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giugno 2007

Nella vita mai dire mai
Parola di Luciano Chiaramello

 



TORINO - Se siete abituati a vederlo in giacca e cravatta, per una volta tanto scordatevelo. Perché la prossima volta lo vedrete in tuta. Il cambio d’abito per Luciano Chiaramello, è previsto per sabato prossimo, 8 giugno al Rally Valli del Bormida, dove si presenterà a bordo di una fiammante (e in che altro modo si può definire una vettura di un giallo così intenso) Renault Clio RS della Gima di Diego Parodi e Marco Bogliolo.

Per correre, e non semplicemente per attaccare gli ultimi adesivi, come la precisione del capo vuole.

Il boss della Meteco Corse ha trascinato in questa avventura un altro grande vecchio desaparecido del mondo dei rally: Renato Carassio.

L’occasione è festeggiare i cinquant’anni compiuti da poco e i vent’anni di lontananza dalle prove speciali. Guidate. Perché in questo periodo Luciano Chiaramello ne ha fatta di strada con la sua Meteco Corse, ma sempre nel ruolo direzionale.

È un regalo che mi voglio fare per questa ricorrenza. Ho scelto il rally di Millesimo perché me ne hanno parlato tutti bene ed in questa stagione non dovrebbero esserci problemi meteorologici. La mia ultima gara l’ho disputata nell’88: il Rally del Tartufo con una Lancia Delta che la settimana dopo ha ottenuto l’assoluto con Stefano Fabbri al Conca d’Oro. Sarà l’occasione per fare una rimpatriata con gli amici, e ricordare il decennio in cui ero io al volante. Fra il 1980 ed il 1988 ho disputato una quarantina di gare, cominciando con il Rally di Alba con una Fiat X 1/9 e Giorgio Libera a dettarmi le note. In tutto quel periodo non ho mai ottenuto risultati eclatanti, però mi sono sempre divertito moltissimo. Allora lo spirito era diverso, un po’ meno competitivo e molto più festaiolo. Si partiva per stare via una notte in compagnia ed anche le ricognizioni erano una grande festa, con tappa in ogni trattoria (per meglio dire piola) toccata dal percorso, con quattro gomme si faceva tutta la stagione”.

Spirito cameratesco e goliardico, ma un po’ di sana competizione esisteva anche allora.

Ma certamente, anche se non ho mai fatto risultati. Come sempre nella storia dell’automobilismo, c’erano già le vetture che avevano quel qualcosa in più di preparazione e se la cavavano meglio. Io ho sempre corso con vetture preparate fra amici in cantina, ma mi sono anche divertito e qualche volta sono anche andato forte. Il Rally di Limone mi piaceva da impazzire, anche se non ho mai visto il traguardo. I rally di allora erano una vera lotta per la sopravvivenza. Ad un Lana di metà degli anni 80 (quando era valido per il campionato europeo), ad esempio, ero terzo di classe fino a quando, all’ultima curva dell’ultima speciale, ho preso uno scalino e sono stato costretto al ritiro”.

Uno po’ di spirito di rivincita ci deve pur essere dopo tutti questi anni.

Ovviamente non posso avere altre pretese che divertirmi. Però mi sono informato su tutte le trattorie di Millesimo e vallate circostanti”. Chiaramello però si ferma prima di pronunciare il fatidico “e siete tutti invitati”.

Staremo a vedere.

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