma
nulla è compromesso, viste che nella manche successiva sono i due
portacolori della Bagnolo Corse a staccare il miglior tempo, con
notevole vantaggio.
La
loro fuga però finisce qui. Dopo aver preso nuovamente il largo con
Polliotto, Rio va ad impantanarsi nel Tornante Fenestrelle facendo
spegnere la Clio (appena finita di allestire il giorno prima). Il
motorino d’avviamento non fa il suo dovere e rimane lì.
Stessa
scena nella manche successiva con Polliotto che parte dalle retrovie e
recupera, prima che la Clio resti ammutolita al Tornante Sestriere.
Nell’ultima
ci si mette pure il cambio a rallentare i sogni ancora possibili di
successo (la matematica lascia loro ampie possibilità) costringendo
Polliotto a rientrare prima ancora del cambio pilota.
3°
Giuseppe Massocco-Luca Perosino (Fiat Uno Proto) punti 278 - La
ragione e la follia mescolati insieme danno un cocktail prelibato. Ma
esplosivo.
Ne
sono la dimostrazione questo equipaggio che ha avuto in Beppe Massocco,
l’attaccante di punta, genio e sregolatezza (ma che spettacolo) e in
Luca Perosino la costanza di portare al termine le gare.
Massocco
è subito veloce e la sua Punto veramente al top. Velocissima e
robusta si pone come la più valida alternativa alla Clio di
Polliotto-Rio. Con la terza piazza ed un bel duello con i soliti Farò,
Massocco-Perosino sono terzi nella prima manche, quarti nella seconda
quando sono meno incisivi, vincono di forza la terza portandosi al
comando della classifica generale. A quel punto ci vuole un
bell’attacco nella manche successiva e Beppe Massocco non si fa
pregare. Lottando come un ossesso con Vincenzi e Polliotto, guidando
le danze, fino a quando la sua Uno non caracolla sul terrapieno
all’uscita della Esse, fa una bella capriola ed atterra sulle ruote.
Emulando Colin Mc Rae Massocco mette la prima e riparte pur senza
parabrezza.
A
fermarlo sono le ruote anteriori piegate all’interno come le gambe
di un vecchio cow-boy stanco.
4°
Marco Bertolino-Andrea Bertolino (Peugeot 205 GTI 1.6) punti 276 - Tenendosi
lontano dai guai e contando su una vettura che non manifesta mai ilo
minimo problema Marco ed Andrea Bertolino effettuano una gara in
crescendo che li porta via via nelle posizioni alte della classifica,
riuscendo nel finale ad essere l’unica alternativa in pista a
Vincenzi-Rocchieri.
5°
Paolo Meratti-Alex Zazzaro (Alfa Romeo 75 2.0) punti 272 - Ci
vuole tutta la follia di “Diabolik” Meratti ed Alex Zazzaro per
presentarsi in pista con una trazione posteriore. Ma ci vuole anche
tutta la loro tecnica e la loro sensibilità per portarla al
traguardo, per di più senza la terza marcia. Con una guida perfetta
Meratti riesce a gestire l’Alfa 75. Soffre, ma si adegua Alex
Zazzaro, che per una volta abbandona la sua guida alla Markku Alen per
concentrarsi sul risultato. Alla fine i risultati di vedono.
6°
Emilio Zoppetto-Fulvio Chiaberto (Citroën
AX) punti 250 -
La
loro gara dura solo tre manche e mezza, prima di doversi ritirare. E
dire che nella prima erano arrivati davanti ai futuri vincitori
Vincenzi-Rocchieri.
7°
Luca Giuliano-Daniele Marzocca (Fiat Uno) punti 242 - Più che una
gara un calvario. La loro Uno incespica con problemi elettrici, poi
riprende, fa un paio di giri, torna ad ammutolirsi. Bisogna veramente
amarla per non darle fuoco. Però quando va è pure veloce, come
dimostra il quarto tempo in qualifica. Ma il mondo non è una pole
position.
8°
Roberto Pizzorno-Marco Petracca (Peugeot 205 GTI 1.9) punti 234 - Equipaggio
formatosi appena un paio di giorni prima della gara, potrebbe dire
qualcosina in più se la loro vettura non si fermasse già nella prima
manche, costringendoli al definitivo stop nella terza.
9°
Mauro Farò-Carlo Farò (Peugeot 205 GTI 2.0) punti 224 - Possibili
protagonisti della gara lo sono stati fino a quando la sorte li ha
assistiti. Terzo tempo in prova, ma a soli 29/100 dal poleman
Polliotto i Farò hanno vinto con autorevolezza la prima manche,
piegandosi ai soli Polliotto-Rio nella seconda. Ma tutto è ancora da
giocare e la coppia dei fratelli torinesi sembra meglio assortita di
quella composta dai due driver della Bagnolo Corse. Però ci si mette
il cambio della loro Peugeot 205 GTI 2.0; così non prendono il via
nella terza manche, cambiano vettura nella quarta presentandosi con la
meno performante Peugeot 205 GTI 1.6, chiudendo in un’ottima terza
posizione che lascia le loro speranze di successo ancora aperte. Ma
anche sulla seconda Peugeot cede il cambio e la quinta manche la
seguono da bordo pista.
Se
non è sfortuna questa….
10°
Fabrizio Ceriali-Marco Davite (Fiat Punto Proto) punti 224 - Partiti
con i favori del pronostico si capisce subito che non è giornata. I
due portacolori della CiZeta non riescono a compiere i giri di
qualifica ed anche in gara debbono fare i conti con il cambio che deve
essere usato con la massima cura, dopo aver manifestato un problema
nel pre-gara. Disputano solo due manche incomplete poi si chiedono
perché farsi ancora del male e lasciano la vettura sotto la tenda.
Peccato,
perché le possibilità di ben figurare c’erano tutte.
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