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ALBA
(CN) - Se ci fossero le olimpiadi della modestia Piergiorgio
Deila, in arte Pigì, finirebbe sicuramente sul podio. Anzi,
sarebbe probabilmente il vincitore assoluto. Nonostante nella sua
carriera vanti un titolo
italiano assoluto (1992) ed uno della Repubblica Ceca (1994),
mantiene un profilo basso, mai abbandonandosi a proclami.
E
così fa anche per il Rally di
Alba, dove è indubbiamente una delle stelle.
“Come
sempre parto per dare il massimo e divertirmi in gara. Ci terrei a
fare una bella gara e a non compiere errori”. Con queste
premesse sembra ovvio che sia soddisfatto della gara di Aosta, dove è
stato l’unico avversario in grado di impensierire il vincitore Marco
Silva.
“Manco per idea” ribatte il driver di Benevagienna
ritrovando in un attimo tutto il suo spirito competitivo, “perché non sono arrivato”. Ed è inutile sottolineargli che ha
compiuto una splendida gara: in quel caso conta solo il risultato.
A
questo punto la Deila filosofia
diventa una materia importante.
“Non
è detto che si debba vincere sempre, perché nello sport c’è
sempre qualcuno più bravo di te. Ma io ad Aosta non sono andato al
massimo. Specie nelle prime
fasi della gara frenavo troppo presto. Non voglio sminuire gli
avversari, ma avrei sicuramente potuto fare di più”.
Ed
è in questo la lezione di vita
di un grande campione come Pigì Deila, un campione soprattutto
fuori della macchina.
“Erano 14 anni che non guidavo una 4x4 (dal Campionato Ceco del 1994 vinto con la Delta Gruppo A)
e facendo negli ultimi anni solo una gara a stagione non sono riuscito
a prendere subito il ritmo. Ma questa non è giustificazione perché
altrimenti non competi e se vai benino ti esalti. Mi capita di vedere
dei ragazzi giovani che fanno una bella gara e si sentono già
arrivati. È sbagliato, bisogna
sempre pensare a dove e come si può migliorare”.
Ritornando
al prossimo appuntamento di Alba, Pigì Deila è sicuramente il terzo,
pesante, incomodo per la lotta, al successo nel Trofeo Rally Asfalto.
“Piano,
piano, ce ne sono altri. Ad
esempio Roberto Botta, che ad Aosta ha fatto una gran gara”.
E poi ce n’è un altro…
“E sì c’è Luca
Cantamessa che è bravissimo e fortissimo”.
Sembra
quasi un ritorno al passato, ad un decennio fa, quando Pigì lottava
per la vittoria nel Campionato Due Ruote Motrici e Cantamessa era un
giovane emergente.
“Ma
era già bravo anche allora e la sua progressione lo dimostra. Mi fa molto piacere che ci sia anche lui al Rally di Alba. È molto
importante che il pubblico si possa divertire vedendo all’opera un
pilota come lui”. A questo punto è quasi scontato mettere il
dito nella piaga dei rally.
“Dei
rally si parla solo negativamente, per i disturbi che danno, mentre
nessuno sottolinea quanto fanno i rally per l’ambiente circostante. Abbiamo
un pubblico corretto, un pubblico che grazie ai rally scopre nuove
realtà, nuovi luoghi, nuovi prodotti locali. Di tutto ciò
nessuno ne parla. Il Rally di Alba, con un elenco iscritti di
prim’ordine, porterà sicuramente molto pubblico sulle strade e
nelle zone toccate dalla manifestazione”.
Il
Rally di Alba era l’obiettivo
di Pigì Deila e Corrado Botto fin da inizio stagione.
“Questa
gara era nei nostri programmi fin dall’inizio, mentre la
partecipazione al Rally della Valle d’Aosta si è concretizzata ad
una sola settimana dall’inizio”.
E
il futuro?
“Se qualche sponsor si innamorerà di Pigì Deila
continueremo con la Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport Italia, altrimenti basta”.
Per
continuare a vivere i rally in modo spot. Partecipazioni che gli hanno
dato numerose soddisfazioni, dal
successo proprio al Rally di Alba del 2004 con una Punto S1600, a
quello al Carmagnola con la stessa vettura l’anno successivo fino
alla strabiliante performance al Val
Varaita dell’autunno scorso, quando concluse secondo assoluto con la
Clio S1600 della CiZeta, dietro solo alla WRC di Corrado Fontana.
“In
tutte quelle gare, appena arrivato alla fine ho analizzato dove avrei
potuto dare di più, dovrei potuto fare meglio. Al
Val Varaita, non avendo vinto ero un po’ arrabbiato con me stesso.
Ma se poi analizzo la situazione a mente fredda non posso che essere
soddisfatto delle mie prestazioni”.
E
così adesso si arriva all’Alba.
“Il
rally è splendido, molto difficile ed impegnativo. Difficile dare
consigli al pubblico, perché ognuno sceglie secondo motivazioni
diverse. Chi ha il gusto per la tecnica andrà a godersi dei passaggi nel veloce
per vedere chi alza per ultimo il piede e mette giù prima, mentre
chi privilegia lo spettacolo punterà verso i tornanti. Certo che prove
come Diano d’Alba sono una vera delizia per piloti e pubblico”.
E
la Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport come sarà?
“Dopo
Aosta la ritroverò solo oggi allo shakedown. In valle era perfetta,
peccato che si sia rotto un particolare da 2€, in un tratto in
salita (un uniball del cambio) e che non mi abbia consentito di
proseguire. Fino a quel momento era perfetta. Mancavano
due prove alla fine. E ci avrei provato ad andare a prendere Marco
Silva. Non dico che l’avrei preso, ma ci avrei sicuramente
provato”.
Insomma,
anche per Alba gli avversari sono avvertiti.
Pigì
Deila ed il suo secondo Corrado Botto ci proveranno fino in fondo.
E, qualunque sia il risultato a fine gara analizzeranno dove avrebbero
potuto fare meglio prima di concedersi con un sorriso ai tantissimi
tifosi che da sempre ha da tutte le parti. Capeggiati dalla moglie
Elisa e dal fratello Romeo.
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