2015: prezzi auto +1,96%; costi di esercizio -4,51%

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Da un’elaborazione del Centro Studi Promotor su dati Istat

BOLOGNA – Nel 2015 il livello dei prezzi al consumo in Italia è aumentato dello 0,1%. Per le autovetture l’incremento è però decisamente superiore in quanto è stato del 2,16% per i modelli diesel e del 1,79% per le versioni a benzina. Gli automobilisti hanno dunque speso di più per comprare auto nonostante che il livello medio dei prezzi a consumo sia rimasto sostanzialmente stabile. Ben diversa invece la situazione per i costi di esercizio. Il crollo del prezzo del greggio ha avuto, come è ben noto, forti ripercussioni sui costi alla pompa di carburanti auto con la conseguenza che il prezzo medio ponderato delle varie voci del costo di esercizio è calato del 4,51%. Questi dati derivano da un’elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor su dai Istat dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale.

Dallo studio dei dati emerge con chiarezza che il calo dei costi di esercizio è dovuto in primis al calo del prezzo del petrolio greggio e conseguentemente dei suoi derivati, ma va segnalato che anche per altre voci si registrano diminuzioni di prezzi sia pure decisamente più contenute. In particolare, per quel che riguarda la benzina, il prezzo alla pompa nel 2015 è calato del 9,66%, quello del gasolio del 12,23% e per gli altri carburanti auto (essenzialmente metano e GPL) la contrazione è stata addirittura del 17,32%. Tra le altre voci che vedono cali di prezzi troviamo innanzitutto le assicurazioni sui mezzi di trasporto. Il premio medio è diminuito dell’1,78%. È indubbiamente un risultato significativo, anche se non si può dimenticare che i premi per l’assicurazione auto in Italia sono tra i più alti nel mondo e il calo del 2015 non modifica sostanzialmente la situazione. Altri prodotti che hanno visto calare i loro prezzi sono i pneumatici (-0,37%) e i pezzi di ricambi (-0,28%). Sono invece rincarati lubrificanti (+0,27%), garage (+0,39%), trasferimenti di proprietà (+0,61%), manutenzione (+0,69%), pedaggi e parchimetri (+1,15%) e riparazioni (+1,55%).

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la robusta ripresa del mercato dell’auto che è decollata nel 2015 è stata determinata essenzialmente dal forte contingente di domanda di sostituzione arretrata e dal miglioramento del quadro economico. Dall’elaborazione che abbiamo compiuto sui dati Istat sui prezzi e sui costi di esercizio dell’auto emerge tuttavia che anche la diminuzione della spesa per usare l’auto può aver avuto un ruolo importante per sostenere la domanda. Proprio la ripresa del mercato ha consentito però ai prezzi delle auto, che erano stati fortemente compressi durante la crisi, un recupero che è tuttavia piuttosto contenuto e in ogni caso è in linea, se non con il tasso di inflazione del Paese, quanto meno con le attese di crescita dei prezzi nella zona Euro che, come noto, sono del 2% all’anno.

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