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agosto 2006

Chi vuoi che vada a Ferragosto a Montemale?
Storia e riflessioni di una domenica rallistica di metà agosto

foto di Elio Magnano e Kaleidosweb

MONTEMALE (CN) - “Come vivacizziamo la nostra festa patronale?”

Il consiglio comunale di Montemale, piccolo comune arroccato fra Caraglio e Demonte nelle Alpi cuneesi, si chiedeva come dare lustro alla festa in programma nella domenica centrale di agosto.

Valutando le risorse locali, la tranquillità del panorama, e le belle strade, hanno deciso di sfruttare quest’ultime, solcate periodicamente da Paolo Andreucci e dalla sua Super Punto 2000 (mattatrice del campionato italiano) per attrarre pubblico nuovo.

Per far le cose per benino il sindaco Oscar Virano, grande giocatore di bocce, ma assolutamente all’asciutto di rally prove speciali e controlli orari, ha convocato Pier Luigi Capello, l’organizzatore del prossimo valle Varaita, per programmare la sessione.

E così Capello ha fatto le cose per benino. Lungo i 2800 metri del percorso ha stipato ben 17 commissari, un carro attrezzi, ed un’ambulanza di rianimazione, con tanto di medico specializzato a bordo (anticipando di fatto le nuove norme per i test su strada nell’ambito rally), trasforamando il test in una prova speciale vera e propria, senza il rilevamento tempi.

L’unico a temere per l’iniziativa era proprio Capello.

“Chi vuoi che vada a Montemale due giorni prima di Ferragosto?” si chiedeva titubante il grande boss dello Sport Rally Team. E così prudenzialmente a limitato a 30 vetture il limite dei partecipanti.

Più fiducioso sindaco, assessori e Pro Loco di Montemale, che si sono attivati per preparare pranzi sotto il tendone con cucina da campo e cantina ben fornita.

La notizia si diffonde e i “nessuno” che dovevano iscriversi al test cominciano a diventare “qualcuno”. Capello nel frattempo rifà i conti. “Meglio pochi, ma soddisfatti, che tanti ed incazzati” è la filosofia del carmagnolese.

Così torna sui 2800 metri del percorso da percorre nei due sensi. Il format del test prevede che i concorrenti si allineino sulla strada che dalla chiesa conduce in cima al colle. Arrivati in cima si voltano e si fermano. Quando la strada è nuovamente libera tuffo in discesa per affrontare le curve mozzafiato ed un paio di tornanti da rally vecchia scuola.

“Meglio fermarsi a venti” dice Capello sposando a pieno la teoria del felici e contenti.

Nel frattempo la voce corre e i nessuno di Montemale diventano tanti, quasi troppi.

Arrivano dalla svizzera con una Civic Type R parente di un aeroplano e dalla Sicilia per testare una Mitsubishi Lancer EVO che deve farsi onore sulle strade del campionato italiano. Arrivano dal veneto, con Bruno Migliara (“scusate, ma non è di Ornavasso” chiede qualcuno. “Sì, sì, ma adesso è un professorone di medicina all’Università di Verona” ribatte qualcun’altro e si scatena una discussione sulla specialità passando dalla psichiatria alla chirurgia toracica. Unico dato certo è che Bruno di Ornavasso ha un gran bel piede), con una Opel Ascona 400 con cui nel 1982 Dario Cerrato spiccò nuovamente nell’olimpo del rallismo italiano.

Ci sono due Renault Clio Super 1600: quella di Mario d’Ambra per i fratelli Sala e Stefano Giacchero-Alessandro Pizzolotto; quella della Cizeta, con il boss Fabrizio Ceriali che sfrutta l’occasione per mettersi al volante e farsi dettare le note, una tantum, dalla moglie Mara Miretti.

Ci sono le Saxo Kit dell’OVS che recupera Mariolino Trolese e offre una prima esperienza ad Ivan Paire e la Clio RS del figlio d’arte Montersino. Un paio di Mitsubishi Colt, una per l’enfant prodige Bracco, addirittura una nuovissima Renault Clio Cup del locale concessionario Rabino.

E poi le storiche. Le Porsche 911 di Carlo Crestani ed Enrico Brazzoli che promettono spettacolo, quanto la Opel Kadett GT/E per Marco Mao.

Insomma si fa il pieno e si chiude.

Ma il pubblico.

“Chi vuoi che venga a Montemale due giorni prima di Ferragosto?”si chiedono i quattro spettatori che pensano di passare una domenica ferragostana diversa, trasformandola in una solita domenica da rally.

“Nessuno, ma proprio nessuno”.

Previsione drammaticamente smentita appena si arriva al cartello “MONTEMALE”.

La coda inizia subito dopo e mancano ancora 1700 metri al piazzale della chiesa.

“Ci sarà sicuramente parcheggio nella strada in discesa”, ma il dubbio serpeggia fra i quattro non più solitari spettatori che passano una domenica ferragostana diversa.

Ed in effetti la discesa verso Demonte si presenta con una doppia fila di macchine geometricamente parcheggiate. 2170 metri di scarpinata e si arriva nella piazza della chiesa. E poi via, passando attraverso l’area assistenza, dove le vetture sono sui cavalletti prima di presentarsi allo start. Nel piazzale del municipio la Pro-Loco ha allestito il tendone per il pranzo. Sorge il dubbio se farsi una salamella anzi tempo prima di andare a farsi un paio di controsterzi.

Ma no, si rimanda tutto a dopo e si arriva alla partenza della speciale presidiata da carro-attrezzi, ambulanza e commissari.

E da un mondo di appassionati che riempiono la collina, smentendo tutti i TG che vogliono italiani e torinesi in Riviera a Spotorno.

“Cosa ci fai tu qui” è lo scambio classico stendendo la coperta sul prato per gustarsi lo spettacolo.

“Sono venuto a vedere due traversi” è la risposta classica.

Il prato è pieno di gente, ma alzando gli occhi verso i due tornanti ci si ritrova con un muro di gente che vanno in visibilio quando Carlo Crestani controlla con una perizia da maestro la sbandata della su Porsche con una gomma a terra. Salire ai tornanti e finire in prima fila è cosa da raccomandati di prim’ordine.

Lo spettacolo prosegue fino alla mezza quando la pasta viene scolata e via tutti al tendone della pro-loco per un pranzo con qualche bottiglia di vino che viaggia sul tavolo. Ed è festa.

Dopo il dolce Oscar Virano prende la parola.

“Grazie di essere venuti a Montemale, noi conosciamo poco o nulla di rally”, dice il sindaco, “ma crediamo che sia un’ottima forma di promozione per il nostro paese”.

Contrariamente alla parlata logorroica dei politici la smette qui. Una targa ricordo con tanto di nome inciso a tutti i partecipanti, e poi via si torna sulla prova speciale.

Qualcuno cerca il sindaco, ma è già sparito. Impegni inderogabili che la sua carica richiama altrove.

Ci mettono cinque minuti a ritrovarlo sulla Saxo di Paire, casco in testa e cinture ben allacciate, pronto a scatenarsi sulla speciale.

“Allora com’è andata signor sindaco?”

“Benissimo e il prossimo anno, mi raccomando Ferragosto a Montemale”

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