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marzo 2007

Piero Longhi tenta la scalata del Titano
E fa la danza della pioggia



SAN MARINO - Potrebbe anche lui fregiarsi del titolo del maestro del Titano. “Il San Marino l’ho vinto tre volte, 2000, 2005 e 2006” dice Piero Longhi, uno dei maggiori pretendenti alla vittoria di questa 35esima edizione, “e non sarebbe male fare poker”.

Appena giunto a San Marino Pierino fa il punto della situazione. Qualcuno gli dice che un suo successo lo proietterebbe in vetta alla classifica delle vittorie a pari merito con il terraiolo per eccellenza, Andrea Navarra.

“Non sarebbe male” ripete il pilota della Subaru “soprattutto dopo il risultato del Ciocco. Anche nel 2006 la situazione in partenza a San Marino non era rosea. Arrivavo da un Ciocco negativo, non disastroso come quest’anno, e vinsi”.

Nonostante abbia la fama di grande asfaltista, Pierino va forte, fortissimo anche sulla terra.

“Io preferivo l’asfalto quando correvo con le WRC, che hanno una potenza più brusca e decisa e mordono meglio l’asfalto. Con i Gruppi N mi trovo bene anche sulla terra, perché non c’è quell’abisso di prestazioni rispetto ad una WRC. Però non sarà facile. Rispetto alla scorsa edizione quest’anno sarà più dura. Il livello del campionato italiano è cresciuto in modo esponenziale e lo abbiamo visto al Ciocco. Ovviamente l’avversario numero 1 resta Paolo Andreucci, perché è il campione in carica ed ha fatto bottino pieno. Ma non dimentichiamoci di Giandomenico Basso e di Luca Rossetti. Il pilota della Fiat ha esperienza con la vettura. Rossetti non conosce la sua Peugeot 207 S2000 sulla terra, ma al Ciocco è andato forte. E poi ci sono Matteo Gamba e Luca Cantamessa che hanno staccato tempi di assoluto rilievo al Ciocco. In più c’è l’incognita Andrea Dallavilla e alcuni privati che vanno forte, come Alessandro Perego. Insomma fare un pronostico è pressoché impossibile e bisognerà guardarsi le spalle da tutti”.

Nella scaletta degli avversari non mette Andrea Aghini.

Non perché non vada forte, ma perché è il mio compagno di squadra, ha un mezzo uguale al mio, con prestazioni uguali alle mie” dice Longhi, non riuscendo a nascondere il lato team manager che ormai occupa una buona fetta della sua mente.

Un campionato italiano che finalmente presenta dei giovani nuovi.

“Sì è vero, finalmente” dice subito Pierino, prima di correggersi immediatamente “Finalmente mica tanto perché per noi senatori sarà sempre più dura. Però è giusto così. Al Ciocco mi ha impressionato Matteo Gamba, che ha ottenuto tempi molto vicini al suo caposquadra Paolo Andreucci. Un segnale entusiasmante (o inquietante, secondo l’ottica in cui lo si guarda) se si considera che eravamo a casa di Andreucci e che Gamba arriva da una stagione su terra. A San Marino sarà un brutto cliente. E poi Simone Campedelli che lo scorso anno al San Crispino mi ha fatto tribolare parecchio per stargli davanti e che anche la Motor Show è andato fortissimo. E sì, si sta prospettando un ricambio generazionale, ma noi non molleremo la presa tanto facilmente”.

A San Marino ci sarà anche Travaglia…

Un avversario in più, soprattutto nelle gare su asfalto. Ora debbo solo capire se Travaglia si è iscritto al Campionato Italiano, oppure è sulla Rocca del Titano per l’europeo. In questo secondo caso sarebbe trasparente ai fini del campionato” (l’intervista è stata registrata nei giorni scorsi. Travaglia non è iscritto al campionato n.d.r)

Spostando l’analisi dai piloti alle vetture Piero Longhi trova ancor più ottimismo: “Guardando agli ultimi risultati ottenuti non posso che essere fiducioso. La nostra Subaru ha un motore meno potente rispetto alla concorrenza, ma ha un’erogazione più morbida e fluida; è più docile da guidare sulla terra e ciò si traduce in un indubbio vantaggio. Specie sulla terra bagnata”.

Danza della pioggia quindi?

“No direi di no” dice il pilota di Borgomanero nascondendosi dietro un sorriso “partendo con il numero 12 nella prima tappa ho un piccolo margine di vantaggio perché le strade vengono spazzate dagli altri concorrenti; poi, nel ripassaggio, questo vantaggio sparisce. E allora sì, se piove è meglio”.

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