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TORINO
- Claudio Berro siede al tavolo di un bar di Torino, bello e
rilassato, nonostante stia per affrontare
un incontro nella sede Fiat di Mirafiori, dove si discuteranno i
futuri delle iniziative Fiat nel mondo delle corse. Non pare neppure
sentire la tensione per il meeting che deciderà
il futuro delle quasi cento persone che a Chivasso stanno lavorando
febbrilmente per preparare la stagione agonistica 2007 del Gruppo
torinese.
E
con la mente ci spostiamo di una ventina di chilometri, finendo
virtualmente nell’ufficio di Berro posto a Chivasso nella parte più
nascosta di quello che un tempo era lo stabilimento Lancia (e
successivamente la sede dell’Abarth dopo il trasloco a Chivasso da Corso
Marche). In questo momento tutto è lontano e Berro si gode solo per un
attimo i risultati di una stagione estremamente positiva che ha visto le
vetture del Gruppo trionfare in tutti i campionati in cui si sono
impegnati in prima persona.
“Il
successo della Fiat Grande Punto
(che ha conquistato il campionato italiano con Paolo Andreucci e Anna
Andreussi, il campionato europeo e l’IRC con Giandomenico Basso e Mitia
Dotta) è giunto inaspettato anche per noi. Ad inizio anno ero
piuttosto timoroso sull’affidabilità di alcuni componenti, anche se
sapevo che il nostro staff di progettazione aveva lavorato benissimo”.
Questo
l’esordio di Berro che ama anteporre il positivo al negativo. Da grande
eminenza della diplomazia Berro non lo dice, ma ad
inizio anno i suoi timori erano rivolti alla trasmissione della Sadev,
obbligatoria per tutte le Super 2000, che parecchi grattacapi li ha
dati. “Nessuno ci dava per
favoriti ed abbiamo vinto. Ora spero che si continui su questa linea, a
non metterci sul piedistallo e ci diano per favoriti, affinché i nostri
ragazzi non si siedano sugli allori”.
Poiché
non è una tradizione dell’Abarth (o dei suoi discendenti) addormentarsi
sugli allori, c’è poco da credere che a Chivasso stiano riposando sui
trofei vinti.
“Al Motor Show abbiamo definito quale sarà la nostra strategia nei rally
confermando Andrea Navarra e il suo navigatore Guido d’Amore, e
Giandomenico Basso con Mitia Dotta”. In quella sede non si fece nessun cenno al futuro di Paolo Andreucci, sensibile alle sirene di
Mitsubishi.
“Paolo
sarebbe accolto a braccia aperte nella nostra squadra, ma abbiamo alcuni
problemi di incompatibilità di sponsor. Ma non abbiamo perso le speranze”.
Si deve però leggere fra le righe. È quasi certo che non se ne farà
nulla, perché gli sponsor sono quelli che fanno girare il mondo delle
corse e quindi la migrazione di Paolino e del suo scudetto tricolore pare
assolutamente certa.
In
quella sede non si era parlato di un altro pilota tenuto stretto sotto l’ala Fiat, Umberto Scandola che
quest’anno ha disputato l’International
Rally Cup con la Punto Super 2000 ed ha effettuato alcuni test con la
Grande Punto Diesel presentandosi come apripista al Costa Smeralda su
Terra ed al Carmagnola su asfalto affiancato da Gigi Pirollo.
“Scandola è un altro dei piloti che guardiamo con maggiore attenzione
per il futuro, anche se per lui non possiamo ancora definire nulla”.
E a questo punto non è necessario chiedere oltre.
Ed
effettivamente Claudio Berro ha le idee chiare in testa, ma non ha ancora
tutto quanto definito con un chiaro mandato dai vertici della Casa
torinese.
Chiaro
l’impegno con due vetture nell’italiano, chiaro l’impegno
nell’IRC (quello che correrà in mezzo mondo, fra cui il Safari) con due
equipaggi, resta da definire la formazione della squadra che dovrà
contare su almeno tre equipaggi titolari, se non quattro. Ma su questo
fronte Berro rimanda alle dichiarazioni ufficiali di fine gennaio. Ma
dovremo attenderci due nomination di sicuro, perché altrimenti gli
equipaggi dovrebbero sottoporsi ad un vero e proprio tour de force.
Che
una di queste possa essere Colin McRae appare fortemente improbabile. “Avevamo bisogno lo scorso anno di Colin McRae?” domanda
retoricamente Berro. Visti i successi ottenuti sicuramente no. Inoltre,
con lo scozzese in squadra, i meriti delle vittorie sarebbero andati tutti
a Lanark, mentre i demeriti sarebbero finiti tutti a Chivasso.
L’emisfero
rally della New Business 16, la società che adesso cura il braccio
armato della Fiat nelle corse (“denominazione orrenda” sottolinea Berro, lasciando
sottintendere che presto cambierà, anche se non è detto che possa
tornare a chiamarsi Abarth), non si ferma però a queste due opzioni.
“Con
la Grande Punto lo scorso anno abbiamo
fatto un incursione nel mondiale rally in Turchia con Basso e Isik.
Non è stata un’uscita fortunata nel risultato, ma sicuramente molto
significativa per quanto riguarda le prestazioni della vettura. Dopo quel
maledetto scalino che entrambi i nostri piloti hanno preso, le due Punto
sono andate via molto bene, staccando
tempi pari a quelli delle migliori 4x4 Gruppo N o delle WRC private.
Quindi missione compiuta, anche se a livello di classifica si direbbe che
non è andata bene. La Fiat inoltre
sarà presente nel campionato europeo con la Grande Punto di Corrado
Fontana, che ha presentato il suo programma al Ciocco e con quella del
turco Volkan Isik. Insomma, non
saremo presenti ufficialmente, ma li seguiremo con particolare attenzione”.
Un
gradino più in basso Berro guarda alla creazione di quella filiera per
riportare i nostri piloti, e il marchio Fiat ai massimi livelli.
“Ovviamente
continueremo a dare tutta la nostra assistenza tecnica a chi corre con la piccola Punto, la Super 1600, anche se la sua
carriera è alla fine. Poi abbiamo il
Trofeo Panda, che è gestito privatamente dalla Supergara, ma è
sempre in ottica Fiat e l’interessante Grande Punto Diesel. Infine non
mi dispiacerebbe fare qualcosa con la Panda 100 HP, una vettura
interessante che con un minimo di cura può dare delle belle soddisfazioni
in Gruppo N”.
Berro
non ne fa cenno, ma si tiene costantemente informato sui risultati delle
Fiat non ufficiali che gareggiano in giro per l’Italia e non solo.
“Mi
ha fatto enormemente piacere il
risultato ottenuto da Walter Ballestrero domenica scorsa al Ciocchetto.
Seguiamo tutto con la massima attenzione e ci teniamo informati”.
Insomma,
Claudio Berro impegnato ad avere mille occhi nella galassia Fiat delle
corse.
“In
effetti le cose sono drasticamente cambiate rispetto ad un anno e mezzo
fa, quando la situazione finanziaria della Fiat era disastrosa e c’era
penuria di modelli da mettere sul mercato. Questo è radicalmente
cambiato. C’è la voglia di tornare a fare delle belle vetture, da mettere negli
show room per venderle, promozionandole magari con le corse. E questa
è una spinta che arriva dall’alto: da
Luca di Montezemolo e da Sergio Marchionne, un altro grandissimo
appassionato di automobili, e quindi di corse”.
La
chiacchierata con Claudio Berro si conclude qui. Anzi no. Mentre ci
alziamo dal nostro tavolino Berro ci tiene a ricordare quanto
il Gruppo Fiat si stai impegnando a 360° nel mondo delle corse. Oltre
alle Punto S2000 e all’assistenza e i ricambi per le Super 1600 la
United Business 16 è in questo momento impegnata
ad allestire le Panda che affronteranno la prossima Dakar, che prenderà
al via da Lisbona il prossimo 6 gennaio.
“Siamo stati piacevolmente trascinati in questa avventura da Miki Biasion,
un pilota che ha vinto due volte il campionato del mondo con la Lancia e
che è ormai un drogato del deserto. Dopo aver corso la Dakar con i camion
Miki sentiva il bisogno di cercare una nuova avventura. Così
l’estate scorsa abbiamo preso la decisione di lanciarci anche in questa
avventura. Ovviamente non possiamo mettere semplicemente un rollbar
alla Panda, ma le due vetture, che gareggeranno con Miki Biasion e Bruno
Saby, saranno curate fino ai minimi particolari per poter vedere la
spiaggia di Dakar. Meglio se in ottima posizione. Ovviamente abbiamo anche
dovuto allestire il truck Iveco di assistenza, che seguirà in gara le due
Panda”.
Inoltre,
nella mente di Berro, ci sono anche le Maserati e le Alfa che dovranno
correre in pista per portare l’immagine della Fiat in tutto il mondo. In questo quadro manca solo il marchio Lancia, che, per il momento
comunica attraverso la sponsorizzazione di eventi molto fashion, come le
manifestazioni di danza su ghiaccio e di Carolina Kostner.
Tutto
molto bello ed eccitante. A noi, appassionati di rally basta questo.
Lo
scorpione è tornato a pungere, anche se per ora si chiama New Business
16. Ma probabilmente ancora per poco.
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