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SANREMO
(IM) - Un parco
vetture da far “paura” alla partenza della gara: 145
auto, allineate sotto il palco partenza hanno fornito agli
spettatori un colpo d’occhio eccezionale che non si vedeva da molto,
troppo, tempo e che ha confermato la tendenza dei rally storici a
conquistare una grande fetta di piloti e di appassionati.
E
tale tendenza è confermata qui in Riviera dove da alcuni anni le
vetture che prendono parte al Rally Storico sono in aumento costante
sia numericamente che qualitativamente a riprova che questo
“mercato” tira e che l’interesse di equipaggi e di pubblico è
sempre maggiore.
Avere
la possibilità di guidare vetture che hanno fatto la storia recente
di questa specialità e che sono ancora molto performanti significa
aver dato nuovo impulso alla specialità, coinvolgendo sempre più
piloti e team e, soprattutto, un
numero maggiore di appassionati disposti a seguire le evoluzioni di
queste “signore” sulle strade rese famose dal mondiale…
Sotto
un cielo grigio e con la notizia che nell’entroterra iniziano a
cadere le prime gocce di pioggia, hanno
regolarmente preso il via tutte le vetture per la prima tappa che
prevede due “sole” speciali (la prima di 23 chilometri e la
seconda di 26…!) che potranno già dare un responso su chi saprà
essere protagonista con ambizioni di vittoria.
Molta
tranquillità e grande voglia di iniziare sono state le sensazioni più
visibili percepite alla partenza, anche se , per alcuni, il fatto che
le prove potranno essere scivolose e sporche a causa della pioggia ha
fatto aumentare la preoccupazione per la tenuta di strada.
Raccolte
alla partenza
Roda:
“Una gara col n. 1: mi piacerebbe confermarlo nella classifica assoluta
ma il grande numero di vetture e piloti altrettanto competitivi renderà
ancor più avvincente la gara. Le prove sono sempre belle ed
impegnative e speriamo solo che non siano troppo scivolose”.
Muccioli:
“È sempre bello partire qui a Sanremo, proprio perché questa atmosfera
è unica ed il solo fatto di esserci ti dà una sensazione
particolare. Come al solito partirò con tranquillità per vedere a
fine tappa come sarò in classifica: certo che se dovesse piovere mi
troverei ancor più a mio agio perché non mi dispiace affatto guidare
sotto la pioggia”.
Da
Zanche: “Sarà una gara ancor più combattuta degli anni scorsi visto il gran
numero di partenti: spero solo di non avere la sfortuna dello scorso
anno quando già sulla prima speciale ho avuto problemi che hanno
compromesso il risultato. In caso di pioggia mi auguro di trovare un
buon feeling con la macchina per via dell’incognita delle gomme…”.
Bianchini:
“Speriamo di portare avanti l’onore e la tradizione italiana nei rally,
visto che la mia è una delle poche vetture non straniere che prendono
il via. Lo scorso anno ci abbiamo provato, quest’anno la vettura è
ancora migliorata e con un pizzico di fortuna in più…!”.
Stoscheck:
“Quest’anno corriamo solo per divertirci, senza programmi e campionati
da seguire e non potevo mancare a Sanremo, una gara che ho già vinto,
che ci diverte e ci fa sentire ancora competitivi”.
Noberasco:
“Sicuramente tutto questo lo si fa per divertimento, ma…se tutto va ed
avrò anche una sola possibilità di lottare per un risultato
prestigioso non mi tirerò indietro, anche se il lotto di piloti e
vetture è di primissimo piano. La gara? È “Il Sanremo”, che
altro dire…!”.
La
gara
Colle
d’Oggia una classica che conferma quali saranno i protagonisti
della gara.
Sugli
allunghi ed i tornanti di una delle classiche del gallismo mondiale, il
monologo delle Porsche è interrotto soltanto dalla Stratos di
Bianchini che si conferma l’unico a poter impensierire la
pattuglia tedesca: fra le prime 11 posizioni della classifica assoluta
ben 10 sono occupate dalle vetture di Stoccarda.
Vince
la prova De Zanche (che dimentica così la disavventura patita
sulla prima speciale della scorsa edizione…) con 2” di vantaggio
su Roda, 10” su Noberasco, 16” su Bianchini e la sua Stratos,
29” su Muccioli e Chambon a pari merito; seguono altre 6 Porsche!
Una
prima prova speciale che ha così confermato le dichiarazioni dei
piloti raccolte alla partenza e soprattutto ha già “scremato” il
gruppo dei pretendenti al successo finale.
Da
segnalare che l’austriaco Harrach, a seguito di un incidente,
riesce a portare a termine la prova con oltre un’ora di distacco dal
vincitore compromettendo così la possibilità di restare al vertice
della classifica del Campionato Europeo che lo vedeva primo dopo la
prova di Dubai.
Riolo,
unico iscritto del neonato Challenge Lancia 037 ottiene un 18’ e
42” che ne conferma le capacità di ottimo pilota ma che, forse, lo
penalizza per il fatto di correre senza avversari: sarebbe sicuramente
stato più interessante vederlo “lottare” con gli avversari nel
Rally, anziché “cavaliere solitario” con un solo avversario: lo
scandire dei secondi…
Seconda
prova, Monte Ceppo
Roda
si tuffa nulla discesa (tutto asciutto) di Andagna ed ottiene il
successo davanti a Noberasco (a 18”), Bianchini (a e 24” che si
conferma l’unico ad impensierire gli avversari su Porsche), Da
Zanche (a 27”) e Muccioli (a 44”). Grazie al vittoria, Roda
passa in testa nell’assoluta che vede Da Zanche e Noberasco
(secondo e terzo) distanziati di un solo secondo.
Prova
fatale per le Porsche di Jensen e di Almeras che avrebbero potuto
recitare un ruolo da protagonisti.
Ma
la classifica subisce uno “scossone” davvero inaspettato: nel
tratto fra il rilevamento del tempo e lo stop della prova speciale Roda
esce di strada rovinando irreparabilmente la sua Porsche che non
può essere rimessa in strada obbligando il pilota comasco al ritiro.
Una
prima tappa che ha confermato
quanto ci si aspettava alla partenza: lotta serrata fra le Porsche ed il
solo Bianchini che, con la sua Stratos, ha cercato - riuscendoci -
ad interrompere l’egemonia della pattuglia tedesca.
Solo
un secondo divide il leader Da Zanche da Noberasco che ha alle
spalle un motivatissimo Bianchini a 13”. Seguono Muccioli che ha
caramente pagato i problemi ai freni (sulla prima) e alla frizione
(sulla seconda) in vantaggio di un solo secondo sul francese Chambon.
Fuori
dai giochi Roda incappato in una uscita di strada fra la fine e lo
stop della seconda prova speciale (che aveva vinto, conquistando anche
il primo posto assoluto in classifica!) che ha “adagiato” la sua
Porsche un paio di metri sotto la sede stradale e l’austriaco
Harrach (leader del Campionato Europeo) che per un problema meccanico
sulla prima ps ha pagato oltre un’ora, abbandonando così ogni
velleità di vittoria.
Perinaldo:
terza prova speciale,
la prima di questa seconda giornata di gara e primi sconvolgimenti
della classifica per il ritiro di alcuni dei protagonisti di ieri.
Muccioli
non raggiunge l’assistenza ed è costretto al ritiro per i già
segnalati problemi alla frizione… trascorrerà il resto del giorno
(sbollita la delusione) sulle prove speciali come spettatore.
Da
Zanche non esce dalla prova speciale: è fermo per problemi al
motore che lo hanno obbligato al ritiro.
Vince
la prova Noberasco che precede Bianchini di 6” (nella assoluta i
due occupano le prime due posizioni, distanziati di 18”), al terzo
posto Stoschek distanziato di 17” che precede, a sua volta, Brazzoli
di 1” e Chambon di 2”. Il francese occupa la terza posizione della
assoluta a 1’05” da Noberasco e precede di 36” il tedesco
Stoschek.
Al
termine della prima tappa della Coppa dei Fiori Aghem si conferma
il pilota da battere: occupa la prima posizione (pur non avendo vinto
alcuna delle due prove sin qui disputate) davanti a Corio e a
Giansante rispettivamente a 5 e 6 penalità; al quarto posto
l’equipaggio femminile Calvini/Barla distanziato di 10 penalità,
seguono Rettegno, Cameirone e Chiesa: tutti equipaggi da sempre
protagonisti a Sanremo e che cercheranno di contrastare la supremazia
di Aghem per impedirgli - sportivamente! - di non ottenere il sesto
successo in questa gara.
Langan,
uno dei tratti più celebri del rallysmo mondiale, seconda prova
della giornata: senza Da Zanche (ritirato per la rottura del
differenziale della sua vettura) e con Muccioli a far da spettatore,
la lotta per il successo si è ristretta a due soli equipaggi e Noberasco
non si fa pregare… vince la prova davanti a Stoschek (a 15”),
Gallo e Chambon (a 20”) ed al “redivivo” Herrach che, dopo
il problema patito ieri, corre ormai per la sola soddisfazione di
vedere l’arrivo.
Per
trovare il nome di Bianchini e della sua Stratos bisogna risalire
al quindicesimo tempo: a causa della rottura del cavo
dell’acceleratore – nella parte in salita… - il distacco da
Noberasco è di 55” ed il problema per il pilota sammarinese diventa
quello di tenere d’occhio il francese Chambon che gli è arrivato,
nell’assoluta, a soli 12”.
Sempre
nella classifica generale il tedesco Stoschek, in Riviera per “divertimento”, sale al
quarto posto con sufficiente vantaggio su Brazzoli
(quinto) per continuare la gara in tranquillità ed ottenere un
risultato all’inizio insperabile.
Quinta
prova speciale e Bianchini, riparato il guasto,
pone la sua Stratos davanti a tutti, precedendo un Noberasco,
particolarmente attento a non commettere errori, di 9” e Chambon di
14”.
Al
riordino di San Bartolomeo, visi distesi con Gabriele Noberasco
che commenta molto positivamente la propria performance, evidenziando
come abbia trovato il giusto feeling con la vettura – perfetta! -
che deve guidare con attenzione e senza lo “spettacolo” che, da
sempre, caratterizza i suoi passaggi sulle prove.
Delusione
sul volto di Bianchini che non intende però sventolare la
bandiera bianca della resa; proverà a riavvicinarsi al gradino più
alto del podio: “mancano due ps alla fine ed io non mollo”
dichiara coerentemente prima della ripartenza da San Bartolomeo.
Frederic
Chambon raggiante per la posizione sin qui ottenuta è deciso a
mantenerla, con il secondo posto a soli 26” e la leadership della
categoria 3 si dichiara molto soddisfatto di questo esordio sulle
strade liguri e conclude: “la strada è ancora lunga prima
dell’arrivo”, guardando davanti a sé la Stratos di Bianchini…
Prosegue,
senza segnare tempi particolarmente competitivi, la
cavalcata solitaria di Riolo nel Challenge Lancia 037: sicuramente
il rally ha perso un protagonista!
Penultima
prova e nulla cambia: Bianchini guida con decisione attaccando e Noberasco, altrettanto
deciso, si difende.
Sa
che controllando l’avversario e non commettendo errori potrà
tornare a vincere una gara dopo molti anni di astinenza.
Bianchini
davanti al pilota ligure di 5”, seguito da Stoschek a 6” e Chambon
a 7” per una classifica assoluta ormai definita (salvo modifiche
“traumatiche”…) nelle prime 4 posizioni: Noberasco, Bianchini,
Chambon e Stoschek non hanno più nulla da rischiare per guadagnare
posizioni: sarà sufficiente guidare con intelligenza per arrivare
alla fine mantenendo inalterata la classifica fin qui ottenuta.
Interessante
lotta per le posizioni di rincalzo (dal quinto al settimo): in soli
10” ben tre equipaggi (Pasutti, Eschemann e Brazzoli) devono
impegnarsi ancora a fondo per cercare di migliorare la propria
posizione, considerati i piccolissimi distacchi che li dividono ad una
sola prova dal termine.
E,
infine gli ultimi 26 chilometri del Monte Ceppo: Bianchini “vola” ed
ottiene la sua terza vittoria in prova, lasciando Chambon a 12” e
Noberasco a 20” fornendo un’ulteriore dimostrazione della
competitività della sua Stratos, unica vettura non tedesca nei primi
10 posti della classifica assoluta.
Nulla
cambia nelle posizioni di rincalzo con Stoschek
al quarto posto e Pasutti che vince la lotta per il quinto posto
incrementando di 3” il proprio vantaggio sul tedesco Eschmann e di
5” su Brazzoli che concludono in quest’ordine la propria gara.
Una
edizione che ha confermato quanto era in previsione al momento
della partenza: una corazzata tedesca che navigava in acque tranquille
con il solo pericolo di un sottomarino italiano che aveva il compito
di attaccare per provare ad infrangere una egemonia fin troppo
eclatante! Ma prima di parlare della gara in sé bisogna fare un cenno
alla notevole evoluzione che queste vetture hanno portato
nell’automobilismo storico. Basta infatti vedere un elenco iscritti
di una gara di alcuni anni fa e confrontarlo con quello di questa
edizione: nel primo troviamo
vetture lontane dalla tradizione rallystica pura (Lotus e Jaguar in
primis) mentre nel secondo troviamo vetture che hanno fatto la
storia degli anno d’oro di questa specialità e sono rimaste molto
più vicine alla nostra memoria ed al fascino che hanno saputo
lasciare nel corso degli anni. E vediamo come la corazzata tedesca è riuscita a salvarsi
dall’attacco del sottomarino italiano… in una classifica che
vede ben 9 posti nei primi 10 occupati dalle vetture di Stoccarda.
Primo
Gabriele Noberasco, per i più
“preparati” Odeon, autore di una gara intelligente che lo ha
visto primo attore quando serviva essere protagonista. Ha vinto due ps
nel momento in cui serviva vincerle, ha mantenuto sotto controllo la
reazione degli avversari ed ha vinto la gara con la testa… oltre che
col piede, sempre pesante come ai bei tempi! Una
vettura che lo ha assecondato e che lui ha guidato con intelligenza e
grande capacità e che gli ha portato in dote una meritata
vittoria. Odeon è sempre Odeon, una gara lo scorso anno (il rally
ronde di Albenga) ed una gara quest’anno e due vittorie: una
percentuale da sottolineare. E veniamo al “sottomarino”: una
Lancia Stratos “auto-costruita” da Marco Bianchini ed i suoi amici
con enorme passione e che, con altrettanta passione e bravura il
pilota sammarinese riesce a guidare. Un anno ambizioso, il suo, impegnato
già fra 10 giorni all’Acropoli e che lo ha visto finalmente
salire sulla pedana d’arrivo dopo un numero non indifferente di
ritiri durante l’ultima stagione. Una gara che avrebbe potuto essere
ancora più ricca di soddisfazione e di “lotta” senza il guaio
patito al cavo dell’acceleratore sulla quarta prova speciale. Un
ragazzo dalle idee chiarissime sul ruolo che la Stratos ha avuto nei
rally e che può continuare ad avere in quelli storici. Terzo un
esordiente (qui a Sanremo): Chambon, trentottenne pilota di Clermont-Ferrand che ha alle spalle
due titoli assoluti nel Campionato Francese Rally Storici (2004 e
2005) e che, pur non disponendo di una vettura non tanto competitiva
come quella degli avversari, ha saputo confermare le sue qualità in
terra per lui straniera, con strade per lui fino a poco tempo fa
sconosciute, terzo assoluto e vincitore della categoria 3. Un
cenno anche all’equipaggio svizzero Camandona/Piquet con la Alfa
Romeo Giulia del 1965 che, quindicesimo assoluto, ha conquistato
la vittoria nella Categoria 1 del Campionato Europeo. Bisogna anche
parlare di chi non ha visto il palco d’arrivo: Roda
in primis, partito fortissimo ma un po’ disattento fra il fine lo
stop di una ps quando era primo assoluto; Da Zanche, anche lui
partito per “dire la sua” e costretto al ritiro nella prima
speciale di oggi per la rottura del differenziale; Muccioli, quarto alla partenza della seconda tappa, con la frizione
cotta da una prima tappa non proprio fortunata. Challenge Lancia 037:
un solo partecipante, di grande fama – Riolo - che ha affrontato
migliaia di chilometri per offrire una prestazione senza confronti e
che, sicuramente, ha tolto un sicuro protagonista al rally. Quasi
superfluo citare Aghem nella prova di regolarità: difficilmente
quando prende il via non vince e qui ha festeggiato la sua sesta
vittoria: un record non facile da eguagliare!
Sanremo-Rally
Storico
Pagella-Brea esclusi
SANREMO
(IM) - A seguito del rifiuto da parte del concorrente di far
sottoporre la propria vettura a verifica tecnica post-gara per
l’assenza del meccanico di fiducia, l’equipaggio
Pagella-Brea su Porsche 911 RS è stato escluso dalla classifica
generale.
A
seguito della decisione del Collegio dei Commissari Sportivi la
classifica ufficiale finale vede tutte le posizioni successive alla
decima (quella occupata dall’equipaggio escluso) scalare di una.
Pagella-Brea,
esclusi al Sanremo
Ma senza colpe
SANREMO
(IM) - Lunedì www.kaleidosweb.com aveva pubblicato la notizia dell’esclusione
dell’equipaggio Pagella-Brea dalla classifica del Sanremo Rally
Storico in quanto il concorrente aveva rifiutato di sottoporre la
sua Porsche a verifica tecnica d’ufficio dopo la gara.
Ora
il navigatore Roberto Brea ci spiega il motivo di questo
“rifiuto”, motivazione ampiamente accettata anche dai commissari
sportivi che però, lex
dura lex sed lex, come diceva il motto latino, hanno dovuto
applicare la norma dell’esclusione.
Esclusione
che non ha cambiato la sostanza dell’equipaggio ligure, ma che, in
queste parole, vuole semplicemente spiegarne il motivo e tifare per
un amico che sta attraversando un momento difficile.
“Spettabile
Redazione
ho letto le poche righe da Voi inserite sul Vostro sito inerente all'esclusione
dalla classifica del Sanremo Storico, dell'equipaggio Pagella-Brea.
Volevo esporre alcuni chiarimenti sul fatto perché come scritto
sembra che ci siamo rifiutati di far aprire il motore della nostra
vettura.
Purtroppo la verità è questa, il
nostro meccanico Sergio Zunino dai primi giorni di marzo è ricoverato
in coma all'ospedale di Genova, avevamo deciso con l'amico Pagella
di rinunciare a partire, poi dopo
una visita a Sergio abbiamo pensato di partire lo stesso perché lui
lo avrebbe voluto e chissà anche per avere un filo di speranza in
più per un suo miglioramento e sarebbe stato al nostro fianco in
tutte le prove speciali.
Non per niente molte vetture compresa la nostra portavano la scritta "Forza Zuni!"
Per l'assistenza abbiamo chiesto aiuto ad amici e parenti che per
fornire solo benzina andavano benissimo, sperando di non rompere
nulla.
Quando all'arrivo della gara ci veniva detto della verifica, in
quanto risultati primi del 2° raggruppamento iscritti al Campionato
Europeo, e richiesto di smontare completamente il motore della
nostra Porsche, ci siamo trovati impreparati, veniva a mancare proprio
quella persona che aveva dedicato tutto il suo tempo a preparare quel
motore, il nostro meccanico.
Come Voi sapete, in sede di verifica post gara l'equipaggio deve provvedere lui stesso allo smontaggio delle parti
richieste dai Commissari Tecnici ma visto che né io né il pilota
Pagella eravamo in grado di fare una cosa simile, abbiamo dovuto
prendere altre strade.
Chiesta udienza ai Commissari Sportivi abbiamo esposto il nostro
problema che non era un rifiuto alla verifica ma che
la persona preposta a fare questo era assente perché ricoverata in
ospedale e che accettavamo anche l'esclusione se non ci fosse
stata altra via d'uscita.
Il Collegio dei Commissari non
ha potuto far altro che applicare il regolamento sportivo
escludendoci
dalla classifica, tra l'altro dispiaciuti perché non avevano
potuto trovare un'altra soluzione.
A volte leggi e regolamenti sportivi dovrebbero essere rivisti, in
ogni modo al di là di tutto questo l'amarezza della squalifica è
rimasta ma a rendere meno spiacevole il
fatto è stata la notizia che il nostro meccanico si è svegliato dal
coma come se avesse voluto essere presente a tutti i costi in quel
momento di bisogno.
La salute e il rispetto di un amico valgono più di mille squalifiche.
Ora forza Sergio, reagisci,
tutte le persone che ti conoscono aspettano per riabbracciarti e
lo sai che nel mondo dei Rally Storici sono tante.
Grazie per la Vostra attenzione.
Roberto
Brea
Balletti
vince Sanremo
Ed inaugura la All Stars
SANREMO (IM) - Dal 12 al 15 di aprile, si è disputata la
ventiduesima edizione del “Sanremo Rally Storico” e della “Coppa
dei Fiori” 2007.
Il Team Balletti Motorsport di Nizza Monferrato ha colto la sua terza
vittoria assoluta consecutiva: nelle due precedenti edizioni con
il “campionissimo” Totò
Riolo ed in questa edizione 2007 con il ligure Gabriele
Noberasco, ma sempre con vetture Porsche di loro preparazione, a
testimonianza della competitività ed affidabilità dei loro gioielli.
Per il siciliano Totò Riolo assieme a Maurizio Marin (Scuderia
Ateneo) la sua presenza con una Lancia Rally 037 in rappresentanza del
neonato “Challenge Lancia 037”, ha avuto un ruolo importante per
testare la berlinetta torinese in vista degli sviluppi necessari per
renderla competitiva. Nonostante
sia una vettura già ampiamente sviluppata ai suoi tempi, le
Porsche hanno subito un restylng generazionale che manca alle Gruppo B
restate per troppo tempo ferme nelle officine per voler regolamentare.
Nonostante ci siano ancora parecchie
cose da mettere a punto sulla “Zero”, il gentleman siciliano
ha comunque ottenuto tempi di rilievo assoluto e, se non fosse stato
per la rottura della cinghia del volumex che lo ha attardato proprio
nell’ultima fatica cronometrata, avrebbe fatto segnare il miglior
tempo.
Vincono dunque Gabriele Noberasco e Fulvio Gangi su Porsche 911 del
’73 impiegando un tempo totale di 1:54’58”. Si aggiudicano
naturalmente anche il Raggruppamento 2 dove dei quarantacinque
partiti, solo in 17 hanno visto il traguardo finale a conferma
dell’impegnativa trasferta ligure.
Quarti
di raggruppamento sono giunti i senesi Alberto
Salvini e Patrizio Salerno su Porsche RSR del ’71 staccati dai
primi di 4’37. Noni sono gli alessandrini Roberto
Giovannelli e Piero Richetta (Rododendri Historic) su Porsche 911
RS ’74 a 8’16.
Non
vedono il traguardo i palermitani Mario
La Barbera e Vincenzo Di Lorenzo per il cappottamento della loro Lancia Stratos sul passaggio del Langan nella seconda tappa; nessun
danno fisico allo sfortunato equipaggio. Escono di strada con la
BMW 2002 Tii del ’73 i ternani Angelo
Ammenti e Cristina Carena senza particolari conseguenze.
Nel
terzo raggruppamento, dove dei sessanta partenti in 50 hanno fatto
ritorno, troviamo la Porsche
911 RS Carrera del ’72 n° 51 dei reggiani Giuseppe Gallusi e Gianni
Soave al settimo posto, mentre al dodicesimo i milanesi Gerardo
Macchi Dal Sette ed Emanuele Uderzo su Ferrari 308 GTB.
Grande
spavento per i piemontesi di Nizza Monferrato Giuseppe
e Ferdinando Gallo su Porsche 911 del ’73 che, durante la sesta
prova della seconda tappa, mentre conducevano un’ottima gara
all’esordio sulla tre litri tedesca, si sono ritrovati col piantone
dello sterzo rotto, buttando alle ortiche quanto di buono fatto sino a
quel momento. Non sono invece nemmeno partiti
Piero Carissimi e Pippo Racca (Ateneo) per un problema di motore
sulla loro Porsche 911.
Ed
infine, Sergio La Barbera assieme a Gloria Badalamenti (Ateneo) su Porsche
911 S del 1968, presenti nella sfida per la Coppa dei Fiori, non
appena ricevuta la notizia dell’incidente del padre Mario, ha
immediatamente sospeso la sua corsa.
Per
i fratelli Balletti, l’attività prosegue frenetica in questa
settimana, dove, da giovedì prossimo, saranno in trasferta in quel di Brescia per
partecipare al Memorial Busseni in coda al Rally 1000 Miglia.
Tre le vetture presenti: la Lancia
Rally 037 Martini per il bresciano Alberto Triboldi col figlio
Davide; altro pilota bresciano, Eugenio Mannarino con la Lancia Rally 037 utilizzata da Totò Riolo a Sanremo e ancora un
equipaggio brsciano, si tratta di Francesco Pegoiani e Carlo Puzzolo
su Porsche 911 recente
vincitrice al Sanremo nelle mani di Noberasco.
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