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aprile 2007

Pigì Deila, ad Alba fra i due litiganti…
 

di Tommaso M. Valinotti
foto archivio kaleidosweb, Stefano Romeo, Massimo Bettiol

 



ALBA (CN) - Se ci fossero le olimpiadi della modestia Piergiorgio Deila, in arte Pigì, finirebbe sicuramente sul podio. Anzi, sarebbe probabilmente il vincitore assoluto. Nonostante nella sua carriera vanti un titolo italiano assoluto (1992) ed uno della Repubblica Ceca (1994), mantiene un profilo basso, mai abbandonandosi a proclami.

E così fa anche per il Rally di Alba, dove è indubbiamente una delle stelle.             

Come sempre parto per dare il massimo e divertirmi in gara. Ci terrei a fare una bella gara e a non compiere errori”. Con queste premesse sembra ovvio che sia soddisfatto della gara di Aosta, dove è stato l’unico avversario in grado di impensierire il vincitore Marco Silva.

“Manco per idea” ribatte il driver di Benevagienna ritrovando in un attimo tutto il suo spirito competitivo, “perché non sono arrivato”. Ed è inutile sottolineargli che ha compiuto una splendida gara: in quel caso conta solo il risultato.

A questo punto la Deila filosofia diventa una materia importante.

Non è detto che si debba vincere sempre, perché nello sport c’è sempre qualcuno più bravo di te. Ma io ad Aosta non sono andato al massimo. Specie nelle prime fasi della gara frenavo troppo presto. Non voglio sminuire gli avversari, ma avrei sicuramente potuto fare di più”.

Ed è in questo la lezione di vita di un grande campione come Pigì Deila, un campione soprattutto fuori della macchina.

Erano 14 anni che non guidavo una 4x4 (dal Campionato Ceco del 1994 vinto con la Delta Gruppo A) e facendo negli ultimi anni solo una gara a stagione non sono riuscito a prendere subito il ritmo. Ma questa non è giustificazione perché altrimenti non competi e se vai benino ti esalti. Mi capita di vedere dei ragazzi giovani che fanno una bella gara e si sentono già arrivati. È sbagliato, bisogna sempre pensare a dove e come si può migliorare”.

Ritornando al prossimo appuntamento di Alba, Pigì Deila è sicuramente il terzo, pesante, incomodo per la lotta, al successo nel Trofeo Rally Asfalto.

Piano, piano, ce ne sono altri. Ad esempio Roberto Botta, che ad Aosta ha fatto una gran gara”. E poi ce n’è un altro…

“E sì c’è Luca Cantamessa che è bravissimo e fortissimo”.

Sembra quasi un ritorno al passato, ad un decennio fa, quando Pigì lottava per la vittoria nel Campionato Due Ruote Motrici e Cantamessa era un giovane emergente.

Ma era già bravo anche allora e la sua progressione lo dimostra. Mi fa molto piacere che ci sia anche lui al Rally di Alba. È molto importante che il pubblico si possa divertire vedendo all’opera un pilota come lui”. A questo punto è quasi scontato mettere il dito nella piaga dei rally.

Dei rally si parla solo negativamente, per i disturbi che danno, mentre nessuno sottolinea quanto fanno i rally per l’ambiente circostante. Abbiamo un pubblico corretto, un pubblico che grazie ai rally scopre nuove realtà, nuovi luoghi, nuovi prodotti locali. Di tutto ciò nessuno ne parla. Il Rally di Alba, con un elenco iscritti di prim’ordine, porterà sicuramente molto pubblico sulle strade e nelle zone toccate dalla manifestazione”.

 Il Rally di Alba era l’obiettivo di Pigì Deila e Corrado Botto fin da inizio stagione.

Questa gara era nei nostri programmi fin dall’inizio, mentre la partecipazione al Rally della Valle d’Aosta si è concretizzata ad una sola settimana dall’inizio”.

E il futuro?

Se qualche sponsor si innamorerà di Pigì Deila continueremo con la Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport Italia, altrimenti basta”.

Per continuare a vivere i rally in modo spot. Partecipazioni che gli hanno dato numerose soddisfazioni, dal successo proprio al Rally di Alba del 2004 con una Punto S1600, a quello al Carmagnola con la stessa vettura l’anno successivo fino alla strabiliante performance al Val Varaita dell’autunno scorso, quando concluse secondo assoluto con la Clio S1600 della CiZeta, dietro solo alla WRC di Corrado Fontana.

In tutte quelle gare, appena arrivato alla fine ho analizzato dove avrei potuto dare di più, dovrei potuto fare meglio. Al Val Varaita, non avendo vinto ero un po’ arrabbiato con me stesso. Ma se poi analizzo la situazione a mente fredda non posso che essere soddisfatto delle mie prestazioni”.

E così adesso si arriva all’Alba.

Il rally è splendido, molto difficile ed impegnativo. Difficile dare consigli al pubblico, perché ognuno sceglie secondo motivazioni diverse. Chi ha il gusto per la tecnica andrà a godersi dei passaggi nel veloce per vedere chi alza per ultimo il piede e mette giù prima, mentre chi privilegia lo spettacolo punterà verso i tornanti. Certo che prove come Diano d’Alba sono una vera delizia per piloti e pubblico”.

E la Peugeot 206 WRC dell’Auto Sport come sarà?

Dopo Aosta la ritroverò solo oggi allo shakedown. In valle era perfetta, peccato che si sia rotto un particolare da 2€, in un tratto in salita (un uniball del cambio) e che non mi abbia consentito di proseguire. Fino a quel momento era perfetta. Mancavano due prove alla fine. E ci avrei provato ad andare a prendere Marco Silva. Non dico che l’avrei preso, ma ci avrei sicuramente provato”.

Insomma, anche per Alba gli avversari sono avvertiti.

Pigì Deila ed il suo secondo Corrado Botto ci proveranno fino in fondo. E, qualunque sia il risultato a fine gara analizzeranno dove avrebbero potuto fare meglio prima di concedersi con un sorriso ai tantissimi tifosi che da sempre ha da tutte le parti. Capeggiati dalla moglie Elisa e dal fratello Romeo.

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