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febbraio 2007

L’Ice Cup chiude 
Al suono della marsigliese

foto di Sergio “Zoom” Biancolli

 



PRAGELATO (TO) - La terza ed ultima giornata dell’ICE CUP, svoltasi in notturna sabato 10 febbraio, ha visto il dominio netto ed incontrastato dei piloti francesi, che sulla pista di Pragelato hanno dominato senza problemi la categoria delle quattro ruote motrici, quella più prestigiosa.

Il successo della giornata è andato a Christian Beroujon, che non ha avuto rivali con la sua Renault Clio V6 3.0 Proto ad imporsi in tutte le tre manche della giornata, risultando il più veloce sul giro secco della gara sprint, e nelle due manche di finale che prendevano in considerazione tutti e sei i giri. Alle sue spalle il francese di Ginevra (abita proprio sul confine della Svizzera) Jaques Sestach, ancora una volta perfetto interprete della pista di Pragelato, ma in inferiorità meccanica con la sua Opel Tigra.

Il migliore degli italiani è risultato Beppe Pozzo, Ford Escort Proto, micidiale per velocità nella manche sprint e autore di una buona prestazione nelle due manche di finale, che gli hanno consentito di tenere a bada l’assalto di Augustino Pettenuzzo, Alex Pregnolato, Alessandro Gino e di Luca Oldini, migliore in Gruppo N.

Sfortunato Roberto Novara, che si proponeva come uno dei migliori italiani in lizza. Al termine della seconda manche di finale non ha visto la bandiera a scacchi ed è stato protagonista di un violento contatto con la Mitsubishi Lancer di Augustino Pettenuzzo ferma in pista in attesa di rientrare ai box. La direzione gara ha riconosciuto la sua buona fede, ma gli sono stati tolti i punti delle due manche di finale.

Giornata nera anche per Enrico e Davide Brunet. La loro Lancia Delta verde ha fatto le bizze fin dalle battute iniziali costringendoli ad arrendersi anzi tempo.

Nelle due ruote motrici, assente Davide Brunet passato alle 4x4, gran giornata dai Matteo Brizio, che ha preceduto di un soffio Mauro Farò, che era stato il più veloce nella manche sprint. Nelle due manche lunghe Brizio si è dimostrato irraggiungibile, scalando autorevolmente il primo gradino del podio. Terza piazza, e prima delle vetture sino a 1600 cm3, per William “Orso” Valetti, velocissimo e determinato con la sua A112, mentre fra le trazioni posteriori successo del bergamasco Paolo Meratti, Alfa 75.

Nello Xideco Challenge, che metteva a confronto in bagarre prima 11 vetture due ruote motrici, poi altre 11 4x4, in una spettacolare doppia manche con inversione di percorso di 8 giri successo fra le tutto avanti di Fulvio Chiaberto, Peugeot 205, davanti a Fabrizio Ceriali, Fiat Punto Proto e Carlo Farò. In questa gara si è verificato l’incidente più spettacolare, anche questo senza conseguenze, di tutta la serata. Matteo Brizio stava dando l’assalto alla prima posizione di Carlo Farò quando, al tornante Fenestrelle ha messo due ruote sul terrapieno innevato capottandosi. Gara ferma, ma nessun problema per il pilota, mentre la vettura non è stata in grado di continuare.

Fra le quattro ruote motrici predominio nella prima manche del solito Christian Beroujon davanti a Jacques Sestach e Augustino Pettenuzzo. Nella seconda manche problemi al differenziale hanno costretto Beroujon ai box ed il successo è andato ancora Jacques Sestach, Opel Tigra, davanti a Pettenuzzo ed Oldini.

Fulvio Chiaberto è il vincitore dell’ICE CUP 2007 per quanto riguarda le due ruote motrici, mentre Jaques Sestach è il vincitore delle quattro ruote motrici.


Xideco Challenge 4x4
Beroujon s’azzoppa, Sestach ne approfitta

 

Anche nella gara dello Xideco Challenge Christian Beroujon sembra inavvicinabile, ma alle sue spalle Jacques Sestach lo mette nel mirino e non lo lascia fuggire. Il parigino della Renault Clio Proto deve mettercela assolutamente tutta per conquistare la vittoria effettuando sorpassi da brivido per poter tenere la posizione e tocca anche la spalletta di neve al tornante Sestriere. Ma la superiorità della sua Clio è tale che riesce a chiudere in vantaggio sul connazionale con 88/100 di secondo dopo 6 giri.

Sestach per stare dietro a Beroujon si tocca anche con Gianfranco Gramaglia, impegnato a battagliare con Claudio Barosso, nel tornante Sestriere ma entrambi riescono a proseguire.

Terzo tempo per Augustino Pettenuzzo, che partito da fondo schieramento recupera su Alex Pregnolato che ha agganciato Luca Oldini. È un trenino a tre e al tornante Fenestrelle Pregnolato si butta all’interno si appoggia leggermente a Pregnolato (che ci rimette un fanale) e passa.

Pettenuzzo conquista così la terza piazza di manche davanti a Luca Oldini che è di un soffio più veloce di Beppe Pozzo (1”33 dopo otto giri); quindi Pregnolato, Alessandro Gino, e staccati di un giro Claudio Barosso, Gianfranco Gramaglia e Mara Capella. Un problema meccanico ferma Roby Novara al penultimo giro.

Il colpo di scena che decide la seconda manche, e l’intera gara, si registra all’atto dello schieramento di partenza. Non si presenta Beroujon, per noie al differenziale anteriore, e così Sestach non ha problemi a dominare la gara. Sestach può viaggiare sul suo notevole passo e pur non essendo disturbato dagli avversari gira appena 95/100 più lento della manche precedente. Alle sue spalle è Augustino Pettenuzzo, partito in seconda posizione che vola via tranquillo e precede Alex Pregnolato, quindi Alessandro Gino che è più veloce di Luca Oldini, quindi staccati di un giro Claudio Barosso, Gianfranco Gramaglia e Mara Capella.

La somma tempi premia Sestach seguito da Augustino Pettenuzzo. Il terzo gradino del podio va Luca Oldini, grazie all’ottima prima manche, seguito da Alex Pregnolato che batte in volata Alessandro Gino.


 

Xideco Challenge 2RM
Chiaberto dopo i fuochi d’artificio

 



Partono dalla prima fila in ordine Mauro Farò, Matteo Brizio e Fulvio Chiaberto e dopo appena mezzo giro i tre sono gia a contatto. Farò è più lento dei due avversari, ma la differenza non è tale da permettere agli inseguitori di superarlo. Chiaberto ci prova al Tornante Sestriere ed affianca Brizio, ma non riesce a superarlo. Farò sembra prendere un minimo vantaggio, ma non è sufficiente a farlo stare tranquillo. Ed infatti già all’ingresso del Tornante Fenestrelle è raggiunto dagli avversari, con William Valetti che ha raggiunto il terzetto di testa.

Ormai non conta più il tempo, ma passare per primi sotto la bandiera a scacchi. E così, al terzo giro, Brizio ci prova all’interno del Tornante Fenestrelle. Troppo all’interno perché mette l’anteriore sinistra sulla spalletta di neve interna e si ritrova con la vettura sul tetto. Scatta immediatamente la bandiera rossa e la manche viene sospesa.

Il miglior tempo viene assegnato a William Valetti davanti a Carlo Farò e Fulvio Chiaberto, ma le differenze sono minime.

Si riparte per la seconda parte della prima manche e la battaglia riprende accesa come nella prima manche. Mauro Farò deve subire gli attacchi dell’arrembante Chiaberto e di Valetti che li ha agganciati. Chiaberto riesce a passare in staccata all’ingresso del tornante Sestriere, ma Farò on demorde e grazie alla traiettoria più favorevole riesce a superarlo nuovamente nella discesa verso il Ponte. Al secondo giro sembra che Chiaberto possa avere ragione di Farò, ma commette un piccolo errore al Tornante Fenestrelle e Farò, velocissimo si butta dentro e torna al comando del plotone. Nel frattempo Valetti, terzo in pista, non riesce a mordere il freno e tenta il sorpasso ai danni di Chiaberto al tornante Sestriere, ma sventolano le bandiere gialle perché è ferma l’Alfa 75 di Cristian Bosco. Valetti allarga per far ripassare l’avversario, ma finisce contro la spalletta del ponte facendo spegnere il motore della sua A112. Che non va più in moto.

Il direttore di gara ritiene la situazione pericolosa ed espone nuovamente la bandiera rossa che interrompe con un giro d’anticipo la gara.

Per somma tempi Gara1 viene vinta da William “Orso” Valetti con appena 31/100 su Chiaberto, terzo tempo per Carlo Farò inseguito ad appena 26/100 da un preciso Fabrizio Ceriali, quindi Renzo Fraschia,  e, molto vicini Marco Petracca, Mauro Farò e Giorgio Vettori, seguiti ad un giro da Davide Cornaglia e da Cristian Bosco fermatosi anzitempo al Tornante Sestriere.

La seconda manche ripropone il duello precedente fra Chiaberto e Valetti, con ancora una volta Valetti che le tenta tutte per passare, fino a girarsi nuovamente al Tornante Sestriere restando in mezzo alla pista, costringendo per l’ennesima volta il direttore di gara ad estrarre la bandiera rossa al giro successivo.

Gara due finisce così con Chiaberto che ottiene il miglior tempo davanti al concreto Ceriali che ha la meglio su Mauro Farò, poi Marco Petracca seguito da Carlo Farò e Giorgio Vettori, più veloce per 1/100 di Giorgio Fraschia.

Si arriva alla somma tempi e Chiaberto è il tranquillo vincitore davanti a Ceriali e Carlo Farò; seguono Fraschia, Mauro Farò e Petracca, quindi Vettori e Valetti (molto spettacolare, che però a pagato caro il doppio spegnimento del motore della sua A112) Cornaglia e Bosco, unico al via con una vettura a trazione posteriore.


ICE CUP Beroujon batte Beroujon
Quattro Ruote Motrici Proto

 

1° Christian Beroujon (Renault Clio Proto #70) - Come il Maggiolino tutto matto che arriva primo e terzo al rally di Montecarlo Christian Beroujon vince ed arriva secondo nell’ICE CUP iscrivendosi due volte. Ha l’accortezza di non iscriversi al campionato e quindi resta assolutamente trasparente ai fini della classifica, ma in campo non ce ne’è per nessuno staccando il miglior tempo in tutte le condizioni. Il problema è che stacca anche il secondo miglior tempo dimostrando così che spazio non ne avrebbe lasciato. La superiorità del suo mezzo non è compromessa dalla sua irruenza che a volte lo porta fuori traiettoria. Ma appena schiaccia l’acceleratore si ritrova nella giusta strada e i tempi sono inavvicinabili per tutti.

2° Jaques Sestach (Opel Tigra Proto #9) - Nessuno si avvicina alle sue prestazioni e lui punta ad avvicinare Beroujon da cui mediamente lo separa quasi un secondo al giro, però non si arrende mai. La sua grinta lo porta a commettere un solo errore in tutta la giornata, nell’ultima manche di finale quando tocca leggermente il terrapieno del Tornante Sestriere senza compromettere la sua gara.

3 ° Beppe Pozzo (Ford Escort Proto # 20) - Ancora una volta si conferma velocissimo sul giro secco, riuscendo ad essere secondo solo a Jacques Sestach. Meno consistente nelle manche lunghe in cui ingaggia una bella bagarre con Alex Pregnolato che forse compromette un po’ la sua pulizia di guida ed i suoi tempi. Comunque ci vuole un bel coraggio a rientrare in campo dopo una lunga assenza dal mondo delle corse e subito con una vettura da assoluto. Che questa volta fa il suo dovere assecondandolo per tutta la gara.

4 ° Augustino Pettenuzzo (Mitsubishi Lancer Proto # 10) - Una giornata in crescendo, parte lentamente nel corso della manche Sprint dove non trova la zampata sul giro secco, ma si dimostra il principe della costanza nel corso delle manche di finale, riuscendo a contenere il suo divario da Sestach in meno di 4” nella seconda manche di finale a lui va la palma del migliore degli italiani, nelle gare lunghe. Peccato per il tamponamento subito da Roby Novara a Bocce ferme, quando però ormai i giochi sono fatti. Poi i suoi meccanici fanno il miracolo e può presentarsi tranquillo allo Xideco Challenge.

5 ° Alex Pregnolato (Lancia Delta Proto #3) - Continua a privilegiare lo spettacolo ai tempi. La sua tecnica è sopraffina, ma quando si trova in bagarre si diverte maggiormente a lottare con l’avversario piuttosto che ottenere il tempo. Trovando assieme a Pozzo lo spettacolo non manca.

6° Alessandro Gino (Mitsubishi Lancer #18) - Il mestiere comincia ad entrare e i risultati si vedono. Nella sprint non è velocissimo, patendo un po’ l’inferiorità della sua Mitsubishi, ma se la cava nel migliore dei modi nelle due manche di finale. Per lui un futuro in crescita, soprattutto se riuscirà a trovare quel pizzico di aggressività in più.

7° Francesco Scursatone (Citroën AX Proto #7) - Vince la battaglia finale con il figlio, ma la serata era partita male. Infatti nella manche sprint riesce a fare solo un giro, piuttosto lento prima di dover uscire anzitempo. Poi nelle due manche lunghe riesce ad essere sempre più veloce, del figlio e così alla fine risale in classifica fino ad una posizione più che onorevole.

8° Patrick Pinsard (Opel Tigra Proto #9B) - non occorre correre con lo sguardo sulla portiera alla ricerca del numero per capire che al volante non c’è Sestach. La sfortuna si accanisce anche con lui che non riesce a prendere parte alla manche sprint, poi nelle lunghe ha qualche sbandata di troppo e finisce spesso per toccare la neve. La potenza della Tigra gli permette di riprendere la posizione come in pista, ma i tempi sono quelli che sono. A sua discolpa c’è da dire che la Tigra è una vettura da top driver cui bisogna fare la mano. Con molto affiatamento.

9° Gabriele Scursatone (Citroën AX Proto #7B) - Questa volta è meno in palla delle altre volte anche per un problema di assetto della sua AX che va da tutte le parti mandandolo anche in testacoda nel corso della manche sprint, che gli consiglia di uscire a controllare la vettura ai box per rimediare alle geometrie andate fuoriquadro dopo aver preso una buca alla Esse. In gara è addirittura avvicinato da Gramaglia che gli parte dietro, poi riesce a riprendere il giusto ritmo ed a passare anche Pinsard quando va in testacoda. Insomma, per lui una buona stagione su ghiaccio, soprattutto considerando che era all’esordio con una vettura nervosa e difficile da usare sempre al massimo.

10° Roberto Zampieri (Fiat Panda Proto 4x4 #24) - Ancora una volta l’uomo della Panda ce la mette tutta e si difende benissimo riuscendo a siglare tempi vicini alla concorrenza che hanno una cavalleria quasi tripla della sua. Non ha nulla da rimproverarsi, anzi. Ha dato spettacolo e si è divertito ed ha sfruttato la leggerezza della Panda in ogni occasione. Il consiglio è trovare un motore più grosso da mettere sopra lo stesso telaio. Sarà più difficile da guidare, ma andremo a ridere…

11° Davide Brunet (Lancia Delta Proto #15B) - La fortuna lo ha abbandonato nel corso della 24 Ore e non è tornata nella finale. Ha deliberatamente rinunciato a vincere l’ICE CUP nelle 2RM dopo essersi divertito troppo nella 24 Ore. E dimostra che il manico c’è staccando il quinto tempo assoluto nella manche sprint con una progressione impressionante che lo colloca ai vertici della specialità. È addirittura quarto nella prima manche lunga quando può partire davanti a tutti e non aver problemi a guidare come più gli piace: geometrico e pulito, ripetendo i tornanti in spazzolata con una pulizia disegnata con il compasso. Il motore della sua Delta non la pensa come lui e per l’ultima manche lo lascia a terra.

Una stagione molto deludente nei risultati e non nelle capacità dimostrate. La classe c’è, la fortuna potrebbe anche arrivare.

12 ° Mara Capella (Lancia Delta Proto #4) - La Pink Lady è sempre combattiva e determinata. Non si fa mai intimorire in ogni occasione, anche se ha la malaugurata sorte di finire in batteria con il fulmineo Beroujon che la doppia sistematicamente. Ma per lei non è un problema perché è conscia dell’inferiorità del suo mezzo, la vecchia e solida Delta, che non ha certo le sofisticatezze meccaniche delle più giovani vetture. Ma a lei non importa ed in campo non sfigura.

Anzi, tutt’altro.

13° Giovanni Panero (Fiat Panda Proto 4x4 #24B) - Seconda gara sulla Panda 4x4 e seconda bella esperienza. Il mezzo non gli permette certo di volteggiare nelle parti nobili della classifica, ma lui non si arrende e lotta con i denti con le Delta meno veloci ad ogni manche trovandosi a stretto contatto con Livio Sogno, che ha più cavalli di lui. Soccombe, ma non si arrende.

14° Gianmaria Novara (Lancia Delta Proto #22) - La mascotte dell’ICE CUP migliora gara dopo gara, com’è ovvio. Nella sprint riesce a trovare una zampata e ottenere un buon tempo, molto vicino agli avversari. Anche nelle due manche di finale è andato bene, ed anche per lui il futuro si presenta roseo.

2° Enrico Brunet (Lancia Delta Proto #15) - Il pomeriggio comincia male e non riesce ad ottenere un buon tempo nemmeno nelle manche sprint, dove fa tutti i giri senza graffiare. Colpa della vettura che ha problemi di motore. Che poi non gli permette nemmeno di partire per le manche lunghe. Peggio di così.

3° Roby Novara (Toyota Yaris Proto #23) - Si ritrova in classifica in fondo al gruppo e non per colpa sua. Nella manche sprint stacca il quarto tempo preceduto, fra gli italiani, solo dallo sprinter Beppe Pozzo. Nella prima gara lunga è il migliore degli italiani e nella seconda è battuto da Pettenuzzo per soli 67/100. Un’inezia.

Poi lo svarione a manche ormai finita, che il pilota della Yaris racconta semplicemente così:

Non ho visto la bandiera a scacchi e credevo di dover fare ancora un giro. Le bandiere gialle le ho viste ed ho prestato molta attenzione nel Tornante Fenestrelle, poi ho visto al variante del Ponte la Mitsubishi di Augustino Pettenuzzo ferma tutta all’esterno. Credevo che le gialle fossero per lui. Ho ridotto leggermente la velocità, ma pensavo di essere ancora in gara. Invece il commissario ha dato a Pettenuzzo via libera per rientrare ai box e lui ha attraversato lentamente la pista, senza ovviamente guardare dietro. Ho frenato, ma l’ho colpito ugualmente”.

La direzione gara ha tolto tutti i punti della manche di finale a Novara che da un possibile podio è sceso in ultima posizione.


 

Quattro Ruote Motrici Gruppo N



1° Luca Oldini (Mitsubishi Lancer #2) - Ancora una volta si dimostra inavvicinabile fra le Gruppo N e si dimostra estremamente competitivo anche nella classifica assoluta dove ottiene un ottimo settimo posto fra le 4x4. Un risultato notevole vista la consistenza degli avversari in campo. Costante nelle sue prestazioni in ogni situazione grazie ad una maturità di guida ormai eccellente.

2° Claudio Barosso (Lancia Delta #25) - Pochi si sono divertiti quanto lui. In tutte le manche punta la Delta dell’amico Gianfranco Gramaglia e si scatena la battaglia senza troppa attenzione per il cronometro. Ne escono anche un paio di toccate dopo delle staccate con il coltello fra i denti che mandano in visibilio il pubblico. Più di così non si può

3° Gramaglia Cristian (Lancia Delta #12B) - È addirittura la seconda forza in campo nel corso della manche sprint, poi Barosso aumenta il ritmo, ma lui teine accortamente il passo. Un altro giovane in crescita.

4° Livio Sogno (Lancia Delta #25B) - Parte costantemente dietro alla Panda di Panero e gli dà la caccia per tutta la gara riuscendo a sopravanzarlo sempre con dei bei sorpassi. Offre il meglio di sé durante la manche sprint quando stacca il terzo tempo di Gruppo,  poi Barosso si scatena e lo supera. Ma la bella festa al camper tutti insieme cancella le differenze di tempo.

5 ° Gianfranco Gramaglia (Lancia Delta #12) - Reduce da un brutto incidente nei mesi scorsi papà Gramaglia si sta riprendendo ai massimi livelli. Soprattutto la grinta è rimasta intatta e i duelli corpo a corpo con Claudio Barosso lo dimostrano. Nella manche sprint è più lontano, ma nella prima di finale riesce a siglare un tempo di appena 3/100 più alto del figlio.


Due Ruote Motrici oltre 1600

1° Matteo Brizio (Peugeot 205 #64) - La sua giornata comincia subito alla grande con un secondo tempo nella manche sprint dietro al velocissimo Mauro Farò. Il ritardo è di appena 9/100, una vera inezia. E così si mette di buzzo buono, riuscendo a ribaltare la situazione nella prima manche di finale lunga dove stacca il miglior tempo grazie ad una progressione ammirevole. Contiene poi gli avversari nella seconda, siglando il quarto tempo, ma così vicino agli avversari che nella somma tempi non lo batte nessuno. Ed è il re delle Due Ruote motrici.

2° Mauro Farò (Peugeot 205 #59) - Sul giro veloce sembra imbattibile e lo dimostra con una gran zampata nel corso della manche sprint dove è il migliore di tutti, viaggiando ripetutamente sul passo che gli consente di primeggiare. È nella prima finale che perde la sua gara, quando ha ottenuto solo il terzo tempo di classe accumulando un ritardo di 2”58 che non è riuscito poi a ribaltare nell’ultima manche quando è tornato ad essere il più veloce di tutte le tutto avanti.

3° Fabrizio Macchitella (Volkswagen Golf Proto #67) - Buona progressione per la Volkswagen Golf di Fabrizio Macchitella che non ha ceto brillato nella manche sprint, dove ha siglato il quarto tempo di classe, ma decisamente staccato dalla concorrenza, per poi ottenere il secondo miglior tempo in quella successiva, senza però riuscire mai ad essere più veloce del vincitore Brizio. Macchitella ha corso con una vettura estremamente rumorosa che, probabilmente, in altre gare i giudici non avrebbero ammesso sulla linea di partenza.

4° Fabrizio Ceriali (Fiat Punto Proto #62) - La stagione sul ghiaccio di Fabrizio Ceriali si conclude con un risultato che non soddisfa il patron della CiZeta, ancora alla ricerca dell’assetto giusto per la sua Punto. Questa volta non è riuscito nemmeno ad emergere nella classe che nelle precedenti due gare ha fatto sua. Per problemi di trazione i tempi non sono venuti, né nella manche sprint, né nelle altre.

5° Fabrizio Rosano (Peugeot 205 #42) - Ha spremuto tutto quello che poteva dall’onesta Peugeot 205 che per lo meno lo asseconda portandolo tutte le volte fino al traguardo. Almeno si diverte.

6° Enrico Campus (Fiat Uno #61) - In tutta la gara non ha trovato il passo che lo aveva contraddistinto nelle prove precedenti, lasciandolo a fondo della classifica. Peccato, non è questo il suo valore.

7° Davide Cornaglia (Volkswagen Golf GTI #41) - È la prima volta che il pilota preparatore di Fossano riesce a fare tutta la gara, ma di problemi ne ha parecchi a cominciare dalla pompa della benzina che lo fa viaggiare a singhiozzo per tutta la prima manche.

Poi non riesce a procedere meglio ed i tempi sono alti. Ma per lo meno, questo pomeriggio, resta in campo fino alla fine.


 

Due Ruote Motrici fino a 1600



1° William Valetti (Autobianchi 112 #51) - Ennesima grande prova dell’Orso di San Mauro Torinese, che lotta al coltello esaltandosi nell’attaccare il povero Rosano che parte davanti a lui. Alla fine è addirittura terzo assoluto nella classe delle 2RN un risultato che lo esalta in modo incredibile. Parte bene siglando il secondo tempo nella manche sprint con appena 30/100 di ritardo rispetto a Fulvio Chiaberto, ma è il secondo più veloce in pista per somma tempi nelle manche lunghe (e primo di classe) dimostrando così che anche con una piccola A112 si può fare classifica.

Poi la grinta che mette ad ogni tornante è degna della zampata di un orso.

2° Fulvio Chiaberto (Peugeot 205 #54) - Parte subito bene staccando la miglior prestazione di classe, poi si ripete alla grande nella prima manche di finale dove riesce a prendere la scia di Ceriali che gli parte davanti, mentre è meno determinato nella seconda, quando si fa staccare di 2”14 da Valetti, ritardo che gli costa la vittoria di classe.

3° Marco Petracca (Fiat Uno #71) - Rimasto a bocca asciutta nel corso della 24 Ore quando aveva potuto guidare pochissimo, dimostra tutto ilo suo valore in questa gara dove chiude addirittura settimo fra le 2RM e terzo di classe. La velocità è ottima, al punto che nella manche sprint sigla il quinto tempo fra le 2RM, riuscendo a mantenere un buon passo anche nelle due manche di finale che gli consentono di salire meritatamente sul terzo gradino del podio.

4° Renzo Fraschia (Volkswagen Golf #56) - Il suo divertimento per tutta la giornata è duellare con la Opel Corsa di Giorgio vettori che riesce a superare nel corso della manche Sprint e della prima manche di finale. Guida pulita e redditizia dimostra di essere la quinta forza in classe, senza avere picchi che lo innalzino troppo o cadute che lo facciano precipitare. La sua costanza è dimostrata dai tempi realizzati nelle due manche di finale che si discostano per appena 3/100.

5° Carlo Farò (Peugeot 205 #50) - Una manche sprint disastrosa, 11° tempo di classe, lo costringe a non puntare ad un posto al podio, come invece pretenderebbero i tempi ottenuti nelle due manche lunghe che lo vedono addirittura staccare il secondo tempo di classe nell’ultima di finale. Sul suo risultato pesano i pochi punti siglati nella manche sprint.

6° Pasquale Madonna (Opel Corsa #47B) - Veloce e costante quanto la sua Corsa glielo consente il pilota carmagnolese è autore di una buona performance con un mezzo che non gli consente grandi exploit. Ma per lo meno non lo pianta in asso dopo pochi metri come era successo nella gara precedente.

7° Romano Costa (Autobianchi 112 #65) - La velocità non è il punto di forza della sua A112, decimo tempo nella manche sprint, ma la robustezza gli consente di scalare la classifica quando le vetture degli avversari cominciano a sentire gli acciacchi.

8° Frank Zampaglione (Fiat Uno #63) - Se la cava bene nella manche sprint, combattendo, fra l’altro con Costa e Marzocca, riuscendo a prevalere. Poi il suo ritmo cala e nella prima manche di finale è superato da Costa di soli 11/100; nella seconda però il pilota dell’A112 lo distanzia e deve cedere la posizione.

9° Giorgio Vettori (Opel Corsa #47) - Fanalino fra i piloti a pieni giri, Vettori si toglie per lo meno la soddisfazione di disputare tutta la gara. La Corsa non è un fulmine di guerra e lui è alle prime esperienze. Ma questa volta non ha problemi meccanici e se la cava onorevolmente. Con un po’ più di esperienza si può migliorare.

10° Daniele Marzocca (Fiat Uno #53B) - Gli bastano appena tre giri per ottenere un gran tempone nella manche sprint (settimo assoluto, quarto di classe) ed è ciò che salva il suo risultato visto che non riesce più a partire nelle due manche di finale. Meritava di più.

11° Emilio Zoppetto (Citroën AX #52) - Se la cava benino nella manche sprint dove ottiene un discreto nono tempo di classe. Nella prima manche di finale invece è più lento, resiste agli assalti di Costa per un giro poi è costretto ad arrendersi dopo essersi scambiati le posizioni un paio di volte. Poi l’AX rallenta e il suo tempo è alto e non riesce a concludere la manche successiva.

12° Roberto Peghini (Peugeot 205 #48B) - Anche per lui un onorevole settimo tempo nella manche sprint, anche se le sue traiettorie sono molto più creative rispetto alla concorrenza. Poi la sua gara si ferma lì e non riesce a dimostrare cosa poteva fare.

13° Gino Vincenzi (Peugeot 205 # 48) - Non è giornata per gialla Peugeot 205 che solo una settimana prima ha vinto la 24 Ore. I bulloni delle ruote danno problemi e il pilota savonese non può essere della partita. Nemmeno per un giro.


 

Due Ruote Motrici trazione posteriore



1° Paolo Meratti (Alfa 75 #58) - Ancora una volta è il bergamasco a svettare dall’inizio alla fine grazie alla sua guida meno spettacolare, ma sicuramente più redditizia che lo pone ai vertici delle trazioni posteriori in tutte le manche.

Senza discussione.

2 °Alex Zazzaro (Fiat 131 Abarth #49) - Torna ad essere la seconda forza delle vetture che spingono riuscendo a contenere in 48/100 il ritardo da Meratti nella manche sul giro secco. Poi però nelle due manche di finale le cose cambiano e il divario aumenta, anche se la seconda piazza è sempre saldamente nelle sue mani.

3° Osvaldo Galatini (Talbot TI #43) - Lotta tutta la gara con Cristian Bosco che precede in tutte e tre le manche. Nonostante, per passare il pilota torinese, finisca nella neve nell’ultimo giro della prima manche di finale. Ma ormai il risultato è assicurato.

4° Cristian Bosco (Alfa 75 #44) - Fedelissimo alla sua Alfa 75 è uno dei pilastri irriducibili delle trazioni posteriori nelle gare su ghiaccio. Meno male.

La sua guida è più aggressiva ed irruente di quella di Meratti e ne paga le conseguenze.

Ma lui si diverte ed il pubblico pure.

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