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maggio 2007

Sanremo Rally Storico 
“Odeon” guidata la cavalcata delle Porsche

foto di Stefano Romeo 



SANREMO (IM) - Un parco vetture da far “paura” alla partenza della gara: 145 auto, allineate sotto il palco partenza hanno fornito agli spettatori un colpo d’occhio eccezionale che non si vedeva da molto, troppo, tempo e che ha confermato la tendenza dei rally storici a conquistare una grande fetta di piloti e di appassionati.

E tale tendenza è confermata qui in Riviera dove da alcuni anni le vetture che prendono parte al Rally Storico sono in aumento costante sia numericamente che qualitativamente a riprova che questo “mercato” tira e che l’interesse di equipaggi e di pubblico è sempre maggiore.

Avere la possibilità di guidare vetture che hanno fatto la storia recente di questa specialità e che sono ancora molto performanti significa aver dato nuovo impulso alla specialità, coinvolgendo sempre più piloti e team e, soprattutto, un numero maggiore di appassionati disposti a seguire le evoluzioni di queste “signore” sulle strade rese famose dal mondiale…

Sotto un cielo grigio e con la notizia che nell’entroterra iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, hanno regolarmente preso il via tutte le vetture per la prima tappa che prevede due “sole” speciali (la prima di 23 chilometri e la seconda di 26…!) che potranno già dare un responso su chi saprà essere protagonista con ambizioni di vittoria.

Molta tranquillità e grande voglia di iniziare sono state le sensazioni più visibili percepite alla partenza, anche se , per alcuni, il fatto che le prove potranno essere scivolose e sporche a causa della pioggia ha fatto aumentare la preoccupazione per la tenuta di strada.

Raccolte alla partenza

Roda: “Una gara col n. 1: mi piacerebbe confermarlo nella classifica assoluta ma il grande numero di vetture e piloti altrettanto competitivi renderà ancor più avvincente la gara. Le prove sono sempre belle ed impegnative e speriamo solo che non siano troppo scivolose”.

Muccioli: “È sempre bello partire qui a Sanremo, proprio perché questa atmosfera è unica ed il solo fatto di esserci ti dà una sensazione particolare. Come al solito partirò con tranquillità per vedere a fine tappa come sarò in classifica: certo che se dovesse piovere mi troverei ancor più a mio agio perché non mi dispiace affatto guidare sotto la pioggia”.

Da Zanche: “Sarà una gara ancor più combattuta degli anni scorsi visto il gran numero di partenti: spero solo di non avere la sfortuna dello scorso anno quando già sulla prima speciale ho avuto problemi che hanno compromesso il risultato. In caso di pioggia mi auguro di trovare un buon feeling con la macchina per via dell’incognita delle gomme…”.

Bianchini: “Speriamo di portare avanti l’onore e la tradizione italiana nei rally, visto che la mia è una delle poche vetture non straniere che prendono il via. Lo scorso anno ci abbiamo provato, quest’anno la vettura è ancora migliorata e con un pizzico di fortuna in più…!”.

Stoscheck: “Quest’anno corriamo solo per divertirci, senza programmi e campionati da seguire e non potevo mancare a Sanremo, una gara che ho già vinto, che ci diverte e ci fa sentire ancora competitivi”.

Noberasco: “Sicuramente tutto questo lo si fa per divertimento, ma…se tutto va ed avrò anche una sola possibilità di lottare per un risultato prestigioso non mi tirerò indietro, anche se il lotto di piloti e vetture è di primissimo piano. La gara? È “Il Sanremo”, che altro dire…!”.

La gara

Colle d’Oggia una classica che conferma quali saranno i protagonisti della gara.

Sugli allunghi ed i tornanti di una delle classiche del gallismo mondiale, il monologo delle Porsche è interrotto soltanto dalla Stratos di Bianchini che si conferma l’unico a poter impensierire la pattuglia tedesca: fra le prime 11 posizioni della classifica assoluta ben 10 sono occupate dalle vetture di Stoccarda.

Vince la prova De Zanche (che dimentica così la disavventura patita sulla prima speciale della scorsa edizione…) con 2” di vantaggio su Roda, 10” su Noberasco, 16” su Bianchini e la sua Stratos, 29” su Muccioli e Chambon a pari merito; seguono altre 6 Porsche!

Una prima prova speciale che ha così confermato le dichiarazioni dei piloti raccolte alla partenza e soprattutto ha già “scremato” il gruppo dei pretendenti al successo finale.

Da segnalare che l’austriaco Harrach, a seguito di un incidente, riesce a portare a termine la prova con oltre un’ora di distacco dal vincitore compromettendo così la possibilità di restare al vertice della classifica del Campionato Europeo che lo vedeva primo dopo la prova di Dubai.

Riolo, unico iscritto del neonato Challenge Lancia 037 ottiene un 18’ e 42” che ne conferma le capacità di ottimo pilota ma che, forse, lo penalizza per il fatto di correre senza avversari: sarebbe sicuramente stato più interessante vederlo “lottare” con gli avversari nel Rally, anziché “cavaliere solitario” con un solo avversario: lo scandire dei secondi…

Seconda prova, Monte Ceppo

Roda si tuffa nulla discesa (tutto asciutto) di Andagna ed ottiene il successo davanti a Noberasco (a 18”), Bianchini (a e 24” che si conferma l’unico ad impensierire gli avversari su Porsche), Da Zanche (a 27”) e Muccioli (a 44”). Grazie al vittoria, Roda passa in testa nell’assoluta che vede Da Zanche e Noberasco (secondo e terzo) distanziati di un solo secondo.

Prova fatale per le Porsche di Jensen e di Almeras che avrebbero potuto recitare un ruolo da protagonisti.

Ma la classifica subisce uno “scossone” davvero inaspettato: nel tratto fra il rilevamento del tempo e lo stop della prova speciale Roda esce di strada rovinando irreparabilmente la sua Porsche che non può essere rimessa in strada obbligando il pilota comasco al ritiro.

Una prima tappa che ha confermato quanto ci si aspettava alla partenza: lotta serrata fra le Porsche ed il solo Bianchini che, con la sua Stratos, ha cercato - riuscendoci - ad interrompere l’egemonia della pattuglia tedesca.

Solo un secondo divide il leader Da Zanche da Noberasco che ha alle spalle un motivatissimo Bianchini a 13”. Seguono Muccioli che ha caramente pagato i problemi ai freni (sulla prima) e alla frizione (sulla seconda) in vantaggio di un solo secondo sul francese Chambon.

Fuori dai giochi Roda incappato in una uscita di strada fra la fine e lo stop della seconda prova speciale (che aveva vinto, conquistando anche il primo posto assoluto in classifica!) che ha “adagiato” la sua Porsche un paio di metri sotto la sede stradale e l’austriaco Harrach (leader del Campionato Europeo) che per un problema meccanico sulla prima ps ha pagato oltre un’ora, abbandonando così ogni velleità di vittoria.

Perinaldo: terza prova speciale, la prima di questa seconda giornata di gara e primi sconvolgimenti della classifica per il ritiro di alcuni dei protagonisti di ieri.

Muccioli non raggiunge l’assistenza ed è costretto al ritiro per i già segnalati problemi alla frizione… trascorrerà il resto del giorno (sbollita la delusione) sulle prove speciali come spettatore.

Da Zanche non esce dalla prova speciale: è fermo per problemi al motore che lo hanno obbligato al ritiro.

Vince la prova Noberasco che precede Bianchini di 6” (nella assoluta i due occupano le prime due posizioni, distanziati di 18”), al terzo posto Stoschek distanziato di 17” che precede, a sua volta, Brazzoli di 1” e Chambon di 2”. Il francese occupa la terza posizione della assoluta a 1’05” da Noberasco e precede di 36” il tedesco Stoschek.

Al termine della prima tappa della Coppa dei Fiori Aghem si conferma il pilota da battere: occupa la prima posizione (pur non avendo vinto alcuna delle due prove sin qui disputate) davanti a Corio e a Giansante rispettivamente a 5 e 6 penalità; al quarto posto l’equipaggio femminile Calvini/Barla distanziato di 10 penalità, seguono Rettegno, Cameirone e Chiesa: tutti equipaggi da sempre protagonisti a Sanremo e che cercheranno di contrastare la supremazia di Aghem per impedirgli - sportivamente! - di non ottenere il sesto successo in questa gara. 

Langan, uno dei tratti più celebri del rallysmo mondiale, seconda prova della giornata: senza Da Zanche (ritirato per la rottura del differenziale della sua vettura) e con Muccioli a far da spettatore, la lotta per il successo si è ristretta a due soli equipaggi e Noberasco non si fa pregare… vince la prova davanti a Stoschek (a 15”), Gallo e Chambon (a 20”) ed al “redivivo” Herrach che, dopo il problema patito ieri, corre ormai per la sola soddisfazione di vedere l’arrivo.

Per trovare il nome di Bianchini e della sua Stratos bisogna risalire al quindicesimo tempo: a causa della rottura del cavo dell’acceleratore – nella parte in salita… - il distacco da Noberasco è di 55” ed il problema per il pilota sammarinese diventa quello di tenere d’occhio il francese Chambon che gli è arrivato, nell’assoluta, a soli 12”.

Sempre nella classifica generale il tedesco Stoschek, in Riviera per “divertimento”, sale al quarto posto con sufficiente vantaggio su Brazzoli (quinto) per continuare la gara in tranquillità ed ottenere un risultato all’inizio insperabile.

Quinta prova speciale e Bianchini, riparato il guasto, pone la sua Stratos davanti a tutti, precedendo un Noberasco, particolarmente attento a non commettere errori, di 9” e Chambon di 14”.

Al riordino di San Bartolomeo, visi distesi con Gabriele Noberasco che commenta molto positivamente la propria performance, evidenziando come abbia trovato il giusto feeling con la vettura – perfetta! - che deve guidare con attenzione e senza lo “spettacolo” che, da sempre, caratterizza i suoi passaggi sulle prove.

Delusione sul volto di Bianchini che non intende però sventolare la bandiera bianca della resa; proverà a riavvicinarsi al gradino più alto del podio: “mancano due ps alla fine ed io non mollo” dichiara coerentemente prima della ripartenza da San Bartolomeo.

Frederic Chambon raggiante per la posizione sin qui ottenuta è deciso a mantenerla, con il secondo posto a soli 26” e la leadership della categoria 3 si dichiara molto soddisfatto di questo esordio sulle strade liguri e conclude: “la strada è ancora lunga prima dell’arrivo”, guardando davanti a sé la Stratos di Bianchini…

Prosegue, senza segnare tempi particolarmente competitivi, la cavalcata solitaria di Riolo nel Challenge Lancia 037: sicuramente il rally ha perso un protagonista!

Penultima prova e nulla cambia: Bianchini guida con decisione attaccando e Noberasco, altrettanto deciso, si difende.

Sa che controllando l’avversario e non commettendo errori potrà tornare a vincere una gara dopo molti anni di astinenza.

Bianchini davanti al pilota ligure di 5”, seguito da Stoschek a 6” e Chambon a 7” per una classifica assoluta ormai definita (salvo modifiche “traumatiche”…) nelle prime 4 posizioni: Noberasco, Bianchini, Chambon e Stoschek non hanno più nulla da rischiare per guadagnare posizioni: sarà sufficiente guidare con intelligenza per arrivare alla fine mantenendo inalterata la classifica fin qui ottenuta.

Interessante lotta per le posizioni di rincalzo (dal quinto al settimo): in soli 10” ben tre equipaggi (Pasutti, Eschemann e Brazzoli) devono impegnarsi ancora a fondo per cercare di migliorare la propria posizione, considerati i piccolissimi distacchi che li dividono ad una sola prova dal termine.

E, infine gli ultimi 26 chilometri del Monte Ceppo: Bianchini “vola” ed ottiene la sua terza vittoria in prova, lasciando Chambon a 12” e Noberasco a 20” fornendo un’ulteriore dimostrazione della competitività della sua Stratos, unica vettura non tedesca nei primi 10 posti della classifica assoluta.

Nulla cambia nelle posizioni di rincalzo con Stoschek al quarto posto e Pasutti che vince la lotta per il quinto posto incrementando di 3” il proprio vantaggio sul tedesco Eschmann e di 5” su Brazzoli che concludono in quest’ordine la propria gara.

Una edizione che ha confermato quanto era in previsione al momento della partenza: una corazzata tedesca che navigava in acque tranquille con il solo pericolo di un sottomarino italiano che aveva il compito di attaccare per provare ad infrangere una egemonia fin troppo eclatante! Ma prima di parlare della gara in sé bisogna fare un cenno alla notevole evoluzione che queste vetture hanno portato nell’automobilismo storico. Basta infatti vedere un elenco iscritti di una gara di alcuni anni fa e confrontarlo con quello di questa edizione: nel primo troviamo vetture lontane dalla tradizione rallystica pura (Lotus e Jaguar in primis) mentre nel secondo troviamo vetture che hanno fatto la storia degli anno d’oro di questa specialità e sono rimaste molto più vicine alla nostra memoria ed al fascino che hanno saputo lasciare nel corso degli anni. E vediamo come la corazzata tedesca è riuscita a salvarsi dall’attacco del sottomarino italiano… in una classifica che vede ben 9 posti nei primi 10 occupati dalle vetture di Stoccarda.

Primo Gabriele Noberasco, per i più “preparati” Odeon, autore di una gara intelligente che lo ha visto primo attore quando serviva essere protagonista. Ha vinto due ps nel momento in cui serviva vincerle, ha mantenuto sotto controllo la reazione degli avversari ed ha vinto la gara con la testa… oltre che col piede, sempre pesante come ai bei tempi! Una vettura che lo ha assecondato e che lui ha guidato con intelligenza e grande capacità e che gli ha portato in dote una meritata vittoria. Odeon è sempre Odeon, una gara lo scorso anno (il rally ronde di Albenga) ed una gara quest’anno e due vittorie: una percentuale da sottolineare. E veniamo al “sottomarino”: una Lancia Stratos “auto-costruita” da Marco Bianchini ed i suoi amici con enorme passione e che, con altrettanta passione e bravura il pilota sammarinese riesce a guidare. Un anno ambizioso, il suo, impegnato già fra 10 giorni all’Acropoli e che lo ha visto finalmente salire sulla pedana d’arrivo dopo un numero non indifferente di ritiri durante l’ultima stagione. Una gara che avrebbe potuto essere ancora più ricca di soddisfazione e di “lotta” senza il guaio patito al cavo dell’acceleratore sulla quarta prova speciale. Un ragazzo dalle idee chiarissime sul ruolo che la Stratos ha avuto nei rally e che può continuare ad avere in quelli storici. Terzo un esordiente (qui a Sanremo): Chambon, trentottenne pilota di Clermont-Ferrand che ha alle spalle due titoli assoluti nel Campionato Francese Rally Storici (2004 e 2005) e che, pur non disponendo di una vettura non tanto competitiva come quella degli avversari, ha saputo confermare le sue qualità in terra per lui straniera, con strade per lui fino a poco tempo fa sconosciute, terzo assoluto e vincitore della categoria 3. Un cenno anche all’equipaggio svizzero Camandona/Piquet con la Alfa Romeo Giulia del 1965 che, quindicesimo assoluto, ha conquistato la vittoria nella Categoria 1 del Campionato Europeo. Bisogna anche parlare di chi non ha visto il palco d’arrivo: Roda in primis, partito fortissimo ma un po’ disattento fra il fine lo stop di una ps quando era primo assoluto; Da Zanche, anche lui partito per “dire la sua” e costretto al ritiro nella prima speciale di oggi per la rottura del differenziale; Muccioli, quarto alla partenza della seconda tappa, con la frizione cotta da una prima tappa non proprio fortunata. Challenge Lancia 037: un solo partecipante, di grande fama – Riolo - che ha affrontato migliaia di chilometri per offrire una prestazione senza confronti e che, sicuramente, ha tolto un sicuro protagonista al rally. Quasi superfluo citare Aghem nella prova di regolarità: difficilmente quando prende il via non vince e qui ha festeggiato la sua sesta vittoria: un record non facile da eguagliare!

 

Sanremo-Rally Storico
Pagella-Brea esclusi

SANREMO (IM) - A seguito del rifiuto da parte del concorrente di far sottoporre la propria vettura a verifica tecnica post-gara per l’assenza del meccanico di fiducia, l’equipaggio Pagella-Brea su Porsche 911 RS è stato escluso dalla classifica generale.

A seguito della decisione del Collegio dei Commissari Sportivi la classifica ufficiale finale vede tutte le posizioni successive alla decima (quella occupata dall’equipaggio escluso) scalare di una.

 

Pagella-Brea, esclusi al Sanremo
Ma senza colpe

SANREMO (IM) - Lunedì www.kaleidosweb.com aveva pubblicato la notizia dell’esclusione dell’equipaggio Pagella-Brea dalla classifica del Sanremo Rally Storico in quanto il concorrente aveva rifiutato di sottoporre la sua Porsche a verifica tecnica d’ufficio dopo la gara.

Ora il navigatore Roberto Brea ci spiega il motivo di questo “rifiuto”, motivazione ampiamente accettata anche dai commissari sportivi che però, lex dura lex sed lex, come diceva il motto latino, hanno dovuto applicare la norma dell’esclusione.

Esclusione che non ha cambiato la sostanza dell’equipaggio ligure, ma che, in queste parole, vuole semplicemente spiegarne il motivo e tifare per un amico che sta attraversando un momento difficile.

Spettabile Redazione

ho letto le poche righe da Voi inserite sul Vostro sito inerente all'esclusione dalla classifica del Sanremo Storico, dell'equipaggio Pagella-Brea.

Volevo esporre alcuni chiarimenti sul fatto perché come scritto sembra che ci siamo rifiutati di far aprire il motore della nostra vettura.
Purtroppo la verità è questa, il nostro meccanico Sergio Zunino dai primi giorni di marzo è ricoverato in coma all'ospedale di Genova, avevamo deciso con l'amico Pagella di rinunciare a partire, poi dopo una visita a Sergio abbiamo pensato di partire lo stesso perché lui lo avrebbe voluto e chissà anche per avere un filo di speranza in più per un suo miglioramento e sarebbe stato al nostro fianco in tutte le prove speciali.

Non per niente molte vetture compresa la nostra portavano la scritta "Forza Zuni!"

Per l'assistenza abbiamo chiesto aiuto ad amici e parenti che per fornire solo benzina andavano benissimo, sperando di non rompere nulla.
Quando all'arrivo della gara ci veniva detto della verifica, in quanto risultati primi del 2° raggruppamento iscritti al Campionato Europeo, e richiesto di smontare completamente il motore della nostra Porsche, ci siamo trovati impreparati, veniva a mancare proprio quella persona che aveva dedicato tutto il suo tempo a preparare quel motore, il nostro meccanico.

Come Voi sapete, in sede di verifica post gara l'equipaggio deve provvedere lui stesso allo smontaggio delle parti richieste dai Commissari Tecnici ma visto che né io né il pilota Pagella eravamo in grado di fare una cosa simile, abbiamo dovuto prendere altre strade.
Chiesta udienza ai Commissari Sportivi abbiamo esposto il nostro problema che non era un rifiuto alla verifica ma che la persona preposta a fare questo era assente perché ricoverata in ospedale e che accettavamo anche l'esclusione se non ci fosse stata altra via d'uscita.

Il Collegio dei Commissari non ha potuto far altro che applicare il regolamento sportivo
escludendoci dalla classifica, tra l'altro dispiaciuti perché non avevano potuto trovare un'altra soluzione.

A volte leggi e regolamenti sportivi dovrebbero essere rivisti, in ogni modo al di là di tutto questo l'amarezza della squalifica è rimasta ma a rendere meno spiacevole il fatto è stata la notizia che il nostro meccanico si è svegliato dal coma come se avesse voluto essere presente a tutti i costi in quel momento di bisogno.

La salute e il rispetto di un amico valgono più di mille squalifiche.
Ora forza Sergio, reagisci, tutte le persone che ti conoscono aspettano per riabbracciarti e lo sai che nel mondo dei Rally Storici sono tante.

Grazie per la Vostra attenzione.

Roberto Brea

 

Balletti vince Sanremo
Ed inaugura la All Stars

SANREMO (IM) - Dal 12 al 15 di aprile, si è disputata la ventiduesima edizione del “Sanremo Rally Storico” e della “Coppa dei Fiori” 2007.

Il Team Balletti Motorsport di Nizza Monferrato ha colto la sua terza vittoria assoluta consecutiva: nelle due precedenti edizioni con il “campionissimo” Totò Riolo ed in questa edizione 2007 con il ligure Gabriele Noberasco, ma sempre con vetture Porsche di loro preparazione, a testimonianza della competitività ed affidabilità dei loro gioielli.

Per il siciliano Totò Riolo assieme a Maurizio Marin (Scuderia Ateneo) la sua presenza con una Lancia Rally 037 in rappresentanza del neonato “Challenge Lancia 037”, ha avuto un ruolo importante per testare la berlinetta torinese in vista degli sviluppi necessari per renderla competitiva. Nonostante sia una vettura già ampiamente sviluppata ai suoi tempi, le Porsche hanno subito un restylng generazionale che manca alle Gruppo B restate per troppo tempo ferme nelle officine per voler regolamentare. Nonostante ci siano ancora parecchie cose da mettere a punto sulla “Zero”, il gentleman siciliano ha comunque ottenuto tempi di rilievo assoluto e, se non fosse stato per la rottura della cinghia del volumex che lo ha attardato proprio nell’ultima fatica cronometrata, avrebbe fatto segnare il miglior tempo.

Vincono dunque Gabriele Noberasco e Fulvio Gangi su Porsche 911 del ’73 impiegando un tempo totale di 1:54’58”. Si aggiudicano naturalmente anche il Raggruppamento 2 dove dei quarantacinque partiti, solo in 17 hanno visto il traguardo finale a conferma dell’impegnativa trasferta ligure.

Quarti di raggruppamento sono giunti i senesi Alberto Salvini e Patrizio Salerno su Porsche RSR del ’71 staccati dai primi di 4’37. Noni sono gli alessandrini Roberto Giovannelli e Piero Richetta (Rododendri Historic) su Porsche 911 RS ’74 a 8’16.

Non vedono il traguardo i palermitani Mario La Barbera e Vincenzo Di Lorenzo per il cappottamento della loro Lancia Stratos sul passaggio del Langan nella seconda tappa; nessun danno fisico allo sfortunato equipaggio. Escono di strada con la BMW 2002 Tii del ’73 i ternani Angelo Ammenti e Cristina Carena senza particolari conseguenze.

Nel terzo raggruppamento, dove dei sessanta partenti in 50 hanno fatto ritorno, troviamo la Porsche 911 RS Carrera del ’72 n° 51 dei reggiani Giuseppe Gallusi e Gianni Soave al settimo posto, mentre al dodicesimo i milanesi Gerardo Macchi Dal Sette ed Emanuele Uderzo su Ferrari 308 GTB.

Grande spavento per i piemontesi di Nizza Monferrato Giuseppe e Ferdinando Gallo su Porsche 911 del ’73 che, durante la sesta prova della seconda tappa, mentre conducevano un’ottima gara all’esordio sulla tre litri tedesca, si sono ritrovati col piantone dello sterzo rotto, buttando alle ortiche quanto di buono fatto sino a quel momento. Non sono invece nemmeno partiti  Piero Carissimi e Pippo Racca (Ateneo) per un problema di motore sulla loro Porsche 911.

Ed infine, Sergio La Barbera assieme a Gloria Badalamenti (Ateneo) su Porsche 911 S del 1968, presenti nella sfida per la Coppa dei Fiori, non appena ricevuta la notizia dell’incidente del padre Mario, ha immediatamente sospeso la sua corsa.

Per i fratelli Balletti, l’attività prosegue frenetica in questa settimana, dove, da giovedì prossimo, saranno in trasferta in quel di Brescia per partecipare al Memorial Busseni in coda al Rally 1000 Miglia.

Tre le vetture presenti: la Lancia Rally 037 Martini per il bresciano Alberto Triboldi col figlio Davide; altro pilota bresciano, Eugenio Mannarino con la Lancia Rally 037 utilizzata da Totò Riolo a Sanremo e ancora un equipaggio brsciano, si tratta di Francesco Pegoiani e Carlo Puzzolo su Porsche 911 recente vincitrice al Sanremo nelle mani di Noberasco.

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