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ottobre 2006

Valle Varaita, vince Fontana

Deila, Gaveglio, Benazzo stellari

foto di Stefano Romeo

 

SAMPEYRE (CN) – L’edizione n° 12 della Valle Varaita è stata una grande festa dei rally.


A livello di organizzazione, di cui parleremo a parte, ma soprattutto a livello agonistico.


Corrado Fontana
è stato un vincitore che ha onorato la gara, Maurizio Ferrecchi è stato un avversario degnissimo, ma i nostri Pigì Deila, Mauro Gaveglio e Bobo Benazzo (che non a casa hanno concluso alle spalle del comasco nell’ordine) sono stati da cineteca.


Non è bastato il colpo di teatro prima della gara tirato da Mauro Zanchi per abbassare la tensione agonistica. Zanchi ha valutato inopportuno spendere altri soldi per inseguire un campionato ormai perso, l’International Rally Cup, e non si è presentato alle verifiche di venerdì pomeriggio a Sampeyre.


Con lui altri tre assenti, fra i quali il biellese Alex Bocchio e il ligure Ino Corona, che avrebbero potuto rendere incandescente la classe Super 1600. Per Bocchio, uno dei protagonisti dell’IRC un’assenza grave, perché avrebbe potuto ottenere punti pesanti per la classifica assoluta del challenge, mentre Ino Corona avrebbe potuto essere il sasso nello stagno nelle acque, già di per sé turbolente, della Super 1600.


Ma non c’è stato tempo e modo di recriminare sugli assenti.

Alle 18.30 di venerdì il rally è scattato e subito ci si è accorti che i ragionieri non erano stati invitati.


Maurizio Ferrecchi e Mauro Armellino, Subaru Impreza WRC by Aimont
, sono partiti subito all’attacco per scrivere il proprio nome nell’albo d’oro. Corrado Fontana e Billy Casazza, Peugeot 206 WRC by Grifone, hanno impiegato un attimo prima di capire che il ligure faceva sul serio; molto meno per dichiarare che loro erano saliti in Val Varaita per vincere e durante le speciali poco interessava loro chiudere il campionato, cui pure tengono moltissimo.


Ne è uscita una battaglia così accesa che si è chiusa solo dopo sette prove, quando il collettore del turbo dell’Impreza di Ferrecchi ha detto basta. In quel momento Fontana era davanti, ma aveva dovuto sudare le sette camicie, divertendosi un mondo.


A fare le spese della furia dei due scatenati è stato il pur bravo Tiziano Gimondi, anche lui su Peugeot 206 WRC, che in un attimo si è trovato un paio di minuti sul groppone. Non solo un paio di errorini, con conseguenti forature, hanno fatto fagocitare il bergamasco dal gruppo degli inseguitori, scatenati come una mandria di bufali all’assalto.

E a capeggiare la mandria lui, il grande Pigì Deila, che ha ascoltato attentamente le note dettate da Corrado Botto, portando la Clio S 1600 by CiZeta al secondo posto assoluto, anche se con un ritardo d’altri tempi.

Ma il differenziale del potenziale fra una Peugeot 206 WRC ed una Clio S1600 probabilmente è ancora superiore a quanto fatto registrare dai cronometri in Val Varaita.

Una gara perfetta quella dei due cuneesi, anche se Pigì ha continuato ad essere ipercritico con se stesso.

Alle sue spalle Mauro Gaveglio e Paolo Carrucciu, con la Clio Super 1600 by Balbosca. I 26”4 rimediati da Pigì non devono ingannare. Gaveglio, per tutta la gara, è stato molto più vicino al campione italiano 1992. Un errore nella scelta dei pneumatici ha fatto pagare a Gaveglio una decina di secondi ed a quel punto è stato fulminato dagli occhi di Luigi Balbo: “porta la macchina casa senza un graffio, o altrimenti…

Nessuno conosce la sostanza della minaccia, ma il portacolori della Meteco ha obbedito ed è salito sul podio alla stragrande.

L’altro eroe della giornata è stato Bobo Benazzo (ed anche Giampaolo Francalanci, che deve avere un bel pelo sullo stomaco a stargli a fianco visto il ritmo tenuto dall’acquese in questa gara).

Bobo avrebbe potuto tranquillamente puntare la secondo posto di classe, e dichiarare all’arrivo di essere più che soddisfatto della sua prestazione. Lo avrebbero applaudito tutti.

Invece “Magic” Bobo è andato ad ingarellarsi con il signor Olivier Burri, un personaggio che dispone di una Subaru Impreza by Prodrive, un set di gomme nuove ogni assistenza ed un palmares di tutto rispetto nei rally mondiali.

Benazzo gliele ha suonate nella notte, poi lo svizzero si è ripreso, grazie ai ripassaggi sulle speciali ed ha capovolto il risultato, ma Bobo non ha mai mollato. Dimenticando gli influssi liguri che arrivano fino ad Acqui Terme, Benazzo ha montato due gomme nuove all’avantreno (che probabilmente userà per tutto il millennio) ed ha continuato a mordere sul collo dello svizzero di Belprahon costringendolo a mettere due ruote in un fossetto a Montemale. Se ne sono andati un pugno di secondi, ma per Benazzo-Francalanci sono stati sufficienti. Hanno tenuto duro sino al traguardo chiudendo con appena 4/10 (quattro decimi dopo 120, km di tratti cronometrati).

“Ho voluto vincere a tutti i costi per dimostrare che una macchina italiana, questa Subaru fatta da Natale Bertino, può stare davanti ad un’Impreza ufficiale fatta in Prodrive” ha detto Benazzo all’arrivo.

Complimenti anche ad Olivier Burri, che ha dichiarato ripetutamente che il suo interesse era essere il migliore degli svizzeri, risultato pienamente centrato, ma sportivamente ha ingaggiato battaglia con Bobo Benazzo. Grazie Olivier.

Altri grandi personaggi del fine settimana in Val Varaita sono stati Fulvio Morra e Maurizio Mentoni, ottavi assoluti con la Clio Williams by Balbosca e vincitori della classe A7. Un successo netto sugli svizzeri Taverney-Taverney, ottenuto in silenzio, senza la minima sbavatura per un pilota che è fermo da due anni e che nel suo palmares vanta la vittoria del Val Varaita 2003, quando la gara è tornata ad affacciarsi al panorama rallistico regionale.


Complimenti anche agli ossolani Fabrizio Margaroli ed Oriella Graffieti, 12esimi assoluti con la Renault Clio RS by Gima Autosport. Margaroli voleva assolutamente il successo per chiudere definitivamente la porta in faccia ad un’annata poco fortunata. Ci è riuscito alla grande con una vittoria che fin dalle prime fasi non è mai stata in discussione.


Se poi il suo più vicino il comasco Marco Asnaghi si è fermato strada facendo, non è colpa sua. In quel momento il portacolori della Happy Racer era davanti.


In classe A6 siamo stati letteralmente colonizzati dagli svizzeri che hanno occupato i quattro primi posti nella classifica generale, grazie anche alle velocissime Peugeot 206 Cup. Bravi i vincitori Baiker-Santonocito, con la 106 XrallyTeam di Giulio Sandrone e Massimo Volta, quinti.

Vittoria svizzera, ma grande rammarico per le splendide prestazioni dei giovanissimi cuneesi Matteo Giordano e Michele Rosso che stavano distribuendo schiaffi a destra ed a manca prima di fermarsi. I portacolori della Meteco erano 16esimi assoluti nella generale, ben davanti a tutti in classe, prima di perdere una ruota a Montemale.


In classe A5 successo di Carlo Colomba e Cinzia Collo che hanno regolato Diego e Sara Bosio dopo una bella gara, mentre Daniele Long e l’esordiente Francesca Fenoglio, dopo un’iniziale dominio degli svizzeri Cominelli-Fenoli, hanno regolato comodamente i valdostani Corrado Peloso e Nicola Saccucci.


Infine il carmagnolese Diego Favaro, Peugeot 106, con Dario Beltramo alle note è stato bravo a contenere il prepotente ritorno dei senesi Alessandro Creati e Cristian Pollini, che alla luce del giorno stavano sfruttando per il meglio il potenziale della loro MG 105 ZR.

Il rientrante Carlo Verna, con Alessandro Verna alle note, è stato il solitario protagonista della classe K9, mentre il cuneese Stefano Politano, con Yari Mondino alle note, ha sfruttato cavalleria e trazione della sua Lancia Delta 16V per imporsi fra le omologazioni scadute, dopo l’iniziale dominio della Opel Corsa di Fabrizio Cavaglià e Davide Aime che si sono consolati vincendo la OS 0.


Nelle storiche nulla da fare contro i saluzzesi Enrico Brazzoli e Walter Rapetti. Correvano in casa e la cavalleria della loro Porsche 911 Gruppo 4 li ha resi inavvicinabili.

 

Classifica assoluta


1. Fontana-Casazza (Peugeot 206 WRC) in 1h17’02”7; 2. Deila-Botto (Renault Clio S1600) a 4’49”8; 3. Gaveglio-Carrucciu (Renault Clio S1600) a 5’16”0; 4. Benazzo-Francalanci (Subaru Impreza Sti) a 5’32”0; 5. Burri-Patthey (Subaru Impreza Sti) a 5’32”4; 6. Beltrami-Sala (Toyota Corolla WRC) a 6’27”8; 7. Amorisco-Barra (Renault Clio S1600) a 7’18”4; 8. Morra-Mentoni (Renault Clio Williams) a 7’41”6; 9. Gimondi-Pina (Peugeot 206 WRC) a 7’52”9; 10. Belli-Vezzaro (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 8’30”2.      

 

 

Val Varaita, inizio blu notte

 

SAMPEYRE (CN) - Il colore blu notte ha dominato la prima parte della 12esima edizione del Valle Varaita. Il blu notte non è stato buio totale, ma è stato esaltato dallo sciabolare della luce dei fari delle prove speciali in notturna che a tanti hanno fatto tornare in mente i rally di antica memoria. E che la scelta sia stata apprezzata dal pubblico lo dimostra il suo massiccio afflusso, per altro molto disciplinato, che ha impegnato le forze dell’ordine e i commissari nella serata di venerdì.

Anche sabato grande afflusso di gente sulle prove speciali e al parco assistenza, ma questo era ampiamente previsto, nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori.

Ha stupito invece il passaggio nella via principale di Saluzzo dopo la prima prova speciale e il parco assistenza dopo la seconda. Complice la mite temperatura e l’ora serale i dehor dei numerosi bar e ristoranti si sono ritrovati affollati non solo da appassionati, ma anche da semplici curiosi che forse per la prima volta vedevano una macchina da rally.


Un bel modo di far conoscere la specialità.

Il fatto poi che la strada fosse chiusa al traffico normale ha evitato sovrapposizioni con i normali automobilisti con conseguenti incazzature e scoppi d’ira.


Bellissimo il gruppo di scatenati ragazzini che hanno letteralmente assalito tutti gli equipaggi, dal primo all’ultimo nessuno escluso, per chiedere autografi.
I più in difficoltà sono stati i piloti stessi che molte volte sono stati colti impreparati alla sorpresa.

Il colpo di teatro di Saluzzo ha anche significati nascosti che però è opportuno cogliere.


La città di Silvio Pellico, ombelico del rimpianto 100mila Trabucchi, vuole fortemente essere il centro del rally
e la serata di venerdì ne è una plateale conferma. Di contro Sampeyre ha tutti gli interessi a tenersi ben stretta la sede di partenza, perché a fine settembre con la stagione turistica finita, riempire alberghi e ristoranti per un fine settimana lungo è un bel business.


Ma la notte di Saluzzo potrebbe indicare una calata verso valle della gara.

 

 

 

Val Varaita, finale con giallo

 

SAMPEYRE (CN) - Finale con piccolo giallo. Controllo antidoping, ovviamente a sorpresa, al termine della gara. Per la prima volta in Piemonte, dopo anni, alcuni piloti vengono sottoposti a controllo (gli esiti saranno resi noti solo nei prossimi giorni) teso a rilevare 200 diverse sostanze dopanti. Il risultato della gara non è sub judice, ma si attendono con curiosità i risultati delle analisi, soprattutto perché nella specialità non c’è la cultura dell’attenzione alle sostante ritenute dopanti e qualcuno potrebbe essere scivolato inconsapevolmente sulla classica buccia di banana.

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