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dicembre 2006

Claudio Berro, 
Lo scorpione colpisce ancora

di Tommaso M. Valinotti

TORINO - Claudio Berro siede al tavolo di un bar di Torino, bello e rilassato, nonostante stia per affrontare un incontro nella sede Fiat di Mirafiori, dove si discuteranno i futuri delle iniziative Fiat nel mondo delle corse. Non pare neppure sentire la tensione per il meeting che deciderà il futuro delle quasi cento persone che a Chivasso stanno lavorando febbrilmente per preparare la stagione agonistica 2007 del Gruppo torinese.

E con la mente ci spostiamo di una ventina di chilometri, finendo virtualmente nell’ufficio di Berro posto a Chivasso nella parte più nascosta di quello che un tempo era lo stabilimento Lancia (e successivamente la sede dell’Abarth dopo il trasloco a Chivasso da Corso Marche). In questo momento tutto è lontano e Berro si gode solo per un attimo i risultati di una stagione estremamente positiva che ha visto le vetture del Gruppo trionfare in tutti i campionati in cui si sono impegnati in prima persona.

Il successo della Fiat Grande Punto (che ha conquistato il campionato italiano con Paolo Andreucci e Anna Andreussi, il campionato europeo e l’IRC con Giandomenico Basso e Mitia Dotta) è giunto inaspettato anche per noi. Ad inizio anno ero piuttosto timoroso sull’affidabilità di alcuni componenti, anche se sapevo che il nostro staff di progettazione aveva lavorato benissimo”.

Questo l’esordio di Berro che ama anteporre il positivo al negativo. Da grande eminenza della diplomazia Berro non lo dice, ma ad inizio anno i suoi timori erano rivolti alla trasmissione della Sadev, obbligatoria per tutte le Super 2000, che parecchi grattacapi li ha dati. “Nessuno ci dava per favoriti ed abbiamo vinto. Ora spero che si continui su questa linea, a non metterci sul piedistallo e ci diano per favoriti, affinché i nostri ragazzi non si siedano sugli allori”.

Poiché non è una tradizione dell’Abarth (o dei suoi discendenti) addormentarsi sugli allori, c’è poco da credere che a Chivasso stiano riposando sui trofei vinti.

Al Motor Show abbiamo definito quale sarà la nostra strategia nei rally confermando Andrea Navarra e il suo navigatore Guido d’Amore, e Giandomenico Basso con Mitia Dotta”. In quella sede non si fece nessun cenno al futuro di Paolo Andreucci, sensibile alle sirene di Mitsubishi.

Paolo sarebbe accolto a braccia aperte nella nostra squadra, ma abbiamo alcuni problemi di incompatibilità di sponsor. Ma non abbiamo perso le speranze”. Si deve però leggere fra le righe. È quasi certo che non se ne farà nulla, perché gli sponsor sono quelli che fanno girare il mondo delle corse e quindi la migrazione di Paolino e del suo scudetto tricolore pare assolutamente certa.

In quella sede non si era parlato di un altro pilota tenuto stretto sotto l’ala Fiat, Umberto Scandola che quest’anno ha disputato l’International Rally Cup con la Punto Super 2000 ed ha effettuato alcuni test con la Grande Punto Diesel presentandosi come apripista al Costa Smeralda su Terra ed al Carmagnola su asfalto affiancato da Gigi Pirollo.

Scandola è un altro dei piloti che guardiamo con maggiore attenzione per il futuro, anche se per lui non possiamo ancora definire nulla”. E a questo punto non è necessario chiedere oltre.

Ed effettivamente Claudio Berro ha le idee chiare in testa, ma non ha ancora tutto quanto definito con un chiaro mandato dai vertici della Casa torinese.

Chiaro l’impegno con due vetture nell’italiano, chiaro l’impegno nell’IRC (quello che correrà in mezzo mondo, fra cui il Safari) con due equipaggi, resta da definire la formazione della squadra che dovrà contare su almeno tre equipaggi titolari, se non quattro. Ma su questo fronte Berro rimanda alle dichiarazioni ufficiali di fine gennaio. Ma dovremo attenderci due nomination di sicuro, perché altrimenti gli equipaggi dovrebbero sottoporsi ad un vero e proprio tour de force.

Che una di queste possa essere Colin McRae appare fortemente improbabile. “Avevamo bisogno lo scorso anno di Colin McRae?” domanda retoricamente Berro. Visti i successi ottenuti sicuramente no. Inoltre, con lo scozzese in squadra, i meriti delle vittorie sarebbero andati tutti a Lanark, mentre i demeriti sarebbero finiti tutti a Chivasso.

L’emisfero rally della New Business 16, la società che adesso cura il braccio armato della Fiat nelle corse (“denominazione orrenda” sottolinea Berro, lasciando sottintendere che presto cambierà, anche se non è detto che possa tornare a chiamarsi Abarth), non si ferma però a queste due opzioni.

Con la Grande Punto lo scorso anno abbiamo fatto un incursione nel mondiale rally in Turchia con Basso e Isik. Non è stata un’uscita fortunata nel risultato, ma sicuramente molto significativa per quanto riguarda le prestazioni della vettura. Dopo quel maledetto scalino che entrambi i nostri piloti hanno preso, le due Punto sono andate via molto bene, staccando tempi pari a quelli delle migliori 4x4 Gruppo N o delle WRC private. Quindi missione compiuta, anche se a livello di classifica si direbbe che non è andata bene. La Fiat inoltre sarà presente nel campionato europeo con la Grande Punto di Corrado Fontana, che ha presentato il suo programma al Ciocco e con quella del turco Volkan Isik. Insomma, non saremo presenti ufficialmente, ma li seguiremo con particolare attenzione”.

Un gradino più in basso Berro guarda alla creazione di quella filiera per riportare i nostri piloti, e il marchio Fiat ai massimi livelli.

Ovviamente continueremo a dare tutta la nostra assistenza tecnica a chi corre con la piccola Punto, la Super 1600, anche se la sua carriera è alla fine. Poi abbiamo il Trofeo Panda, che è gestito privatamente dalla Supergara, ma è sempre in ottica Fiat e l’interessante Grande Punto Diesel. Infine non mi dispiacerebbe fare qualcosa con la Panda 100 HP, una vettura interessante che con un minimo di cura può dare delle belle soddisfazioni in Gruppo N”.

Berro non ne fa cenno, ma si tiene costantemente informato sui risultati delle Fiat non ufficiali che gareggiano in giro per l’Italia e non solo.

Mi ha fatto enormemente piacere il risultato ottenuto da Walter Ballestrero domenica scorsa al Ciocchetto. Seguiamo tutto con la massima attenzione e ci teniamo informati”.

Insomma, Claudio Berro impegnato ad avere mille occhi nella galassia Fiat delle corse.

In effetti le cose sono drasticamente cambiate rispetto ad un anno e mezzo fa, quando la situazione finanziaria della Fiat era disastrosa e c’era penuria di modelli da mettere sul mercato. Questo è radicalmente cambiato. C’è la voglia di tornare a fare delle belle vetture, da mettere negli show room per venderle, promozionandole magari con le corse. E questa è una spinta che arriva dall’alto: da Luca di Montezemolo e da Sergio Marchionne, un altro grandissimo appassionato di automobili, e quindi di corse”.

La chiacchierata con Claudio Berro si conclude qui. Anzi no. Mentre ci alziamo dal nostro tavolino Berro ci tiene a ricordare quanto il Gruppo Fiat si stai impegnando a 360° nel mondo delle corse. Oltre alle Punto S2000 e all’assistenza e i ricambi per le Super 1600 la United Business 16 è in questo momento impegnata ad allestire le Panda che affronteranno la prossima Dakar, che prenderà al via da Lisbona il prossimo 6 gennaio.

Siamo stati piacevolmente trascinati in questa avventura da Miki Biasion, un pilota che ha vinto due volte il campionato del mondo con la Lancia e che è ormai un drogato del deserto. Dopo aver corso la Dakar con i camion Miki sentiva il bisogno di cercare una nuova avventura. Così l’estate scorsa abbiamo preso la decisione di lanciarci anche in questa avventura. Ovviamente non possiamo mettere semplicemente un rollbar alla Panda, ma le due vetture, che gareggeranno con Miki Biasion e Bruno Saby, saranno curate fino ai minimi particolari per poter vedere la spiaggia di Dakar. Meglio se in ottima posizione. Ovviamente abbiamo anche dovuto allestire il truck Iveco di assistenza, che seguirà in gara le due Panda”.

Inoltre, nella mente di Berro, ci sono anche le Maserati e le Alfa che dovranno correre in pista per portare l’immagine della Fiat in tutto il mondo. In questo quadro manca solo il marchio Lancia, che, per il momento comunica attraverso la sponsorizzazione di eventi molto fashion, come le manifestazioni di danza su ghiaccio e di Carolina Kostner.

Tutto molto bello ed eccitante. A noi, appassionati di rally basta questo.

Lo scorpione è tornato a pungere, anche se per ora si chiama New Business 16. Ma probabilmente ancora per poco.

 

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