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marzo
2007
Ritorna
il mitico “Scorpione” Abarth
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GINEVRA
(Svizzera) - Al 77° Salone Internazionale di Ginevra parte un grande
progetto: il rilancio di uno dei più prestigiosi marchi
dell’automobilismo sportivo mondiale. Il
suo simbolo è lo scorpione, il suo nome è Abarth.
Da sempre sinonimo di vetture grintose, di sfide, di passione e di
grandi emozioni, Abarth torna con una nuova linea per far sognare tutti
gli amanti dell’automobilismo sportivo. Sotto
i riflettori della rassegna svizzera “sfila” la prima interpretazione
Abarth applicata alla Grande Punto, l’iniziativa che successivamente
sarà estesa ad altri modelli.
Per la partenza di questa nuova avventura è
stata scelta una cornice esclusiva come quella offerta dal Salone di
Ginevra, un contesto raccolto, unico e di grande suggestione. Qui è
stato realizzato uno stand di forte impatto visivo che, in
linea con la filosofia del rilancio di Abarth, è stato pensato come
uno spazio innovativo contraddistinto da un linguaggio fresco,
contemporaneo, tecnologico ed estremamente ricercato in ogni dettaglio. Come dimostrano i nuovi elementi della comunicazione del marchio Abarth sono
esposti in tutta la loro forte e originale personalità: la famosa e
rinnovata striscia Abarth da gara è stata realizzata con piastrelle di
led mentre il nuovo logo, lo scorpione e la scritta, sono tutti elementi
tridimensionali, di grandi dimensioni e in alluminio satinato e lucido.
I valori e la tradizione di Abarth sono invece sottolineati in modo
discreto e tecnologico: i materiali nobili e le finiture preziose quali
alluminio, fibra di carbonio, smalti e laccature impreziosiscono l’area
espositiva valorizzando le vere protagoniste dello stand: la
Grande Punto Abarth S2000, vettura omologata per competizioni, tornata
come assoluta vincitrice nelle gare, e la
Grande Punto Abarth Preview, concept presentato in anteprima
internazionale.
Sono queste le due anime del mondo Abarth: le competizioni e la produzione
di serie.
Inoltre, il pubblico può conoscere a Ginevra un terzo ambito in cui
opererà il Marchio: infatti, attraverso un configuratore
multimediale, i visitatori possono ripercorrere il concetto di “Kit
Abarth” visualizzando la flessibilità e la grande varietà di
combinazioni che il brand metterà a disposizione dei suoi clienti
mediante le cassette di trasformazione. Alcune di queste scatole in legno
massello, intarsiate con finiture in alluminio satinato, sono esposte
dentro cubi di cristallo e contengono i componenti automobilistici storici
delle cassette di trasformazione, meccanici ed estetici.
Infine, attraverso un’esclusiva tecnologia a led e schermi al plasma,
le pareti dello stand propongono immagini e filmati storici alternandoli
alla riproduzione della rinnovata striscia Abarth da gara: così è
possibile apprezzare quel sottile legame tra passato e futuro, oltre
all’energia e alla personalità, che un marchio come Abarth ha nel
proprio carattere.
La forza di un simbolo
- Uno stemma
vincente non cambia. Al massimo, si modernizza
L’elemento caratterizzante del marchio Abarth, il leggendario scorpione,
è parte essenziale di un’eredità inestimabile, di un patrimonio di
vittorie e passioni sui quali è nato uno dei grandi fenomeni di culto
dell’automobilismo moderno.
Un marchio che oggi è stato reso ancora più aggressivo grazie alla
nuova cromia nera e all’inserimento di elementi grafici molto netti e
definiti. Il lettering, pur mantenendo un’impostazione vicina al
patrimonio tipografico originale, ritrova una forte carica distintiva,
mentre la sottile banda tricolore (tag)
esalta la spiccata connotazione “Made in Italy” del marchio, pur
senza appesantirne l’immagine complessiva. Nell’ottica di un’identità
moderna ma in linea con i valori della tradizione sono stati rivisitati
anche la struttura a scudo, simbolo legato al concetto di vittoria, e la
disposizione delle cromie giallo/rosse, da sempre rappresentative
dell’universo “racing”.
La rivisitazione del simbolo di Abarth ha quindi l’obiettivo di
riprodurre in chiave attuale tutta la potenza espressiva di un marchio che
dal 1949 fa parlare di sé e che sarà sempre più protagonista in futuro.
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Il
progetto Abarth tra passato e futuro
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Un
passato glorioso che si fa presente, una passione vincente ieri come oggi:
è questo il concetto che guida il progetto di rilancio del marchio Abarth
da parte di Fiat.
La rivisitazione fedele di tutto un mondo di emozioni, vittorie,
stile, simboli che hanno fatto del marchio dello scorpione
quell’autentica leggenda che è ancora oggi tra gli appassionati di
automobilismo. Un restyling che parte dal rispetto assoluto per un passato
dal quale non si può prescindere, ma proiettato nel futuro.
Il marchio Abarth rappresenta un’attitudine che declina tutti i
significati del concetto di sportività, anche nelle sue accezioni più
esclusive: valeva negli anni 60, vale oggi, varrà domani.
La
novità sta proprio nel richiamo, in chiave moderna, a tutte le attività
che nel passato svolgeva la Abarth & C. a partire dalle corse, per poi
passare ai prototipi e ai kit di trasformazione delle vetture, fino ad
arrivare a veri e propri accessori di moda che riflettono lo stile Abarth.
Intorno al marchio Abarth sta per nascere un vero e proprio mondo,
imperniato su un nucleo di valori che nei decenni scorsi ne ha determinato
la grande fortuna: innovazione nel design, utilizzo di materiali
d’avanguardia, cura del dettaglio. Alla base di tutto, la più autentica
passione per l’automobilismo, senza dimenticare il patrimonio umano e
tecnologico, oltre all’orgoglio professionale delle migliaia di persone,
tecnici, operai e dirigenti che nel tempo si sono avvicendati nelle
fabbriche, negli uffici e sui campi di gara. Anche per questo è stato essenziale nello sviluppo del progetto il
coinvolgimento di chi ha direttamente o indirettamente collaborato con
Carlo Abarth negli anni passati.
Il connubio dei due brand ha dimostrato con forza come una collaborazione
industriale possa diventare una storia di successo, creando uno stile
improntato alla determinazione, alla volontà di superare qualunque
ostacolo e di raggiungere obiettivi ambiziosi. La
memoria, naturalmente, va a tutte quelle vetture Fiat piccole ma allo
stesso tempo, grazie ad Abarth, grintose, dinamiche, scattanti. Dei
veri “scorpioni” in grado di pungere sul vivo la passione di migliaia
di automobilisti con il gusto della sfida, della velocità e dello stile
italiano.
E oggi, quello spirito è pronto a rivivere nella nuova Abarth & C,
il vero cuore del progetto di Fiat. Una società completamente rifondata,
con amministratore delegato Luca De
Meo e sede a Chivasso, che intende rinnovare i fasti del leggendario
marchio trasportandolo nella realtà di oggi, pronto ad affrontare le
sfide di un mondo dell’automobile completamente trasformato rispetto ai
tempi gloriosi di Carlo Abarth. La
nuova società agirà su più fronti: innanzitutto l’ambito “racing”,
l’universo più spiccatamente sportivo delle corse, dei trofei monomarca
e delle vetture preparate per i clienti privati. Il secondo ambito è
quello commerciale che comprenderà il tuning - quindi la produzione di
kit per l’elaborazione – e una diffusa attività di licensing e
merchandising.
Il legame con la tradizione non è solamente ideale, ma tangibile e
concreto. Una vera e propria rinascita che parte dal ritorno in grande
stile delle attività di Abarth nella sede
storica di Corso Marche a Torino, attraverso
la rifondazione delle famose “Officine Abarth”.
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Carlo
Abarth e la sua storia di successo
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Dietro
a un marchio-mito c’è soprattutto l’opera di un vero genio dei
motori. Karl Abarth, nato a Vienna nel 1908, è stato l’artefice di un
successo quasi senza precedenti nel campo dell’automobilismo sportivo,
frutto di una dedizione assoluta al mondo dei motori e a un talento, una
passione e un gusto per l’innovazione davvero prodigiosi.
Dunque, lunga e avvincente la
storia di Carlo Abarth, in questa sede racconteremo del consolidato e
proficuo rapporto di collaborazione tra il marchio Abarth e il brand Fiat.
Ma la storia di Carlo Abarth non inizia con le automobili ma in moto.
Infatti, a vent’anni coglie già
i primi successi in sella a una Motor Thun mentre l’anno successivo
costruisce la sua prima motocicletta personalizzata con il marchio Abarth.
Purtroppo un grave incidente, durante una competizione a Linz, lo
costringe ad abbandonare le moto, ma non perde la voglia di sfidare se
stesso e i propri limiti, continuando a gareggiare con i sidecar, mezzo
che proprio lui porta all’apice della fama grazie
a imprese come la sfida con il treno Oriente Express (vinta
naturalmente da Abarth). Un secondo grave incidente nel 1939 lo obbliga
tuttavia ad abbandonare le competizioni.
Iniziano qui la seconda vita di Abarth e il mito vero e proprio.
Nel
1945 si trasferisce a Merano e diventa cittadino italiano a tutti gli
effetti. Poi, dopo una breve
esperienza in Cisitalia, nel 1949 fonda la Abarth & C. La prima
vettura prodotta fu una 204 A Roadster, derivata da una Fiat 1100, che
vinse immediatamente il campionato italiano 1100 sport e quello di formula
2.
Contemporaneamente, Abarth ha l’intuizione geniale di affiancare
all’attività corse l’attenzione per il grande pubblico, e inizia a
realizzare i famosi kit di elaborazione per vetture di serie che aumentano
potenza, velocità massima e accelerazione. Elementi
di spicco nei kit furono le marmitte di scarico che, nel corso degli
anni, diventeranno una vera propria icona dello “stile Abarth”. Grazie
all’esperienza appresa anni prima sulle moto le marmitte Abarth
diventarono un prodotto tecnologicamente all’avanguardia. I primi
prototipi prevedevano un tubo centrale di sezione costante e passaggi
laterali nella lana di vetro, ed eliminazione di tutti i diaframmi per
contenere al massimo la compressione dei gas. Un sistema semplice ma
innovativo, che diede ai suoi prodotti un chiaro vantaggio prestazionale
ed un inconfondibile rumore sordo e pieno. In
pochi anni l’Abarth & C. raggiunge livelli globali: nel 1962 produce
257.000 marmitte con uno staff di 375 persone, il 65% è destinato
all’esportazione.
Furono due gli elementi di fondamentale importanza che determinarono il
successo dei componenti e dei kit Abarth: un’abile campagna
pubblicitaria e l’attività corse. Infatti, Carlo
Abarth introdusse tecniche di marketing e comunicazione ancora oggi
attuali. Basti dire che per convincere gli automobilisti a rimuovere
la marmitta di serie e a installarne una Abarth, escogitò un’abile
campagna pubblicitaria, centrata su un’elegante presentazione del
prodotto. Reclamizzata con linguaggio nuovo e rivoluzionario sulle
maggiori testate giornalistiche, la marmitta veniva presentata in versione nero opaco e terminali cromati, e
offerta ad un prezzo di gran lunga superiore rispetto a quello della
concorrenza (4.500 lire contro un massimo di 2.000 lire). I suoi
collaboratori, inizialmente scettici nei confronti della strategia,
dovettero prontamente ricredersi: il successo fu immediato e
straordinario. Le prime 50 unità
furono realizzate per la Fiat “Topolino”.
L’ascesa del marchio nell’immaginario degli appassionati di motori è
costante, incessante, e con il trascorrere del tempo diventa quasi
imperiosa, toccando il proprio apice alla fine degli anni 50 e lungo tutti
gli anni 60. Carlo Abarth
costruisce il mito dello “scorpione” con una dedizione assoluta e
un’attività quasi frenetica, nella quale si intravedono le
caratteristiche del genio. Le tappe di questo exploit continuo, di questa
storia di successo quasi senza paragoni, si susseguono secondo un ritmo
che lascia sbalorditi ancora oggi. Una lunga marcia a suon di record,
trionfi, intuizioni epocali che cambiano il modo di vivere le auto
sportive.
Con una Fiat Abarth 750 carrozzata Bertone nel 1956 sigla una lunga serie
di record di durata e velocità: il 18 giugno, sulla pista di Monza,
batte il record delle 24 ore dove copre 3.743 km a una velocità media di
155 km/h. Poi, dal 27 al 29 giugno, sullo stesso circuito lombardo, anella
numerosi record: i 5.000 e i 10.000 km, le 5.000 miglia e anche le 48 e le
72 ore. Il successo fu internazionale, addirittura l’autorevole giornale
tedesco “Das Auto Moto Und Sport” nel n°15 del 21 luglio del 1956
dedica la copertina alla Abarth 750. La medesima vettura fu carrozzata
Zagato in due versioni differenti la
Fiat Abarth 750 Zagato (1956) e la Fiat Abarth 750 GT Zagato (1956). L’11
ed il 12 maggio del 1957 alla 24esima Mille Miglia erano presenti ben 20
vetture dello “scorpione” nella classe 750, di queste ben 16
terminarono la gara.
Il “rombo” di questa straordinaria vettura toccò persino gli Stati
Uniti: Franklyn Delano Roosvelt Jr.,
figlio del presidente degli USA, si precipitò in Italia per siglare
personalmente con Carlo Abarth un accordo di esclusiva per la
distribuzione di queste automobili.
Nel 1958 Abarth compie un vero e proprio capolavoro sulla nuova Fiat 500,
trasformando completamente la piccola utilitaria ed esaltandone al massimo
le potenzialità.
Nello stesso anno diventa sempre più stretta la partnership con Fiat, che
si impegna a riconoscere premi in denaro alla Abarth in base al numero di
vittorie e record che la scuderia sarebbe riuscita a realizzare. Un evento
che sta alla base dell’impressionante palmares a venire: 10 record del mondo, 133 record internazionali, più di 10.000 vittorie
su pista.
Il mito cresce sempre più, entrando persino nel linguaggio comune.
Gli anni 60 sono il decennio d’oro di Abarth. Dire
“Abarth” significava dire “velocità”, “coraggio”,
“prestazione”, “modifica”. Ed è davvero lungo l’elenco
delle vetture che hanno scolpito il nome Abarth nella storia
dell’automobilismo: dalla 850 TC, che vinse su tutti i circuiti
internazionali compreso il Nürburgring, alla Fiat Abarth “1000
Berlina” fino alla 2300 S, che sul circuito di Monza infila una
straordinaria serie di record nonostante condizioni atmosferiche
proibitive.
Nel 1965 Carlo Abarth volle realizzare di persona un record. Il 20
Ottobre 1965 sulla pista di Monza con la Fiat
Abarth “1000 Monoposto Record” Classe G, potenza 105 CV siglò il
record di accelerazione sul quarto di miglio e sui 500 metri mentre, il
giorno successivo con una monoposto classe E da 2000 cm3, siglò
i medesimi primati per classi superiori. Anche questa volta un aneddoto
dice molto delle tenacia di quest’uomo, che per
poter entrare nell’angusto abitacolo e poter condurre alla vittoria le
sue vetture dovette perdere 30 kg di peso all’età di 57 anni.
Dal 1971 la Abarth diventa a tutti gli effetti di proprietà di Fiat Auto,
e l’ultima vettura alla cui realizzazione partecipa attivamente il
fondatore del marchio è la A112 Abarth. E nel corso degli anni 80 la
storia prosegue con vetture celebri quali la Fiat 131 Abarth campione del
mondo di rally e la Ritmo Abarth.
Carlo Abarth si era tuttavia spento il 24 ottobre 1979, sotto lo
stesso segno della nascita: quello dello scorpione.
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Fiat
Grande Punto Abarth Preview, lo scorpione torna a pungere
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Protagonista
assoluta dello stand è la Grande
Punto Abarth Preview, un vero gioiello di grinta ed eleganza. Questa
vettura sarà lanciata sul mercato il prossimo settembre con l’intento
di rafforzare ulteriormente il posizionamento sportivo e giovanile della
Grande Punto.
La vettura esposta a Ginevra è equipaggiata
con un motore 1.4 benzina Turbo da 150 CV a 5500 rpm, incrementato a 155
CV con utilizzo di benzina a 98 RON.
Inoltre,
grazie ad un kit di potenziamento, successivamente sarà anche disponibile
una versione con una potenza doppia rispetto alla
versione base che raggiungerà i 180 CV. Si tratta di una peculiarità
in linea con la storia: per esempio, la
Fiat 500 del 1958 aveva 13 CV a 4000 giri e una velocità massima di
85 km/h mentre la Fiat 500 Abarth
del ‘58 sfoderava 26 CV a 5000 giri e una velocità di 118 km/h.
Dunque, la Grande Punto Abarth
vuole rinverdire i fasti di quelle vetture prestazionali offrendo la
possibilità, soprattutto ai giovani, di entrare in un mondo di sportività
in completa sicurezza e a un prezzo accessibile.
Scheda tecnica di
Grande Punto Abarth
Motore
•
4 cilindri in linea, 4 valvole per cilindro, 1368 cm3;
• Potenza: 110 kW (150 CV) a 5500 rpm, incrementata a 155 CV con
utilizzo di benzina a 98 RON;
• Coppia massima di 206 Nm a 2000 rpm, ma si possono ottenere ben 230 Nm
a 3000 rpm mediante
attivazione della
modalità SPORT;
• Comando dell’acceleratore “drive-by-wire”, senza collegamento
meccanico;
• Sovralimentazione realizzata con un turbocompressore Garrett IHI
RHF3-P10,5 a geometria fissa.
Trasmissione
•
Cambio a 6 rapporti
• Comando cambio esterno a doppio flessibile.
Sospensioni
e sterzo
•
Anteriore con schema Mc Pherson e barra antirollio;
• Posteriore con schema ponte torcente;
• Assetto sportivo ribassato;
• Guida ad asservimento elettrico con modalità SPORT.
Freni
•
Pinza anteriore fissa M4x40 marchiata Brembo, a doppio pistoncino;
• Disco freno anteriore ø 305 mm x 28 mm, ventilato;
• Pinza posteriore, pistoncino ø 54 mm;
• Disco freno posteriore ø 264 mm x 11 mm.
Carrozzeria
•
Allargamento dei parafanghi anteriore e posteriore.
Ruote
•
Cerchio in lega di alluminio 7” x 17”;
• Pneumatici: 215/45-17.
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Grande Punto Abarth S2000,
lo scorpione torna a correre
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A
Ginevra il pubblico può ammirare anche la straordinaria Grande
Punto Abarth S2000. Vettura da competizione destinata alle Scuderie e
che, tramite il Reparto Corse,
disputerà nel 2007 il Campionato Italiano di Rally con i piloti
Giandomenico Basso, con il suo navigatore Mitia
Dotta, e Davide Gatti, vincitore del Trofeo Fiat Abarth Internazionale
2006, che disputerà invece la stagione al volante di
una Fiat Grande Punto R3D ufficiale, spinta da un motore diesel.
Inoltre, a livello internazionale, la
Grande Punto Abarth S2000 affronterà l’IRC (Intercontinental Rally
Challenge) con i piloti Andrea
Navarra, con il suo navigatore Guido
D’Amore, i giovani Umberto
Scandola e Anton Alen.
Il responsabile del reparto corse della Abarth & C. Spa sarà Claudio Berro.
Equipaggiata con un motore aspirato di 2000
cm3 da 270 CV e una trazione a 4 Ruote Motrici, la nuova Grande
Punto Abarth S2000 è l’erede della versione vincitrice del
Campionato Italiano Rally 2006 con Paolo
Andreucci e Anna Andreussi che hanno vinto 7 delle 11 gare in
programma. Senza dimenticare l’ottima stagione dei compagni di squadra
Andrea Navarra e Guido D’Amore che sono giunti al terzo posto. Giandomenico
Basso e Mitia Dotta hanno trionfato nell’Europeo e nell’International
Rally Challenge.
Insomma, fin dal suo esordio avvenuto nella scorsa stagione, la vettura da
gara si è dimostrata imbattibile qualunque fosse il tracciato o il
terreno. Da sottolineare che la
vettura prodotta ad oggi in circa 15 esemplari è stata ordinata da
diverse Scuderie, non solo europee, per competere nei Rally Internazionali
e Nazionali. E oggi, forte di questa superiorità tecnologica e
agonistica, la nuova Grande Punto Abarth S2000 è pronta ad affrontare i due
campionati con la stessa determinazione e grinta.
Infine, oltre a presentare una vettura di successo e un prestigioso team
di piloti, la nuova Abarth & C.
può annoverare uno staff di grande esperienza nel settore racing: in
totale sono 113 professionisti, dei quali 26 nell’area engineering, 43
nel manufacturing e 9 dedicate al racing.
Scheda
tecnica di Grande Punto S2000 Abarth
Motore
•
4 cilindri in linea, 1.997 cm3, montato trasversalmente, sviluppato da FPT
racing;
• Potenza: 270 CV a 8250 g/1’ circa con flangia ö 64 (da
regolamento);
• Coppia massima: 22.5 kgm a 6500 g/1’.
Trasmissione
•
Cambio a 6 rapporti a comando sequenziale con innesti frontali e cut off
in cambiata, scatola ed interni
unici per
monofornitura da regolamento tecnico;
• Differenziali anteriore, centrale e posteriore meccanici con rampe e
frizioni per modifiche delle percentuali
di bloccaggio;
• Differenziale posteriore monofornitura con frizione multidisco per
limitazione di coppia
• Semiassi specifici, giunti tripodi lato vettura e omocinetici lato
ruota;
• Albero di trasmissione specifico in acciaio a due rami con supporto
intermedio al telaio.
Sospensioni
•
Anteriore con schema Mc Pherson;
• Posteriore con schema Mc Pherson;
• Traversa anteriore specifica;
• Traversa posteriore specifica;
• Ammortizzatori regolabili.
Freni
•
Pinza anteriore a 4 pistoncini monolitica;
• Disco freno anteriore ö 355 mm per asfalto, ö 300 mm per terra;
• Pinza posteriore a 4 pistoncini;
• Disco freno posteriore ö 300 mm.
Carrozzeria
•
Allargamento dei parafanghi anteriore e posteriore sino ad una larghezza
massima di 1800 mm;
• Montaggio alettone posteriore, con dimensioni vincolate da regolamento
tecnico, per incremento stabilità
vettura con aumento
carico aerodinamico.
Ruote
•
Cerchio asfalto: 8’’ x 18’’;
• Cerchio terra: 6.5” x 15 “;
• Pneumatici GOODRICH asfalto: 20/65-18;
• Pneumatici
GOODRICH terra: 19/65-15;
• Pneumatici GOODRICH neve: 10/65-16.
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Vittorie
di Fiat Grande Punto
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Nel
suo primo anno di corse la Fiat Grande Punto ha vinto tre campionati: l’International
Rally Challenge e l’Europeo con Giandomenico Basso e Mitia Dotta,
l’Italiano con Paolo Andreucci e
Anna Andreussi. Sempre nell’Italiano Andrea
Navarra e Guido D’Amore si sono piazzati terzi.
Gare vinte dalla Punto S2000 nel 2006:
Rally
Il Ciocco, campionato italiano, Andreucci-Andreussi
Rally 1000 Miglia, campionato italiano- europeo, Andreucci-Andreussi
Rally Fiat Turchia, campionato europeo, Basso-Dotta
Rally Targa Florio, campionato italiano, Andreucci-Andreussi
Rally Ypres (Belgio), campionato europeo-IRC, Basso-Dotta
Rally Bulgaria, campionato europeo, Basso-Dotta
Rally Madeira (Portogallo), campionato europeo-IRC, Basso-Dotta
Rally Alpi Orientali, campionato italiano, Andreucci-Andreussi
Rally Sanremo, campionato italiano-IRC, Andreucci-Andreussi
Rally Costa Smeralda, campionato italiano, Andreucci-Andreussi
Rally San Crispino, campionato italiano, Andreucci-Andreussi
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I
trofei dello Scorpione dal 1977 a oggi
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I
trofei promozionali fanno parte del DNA di Abarth. Risale
al 1977 la prima edizione del Trofeo A112 Abarth, primo campionato
monomarca nei rallies, che aveva protagonista la Autobianchi A112 Abarth
70HP. Una vettura piccola e scattante, che ben si è adattata ai percorsi
difficili e impegnativi dei rallies, portando al successo e alla notorietà
moltissimi piloti italiani. Un
compito che ha assolto per otto anni, fino al 1984.
Fiat
ha poi proseguito la sua politica nei confronti dei giovani piloti
attraverso i campionati Fiat Uno,
Uno Turbo, i Trofei Fiat Cinquecento, Seicento e Punto, fino ai più
recenti Fiat Panda Rally Cup, Fiat Abarth Nazionale e Internazionale.
Quest’anno la tradizione viene rispettata con la grande novità
rappresentata dal Trofeo Abarth
Grande Punto ORO DIESEL, il campionato riservato alle Fiat Grande
Punto R3D che precorre i tempi presentando una vettura già configurata
secondo i regolamenti tecnici internazionali che entreranno in vigore nel
2008.
Infatti,
la Fiat Grande Punto protagonista del trofeo seguirà i dettami tecnici
del Gruppo R e avrà un motore diesel Multijet di 1900 cm3.
Per la sua elaborazione è stato predisposto un apposito kit, in vendita a
circa 30.000 €, che prevede tutte le misure di sicurezza e le componenti
meccaniche necessarie alle competizioni. La
vettura riservata ai “trofeisti” potrà essere acquistata presso la
rete di vendita Fiat Italia a un prezzo scontato del 25%.
Il campionato 2007 scatterà nel mese di maggio con il Rally Targa
Florio e si articolerà su 6 gare tutte su asfalto, di cui 5 del
Campionato Italiano Rally. Come sempre interessante il montepremi (350.000
€) che prevede la prosecuzione della carriera per il vincitore.
Nel 2007 viene inoltre organizzato anche un campionato monomarca
riservato agli altri modelli da competizione della Fiat e, in particolare
alla Fiat Punto Super 1600 e alla
Fiat Panda Kit e 100HP, che disputeranno 5 gare scelte all’interno
del Trofeo Rally Asfalto più una finale da definire. La novità più
evidente è che il Trofeo Fiat Panda cambia formula, con la possibilità
di correre con la propria vettura e con un proprio team.
Anche
in questo caso il montepremi è molto consistente: oltre 100.000 €.
Calendario del
Trofeo Abarth Grande Punto ORO DIESEL
5
maggio, 91° Targa Florio (PA)
17 giugno, 41°
Rally del Salento (LE)
18 luglio, 27°
Rally S. Martino di Castrozza e Primiero (TN)
2 settembre, 43°
Rally del Friuli e delle Alpi Orientali (UD)
30 settembre, 49°
Rally di Sanremo (IM)
25-27 ottobre, Rally
Du Valais (Svizzera)
Calendario
del Trofeo Abarth per Punto S1600 e Panda
15
aprile, 7° Rally di Alba (CN)
13 maggio, 23° Rally della Lanterna (GE)
1 luglio, 23° Rally dell’Appennino Reggiano (RE)
22 luglio, 22° Rally dell’Oltrepo (PV)
9 settembre, 17° Fabaria Rally (AG)
30 settembre, 49° Rally di Sanremo (IM)
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