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TORINO
- Se siete abituati
a vederlo in giacca e cravatta, per una volta tanto scordatevelo.
Perché la prossima volta lo vedrete in tuta. Il cambio d’abito per
Luciano Chiaramello, è previsto per sabato prossimo, 8
giugno al Rally Valli del Bormida, dove si presenterà a bordo di
una fiammante (e in che altro modo si può definire una vettura di un
giallo così intenso) Renault
Clio RS della Gima di Diego Parodi e Marco Bogliolo.
Per
correre, e non semplicemente per attaccare gli ultimi adesivi, come la
precisione del capo vuole.
Il
boss della Meteco Corse
ha trascinato in questa avventura un altro grande vecchio desaparecido
del mondo dei rally: Renato
Carassio.
L’occasione
è festeggiare i cinquant’anni compiuti da poco e i vent’anni di
lontananza dalle prove speciali. Guidate. Perché in questo periodo
Luciano Chiaramello ne ha fatta di strada con la sua Meteco Corse, ma
sempre nel ruolo direzionale.
“È un regalo che mi voglio fare per questa ricorrenza. Ho scelto il
rally di Millesimo perché me ne hanno parlato tutti bene ed in questa
stagione non dovrebbero esserci problemi meteorologici. La mia ultima gara l’ho disputata nell’88: il Rally del Tartufo con
una Lancia Delta che la settimana dopo ha ottenuto l’assoluto
con Stefano Fabbri al Conca d’Oro. Sarà l’occasione per fare una
rimpatriata con gli amici, e ricordare il decennio in cui ero io al
volante. Fra il 1980 ed il 1988 ho disputato una quarantina di gare,
cominciando con il Rally di Alba con una Fiat X 1/9 e Giorgio Libera a
dettarmi le note. In tutto quel periodo non ho mai ottenuto risultati
eclatanti, però mi sono sempre
divertito moltissimo. Allora lo spirito era diverso, un po’ meno
competitivo e molto più festaiolo. Si partiva per stare via una notte
in compagnia ed anche le ricognizioni erano una grande festa, con
tappa in ogni trattoria (per meglio dire piola) toccata dal percorso,
con quattro gomme si faceva tutta la stagione”.
Spirito
cameratesco e goliardico, ma un po’ di sana competizione esisteva
anche allora.
“Ma certamente, anche se non ho mai fatto risultati. Come sempre nella
storia dell’automobilismo, c’erano già le vetture che avevano
quel qualcosa in più di preparazione e se la cavavano meglio. Io ho sempre corso con vetture preparate fra amici in cantina, ma mi
sono anche divertito e qualche volta sono anche andato forte. Il Rally
di Limone mi piaceva da impazzire, anche se non ho mai visto il
traguardo. I rally di allora erano una vera lotta per la
sopravvivenza. Ad un Lana di metà degli anni 80 (quando era
valido per il campionato europeo), ad esempio, ero terzo di classe fino a quando, all’ultima curva
dell’ultima speciale, ho preso uno scalino e sono stato costretto al
ritiro”.
Uno
po’ di spirito di rivincita ci deve pur essere dopo tutti questi
anni.
“Ovviamente non posso avere altre pretese che divertirmi. Però mi
sono informato su tutte le trattorie di Millesimo e vallate
circostanti”. Chiaramello però si ferma prima di pronunciare il
fatidico “e siete tutti invitati”.
Staremo
a vedere.
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