|
SAN
MARINO ( RSM) - Al Rally di San Marino Andrea
Navarra ci sarà.
Purtroppo
il “Titano
della Terra”, il “Re
della Rocca” sarà presente al Rally di San Marino, ma solo in
veste di spettatore.
“Mi dispiace, mi dispiace veramente
tanto, perché a questa gara sono veramente affezionato parecchio”,
commenta il cesenate, da poco rientrato dal Rally Safari, dove ha raccolto
il massimo dei punti per la classifica dell’Itercontinental Rally
Challenge, la serie propedeutica al mondiale, con la Grande Punto Abarth.
“È
una gara a cui sono molto affezionato.
Non solo perché è stato il mio primo palcoscenico di grande livello, ma
perché è proprio una gara con i controfiocchi”.
Dopo
quattro rally sprint, il diciannovenne Andrea Navarra si presentò al via
della gara sammarinese, con una Opel Corsa Gruppo N. Non ricorda il
risultato - “21esimo, o forse 17 assoluto”
-, ma dalle sue parole appare chiaro che ricorda ancora l’emozione ad
andare al massimo sul suo fondo prediletto.
“Il San Marino non è mai stato una gara mondiale, ma è
sempre stato una delle migliori prove dell’Europeo e dell’Italiano.
Nel passato, quando i rally avevano percorrenze più importanti, si andava
nella zona di Gubbio e San Sepolcro. Lì era veramente il massimo della
gioia per noi piloti e per gli spettatori”.
Reduce
dalla grande prestazione in Terra d’Africa è naturale proporre un
parallelo fra le prove nella savana e quelle sotto la Rocca del Titano.
“In Kenya si va a limitatore per dei tratti che non finiscono più. San
Marino, invece è una gara molto tecnica, non veloce, ma che richiede
ottime doti di guida. Ed è una gara durissima. In qualsiasi stagione
dell’anno venga disputata. Quando era novembre si trovava spesso pioggia
e fango, al punto da assomigliare ai classici rally inglesi. In estate è
il caldo ad uccidere equipaggi e motori con la polvere che rende tutto
difficile. Insomma è ancora un rally che mette a dura prova uomini e
macchine”.
“Vi sono delle prove splendide.
Ad esempio quella di Città di Castello, la più lunga della gara che fa la differenza ed esalta proprio il
piacere della guida”.
Da
spettatore e dall’alto di quattro vittorie, che lo pongono in vetta
all’albo d’oro, il pilota dell’Abarth è il personaggio più
qualificato per valutare la prossima sfida di fine marzo.
“Spero, innanzi tutto, sia nella
bella gara, equilibrata e con una tensione agonistica
dall’inizio alla fine. Soprattutto spero che il mio compagno di squadra Giandomenico
Basso possa rientrare nella partita ed altrettanto possano fare le
Subaru. Al Ciocco non si è potuto capire bene quali sono i valori in campo
con Fiat e Subaru subito fuori o attardate. La Peugeot è andata
fortissimo, ma era una gara sull’asfalto e sulla terra potrebbe
essere tutta un’altra storia. L’aver concesso i cerchi da 18” alle
Turbo 4x4 Gruppo N ha riequilibrato la situazione, ma, come ho già detto,
il Ciocco non ha permesso di capire compiutamente come si confrontino i
valori in campo”.
Dalla
disanima dei mezzi a quella dei piloti, perché mai come in una gara su
terra sono gli uomini a fare le differenze in campo.
“La terra richiede esperienza e perciò vedo favoriti Paolo
Andreucci e Piero Longhi, i due protagonisti con la più lunga
militanza in campo. Nella gara del Ciocco Paolino sembra non aver patito il cambio di
vettura. Effettivamente non ha subito il passaggio dai cerchi da 17”
a quelli da 18” arrivando dalla Punto S2000. Mentre Piero, pur essendo
rimasto fedele alla squadra dello scorso anno, ha dovuto adattarsi a
questo cambio di assetti. Questi
due piloti, inoltre, hanno il vantaggio di aver corso con le WRC,
vetture di grande potenza che richiedono una particolare sensibilità,
specie sulle strade bianche. Però il Ciocco fa poco testo perché sono le
strade in cui Andreucci è nato e cresciuto, quindi parte sempre con un
pizzico di vantaggio. Nella gara toscana è andato bene
Rossetti con la Peugeot, è partito bene con il piede giusto e la
sparizione di molti avversari ha diminuito la pressione cui è stato
sottoposto. Per lui il San Marino è secondo esame probante.
Poi avremo Basso, che sicuramente vorrà fare una bella gara con una
Grande Punto Abarth S2000 che ha dalla sua il vantaggio della frenata.
Cantamessa, bravo al Ciocco, che evidentemente si è adattato subito bene
ai cerchi da 18”. E fra i giovani terrei d’occhio Simone Campedelli,
il mio conterraneo, che ha già dimostrato di saperci fare sulla terra”.
Un San Marino splendido per i piloti e il pubblico nelle previsioni
di Navarra, ma che come tutte le belle cose può essere migliorato. Ma
come?
“Ovviamente basterebbe ci fosse
Navarra” afferma con una gran risata il cesenate.
Dura
essere il Re del Titano e guardare gli altri mentre danno l’assalto al
trono.
|