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marzo 2007

Andrea Navarra a San Marino,
A guardare gli altri

 



SAN MARINO ( RSM) - Al Rally di San Marino Andrea Navarra ci sarà.

Purtroppo il “Titano della Terra”, il “Re della Rocca” sarà presente al Rally di San Marino, ma solo in veste di spettatore.

Mi dispiace, mi dispiace veramente tanto, perché a questa gara sono veramente affezionato parecchio”, commenta il cesenate, da poco rientrato dal Rally Safari, dove ha raccolto il massimo dei punti per la classifica dell’Itercontinental Rally Challenge, la serie propedeutica al mondiale, con la Grande Punto Abarth. 

È una gara a cui sono molto affezionato. Non solo perché è stato il mio primo palcoscenico di grande livello, ma perché è proprio una gara con i controfiocchi”.

Dopo quattro rally sprint, il diciannovenne Andrea Navarra si presentò al via della gara sammarinese, con una Opel Corsa Gruppo N. Non ricorda il risultato - “21esimo, o forse 17 assoluto” -, ma dalle sue parole appare chiaro che ricorda ancora l’emozione ad andare al massimo sul suo fondo prediletto.

Il San Marino non è mai stato una gara mondiale, ma è sempre stato una delle migliori prove dell’Europeo e dell’Italiano. Nel passato, quando i rally avevano percorrenze più importanti, si andava nella zona di Gubbio e San Sepolcro. Lì era veramente il massimo della gioia per noi piloti e per gli spettatori”.

Reduce dalla grande prestazione in Terra d’Africa è naturale proporre un parallelo fra le prove nella savana e quelle sotto la Rocca del Titano.

In Kenya si va a limitatore per dei tratti che non finiscono più. San Marino, invece è una gara molto tecnica, non veloce, ma che richiede ottime doti di guida. Ed è una gara durissima. In qualsiasi stagione dell’anno venga disputata. Quando era novembre si trovava spesso pioggia e fango, al punto da assomigliare ai classici rally inglesi. In estate è il caldo ad uccidere equipaggi e motori con la polvere che rende tutto difficile. Insomma è ancora un rally che mette a dura prova uomini e macchine”.

Vi sono delle prove splendide. Ad esempio quella di Città di Castello, la più lunga della gara che fa la differenza ed esalta proprio il piacere della guida”.

Da spettatore e dall’alto di quattro vittorie, che lo pongono in vetta all’albo d’oro, il pilota dell’Abarth è il personaggio più qualificato per valutare la prossima sfida di fine marzo.

“Spero, innanzi tutto, sia nella bella gara, equilibrata e con una tensione agonistica dall’inizio alla fine. Soprattutto spero che il mio compagno di squadra Giandomenico Basso possa rientrare nella partita ed altrettanto possano fare le Subaru. Al Ciocco non si è potuto capire bene quali sono i valori in campo con Fiat e Subaru subito fuori o attardate. La Peugeot è andata fortissimo, ma era una gara sull’asfalto e sulla terra potrebbe essere tutta un’altra storia. L’aver concesso i cerchi da 18” alle Turbo 4x4 Gruppo N ha riequilibrato la situazione, ma, come ho già detto, il Ciocco non ha permesso di capire compiutamente come si confrontino i valori in campo”.

Dalla disanima dei mezzi a quella dei piloti, perché mai come in una gara su terra sono gli uomini a fare le differenze in campo.

La terra richiede esperienza e perciò vedo favoriti Paolo Andreucci e Piero Longhi, i due protagonisti con la più lunga militanza in campo. Nella gara del Ciocco Paolino sembra non aver patito il cambio di vettura. Effettivamente non ha subito il passaggio dai cerchi da 17” a quelli da 18” arrivando dalla Punto S2000. Mentre Piero, pur essendo rimasto fedele alla squadra dello scorso anno, ha dovuto adattarsi a questo cambio di assetti. Questi due piloti, inoltre, hanno il vantaggio di aver corso con le WRC, vetture di grande potenza che richiedono una particolare sensibilità, specie sulle strade bianche. Però il Ciocco fa poco testo perché sono le strade in cui Andreucci è nato e cresciuto, quindi parte sempre con un pizzico di vantaggio. Nella gara toscana è andato bene Rossetti con la Peugeot, è partito bene con il piede giusto e la sparizione di molti avversari ha diminuito la pressione cui è stato sottoposto. Per lui il San Marino è secondo esame probante. Poi avremo Basso, che sicuramente vorrà fare una bella gara con una Grande Punto Abarth S2000 che ha dalla sua il vantaggio della frenata. Cantamessa, bravo al Ciocco, che evidentemente si è adattato subito bene ai cerchi da 18”. E fra i giovani terrei d’occhio Simone Campedelli, il mio conterraneo, che ha già dimostrato di saperci fare sulla terra”.

Un San Marino splendido per i piloti e il pubblico nelle previsioni di Navarra, ma che come tutte le belle cose può essere migliorato. Ma come?

Ovviamente basterebbe ci fosse Navarra” afferma con una gran risata il cesenate.

Dura essere il Re del Titano e guardare gli altri mentre danno l’assalto al trono.

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