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MONTEMALE
(CN) - “Come vivacizziamo la nostra festa patronale?”
Il
consiglio comunale di Montemale, piccolo comune arroccato fra Caraglio e
Demonte nelle Alpi cuneesi, si chiedeva come dare lustro alla festa in
programma nella domenica centrale di agosto.
Valutando
le risorse locali, la tranquillità del panorama, e le belle strade,
hanno deciso di sfruttare quest’ultime, solcate periodicamente da Paolo
Andreucci e dalla sua Super Punto 2000 (mattatrice del campionato
italiano) per attrarre pubblico nuovo.
Per
far le cose per benino il sindaco Oscar Virano, grande giocatore di bocce, ma assolutamente
all’asciutto di rally prove speciali e controlli orari, ha convocato Pier
Luigi Capello, l’organizzatore del prossimo valle Varaita, per
programmare la sessione.
E
così Capello ha fatto le cose per benino. Lungo i 2800 metri del percorso
ha stipato ben 17 commissari, un carro attrezzi, ed un’ambulanza di
rianimazione, con tanto di medico specializzato a bordo (anticipando di
fatto le nuove norme per i test su strada nell’ambito rally),
trasforamando il test in una prova speciale vera e propria, senza il
rilevamento tempi.
L’unico
a temere per l’iniziativa era proprio Capello.
“Chi
vuoi che vada a Montemale due giorni prima di Ferragosto?” si
chiedeva titubante il grande boss dello Sport Rally Team. E così
prudenzialmente a limitato a 30 vetture il limite dei partecipanti.
Più
fiducioso sindaco, assessori e Pro Loco di Montemale, che si sono attivati
per preparare pranzi sotto il tendone con cucina da campo e cantina ben
fornita.
La
notizia si diffonde e i “nessuno”
che dovevano iscriversi al test cominciano a diventare “qualcuno”.
Capello nel frattempo rifà i conti. “Meglio pochi, ma soddisfatti, che
tanti ed incazzati” è la filosofia del carmagnolese.
Così
torna sui 2800 metri del percorso da percorre nei due sensi. Il format del
test prevede che i concorrenti si allineino sulla strada che dalla chiesa
conduce in cima al colle. Arrivati in cima si voltano e si fermano. Quando
la strada è nuovamente libera tuffo in discesa per affrontare le curve
mozzafiato ed un paio di tornanti da rally vecchia scuola.
“Meglio
fermarsi a venti” dice Capello sposando a pieno la teoria del felici
e contenti.
Nel
frattempo la voce corre e i nessuno di Montemale diventano tanti, quasi
troppi.
Arrivano
dalla svizzera con una Civic Type R parente di un aeroplano e dalla
Sicilia per testare una Mitsubishi Lancer EVO che deve farsi onore sulle
strade del campionato italiano. Arrivano dal veneto, con Bruno Migliara
(“scusate, ma non è di Ornavasso”
chiede qualcuno. “Sì, sì, ma
adesso è un professorone di medicina all’Università di Verona”
ribatte qualcun’altro e si scatena una discussione sulla specialità
passando dalla psichiatria alla chirurgia toracica. Unico dato certo è
che Bruno di Ornavasso ha un gran bel piede), con una Opel Ascona
400 con cui nel 1982 Dario Cerrato spiccò nuovamente nell’olimpo del
rallismo italiano.
Ci
sono due Renault Clio Super 1600: quella di Mario d’Ambra per i
fratelli Sala e Stefano Giacchero-Alessandro Pizzolotto; quella della
Cizeta, con il boss Fabrizio Ceriali che sfrutta l’occasione per
mettersi al volante e farsi dettare le note, una
tantum, dalla moglie Mara Miretti.
Ci
sono le Saxo Kit dell’OVS che recupera Mariolino Trolese e offre
una prima esperienza ad Ivan Paire e la Clio RS del figlio d’arte
Montersino. Un paio di Mitsubishi Colt, una per l’enfant prodige Bracco,
addirittura una nuovissima Renault Clio Cup del locale concessionario Rabino.
E
poi le storiche. Le Porsche 911 di Carlo Crestani ed Enrico Brazzoli che
promettono spettacolo, quanto la Opel Kadett GT/E per Marco Mao.
Insomma
si fa il pieno e si chiude.
Ma
il pubblico.
“Chi
vuoi che venga a Montemale due giorni prima di Ferragosto?”si
chiedono i quattro spettatori che pensano di passare una domenica
ferragostana diversa, trasformandola in una solita domenica da rally.
“Nessuno,
ma proprio nessuno”.
Previsione
drammaticamente smentita appena si arriva al cartello “MONTEMALE”.
La
coda inizia subito dopo e mancano ancora 1700 metri al piazzale della
chiesa.
“Ci
sarà sicuramente parcheggio nella strada in discesa”, ma il dubbio
serpeggia fra i quattro non più solitari spettatori che passano una
domenica ferragostana diversa.
Ed
in effetti la discesa verso Demonte si presenta con una doppia fila di
macchine geometricamente parcheggiate. 2170 metri di scarpinata e si
arriva nella piazza della chiesa. E poi via, passando attraverso l’area
assistenza, dove le vetture sono sui cavalletti prima di presentarsi allo
start. Nel piazzale del municipio la Pro-Loco ha allestito il tendone per
il pranzo. Sorge il dubbio se farsi una salamella anzi tempo prima di
andare a farsi un paio di controsterzi.
Ma
no, si rimanda tutto a dopo e si arriva alla partenza della speciale
presidiata da carro-attrezzi, ambulanza e commissari.
E
da un mondo di appassionati che riempiono la collina, smentendo tutti i TG
che vogliono italiani e torinesi in Riviera a Spotorno.
“Cosa
ci fai tu qui” è lo scambio classico stendendo la coperta sul prato
per gustarsi lo spettacolo.
“Sono
venuto a vedere due traversi” è la risposta classica.
Il
prato è pieno di gente, ma alzando gli occhi verso i due tornanti ci si
ritrova con un muro di gente che vanno in visibilio quando Carlo Crestani
controlla con una perizia da maestro la sbandata della su Porsche con una
gomma a terra. Salire ai tornanti e finire in prima fila è cosa da
raccomandati di prim’ordine.
Lo
spettacolo prosegue fino alla mezza quando la pasta viene scolata e via
tutti al tendone della pro-loco per un pranzo con qualche bottiglia di
vino che viaggia sul tavolo. Ed è festa.
Dopo
il dolce Oscar Virano prende la parola.
“Grazie
di essere venuti a Montemale, noi conosciamo poco o nulla di rally”, dice
il sindaco, “ma crediamo che sia
un’ottima forma di promozione per il nostro paese”.
Contrariamente
alla parlata logorroica dei politici la smette qui. Una targa ricordo con
tanto di nome inciso a tutti i partecipanti, e poi via si torna sulla
prova speciale.
Qualcuno
cerca il sindaco, ma è già sparito. Impegni inderogabili che la sua
carica richiama altrove.
Ci
mettono cinque minuti a ritrovarlo sulla Saxo di Paire, casco in testa e
cinture ben allacciate, pronto a scatenarsi sulla speciale.
“Allora
com’è andata signor sindaco?”
“Benissimo
e il prossimo anno, mi raccomando Ferragosto a Montemale”
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