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SAN
MARINO - Potrebbe anche
lui fregiarsi del titolo del maestro del Titano. “Il
San Marino l’ho vinto tre volte, 2000, 2005 e 2006” dice Piero
Longhi, uno dei maggiori pretendenti alla vittoria di questa 35esima
edizione, “e non sarebbe male fare
poker”.
Appena
giunto a San Marino Pierino fa il punto della situazione. Qualcuno gli
dice che un suo successo lo proietterebbe in vetta alla classifica delle vittorie a pari
merito con il terraiolo per eccellenza, Andrea Navarra.
“Non sarebbe male” ripete il pilota della Subaru “soprattutto
dopo il risultato del Ciocco. Anche nel 2006 la situazione in partenza a
San Marino non era rosea. Arrivavo da un Ciocco negativo, non disastroso
come quest’anno, e vinsi”.
Nonostante
abbia la fama di grande asfaltista,
Pierino va forte, fortissimo anche sulla terra.
“Io
preferivo l’asfalto quando correvo con le WRC, che hanno una potenza più
brusca e decisa e mordono meglio l’asfalto. Con i Gruppi N mi trovo bene
anche sulla terra, perché non c’è quell’abisso di prestazioni
rispetto ad una WRC. Però non sarà facile. Rispetto
alla scorsa edizione quest’anno sarà più dura. Il livello del
campionato italiano è cresciuto in modo esponenziale e lo abbiamo visto
al Ciocco. Ovviamente l’avversario numero 1 resta Paolo Andreucci, perché è
il campione in carica ed ha fatto bottino pieno. Ma non dimentichiamoci di
Giandomenico Basso e di Luca
Rossetti. Il pilota della Fiat ha esperienza con la vettura. Rossetti
non conosce la sua Peugeot 207 S2000 sulla terra, ma al Ciocco è andato
forte. E poi ci sono Matteo Gamba e
Luca Cantamessa che hanno staccato tempi di assoluto rilievo al
Ciocco. In più c’è l’incognita
Andrea Dallavilla e alcuni privati che vanno forte, come Alessandro
Perego. Insomma fare un pronostico è pressoché impossibile e
bisognerà guardarsi le spalle da tutti”.
Nella
scaletta degli avversari non mette Andrea Aghini.
“Non
perché non vada forte, ma perché è il mio compagno di squadra, ha un
mezzo uguale al mio, con prestazioni uguali alle mie” dice Longhi,
non riuscendo a nascondere il lato team manager che ormai occupa una buona
fetta della sua mente.
Un
campionato italiano che finalmente presenta dei giovani nuovi.
“Sì
è vero, finalmente” dice subito Pierino, prima di correggersi
immediatamente “Finalmente
mica tanto perché per noi senatori sarà sempre più dura.
Però è giusto così. Al Ciocco mi
ha impressionato Matteo Gamba, che ha ottenuto tempi molto vicini al
suo caposquadra Paolo Andreucci. Un segnale entusiasmante (o inquietante,
secondo l’ottica in cui lo si guarda) se si considera che eravamo a casa
di Andreucci e che Gamba arriva da una stagione su terra. A San Marino sarà
un brutto cliente. E poi Simone
Campedelli che lo scorso anno al San Crispino mi ha fatto tribolare
parecchio per stargli davanti e che anche la Motor Show è andato
fortissimo. E sì, si sta prospettando un ricambio generazionale, ma noi
non molleremo la presa tanto facilmente”.
A
San Marino ci sarà anche Travaglia…
“Un avversario in più, soprattutto nelle gare su asfalto.
Ora debbo solo capire se Travaglia si è iscritto al Campionato Italiano,
oppure è sulla Rocca del Titano per l’europeo. In questo secondo caso
sarebbe trasparente ai fini del campionato” (l’intervista è stata
registrata nei giorni scorsi. Travaglia non è iscritto al campionato
n.d.r)
Spostando
l’analisi dai piloti alle vetture Piero Longhi trova ancor più
ottimismo: “Guardando
agli ultimi risultati ottenuti non posso che essere fiducioso.
La nostra Subaru ha un motore meno potente rispetto alla concorrenza, ma
ha un’erogazione più morbida e fluida; è più docile da guidare sulla
terra e ciò si traduce in un indubbio vantaggio. Specie sulla terra
bagnata”.
Danza
della pioggia quindi?
“No
direi di no” dice il pilota di Borgomanero nascondendosi dietro un
sorriso “partendo
con il numero 12 nella prima tappa ho un piccolo margine di vantaggio
perché le strade vengono spazzate dagli altri concorrenti; poi, nel
ripassaggio, questo vantaggio sparisce. E
allora sì, se piove è meglio”.
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