|
|
|
ottobre
2006
Perché
Sanremo è Sanremo
foto
di Stefano Romeo
|
|
|
|
SANREMO
(IM) - Non c’è dubbio. Sanremo è Sanremo. Sarà perché il suo
asfalto per mille anni è stato calpestato dalle gomme mondiali, sarà per
quell’atmosfera un po’ snob che assume chi fa passerella sotto gli
occhi del casinò, sarà per il fatto che gli organizzatori, memori del
loro grande passato e dell’altrettanto grande voglia di futuro, curano i
particolari nei minimi dettagli.
Ma
Sanremo resta Sanremo.
Nonostante
le avversità che metterebbero in ginocchio qualsiasi altra
organizzazione.
Da
due anni gli organizzatori si sono re inventati la tappa notturna con una
prova lunga di 43 che racchiude le tre prove precedenti. Una prova che
riporta finalmente i rally a ciò che erano un tempo: una gara di abilità
ad affrontare gli imprevisti e un saggio di resistenza per i mezzi.
Ebbene,
il tornado che ha messo in ginocchio il Ponente Ligure ha costretto gli
organizzatori a cancellare questa prima tappa; non per difficoltà loro,
ma semplicemente per non distrarre le forze di protezione civile,
carabinieri, polizia e vigili del fuoco, impegnate nei soccorsi.
Così
si è vissuti due giorni in attesa della secca ultima tappa, di 100,86 km
di speciali, che hanno saputo dare emozioni come e quanto un rally che si
rispetti.
Hanno
vinto Paolo Andreucci ed Anna
Andreussi, sulla Fiat Grande Punto. Un successo che non fa una grinza
che ha evidenziato, per l’ennesima volta, la bontà del progetto Fiat
che ha trovato il suo profeta nel micidiale pilota garfagnino.
Nulla
da fare per nessuno.
Ci
ha provato Andrea Aghini e finché il fondo è stato umido ha potuto
menare le danze, poi con il deteriorarsi delle gomme ha dovuto rallentare
il passo e lasciare via libera al conterraneo. Ci
ha provato Piero Longhi, ma in pochi chilometri ha capito che era
meglio non cercarsi rischi inutili e lasciar correre gli altri per
racimolare punti che mantengano vivo il lumicino di speranza del
campionato. Ci avrebbe provato
Sandro Sottile, ma la sua Mitsu si è fermata prima del tempo.
|
|



|
|
Inizia
Aghini, chiude Andreucci
Vincitori PS 2 Aghini (5, 7)
3 Andreucci (6, 8, 9) 1 Navarra (10)
leader Aghini (5-7) Andreucci (8-10)
|
|
|
|
Si
comincia con Aghini che parte
all’attacco tirandosi dietro uno scatenato Travaglia in scia, mentre
Andreucci prende le misure e paga 8”2 seguito da Longhi che ha assaggia
il ferro di un guard rail. Andreucci non si accontenta di stare davanti a Longhi
e allungare nell’italiano, ma parte all’attacco di Aghini e riduce le
distanze di 3”8. Nulla da fare per gli altri. Travaglia e Longhi pagano
rispettivamente 7”3 e 7”4.
Si
ferma Andrea Dallavilla.
Aghini
reagisce nella successiva speciale di Ghimbegna e riesce nuovamente a
siglare il miglior tempo. Sorprendentemente è il francese Jean Joseph con
la Renault Clio S1600 della Twister ha siglare il secondo tempo assoluto
con 1”2 di ritardo quindi Longhi ad 1”9, poi Travaglia e Andreucci che
ferma i cronometri con 4”1 di ritardo. Non parte per la speciale Sandro
Sottile.
A
meta gara Aghini ha 8”4 di vantaggio su Andreucci, 10”7 su Travaglia e
15”4 su Longhi. Ma il terreno si sta asciugando e Andreucci medita
l’attacco.
Ed
infatti alla ripresa delle ostilità è proprio il pilota della Punto a
passare all’attacco, seguito da un rinato Luca
Cantamessa a 3”4; poi Navarra a 8”9, a conferma che le Punto si
trovano benissimo sull’asfalto che si sta asciugando, seguito da vicino
da Aghini, Travaglia e Longhi.
Andreucci
ha ora il comando delle operazioni, con appena 5/10 su Aghini, ma i
pronostici sono tutti a suo favore.
Infatti
a Molini di Triora è addirittura doppietta Fiat con Andreucci che vola
lasciando a 6”9 il compagno di squadra Navarra ed a 10”9 Cantamessa;
quindi Travaglia, Aghini e Longhi che capiscono di non poter più
attaccare la leadership di Andreucci.
Navarra
si prende la soddisfazione di vincere l’ultima prova davanti al
martinicano Jean-Joseph che stacca lo stesso tempo di Piero Longhi, quindi
Aghini e Andreucci, ma la prova è troppo corta e i protagonisti troppo
attenti per sconvolgere la classifica.
Vince
così Andreucci che con questo risultato vede lo scudetto tricolore
avvicinarsi davanti ad Aghini che recrimina per le gomme, poi Travaglia e
Longhi che sta già pensando agli sterrati sardi, l’ottimo Jean-Joseph e
Andrea Navarra che ancora una volta conferma la sudditanza nei confronti
del compagno di squadra Andreucci.
|
|



|
|
Super
1600 sventola il tricolore, francese
Vincitori PS 5 Jean Joseph
(5, 6, 7, 9, 10), 1 Rossetti (8)
Leader
Jean Joseph (5-10)
|
|
|
|
Che
Simon Jean Joseph avesse un gran bel passo, lo sapevano tutti. Ma
che mettesse così facilmente in riga i nostri alfieri non era altrettanto
facilmente prevedibile. Eppure è accaduto.
Con
la Clio Super 1600 dell’ancor giovane Twister di San Maurizio d’Opaglio
si è permesso di scoppolare i nostri portacolori a destra e manca.
A
Carpasio segna subito il sesto tempo assoluto e lascia a 1”8 la Peugeot
206 S1600 ufficiale di Luca Rossetti, poi lo spagnolo Garcia Ojeda, con
l’altra Peugeot ufficiale già staccato di 13”8 seguito da Nicola
Caldani, navigato da Raffaele Caliro, che sta facendo di tutto per essere
il migliore delle Punto, per conservare qualche speranza di vincere il
Trofeo.
Jean
Joseph si ripete a Molini di Triora riuscendo a staccare di 11”5 Rossetti-Chiarcossi
che pagano una scelta d’assetto troppo prudenziale. Elwis Chentre e
Tania Canton staccano il terzo tempo con la Citroën C2 della Vieffe, ma
sono addirittura a 20”3, seguiti a 2/10 da Andrea Maselli e Patrizia
Boero, a dimostrazione che la classe, benché ammuffita dall’inattività,
non è acqua. Seguono Garcia-Ojeda, un deluso Stefano
Bizzarri, con Massimiliano Bosi alle note, e il solito Caldani.
Ghimbegna
esalta Jean Joseph che stacca il secondo tempo assoluto. Rossetti contiene
il ritardo in 4”9, mentre Maselli paga 12”9 e precede gli spagnoli
Bouffier e Garcia Ojeda, quindi Chentre sesto, seguito da Davide Gatti ed
Alessandro Dieci, Fiat Punto Trico Racing, che controllano la situazione
nel trofeo Punto.
A
metà gara è chiaro che il francese, quinto assoluto, è irraggiungibile.
Rossetti è secondo a 17”8, ma guarda soprattutto al suo avversario in
campionato, un furibondo Bizzarri che è addirittura ottavo in classe.
Garcia-Ojeda
à buon terzo con un vantaggio di 8”1 su Chentre che ha tutte le
intenzioni di andarlo a riprendere, poi Caldani saldamente (ed
inutilmente) primo fra le Punto.
Si
asciuga il terreno e Rossetti ci mette la grinta per andare all’attacco
di Jean Joseph. Ci riesce a Carpasio recuperando 2”0, il solito Garcia
Ojeda è terzo davanti a Caldani, Bizzarri e Maselli.
Finisce
qui la gara di Elwis Chentre
cui esplode un disco dei freni. La sua C2 finisce violentemente contro la
montagna nel tratto stretto in discesa costringendo il direttore di gara a
sospendere la speciale. Danni pesanti alla C2, nessuno per l’equipaggio.
Fermo
anche il sammarinese Jader Vagnini con alle note il torinese Franco
Piovano.
Molini
di Triora vede nuovamente Jean Joseph sugli scudi. Vince e lascia a 8”
Maselli. Rossetti conferma la sua idiosincrasia per questa speciale e paga
addirittura 33”8 al francese, concedendo terreno a Garcia-Ojeda,
Bizzarri, Signor, Bouffier, Gatti, migliore delle Punto e Andrea Biasiotto,
con la seconda Punto della Trico. In difficoltà anche Nicola Caldani che
sigla il 10° tempo di classe.
La
classifica, nonostante i distacchi pesanti non presenta variazioni e si
conclude con il passaggio finale a San Romolo di appena 3,6 km con Jean
Joseph che torna a siglare il secondo tempo assoluto, davanti al rinato
Rossetti, Garcia Ojeda e Gatti.
Sul
podio Simon Jean Joseph e Jack Boyere vengono festeggiati dalle girl della
Twister che fanno spettacolo loro sole quanto i rallisti. Il francese ha
onorato in pieno la trasferta sanremese conquistando un quinto posto
assoluto che la dice lunga sulle sue capacità.
Seconda
piazza per un soddisfatto Luca Rossetti che commenta:
“Eravamo
abituati a vincere, ma oggi le condizioni iniziali erano troppo difficili.
Quando si è asciugato non c’era più tempo per recuperare. In ottica
campionato spero nella terra sarda”.
Terza
piazza per Garcia-Ojeda che precede i liguri Andrea
Maselli e Patrizia Boero, autori di una gara stupenda:
“Non
sono ancora da pensione evidentemente” commenta soddisfatto Maselli
“Era la prima volta che guidavo una Clio Super 1600 e sul fondo bagnato
del mattino sono stato accorto. Poi mi sono andato bene e mi sono anche
divertito”.
Anche
il pubblico ha apprezzato le sue gesta che, però non hanno trovato il
consenso dell’ingegnere Renault al seguito della squadra “solo perché
dalla telemetria risulta che ho usato il freno a mano il doppio di Jean
Joseph” si scusa il ligure con faccia angelica. Il pubblico ringrazia.
Quinta
piazza per Stefano Bizzarri che scarta la margherita per capire quale sia
la sua situazione in campionato:
“È
stata una sofferenza unica dall’inizio alla fine. Sulla prima prova mi
sono ritrovato con il pedale dei freni a fondo. Non ho mai avuto il motore
al massimo. In queste condizioni era difficile lottare con Jean Joseph.
Ora vedremo in Sardegna”.
A
conferma del loro ottimo stato di forma, gli spagnoli piazzano Bryan
Bouffier al quinto posto davanti alla Fiat Punto di Nicola Caldani che
doveva assolutamente vincere la particolare classifica del Trofeo per
aggiudicarsi il monomarca Fiat e sperare che Gatti non ottenesse punti.
Lui ha vinto, ma Gatti ha visto il traguardo.
Seguono
Marco Signor e Dino Lamonato, Renault Clio S1600, quindi Davide
Gatti-Alessandro Dieci, felici trionfatori del Trofeo Fiat Punto.
“L’imperativo
era portare alla Trico il trofeo Punto e ci siamo riusciti. Gatti è
partito con il coltello fra i denti, io non dovevo commettere errori. Così
abbiamo fatto entrambi. Alla fine la Punto S2000 per una gara da ufficiale
Fiat è nostra”.
Undicesimo
il suo compagno di squadra Andrea Biasiotto con Anna Tomasi alle note.
“Ce
l’ho messa tutta per stare davanti a Caldani e finire secondo nel
Trofeo. Purtroppo non ci sono riuscito”.
|
|



|
|
N4
nella lotta fra titani la spunta Andreucci
Vincitori PS 2 Aghini (5, 7)
3 Andreucci (6, 8, 9) 1 Navarra (10)
Leader Aghini (5-7) Andreucci (8-10
|
|
|
|
S2000
e N4 insieme in una classe che fa scintille. Una lotta fra titani toscani
che vede mai messa in discussione la supremazia di Andrea Aghini prima, e
Paolo Andreucci poi, che è l’esatto risultato della lotta per
l’assoluta. Infatti la finale assoluta vede ai primi quattro posti
quattro vetture di questa classe.
Alla
fine Paolo Andreucci e Anna
Andreussi conquistano una splendida vittoria.
“Ho
iniziato con la massima circospezione, specie nella prima prova. Il fondo
era umido e non potevo certo permettermi errori. ‘Ago’ non è un
avversario per il campionato, perciò potevo lasciarlo andare. Dovevo
invece controllare Longhi. Poi con l’asciugarsi del terreno ho visto che
si poteva attaccare ed ho aumentato il ritmo. Una bella vittoria, grazie
anche ad una perfetta scelta di gomme”.
Andrea
Aghini, secondo a 14”2, è stato grande nel primo giro, poi ha
dovuto arrendersi nel secondo giro per il cedimento delle gomme che sono
finite sulle tele. Peccato per lui non poter bissare il successo del 1992;
peccato soprattutto per il suo navigatore Dario D’Esposito, che abita
proprio da queste parti.
Terza
tappa, con però la spada di Damocle di un minuto di penalizzazione, per Renato Travaglia e Lorenzo Granai.
“Contro
le Punto non c’è nulla da fare su un percorso veloce come il Sanremo”
commenta il pilota trentino della Mitsubishi. “Inoltre ho sbagliato la
scelta delle gomme”.
Quarta
piazza assoluta per Piero Longhi e
Maurizio Imperito che hanno iniziato con una toccata contro un rail a
Carpasio. “Una pinza dei freni non rodata ci ha scomposti facendoci
sbattere il posteriore contro un rail. Speravo in una gara molto più
bagnata per contenere il divario dalle Punto. Per questo abbiamo montato
gomme molto morbide nella prima tornata che non si sono dimostrate la
scelta giusta. Ora ci concentriamo per il campionato marche perché per il
piloti diventa dura”.
Quinta
posizione per Andrea Navarra e
Guido D’Amore con la seconda Punto.
“Bisognerebbe
togliere il primo giro e farne altri due…” commenta sorridendo amaro
il cesenate.
“Nel
primo passaggio a Carpasio ci siamo girati e siamo rimasti incastrati fra
le case perdendo 38”8. Ora abbiamo le gare su terra e lì spero di
rifarmi”.
Seguono
Colombini-Guglielmini che precedono un deluso Fabrizio
Ratiglia, affiancato da Cristina Biondi, sulla seconda Mitsubishi
ufficiale.
“Non
sono in forma io, non trovo motivazioni per tenere giù” commenta il
biellese sconsolato al traguardo. “Non riesco ad essere grintoso come un
tempo. Ed ho pure pagato 10” per partenza anticipata in speciale”.
L’augurio è che “Ratanen”, un tempo uno dei grandi protagonisti dei
rally italiani, riesca ad uscire dal suo periodo difficile. Il rallismo
italiano ne ha bisogno.
In
nona posizione il giovane Umberto
Scandola, affiancato dall’esperto Gigi Pirollo sulla terza Punto
Super 1600.
“Questo
è il primo arrivo nell’IRC di cui Sanremo è l’ultima prova. Dopo le
uscite del Sud Africa e di Ypres ho condotto una gara attentissima perché
non potevo commettere errori. È stata una gara difficilissima e molto
contratta. So che avrei potuto dare di più” e ne sono convinti tutti.
Subito
dietro si è classificato Alessandro
Perico con Fabrizio Carrara alle note, la coppia vincitrice del rally
lo scorso anno.
“Faccio
fatica e i risultati non arrivano” dice il pilota della Subaru Spec C.
“non trovo il meccanismo per essere redditizio e fare i tempi. Oltre
tutto arrivo a fine speciale distrutto”.
Dodicesima
piazza di classe per Patrizia
Sciascia e Samantha De Colle:
Il
mio obiettivo era fare bene l’inversione di Colle d’Oggia con il freno
a mano senza piantarsi. E ci sono riuscita” dice la ragazza imperiese
soddisfatta all’arrivo. “In realtà ho condotto una gara prudente,
specie nel primo giro quando le condizioni del fondo erano veramente
difficili. Ora vado in Sardegna con la macchina nuova per mettere la
parola fine al titolo femminile”.
Al
traguardo anche il giovane monregalese Simone
Bertolotti con Fabrizio Lanteri alle note:
“Non
avevo mai corso con la Mitsubishi sul bagnato. Ovviamente sono stato molto
attento a terminare per fare esperienza ed ottenere la seconda piazza
dell’Under 25”.
Seguono
Francesco Parli e Luca Zumella, all’esordio con l’impegnativa Subaru
Impreza Equipe Vitesse:
“È
una vettura dai limiti altissimi che è difficile da trovare in poco
tempo. Ma è stata una bella esperienza”.
Non
classificato Luca Cantamessa e
Piercarlo Capolongo, per aver il ‘pasticcio’ del C.O. durante la
passerella del venerdì.
Out
anche Sandro Sottile con Marco Nari
alle note.
“Avevo assettato la vettura per un bagnato pesante, come
sarebbe stata la notte di giovedì. Avremmo veramente potuto fare la
differenza. Purtroppo non c’è stato il tempo per cambiare l’asseto
durante l’assistenza di venerdì. Poi ci si è messo anche il turbo alla
fine della seconda speciale,
ma con quell’assetto non sarei andato lontano”.
E
dire che nella prima prova aveva segnato il quinto tempo assoluto.
|
|









|
|
A7
- Un braccetto non azzoppa Tortone
Vincitori PS 5 Tortone (5,
7, 8*, 9, 10) 1 Calvini (6)
Leader Tortone (5), Tortone e Calvini (6), Tortone (7-10)
|
|
|
|
Inizio
in salita per Eraldo Tortone e
Fabrizio Gianotto che a Carpasio toccano un gradino e rompono un
braccetto dopo aver fatto un dritto in un tornante. Nonostante ciò
ottendono il miglior tempo con 20”3 sulla Renault Clio di Giuliano
Calvini e Massimo Conti.
Debbono
però pagare dazio nella successiva Molini di Triora dove il ligure segna
il miglior tempo di classe con lo stesso vantaggio e così i due
concludono le prime speciali affiancati.
A
Ghimbegna Tortone si riprende e vince la speciale prendendo il largo.
Il
secondo giro lo vede vincere tutte le speciali chiudendo la gara al 50°
posto assoluto.
Con
un ritardo di 1’24”6 chiudono Calvini-Conti.
“Sono
22 anni che vengo coinvolto nell’organizzazione del rally di Sanremo. Da
due anni corro. Purtroppo lo scorso anno ho picchiato in una curva che
vedo dal balcone di casa. Quest’anno le ho provate tutte per vincere, ma
ho consumato troppo le gomme nel corso delle prime due prime speciali”.
|
|

|
|
N3
Gigi Cogo sale sul podio
Vincitori PS Dal Ben 2 (5, 9
), Michelin (6, 8*), Cogo (7), Lunardi
(10)
Leader Dal Ben (5-6), Michelin (7-8) Dal Ben (9-10)
|
|
|
|
Una
delle classi più combattute e popolose vede il successo della Peugeot 206
RC di Massimo Dal Ben e Oscar
Marzotto che chiudono con 8”7 sulla vettura gemella di
Michelin-Milli e con 58”3 sul novarese Gigi
Cogo e Omar Pedrazzoli che con questo risultato escono praticamente
fuori dal Trofeo Peugeot:
“Ho
sbagliato le gomme sulle prime due prove; il fondo è asciugato a Passo
Ghimbegna, noi avevamo le gomme giuste e l’abbiamo vinte. Nel secondo
passaggio a Molini di Triora ci siamo appoggiati con una fiancata sul rail
piegato entrambe le ruote di destra. Siamo terzi di trofeo”.
Quarto
Luca Ghegin, con l’unica Honda Civic che ha patito problemi di gomme,
seguito da Federico Pelassa e
Andrea Marchesini per appena 7/10.
“Il
nostro obiettivo era stare davanti a Ghegin in ottica campionato italiano.
Ci siamo riusciti fino alla terza prova, quella del Passo Ghimbegna, dove
ho commesso un errore ad inizio prova, perdendo poi il ritmo in gara.”
Sesti
Umberto Lunardi ed Anna Ranno davanti a Ivan Paire con Alberto Brusati
alle note, tornato alla guida di una Clio RS della Gima dopo lo stop di
San Marino.
“Non
siamo andati benissimo. Non abbiamo azzeccato le gomme ed io ero troppo
contratto avendo paura di buttarla contro un muro. L’importante era
rompere il ghiaccio e questo passo lo abbiamo compiuto”.
Dietro
chiude il valdostano Roberto Sordi
affiancato da Silvy Ferracin che spalanca le braccia e commenta:
“Forse
non sono più capace ad andare. Ce le hanno date di santa ragione”.
Dodicesima
piazza per il giovane pinerolese Luca Griotti affiancato dall’esperta
Giancarla Guzzi:
“Non
siamo andati bene. Dalla seconda speciale si è rotto un sensore che
impediva al motore di salire di giri. È stato riparato in assistenza ma
si è bloccato nuovamente. Inoltre abbiamo avuto problemi con l’idroguida
per tutto il secondo giro”.
Soddisfatti
i liguri Molinelli-Scotto, che hanno visto il traguardo con la loro Astra
OPC siglando punti pesanti per il trofeo Opel.
Di
tutt’altro umore Claudio Vallino
con Mauro Armellino sul sedile di destra, che si è fermato per un
blocco elettronico dopo la prima prova speciale, che aveva chiuso al
terz’ultimo posto assoluto. Per il Trofeo Peugeot ora si fa grigia.
Meno
strada ancora hanno fatto Gambarino-Gasperoni, fermi nella prima speciale
per un problema elettrico.
|
|


|
|
A6
Impari lotta, emerge Matricardi
Vincitori PS 1 Mezzogori (5),
4 Maffessoli (6, 7, 9, 10), 1 (Matricardi 8*)
Leader Mezzogori (5) - Matricardi (6-10)
|
|
|
|
Le
povere Citroën Saxo e C2 di Gruppo A si sono ritrovate catapultate,
secondo regolamento FIA, in mezzo alle Super 1600. Il divario di potenza
è notevole e per loro c’è stato nulla da fare, se non aprire una lotta
interna fra i tre concorrenti.
Il
successo è andato alla C2 by Pole Position di Matricardi-Silvestri
che ha superato per 6” netti la vettura gemella della Vieffe di
Maffessoli Mazzoli.
L’inizio
era stato favorevole ad Andrea Mezzogori e Roberta Baldini che avevano
segnato il miglior tempo con 1”3 su Matricardi.
“Favorevole
proprio non direi” commenta il genovese della Lanterna Corse. “Abbiamo
pagato un minuto di ritardo al CO d’ingresso prova perché la nostra
Saxo proprio non ce la faceva a salire per problemi di centralina”.
La
seconda prova va Maffessoli con 11”8 su Matricardi, mentre Mezzogori
paga 58”9 facendo gli ultimi quattro km in discesa a motore spento.
“In
tutti rally, ma specie a Sanremo, cerchi di veder l’arrivo anche con le
unghie. Purtroppo non ce l’abbiamo fatta” dice Mezzogori subito dopo
aver restituito la tabella.
Matricardi
è asciugato a Passo Feli volanti. si è permesso pure di staccare tempi
di rilievo, ed Alessandro Angeli, che prosegue prende il comando
con 30”6 su Maffessoli che inizia la sua rimonta.
Al
riordino fra i due il divario è di 7”3.
Nella
ripetizione di Carpasio si avvantaggia Matricardi, grazie al tempo
imposto, ma Maffessoli non si arrende e vince anche a Molini di Triora e
San Romolo, ma non gli è sufficiente per essere il migliore delle piccole
C2 a causa del tempo persone nella prima speciale.
|
|
|
|
A5
La Super Panda fa Super Barbati
Vincitori PS 6 Barbati (5,
6, 7, 8*, 9, 10)
Leader Barbati 5-10
|
|
|
|
La
classe monopolizzata dal Trofeo Panda Kit è stata dominata da Gianni
Barbati e Fabio Cadore che hanno portato al debutto la nuova Super Panda,
l’arma che potrebbe riportare in auge la Fiat fra le piccole.
Essendo
una gara FIA le kit sono state mescolate con le normali A5, di cui una
sola, quella di Anassarette-Ballardini si è presentata al via.
Ritirandosi però nell’ultima prova, quando navigava a metà classifica
di classe.
Barbati
prende subito il largo nella prima speciale lasciando che sia guerra nelle
retrovie. Alessio Pisi e Carmelo Lipari sono subito all’inseguimento,
mettendo 6”6 su Diego Fornaciari e David Castiglioni e 13”8
sull’altro più pericoloso inseguitore in campionato Cristiano Matteucci
e Michele Perna.
Mentre
Barbati si conferma anche a Molini di Triora, Fornaciari è il migliore
del Trofeo con 3” su Alessio Pisi che è seguito a distanza da papà
Maurizio.
Ancora
Barbati a Ghimbegna con Alessio Pisi che riprende il comando delle
operazioni nel Trofeo davanti a Fornaciari, con Anassarette ottimo quarto
e Pisi senior quinto.
A
metà giornata Barbati è decisamente in fuga. 34° assoluto sarebbe 7°
in classe N3, la classe cui fa riferimento il pilota emiliano.
A
47”4 Alessio Pisi è autorevolmente al comando del gruppo delle Panda
Kit con 10”5 su Fornaciari e 33”1 su Matteucci, che ha 13”4 su
Maurizio Pisi, autore di una gara maiuscola, quindi Anassarette.
Il
secondo passaggio a Molini di Triora crea l’unico problema a Barbati che
nella zona del Langan arriva largo e si appoggia al guard rail. Lamiere
leggermente contorte, ma la sua cavalcata non è compromessa. La
situazione si fa difficile per Alessio Pisi che prende un sasso in un
taglio, fora e perde 2’25”7 da Fornaciari, secondo tempo in prova
davanti a Matteucci e Pisi Sr.
Barbati
mantiene il comando, ma alle sue spalle ora sale Fornaciari che vanta
37”6 su Mattuecci, 1’00”1 su Pisi Sr. Al quinto posto c’è Alessio
Pisi, ma il pilota della Meteco è in ritardo di 2’06”3.
E
i km di speciale sono appena 3,6.
Barbati
conclude con un en-plein, con Alessio Pisi che ci mette del suo per
recuperare siglando il secondo tempo davanti al figlio d’arte Mattia
Maiga, navigato da Emanuele Ghiringhelli, quindi Valivero-Aresca, un
prudente Matteucci, Fornaciari, Bacco e Maurizio Pisi che vuole far
scendere il suo vantaggio sul figlio sotto il minuto.
Ed
infatti puntuale scatta l’ovvio gioco di squadra. Brunengo paga un
minuto di anticipo e così Alessio scavalca papà Maurizio.
Barbati
è assolutamente fuori da tutti questi problemi e si gode il suo successo
e il 34° assoluto:
“E’
andato tutto perfettamente bene. Sull’asciutto ovviamente ci siamo
difesi meglio che sul bagnato, un terreno che non abbiamo mai sperimentato
prima con la Super Panda. Anche i tempi che abbiamo siglato mi sembrano
buoni; anche nei confronti delle N3 non eravamo distanti”.
Seconda
piazza per Fornaciari-Castiglioni in ritardo di 2’04” netti, quindi
Mattuecci-Perna a 2’39”7.
A
seguire i due equipaggi della Meteco Corse con Alessio Pisi a 4’06”
netti che precede il padre Maurizio di 3”6. Poi Valivero-Aresca e
Roberto Maselli, fratello di Andrea. Seguono Pirola-Corsi, Mattia Maiga,
Bacco-Rossetto ed Alessandro Angeli, l’ultimo discendente della dinastia
degli Angeli.
Due
sole le Panda ferme lungo il percorso. Fra queste quella di Alberto Verney
e Andrea Savant usciti rovinosamente di strada nel corso dell’ultima
speciale, mentre quella di Jacopo Araldo e Michela Farea era già ferma
nel primo passaggio di Molini di Triora.
|
|


|
|
N2
Ramoino sul filo di lana
Vincitori PS Ramoino (5, 7*,
8*, 9) Gaiaudo (6), Crepaldi (10)
Leader Ramoino 5-10
|
|
|
|
Vittoria
sul filo di lana per Davide Ramoino
e Davide Siri che dopo 100,86 km di speciale lasciano ad appena 2”5
l’altra Peugeot di Ermanno Crepaldi e Stefano de Barbieri, e di 17”4
quella di Franco Gaiaudo ed Adriano Cirulli.
Sulla
prima speciale Ramoino lascia a 8/10 Crepaldi, mentre a Molini di Triora e
Gaiaudo a siglare il miglior tempo su Ramoino che mantiene il comando
delle operazioni. La prova successiva viene percorsa in trasferimento,
come anche il ri passaggio su Carpasio.
A
questo punto, grazie anche ai bonus dei tempi imposti, ha 2”1 su
Crepaldi e 12” su Gaiaudo.
Ramoino
chiude praticamente i giochi imponendosi sul passo Ghimbegna con 4”3 su
Crepaldi, che stacca il miglior tempo nell’ultimo tratto di San Romolo
con 1”8 su Gaiaudo e 3”9 su Ramoino che chiude con brivido finale.
|
|
|
|
A0
Scarani, trionfatore
Vincitori PS 6 Scarani (5,
6, 7*, 8*, 9, 10)
Leader Scarani 5-10
|
|
|
|
Distacco
abissale fra il vincitore di classe, Simone
Scarani navigato da Daniele Mangiarotti e il suo unico avversario,
l’equipaggio rosa blu composto da Ilenia Sartori e Yari Marinelli. Con
le vetture meno potenti dell’intero loto partenti, si sono presi la
soddisfazione di siglare tempi interessanti al punto che Scarani ha chiuso
al 66° posto assoluta e Ilenia ha Sartori ha lasciato dietro di sé
ancora un altro equipaggio.
|
|
|
|
N1
nessuno impensierisce Bianco
Vincitori PS Bianco(5, 6,
7*, 8*, 9, 10)
Leader Bianco 5-10
|
|
|
|
Vittoria
con largo margine in classe N1 per Gian Antonio Bianco e Daniele di Maio
che hanno preceduto di 1’53”4 Adriano Forato e Manlio Rubiola, tutti
su Peugeot 106. Il portacolori del Team Elite ha vinto tutte le prove
speciali, chiudendo 67° nella classifica assoluta, proprio davanti al
portacolori della 011 Racing.
|
|
|
|
Femminile
nessun timore per la Sciascia
Vincitori PS 6 Sciascia (5,
6, 7*, 8*, 9, 10)
Leader Sciascia 5-10
|
|
|
|
Patrizia
Sciascia, con Samantha de Colle era teoricamente sola il gara, in
quanto nessun altro equipaggio era iscritto come femminile. Al volante però
c’era anche Ilenia Sartori, ma essendosi fatta navigare da Yari
Minischelli, non ha potuto competere per la classifica rosa.
Che
poi non ci fosse storia, vista la differenza fra la Subaru Spec C della
Sciascia e la Seicento Gruppo A della Sartori (per non parlare della
differenza di esperienza fra le due pilotesse), è un altro paio di
maniche.
|
|
|
|
Le
statistiche
Il
RALLY**
Lunghezza rally 144,92
Prove speciali 6
Lunghezza totale prove speciali 100,86
PS 5-8 Carpasio km 23,28
PS 6-9 Molini di Triora km 19,96
PS 7 Ghimbegna km 10,58
PS 10 San Romolo km 3,60
ISCRITTI
97
VERIFICATI 89
CLASSIFICATI 70
RITIRATI 18
SQUALIFICATI 1
CLASSE
Super 1600 ISCRITTI 16 VERIFICATI 15 CLASSIFICATI 12
CLASSE A7 ISCRITTI 3 VERIFICATI 3 CLASSIFICATI 3
CLASSE A6 ISCRITTI 3 VERIFICATI 3 CLASSIFICATI 2
CLASSE A5 ISCRITTI 15 VERIFICATI 14 CLASSIFICATI 11
CLASSE A0 ISCRITTI 2 VERIFICATI 2 CLASSIFICATI 2
CLASSE N4 ISCRITTI 22 VERIFICATI 20 CLASSIFICATI 16
CLASSE N3 ISCRITTI 27 VERIFICATI 24 CLASSIFICATI 18
CLASSE N2 ISCRITTI 7 VERIFICATI 6 CLASSIFICATI 4
CLASSE N1 ISCRITTI 2 VERIFICATI 2 CLASSIFICATI 2
LEADER
RALLY: Aghini (5-7) Andreucci (8-10)
VINCITORI
PROVE SPECIALI
3 Andreucci (6, 8, 9)
2 Aghini (5, 7)
1 Navarra (10)
GRUPPO
A
5 Jean Joseph (5, 6, 7, 9, 10)
1 Rossetti (8)
GRUPPO
N
3 Andreucci (6, 8, 9)
2 Aghini (5, 7)
1 Navarra (10)
VITTORIE
SCUDERIE
1 Eurospeed (A7)
1 Supergara (A5)
1 Team Elite(N2)
Senza
Scuderia
A6,
N4, A0, N3
|
|
|
|
Parole&Parole
|
|
|
|
Semaforo
verde - Agli organizzatori, che hanno saputo resistere alla tentazione
di mandare tutto all’aria e sono riusciti con la diplomazia a far
partire una gara, quando, per le difficili condizioni meteo, hanno subito
pressioni affinché tutto si fermasse. Invece hanno voluto andare avanti
ed alla fine un bel sole ha fatto sì che la gara si svolgesse
regolarmente. Almeno nella seconda parte.
Semaforo
rosso - Alle polemiche. Quando ci sono i rally di mezzo c’è sempre
qualche paladino dell’ecologismo populista che si fa avanti. Questa
volta ci si è messo di mezzo un sito Internet locale che ha cercato
proseliti e notorietà stigmatizzando la boutade di Fabio Gambarino e Nico
Gasperoni che si sono presentati alla passerella di venerdì con maschere
da sub, così per sdrammatizzare la situazione, che stava volgendo al
peggio.
“Nessuna
intenzione di prendere in giro chi ha patito i danni” ha commentato
giustamente seccato Gasperoni nei giorni successivi, “semplicemente
si voleva tirar fuori un sorriso. So benissimo cosa si prova ad avere la
casa allagata. L’ho vissuta anch’io nel passato”.
Chi
ha montato la querelle forse farebbe meglio a considerare il giro
d’affari che si muove attorno al rally di Sanremo in un periodo
turistico di fine stagione.
Penalità
- Renato Travaglia è stato
penalizzato di un minuto, ha presentato appello, per ricognizioni
irregolari. Durante le ricognizioni è stato fermato da un commissario ed
invitato a tornare in dietro perché era scoppiato un incendio nel tratto
da provare.
Le
versioni sull’accaduto del pilota e del commissario sono, ovviamente,
contrastanti.
Esclusione
- Luca Cantamessa e Pier Carlo Capolongo sono stati ammessi al via sub
judice in quanto durante la passerella del venerdì il navigatore non si
è presentato al C.O. di ingresso al parco chiuso. In un comunicato
ufficiale della scuderia l’assenza di Capolongo è stata giustificato
con le non perfette condizioni di salute del ‘naviga’ torinese. La
sanzione ha condizionato pesantemente lo stato d’animo del pilota
astigiano che non si è esibito in una delle migliori performance.
Comprensibile.
Visite
illustri - Al Rally di Sanremo si sono visti Giandomenico Basso, che
avrebbe potuto essere al via della gara, che poi è stata sostituita con
un’uscita alla prossima prova mondiale in Turchia. Basso, campione
europeo in carica si è goduto l’abbraccio della folla, in attesa di
definire il suo futuro.
Nel
villaggio rally c’era anche Gigi Galli, reduce dalle splendide prove
nel mondiale con la Peugeot 306 WRC Pirelli. Gigi è andato a salutare la
giovane promessa Umberto Scandola e nel frattempo ha confermato che ha in
corso alcune trattative, anche se la conclusione non pare essere prossima.
Forza Gigi.
Famiglie
da corsa - In campo sono scese numerose famiglie da corsa. L’esempio
più eclatante è quello dei Pisi, con papà Maurizio che effettua una
splendida gara e poi nel finale cede una posizione al figlio Alessio,
dominatore del trofeo Panda sino a due prove dalla fine. Fratelli in corsa
in casa Maselli, con Andrea ottimo protagonista fra le Super 1600 e
Roberto all’esordio sulla Panda Kit. Sempre fra le Panda troviamo Mattia
Maiga, figlio di Sergio, grande navigatore, che nel finale di gara si è
permesso pure di staccare tempi di rilievo, ed Alessandro Angeli, che
prosegue nella dinastia albese degli Angeli volanti.
|
|





|
|
| AUTOWEB |

|
|
| FLASH |

|
|
| RACING |

|
|
| SHAKE
DOWN |

|
|
| PHOTOGALLERY |

|
|
| ARCHIVIO
|

|
|
| LE
NEWS LETTER |

|
|
|
|
 |
|
|
|
|