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VILLANOVA
MONDOVÌ (CN) - Marcello Mondino è un pilota poco conosciuto nelle
nostre zone. Pur essendo nato e
cresciuto nel monregalese, il trentunenne pilota ha sempre cercato
formule agonistiche diverse dai soliti circuiti di zona.
“Quest’anno
ad esempio avevo pianificato la
partecipazione a tutta la Rally Circuit Series, ma anche in questo
caso non sono stato fortunato. La serie è partita in modo spettacolare in
Franciacorta (BS), ma non ha avuto nessuna possibilità di crescere.
Nonostante tutto fosse organizzato perfettamente i costi della serie erano
troppo alti e hanno limitato l’afflusso delle iscrizioni” commenta
Marcello Mondino.
Così,
in accordo con il suo main sponsor, la
Rolfo di Bra, e il suo team manager Claudio Pisaniello, ha deciso di
essere presente al Rally di Alba, aspettando di definire compiutamente la
stagione.
“Io
amo moltissimo correre su terra. Lo
scorso anno ho disputato tre gare del Trofeo con una Mitsubishi Lancer
della Riders Team di Sondrio e mi sono divertito moltissimo e non importa
non si potesse competere per la classifica assoluta visto che davanti a
noi partivano perennemente parecchie WRC. La
terra ti permette di improvvisare parecchio e non sei obbligato a
ricognizioni estenuanti che mi piacciono poco”.
Marcello
Mondino dice di essere arrivato ai rally quasi in modo quasi casuale,
anche se la sua passione per la velocità l’ha sempre avuta, avendo
iniziato a gareggiare nel minimotocross, prima di entrare nella nazionale
di BMX con cui ha disputato i campionati mondiali ed europei.
Poi
ha giocato a pallavolo, “per questioni di budget” come sottolinea. Però, essendo
il figlio di Nico Mondino, storico concessionario Alfa Romeo del
monregalese, e con il cuore sportivo che batteva nel petto non poteva non
ritrovarsi al volante di una vettura.
“Nella
seconda metà degli anni Novanta mio padre organizzava i rally revival che
vedevano al via moltissimi equipaggi con le autostoriche che si
divertivano a guidare in controsterzo in gare di regolarità. Mio
padre mi ha comprato una Opel Ascona Gruppo 2, poi è venuta una
Peugeot 205 per correre veramente e di lì ho cominciato”.
Arrivando
rapidamente a degli ottimi risultati. Facendo
coppia con Marcella Formento, che sarebbe diventata sua moglie, nel
1999 vince il Trofeo Fiat Seicento Gruppo N. L’anno dopo si lancia a
capofitto nel Trofeo Fiat 600 Kit che corre nel campionato Due Ruote
Motrici.
“Stavamo
andando bene. A Reggio Emilia ero anche in testa alla gara fino a quando non ho sbattuto facendomi male seriamente”. Le ambizioni
professionistiche di Marcello Mondino finirono praticamente quel giorno,
ma rimanere lontano dai motori non era possibile.
“Non sono però più riuscito a coinvolgere mia moglie ad alti livelli.
Abbiamo ancora disputato insieme il Rally Città di Torino del 2004, ma
Marcella non aveva più la grinta e la determinazione di un tempo. Fatto
comprensibilissimo essendo diventata mamma”.
E
proprio la nascita della figlia
Asia nel settembre del 2002 lo ha portato a correre insieme al
fratello Massimiliano, di un anno più vecchio.
“Nel
2002, con mia moglie incinta, chiesi a mio fratello Massimiliano di
dettarmi le note. Alla seconda gara, il
Città di Torino, conquistammo la vittoria assoluta”.
Una
gara memorabile quella dei fratelli Mondino e della loro Mitsubishi che si
giocarono la vittoria sul filo del battito di ciglia con Andrea Panicco,
ritornando sulla pedana di arrivo in perfetta parità. Solo
la discriminante, la miglior prestazione nella prima prova, diede il
successo ai fratelli monregalesi.
“Quella
è stata la maggior soddisfazione della mia vita agonistica. Soprattutto
per mio padre, che sembra burbero e
distaccato, mentre in realtà partecipa con una passione che nasconde
sotto la sua flemma inglese. Quel giorno non c’era. Era in Francia per
lavoro, ma telefonava venti volte all’ora per sapere come stavamo
andando”.
Altra
grande impresa quella compita alla prima
Ronde delle Valli Imperiesi del 2003, quando sotto un diluvio da
tregenda (che sembra essere diventato un classico della gara ligure) ha
conquistato la quarta piazza
assoluta con una BMW 318 Kit Car a trazione posteriore.
“Ora
vedremo come va ad Alba. Partirò con il numero 12, subito dietro ad
Emanuele Garosci, anche lui al ritorno nei rally. Sarà una sfida
interessante perché io userò la
stessa Subaru della GB Motor con cui lui vinse il città di Torino nel
2000. E lui avrà una WRC made in Aimont”.
Nonostante
non sia arrivato al professionismo Marcello Mondino non recrimina.
“Innanzi
tutto se 11 anni fa mi avessero
detto che avrei guidato delle auto tipo Mitsubishi e Subaru mi sarei
semplicemente messo a ridere. Non ci avrei creduto. Non ho nulla da
rimproverarmi, non posso dire ‘Se avessi…’. L’unica cosa che mi ha
rattristato è non aver avuto un appoggio dalla Fiat nel momento in cui ho vinto il
Trofeo Seicento. Siamo andati al Memorial Bettega e tutto è finito lì.
Ma non c’ è rammarico o invidia, perché nessuno dei miei concorrenti
di quell’epoca è stato aiutato ad emergere. Semplicemente in
quell’epoca non c’era interesse”.
Sì,
però un sogno nel cassetto l’avrà pure questo pilota girovago.
“Si
può esprimere senza pagare?” chiede scherzosamente.
“Bè, allora vorrei fare una gara
del mondiale, magari sulla terra che è il fondo che prediligo.
Arriverei m…., ma sarebbe già una bella soddisfazione”.
Avendo
solo 31 anni c’è ancora speranza. A volte i sogni si avverano.
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