|
SAMPEYRE
(CN) – L’edizione n° 12 della Valle Varaita
è stata una grande festa dei rally.
A livello di organizzazione, di cui parleremo a parte, ma soprattutto a
livello agonistico.
Corrado Fontana è stato un
vincitore che ha onorato la gara, Maurizio
Ferrecchi è stato un avversario degnissimo, ma i nostri Pigì
Deila, Mauro Gaveglio e Bobo Benazzo (che non a casa hanno concluso
alle spalle del comasco nell’ordine) sono stati da cineteca.
Non è bastato il colpo di teatro prima della gara tirato da Mauro
Zanchi per abbassare la tensione agonistica. Zanchi ha valutato
inopportuno spendere altri soldi per inseguire un campionato ormai perso,
l’International Rally Cup, e non si è presentato alle verifiche di
venerdì pomeriggio a Sampeyre.
Con lui altri tre assenti, fra i
quali il biellese Alex Bocchio e il ligure Ino Corona, che avrebbero
potuto rendere incandescente la classe Super 1600. Per Bocchio, uno dei
protagonisti dell’IRC un’assenza grave, perché avrebbe potuto
ottenere punti pesanti per la classifica assoluta del challenge, mentre
Ino Corona avrebbe potuto essere il sasso nello stagno nelle acque, già
di per sé turbolente, della Super 1600.
Ma non c’è stato tempo e modo di recriminare sugli assenti.
Alle
18.30 di venerdì il rally è scattato
e subito ci si è accorti che i ragionieri non erano stati invitati.
Maurizio Ferrecchi e Mauro Armellino, Subaru Impreza WRC by Aimont,
sono partiti subito all’attacco per scrivere il proprio nome nell’albo
d’oro. Corrado Fontana e Billy
Casazza, Peugeot 206 WRC by Grifone, hanno impiegato un attimo prima
di capire che il ligure faceva sul serio; molto meno per dichiarare che
loro erano saliti in Val Varaita per vincere e durante le speciali poco
interessava loro chiudere il campionato, cui pure tengono moltissimo.
Ne è uscita una battaglia così accesa che si è chiusa solo dopo sette
prove, quando il collettore del
turbo dell’Impreza di Ferrecchi ha detto basta. In quel momento
Fontana era davanti, ma aveva dovuto sudare le sette camicie, divertendosi
un mondo.
A fare le spese della furia dei due scatenati è stato il
pur bravo Tiziano Gimondi, anche lui su Peugeot 206 WRC, che in un
attimo si è trovato un paio di minuti sul groppone. Non solo un paio di
errorini, con conseguenti forature, hanno fatto fagocitare il bergamasco
dal gruppo degli inseguitori, scatenati come una mandria di bufali
all’assalto.
E
a capeggiare la mandria lui, il
grande Pigì Deila, che ha ascoltato attentamente le note dettate da Corrado
Botto, portando
la Clio
S
1600 by CiZeta al secondo posto assoluto, anche se con un ritardo
d’altri tempi.
Ma
il differenziale del potenziale
fra una Peugeot 206 WRC ed una Clio S1600 probabilmente è ancora
superiore a quanto fatto registrare dai cronometri in Val Varaita.
Una
gara perfetta quella dei due cuneesi, anche se Pigì ha continuato ad
essere ipercritico con se stesso.
Alle
sue spalle Mauro Gaveglio e Paolo
Carrucciu, con
la Clio
Super
1600 by Balbosca. I 26”4 rimediati da Pigì non devono ingannare.
Gaveglio, per tutta la gara, è stato molto più vicino al campione
italiano 1992. Un errore nella scelta dei pneumatici ha fatto pagare a
Gaveglio una decina di secondi ed a quel punto è stato fulminato
dagli occhi di Luigi Balbo: “porta
la macchina casa senza un graffio, o altrimenti…”
Nessuno
conosce la sostanza della minaccia, ma il portacolori della Meteco ha
obbedito ed è salito sul podio alla stragrande.
L’altro
eroe della giornata è stato Bobo
Benazzo (ed anche Giampaolo Francalanci, che deve avere un bel pelo
sullo stomaco a stargli a fianco visto il ritmo tenuto dall’acquese in
questa gara).
Bobo
avrebbe potuto tranquillamente puntare la secondo posto di classe, e
dichiarare all’arrivo di essere più che soddisfatto della sua
prestazione. Lo avrebbero applaudito tutti.
Invece
“Magic” Bobo è andato ad
ingarellarsi con il signor Olivier Burri, un personaggio che dispone
di una Subaru Impreza by Prodrive, un set di gomme nuove ogni assistenza
ed un palmares di tutto rispetto nei rally mondiali.
Benazzo
gliele ha suonate nella notte, poi
lo svizzero si è ripreso, grazie ai ripassaggi sulle speciali ed ha
capovolto il risultato, ma Bobo non ha mai mollato. Dimenticando gli
influssi liguri che arrivano fino ad Acqui Terme, Benazzo ha montato due
gomme nuove all’avantreno (che probabilmente userà per tutto il
millennio) ed ha continuato a mordere sul collo dello svizzero di
Belprahon costringendolo a mettere due ruote in un fossetto a Montemale.
Se ne sono andati un pugno di secondi, ma per
Benazzo-Francalanci sono stati sufficienti. Hanno tenuto duro sino al
traguardo chiudendo con appena 4/10 (quattro decimi dopo
120, km
di tratti cronometrati).
“Ho
voluto vincere a tutti i costi per dimostrare che una macchina italiana,
questa Subaru fatta da Natale Bertino, può stare davanti ad un’Impreza
ufficiale fatta in Prodrive”
ha detto Benazzo all’arrivo.
Complimenti
anche ad Olivier Burri, che ha
dichiarato ripetutamente che il suo interesse era essere il migliore degli
svizzeri, risultato pienamente centrato, ma sportivamente ha ingaggiato
battaglia con Bobo Benazzo. Grazie
Olivier.
Altri
grandi personaggi del fine settimana in Val Varaita sono stati Fulvio
Morra e Maurizio Mentoni, ottavi assoluti con
la Clio
Williams
by Balbosca e vincitori della classe A7. Un successo netto sugli
svizzeri Taverney-Taverney,
ottenuto in silenzio, senza la minima sbavatura per un pilota che è fermo
da due anni e che nel suo palmares vanta la vittoria del Val Varaita 2003,
quando la gara è tornata ad affacciarsi al panorama rallistico regionale.
Complimenti anche agli ossolani Fabrizio
Margaroli ed Oriella Graffieti, 12esimi assoluti con
la Renault
Clio
RS by Gima Autosport. Margaroli voleva assolutamente il successo per
chiudere definitivamente la porta in faccia ad un’annata poco fortunata.
Ci è riuscito alla grande con una vittoria che fin dalle prime fasi non
è mai stata in discussione.
Se poi il suo più vicino il
comasco Marco Asnaghi si è fermato strada facendo, non è colpa sua.
In quel momento il portacolori
della Happy Racer era davanti.
In classe A6 siamo stati letteralmente colonizzati dagli svizzeri che
hanno occupato i quattro primi posti nella classifica generale, grazie
anche alle velocissime Peugeot 206
Cup. Bravi i vincitori Baiker-Santonocito, con la
106 XrallyTeam di Giulio Sandrone e Massimo Volta, quinti.
Vittoria
svizzera, ma grande rammarico per le splendide prestazioni dei
giovanissimi cuneesi Matteo
Giordano e Michele Rosso che stavano distribuendo schiaffi a destra ed
a manca prima di fermarsi. I
portacolori della Meteco erano 16esimi assoluti nella generale, ben
davanti a tutti in classe, prima di perdere una ruota a Montemale.
In classe A5 successo di Carlo
Colomba e Cinzia Collo che hanno regolato Diego e Sara Bosio dopo una
bella gara, mentre Daniele Long e
l’esordiente Francesca Fenoglio, dopo un’iniziale dominio degli svizzeri
Cominelli-Fenoli, hanno regolato comodamente i valdostani Corrado
Peloso e Nicola Saccucci.
Infine il carmagnolese Diego
Favaro, Peugeot 106, con Dario Beltramo alle note è stato bravo a
contenere il prepotente ritorno dei senesi Alessandro
Creati e Cristian Pollini, che alla luce del giorno stavano sfruttando
per il meglio il potenziale della loro MG 105 ZR.
Il
rientrante Carlo Verna, con Alessandro Verna
alle note, è stato il solitario protagonista della classe K9, mentre il
cuneese Stefano Politano, con Yari
Mondino alle note, ha sfruttato cavalleria e trazione della sua Lancia
Delta 16V per imporsi fra le omologazioni scadute, dopo l’iniziale
dominio della Opel Corsa di
Fabrizio Cavaglià e Davide Aime che si sono consolati vincendo
la OS
0.
Nelle storiche nulla da fare contro i saluzzesi Enrico
Brazzoli e Walter Rapetti. Correvano in casa e la cavalleria della
loro Porsche 911 Gruppo 4 li
ha resi inavvicinabili.
Classifica
assoluta
1. Fontana-Casazza (Peugeot
206 WRC) in 1h17’02”7; 2. Deila-Botto (Renault Clio S1600) a
4’49”8; 3. Gaveglio-Carrucciu (Renault Clio S1600) a 5’16”0; 4.
Benazzo-Francalanci (Subaru Impreza Sti) a 5’32”0; 5. Burri-Patthey (Subaru
Impreza Sti) a 5’32”4; 6. Beltrami-Sala (Toyota Corolla WRC) a
6’27”8; 7. Amorisco-Barra (Renault Clio S1600) a 7’18”4; 8.
Morra-Mentoni (Renault Clio Williams) a 7’41”6; 9. Gimondi-Pina (Peugeot
206 WRC) a 7’52”9; 10. Belli-Vezzaro (Mitsubishi Lancer Evo IX) a
8’30”2.
Val
Varaita, inizio blu notte
SAMPEYRE
(CN) - Il colore blu notte ha
dominato la prima parte della 12esima edizione del Valle Varaita. Il blu
notte non è stato buio totale, ma è stato esaltato
dallo sciabolare della luce dei fari delle prove speciali in notturna
che a tanti hanno fatto tornare in mente i rally di antica memoria. E che
la scelta sia stata apprezzata dal pubblico
lo dimostra il suo massiccio afflusso, per altro molto disciplinato,
che ha impegnato le forze dell’ordine e i commissari nella serata di
venerdì.
Anche
sabato grande afflusso di gente sulle prove speciali e al parco
assistenza, ma questo era ampiamente previsto, nonostante le condizioni
meteo non fossero delle migliori.
Ha
stupito invece il passaggio nella via principale di Saluzzo
dopo la prima prova speciale e il parco assistenza dopo la seconda.
Complice la mite temperatura e l’ora serale i
dehor dei numerosi bar e ristoranti si sono ritrovati affollati non solo
da appassionati, ma anche da semplici curiosi che forse per la prima
volta vedevano una macchina da rally.
Un bel modo di far conoscere la specialità.
Il
fatto poi che la strada fosse chiusa al traffico normale ha evitato
sovrapposizioni con i normali automobilisti con conseguenti incazzature e
scoppi d’ira.
Bellissimo il gruppo di scatenati ragazzini che hanno letteralmente
assalito tutti gli equipaggi, dal primo all’ultimo nessuno escluso, per
chiedere autografi. I più in
difficoltà sono stati i piloti stessi che molte volte sono stati colti
impreparati alla sorpresa.
Il
colpo di teatro di Saluzzo ha anche significati nascosti che però è
opportuno cogliere.
La città di Silvio Pellico, ombelico del rimpianto 100mila Trabucchi,
vuole fortemente essere il centro del rally
e la serata di venerdì ne è una plateale conferma. Di contro Sampeyre
ha tutti gli interessi a tenersi ben stretta la sede di partenza,
perché a fine settembre con la stagione turistica finita, riempire
alberghi e ristoranti per un fine settimana lungo è un bel business.
Ma la notte di Saluzzo potrebbe
indicare una calata verso valle della gara.
Val
Varaita, finale con giallo
SAMPEYRE
(CN) - Finale con piccolo giallo. Controllo
antidoping, ovviamente a sorpresa, al termine della gara. Per la prima
volta in Piemonte, dopo anni, alcuni piloti vengono sottoposti a
controllo (gli esiti saranno resi noti solo nei prossimi giorni) teso a
rilevare 200 diverse sostanze dopanti. Il
risultato della gara non è sub judice, ma si attendono con curiosità
i risultati delle analisi, soprattutto perché nella specialità non c’è
la cultura dell’attenzione alle sostante ritenute dopanti e
qualcuno potrebbe essere scivolato inconsapevolmente sulla classica
buccia di banana.
|