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febbraio 2007

Vinciguerra-Volpatto
Resistono nella terra di Babbo Natale

di Tommaso M. Valinotti



ROVANIEMI (Finlandia) - La sfida fra Kosti Katajamäki ed Anton Alen per il successo nell’Artic Rally disputatosi lo scorso fine settimana a Rovaniemi, la città di Babbo Natale, oltre il Circolo Polare Artico, non ha coinvolto i nostri eroi. Il genovese Mario Vinciguerra, navigato dal torinese Giorgio Volpatto, hanno infatti concluso 46esimi, mentre i genovesi Paolo Lavagna e Nicola Arena non sono stati classificati (nello score del rally internazionale) per un guasto al cambio della loro Mitsubishi Lancer EVO 8 del Baltic Rally Team. Ma hanno potuto disputare l’intera gara grazie alla Formula del Super Rally.

Nonostante questo i quattro moschettieri in pellegrinaggio nel grande Nord sono molto soddisfatti della loro avventura.

Come ha sempre detto Paolo Lavagna ‘appena salgo in macchina comincia l’inferno’, un inferno bianco ed affascinante” commenta l’avvocato navigatore Giorgio Volpatto. “L’avventura comincia fin dal momento in cui si scende dalla scaletta dell’aero a Rovaniemi. Le prove sono avventura perché si viaggia per chilometri e chilometri nel buio totale. L’alba sorge alle 9.15 del mattino ed alle 15.20 è buio. Se la giornata è limpida altrimenti è tutto lattiginoso e scuro. Questo a Rovaniemi, perché 50 km più a Nord, a Ivalo, il sole non sorge proprio”.

In un ambiente così difficile, con temperature che scendono fino a 35°, è necessario prendere alcuni accorgimenti. “Non si va mai a provare da soli. Troppo rischioso. Se esci di strada e nessuno ti soccorre rischi l’assideramento. In gara poi si parte sempre con il pieno. Io avevo fatto tutti i miei bravi calcoli di quanto ci occorresse da un’assistenza all’altra, ma i meccanici hanno riempito il serbatoio. Perché se esci di strada devi poter mantenere il motore accesso fino a quando vengono a recuperarti”.

Avventura capitata due volte a Vinciguerra-Volpatto, ma senza conseguenze, perché entrambe le volte sono stati ributtati in strada dal pubblico presente nelle prove speciali. “In pieno nulla non c’è pubblico, ma ad ogni bivio c’è il pubblico delle grandi occasioni, tanto quanto ce n’è nelle nostre prove speciali. Consideriamo però che la Lapponia ha una densità di popolazione molto bassa, a differenza del Nord Italia. Però per i finlandesi il rally è la sport nazionale. Tutti sanno guidare in controsterzo e sanno gestire la potenza sul ghiaccio. Non solo hanno un campionato per le giovani promesse che disputano una tappa sola dei loro rally nazionali, senza però poter effettuare le ricognizioni. L’anno successivo si passa di categoria e si può disputare l’intera gara, ricognizioni comprese. In questo modo chi ha classe viene fuori ”.

Un’esperienza molto diversa da quella che abbiamo noi italiani. Mario Vinciguerra ha fatto un giro a fianco di Kai Eklund, che ha concluso al quinto posto la gara. Un’esperienza sconvolgente visto che i finlandesi continuano a tenere giù in qualsiasi condizione, su strade sterrate e innevate che hanno rettilinei lunghi centinaia di metri inframmezzati solo da dossi. Magari in curva.

Hanno anche un concetto della sportività diverso. Ad esempio nella seconda tappa partiva dietro di noi il russo Oleg Sinitsyn che aveva patito problemi nella prima giornata. Poiché si corre praticamente su rotaia nella prima prova lunga lo abbiamo aspettato e fatto passare in un punto facile, poi abbiamo pagato un minuto di ritardo permettendogli di fare tranquillamente la sua gara, mentre noi non aveva la sua ombra sul collo. All’assistenza è arrivato con due bottiglie di vodka Putinska, quella preferita di Putin, per ringraziarci”.

Una bella avventura condivisa da pochi latini. Al decimo posto ha concluso, primo dei non finlandesi, il portoghese Armindo Aralvo, navigato da Miguel Ramalho. Un vero fenomeno visto che affrontava le tundre lapponi per la prima volta. In ultima posizione hanno chiuso gli spagnoli Carlos Larrode Rodriguez e Marcos Perez Guerra, due navigatori che si sono divisi il volante di una Volkswagen Golf.

Se non è voglia di avventura questa…

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