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luglio 2006

Peugeot 1007, conteggio al femminile

di Tommaso M. Valinotti

 

BESSANS (Francia) - Il termometro segna 32°, ma si sta vergognosamente nascondendo dietro un ventilatore. Il caldo dell’estate sembra insopportabile e le discussioni si sprecano.

“Fa più caldo quest’anno del 2003” afferma qualcuno, andando con la memoria all’anno orribile del solleone, qualche altro ribatte che il termometro in città allora aveva raggiunto i 40°.

Non resta che tagliare tutte le discussioni e cercare un po’ di fresco. Bastano un centinaio di chilometri da Torino e si arriva in Francia nella Valle dell’Arc.

Non che le località alpine francesi siano più fresche di quelle italiane, ma è l’occasione per fare una gita verso Bessans, il paese del diavolo (ve ne sono ovunque in tutta la cittadina), andare a mangiare la raclette (in montagna al fresco è ottima anche in piena estate), fare un salto al forte di Aussois, poco prima di Modane, dove Camillo Benso conte di Cavour presto il servizio militare.

Mezzo di trasporto la Peugeot 1007 Sporty 1600 da 80 kW (110 CV), ovvero l’ammiraglia della piccola di lusso della Casa del Leone.

Avendo a disposizione una due porte (porte enormi d’accordo), lunga appena 373 cm c’è il dubbio che si riesca a caricare tutto quanto occorre per la nostra spedizione settimanale francese. Due persone ed un cane (barboncino di taglia piccola), lontani da casa per una settimana, hanno bisogno di una tal quantità di cose da far impallidire l’esercito napoleonico all’assalto della Russia dello zar. Poi ci spiegano che in Francia esistono ristoranti e supermercati e partiamo sereni.

Non solo la 1007 continua ad essere un oggetto esotico sulle nostre strade. Piccola e compatta, ma piuttosto alta, do subito l’idea di un’auto molto voluminosa all’interno, pur non richiedendo spazi da autotreno per parcheggiarla al supermercato.

E poi le porte che si aprono e si chiudono automaticamente attirano la curiosità della gente. Al punto che a forza di provarci e riprovarci, soprattutto tentando di farle funzionare manualmente, si bloccano. È quello il maggior ed unico inconveniente vissuto nella nostra avventura con la Peugeot 1007.

Ma non bisognava farsi prendere dal panico. Tempi necessario ad effettuare un paio di telefonate angosciate in Peugeot e ritornare nel parcheggio, la centralina si resetta e le porte, usate correttamente con i comandi del telecomando e i pulsanti di bordo, funzionavano correttamente. Un po’ come con i computer che quando non si sa più che pesci pigliare li si spegne e li si lascia riposare per qualche tempo.

Funziona, ma è meglio non esagerare.

In viaggio la 1007 è un oggetto meraviglioso. Con il suo cambio automatico/sequenziale trasforma anche il più compassato dei guidatori in un pilota di formula 1 (o in un rallista, vista la tradizione della marca del Leone). Infatti, il bilanciere dietro il volante invita ad usarlo con frequenza e da assatanati. Fortunatamente la centralina salva motore e pistoni da errori che il pilota (che non ha mai corso né in Formula 1, né nel mondiale rally) può compiere. Mette giudizio e fa entrare la marcia al momento giusto.

Bastano però pochi chilometri per apprezzare la modalità totalmente automatica. Ci pensa ancora la centralina (molto brava lei) a scalare marcia, quando si ha bisogno di quello sprint in più per effettuare un sorpasso, oppure a viaggiare con un filo di gas quando si passeggia sulle larghe strade statali francesi.

Non è stato possibile valutare il consumo, visti i troppi stili di guida adottati e la scarsa omogeneità di strade, mentre è stato particolarmente apprezzato il livello di qualità della vita a bordo. Condizionatore efficiente, autoradio con CD a caricamento automatico (accidenti a me che ho portato solo tre CD e dopo quattro giorni sono stufo di Lucio Dalla e quasi mi viene a noia il grande Freddy Mercury, quando se ne potevano caricare fino a cinque), abitacolo molto silenzioso.

Fin troppo: puntando verso Grenoble, in autostrada ci siamo ritrovati ben oltre il limite concesso, senza volerlo. Tutto era calmo e tranquillo a bordo solo il paesaggio scorreva veloce.

Se vogliamo trovare un difetto alla 1007 è il prezzo non proprio popolare (17.900 €). Come tutte le prime donne, richiedono un livello di attenzione, anche economico, superiore.

Ma alla fine se lo meritano.

Com’è: innanzi tutto strana

La Peugeot 1007 non lascia indifferenti. Piace o non piace, ma comunque la notano tutti. Questo perché è assolutamente diversa da tutte le vetture del panorama automobilistico. Innanzi tutto sconcerta il rapporto dimensionale nella vista di lato. Corta, appena 373 cm, è alta 1,79.

Ma non è assolutamente goffa. Questo grazie a Pininfarina che ha effettuato un lavoro egregio, alleggerendo notevolmente la linea grazie alle scalfature laterali e alle guide delle porte in acciaio che contrastano specialmente sulle vetture di colore nero. Un tocco di alleggerimento viene anche dalle barre porta pacchi sul tetto, che contrastano cromaticamente con la vettura.

L’anteriore, grazie all’ampio parabrezza e alla linea a cuneo, è particolarmente aggressivo con gli ampi fanali a goccia che danno un’idea di dinamicità e velocizzazione del tutto; Per il resto il family feeling della Peugeot è richiamato nell’ampia mascherina con lo scudetto del leone al centro e dalla bocca con le feritoie per far respirare il motore.

Molto pulito, in puro stile Pininfarina il posteriore, alleggerito notevolmente da una fascia appena sotto il lunotto che corre lungo tutta la larghezza della vettura. Stranamente i designer non hanno adottato i fari sviluppo verticale, particolarmente di moda in questo periodo, preferendo dei triangoli luminosi che si inseriscono nel portellone.

L’insieme è particolarmente gradevole, attrae gli sguardi della gente, ancora prima di aprire completamente la porta in modo automatico. Un movimento che ha richiami freudiani e che riporta alla memoria le utilitarie degli anni Cinquanta con le porte che si aprivano controvento.

Come va: allegra non troppo

La Peugeot 1007 non è una urban car. Non solo. Infatti se ha delle dimensioni ridotte per muoversi agilmente nel traffico cittadino, non disdegna le lunghe sgroppate autostradali e i tratti misti veloci. Il motore 4 cilindri da 1587 cm3, eroga 110 CV a 5750 giri, con ottima progressione, senza però avere la violenza e la ruvidità del motore prettamente sportivo. Scalando il colle del Moncenisio (si supera quota 2000 metri) fa il suo dovere convenientemente rispondendo con prontezza alle richieste di potenza, quando si debbono effettuare quei sorpassi secchi con a disposizione brevi rettilinei.

L’assetto è buono, grazie anche alle gomme larghe super ribassate (195/50R16V), che lo imitano decisamente il coricamento laterale. Anche l’assetto è piuttosto rigido, anche se non sportivo. Alla comodità dei passeggeri provvedono i sedili, mentre le sospensioni lavorano per tenere la vettura, che ha un’altezza di 169 cm, incollata al terreno. Nei rapidi cambi di assetto non va in crisi, sempre che non la si porti al limite.

Ma la 1007 è una vettura da turismo e non ha alcuna velleità di competere in pista o nei rally.

Ottimo il cambio sequenziale  Due Tronic che può funzionare sia in modalità manuale, sia in quella sequenziale, sempre senza l’uso del pedale della frizione. Anche i “piloti” più sportivi apprezzano la sua rapidità di innesto e la velocità di cambio. Ad inizio è un gioco. Per un po’ si lavora con la leva del cambio sulla consolle centrale, poi si passa ai bilancieri sul volante, sentendosi dei piloti di Formula 1; con il passare dei km però si comincia ad apprezzare la modalità automatica che permette di concentrarsi nella guida o di rilassarsi (e questo potrebbe essere una conto indicazione, per la sicurezza di guida). Nel traffico cittadino, si finisce per usare esclusivamente il cambio automatico con tutto vantaggio per la frizione della vettura e il sistema nervoso del conducente. Un cambio veramente ottimo che sa capire le esigenze del conducente; soffice e delicato scala marcia solo al bisogno viaggiando al limite dei 2000 giri, per poi risvegliarsi decisamente quando si deve superare. Senza mai avere scatti bruschi.

E ciò è perfettamente apprezzato dal pubblico femminile, ma non solo, che si ritrova con una vettura a propria dimensione di guida.

Come si sta a bordo: tutti soddisfatti anche Tato

 Comoda e rilassante a bordo si sta benissimo. Tutti e quattro i passeggeri hanno la loro brava poltroncina ed anche chi siede dietro ha un notevole spazio per le gambe, grazie ai 2315 mm di passo. L’arredamento in tessuto è estremamente vivace e, soprattutto, con il metodo Camaleo, è passibile cambiare con poca spesa i rivestimenti dei pannelli porta e dei vani porta oggetti (in totale sono 18 pezzi si possono cambiare in meno di un quarto d’ora senza nessun ausilio di meccanici). In questo modo le combinazioni diventano infinite e, come piace alle donne, si può cambiare il look ad ogni occasione.

Ma soprattutto è facile accedere, anche ai posti posteriori, grazie all’apertura delle porte che è molto simile ad un veicolo industriale. Chi è seduto davanti è in posizione elevata, rispetto alla media delle vetture, ed ha una piacevole sensazione di sicurezza dominando la strada. Più critica la situazione per chi sta dietro. I fianchi alti con i vetri a salire, possono mettere in crisi chi soffre di claustrofobia, mentre l’ampio spazio a disposizione è particolarmente apprezzato da Tato, il cane, che può scorrazzare e guardare il panorama a destra ed a manca.

Non mancano poi mille cassetti (particolarmente utili quelli sotto i sedili anteriori e nei pannelli, oltre a porta lattine) in cui porre oggetti di varia grandezza che solitamente scorrazzano per l’abitacolo.

Ottimo il lavoro del condizionatore. Impostato sui 20° fa sentire la sua presenza nei momenti più caldi della giornata (la 1007 ha una superficie vetrata molto ampia e l’effetto serra si fa sentire), portando rapidamente a temperatura l’ambiente interno. Sulle montagne francesi, specie la sera, la temperatura cala rapidamente ed il condizionatore emette quel filo di aria calda che offre quel piacevole tepore ai piedi.

La sicurezza a cinque stelle

La 1007 ha ottenuto cinque stelle nei punteggi EuroNcap, ottenendo 16 punti (massimo raggiungibile) nello scontro frontale e 17 in quello laterale (94% del punteggio massimo) e tre punti per l’adozione di tutte le spie di sicurezza. Con 5 Stelle l’Ente tedesco ha promosso la 1007 con il massimo dei voti per gli urti; non solo, la 1007 ha ottenuto 3 stelle per la protezione dei bambini a bordo e 2 stelle per la protezione dei pedoni. Questo risultato è stato ottenuto grazie al piantone dello sterzo retrattile per 70 cm limitando così fortemente le lesioni al viso. Fanno parte della dotazione di sicurezza ABS con ripartitore di frenata, airbag conducente e passeggero (disattivabile con chiave), più quelli laterali, a tendina e per le ginocchia del conducente. ESP, fissaggi Isofix per bambini sui sedili posteriori e servosterzo ad assistenza elettrica.

31 Peugeot 1007 D

Le altre sorelle - la gamma.  La gamma della Peugeot 1007 è costituita da tre motorizzazioni e tre allestimenti (Happy, Freddy, Trendy). Alla base c’è la 1.4 Happy, motore di 1360 cm3 a benzina da 54 kW (75 CV) che raggiunge i 165 km/h di velocità massima e costa 15.050 €; la stessa motorizzazione in versione Trendy costa 16.150 €; tutte queste versioni sono disponibile con il cambio robotizzato Due Tronic.

Al top della gamma vi la 1600 in versione Sporty e Trendy esclusivamente in allestimento Due Tronic. Il Diesel è 1398 cm3 da 50 kW (70 CV) che raggiunge i 160 km/h e costa fra i 17.000 e i 18.100 €.

La curiosità Camaleo e divento come tu mi vuoi. Se la curiosità più eclatante sono le porte Sesame a scorrimento sulle fiancate, da segnalare la scelta di Peugeot di personalizzare la vettura con un kit di arredamento in 12 colori diversi intercambiabili. In 15 minuti, senza l’ausilio di personale specializzato è possibile sostituire i due elementi in tessuto sulla plancia, quattro elementi di finitura delle bocchette di aerazione sulla plancia, due medaglioni porta, due coperchi vani posteriori e gli otto rivestimenti dei sedili (quattro sedute e quattro schienali).

Un sistema semplice ed efficace per avere una vettura sempre nuova.

La moda - alla 1007 piace il bello.  La Peugeot 1007 piace alle donne perché è amica delle donne. Infatti la 1007 è stata la vettura di Miss Italia nel mondo svoltasi a Salice Terme (PV) a fine agosto. Alla vincitrice, Karina Michelin, brasiliana, è nata a Botucatu, vicino a San Paolo, il 24 luglio 1980, è andata una 1007 Happy.

Non solo ma la 1007 è stata protagonista della settimana Milano Moda Uomo - dal 24 al 29 giugno - in cui “ha sfilato” lasciandosi “vestire” da alcune fra le griffe più note della moda quali Allegri, Byblos, Cacharel, Coveri, Gai Mattiolo ed Iceberg.








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