La Renault Clio di Davide Porta e Andrea Segir conquista il Campionato Italiano R1 

Al Tuscan Rewind la coppia della Winners Rally Team ha sollevato lo scettro della Classe Tricolore
Il raggruppamento R1 del Campionato Italiano Rally ha visto un’annata particolarmente accesa nella lotta al titolo 2020, deciso proprio in occasione dell’ultimo appuntamento dell’anno, l’undicesimo Tuscan Rewind.
A laurearsi campione è stato il piemontese, classe 2001, Davide Porta al volante della Nuova Clio da rally della MC Racing, seguita e curata sui campi di gara dalla NDM Tecno. Nell’abitacolo della vettura Renault, il navigatore Andrea Segir lo ha supportato in questa importante impresa. Un’annata impeccabile quella dei due portacolori della Winners Rally Team, nonostante fossero alla loro prima apparizione nel campionato tricolore e con alle spalle del pilota di Settimo Torinese solo quattro gare in pista.
Quest’anno il debutto nel CIR e una serie di risultati importanti come la vittoria di classe al Targa Florio, dove è salito per la prima volta sulla nuova vettura della Losanga. In seguito il podio del Rally Due Valli, fino ad arrivare al titolo conquistato al rally senese.
“È stata una stagione difficile e molto combattuta – ha dichiarato Davide Porta – Il livello degli avversari è stato molto alto, ma abbiamo giocato al meglio le nostre carte per portarci a casa un primato importante. Mi sono trovato subito bene con la Clio, vettura davvero performante e ideale per chi vuole affacciarsi a questo bellissimo sport”.

Buon compleanno Karl  

KARLSRUHE (Germania), 25 novembre – Karl Friedrich Benz nacque in Germania a Karlsruhe, il 25 novembre 1844  e morì a Ladenburg, 4 aprile 1929; è considerato l’inventore dell’autovettura, e secondo alcune teorie Karl Benz avrebbe ispirato il nome della benzina, dato che la benzina in tedesco si chiama “Benzin“.

Karl Benz nacque in realtà con un altro nome, Karl Friedrich Michael Vaillant, figlio di Josephine Vaillant e di Johann Georg Benz. Il piccolo Karl nacque quando i due genitori non erano ancora sposati, ma quando compì il primo anno di vita, essi contrassero matrimonio e divennero a tutti gli effetti la famiglia Benz, una famiglia destinata ad un triste destino. Il padre, macchinista ferroviario, morì quando Karl aveva appena due anni, lasciando la giovane moglie in serie difficoltà economiche e con un bambino in tenera età da tirare su. Questo tragico evento non fece arrendere Josephine Vaillant, la quale cambiò il cognome al piccolo Karl da Vaillant a Benz in ricordo del padre. La donna, al prezzo di notevoli sacrifici e privazioni, riuscì a provvedere ad una solida educazione e preparazione per il figlio. I primi studi avvennero alla scuola ad indirizzo grammaticale di Karlsruhe. La città natale di Benz forniva la possibilità di frequentare il liceo. Benz si iscrisse a tale liceo nel 1853, a soli nove anni di età. La sua grande propensione per le discipline tecniche e scientifiche lo spinse poi a frequentare il politecnico, che cominciò a frequentare il 30 settembre del 1860, e dove sviluppò tali attitudini sotto l’occhio dei professori Redtenbacher e Grashof, i quali prepararono Karl Benz allo studio dei motori. In realtà la madre avrebbe desiderato per il figlio una carriera come impiegato, ma la passione del giovane Karl per la tecnica ebbe alla fine la meglio: il 9 luglio 1864, Karl Benz conseguirà il diploma.

Si dice che Karl Benz abbia cominciato a focalizzare nella sua mente i concetti basilari della costruzione di una vettura non mossa da cavalli, osservando il funzionamento della meccanica della sua bicicletta tutte le volte che percorreva la distanza tra casa e scuola. Al termine degli studi presso il politecnico di Karlsruhe, Benz entra come apprendista in quella Karlsruher Maschinenfabrik che un paio di anni più tardi, pochissimo tempo dopo che Benz lascerà questa esperienza lavorativa, vedrà nientemeno che Gottlieb Daimler come direttore tecnico. Circostanze come questa faranno parte dei rarissimi punti di contatto tra i due personaggi, che avranno ruoli fondamentali nella nascita dell’automobile, ma che di fatto, pur risiedendo e lavorando a poca distanza l’uno dall’altro, non avranno mai modo di conoscersi di persona ed agiranno ognuno all’insaputa dell’altro. Nel 1866, quindi, Karl Benz lascia la Karlsruher Maschinenfabrik per trasferirsi a Mannheim come progettista di bilance ed in seguito, nel 1869, a Pforzheim come direttore in una ditta costruttrice di ponti. In questo periodo conosce Bertha Ringer, destinata a divenire sua moglie: anch’essa avrà un ruolo non trascurabile per quanto riguarda la nascita dell’automobile. La futura signora Benz entrerà però in causa già molto tempo prima nella vita professionale di Karl Benz. Questi, infatti, sempre a Pforzheim, fonderà assieme all’amico August Ritter una società di costruzioni, che però avrà vita breve a causa di dissidi nati ben presto tra i due. Karl Benz ha bisogno di un cospicuo fondo economico per rilevare la quota societaria di Ritter e Bertha Ringer convince il padre a concederle la dote, che verrà impiegata da Benz proprio per liquidare Ritter e registrare la ditta, ora di sua esclusiva proprietà, come Karl Benz Eisengießerei und mechanische Werkstätte (Officina Meccanica e Fonderia Karl Benz). Il 20 luglio del 1872, Karl Benz convola a nozze con l’intraprendente Bertha Ringer ed il 1º maggio dell’anno seguente nasce il primogenito della famiglia Benz, Eugen, seguito dal secondogenito Richard il 21 ottobre del 1874. Se dal punto di vista strettamente famigliare, la situazione appare felicissima, non si può dire lo stesso per quanto riguarda gli affari e la situazione comincia a precipitare, fino a che nel 1877, la fonderia di Benz è costretta a chiudere con un “buco” di 2000 marchi dell’epoca. Il 1º agosto dello stesso anno viene alla luce Klara Benz, terzogenita di Karl e Bertha.

 

La famiglia Benz che si allargava man mano, però, richiedeva risorse per il suo sostentamento, risorse che cominciavano a mancare. Benz cominciò nuovamente a pensare al nuovo tipo di attività a cui poteva dedicarsi e lo trovò nei motori a gas, consapevole del successo che stavano ottenendo presso la Deutz Gasmotorenfabrik AG di Colonia, azienda fondata da Nikolaus August Otto e nella quale lavoravano due personaggi di enorme spessore come Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, anch’essi destinati, come Benz, a dare l’impulso definitivo alla diffusione dell’automobile in Europa e nel mondo. Per oltre due anni, Benz si dedica alla creazione ed alla messa a punto del suo motore, inizialmente un due tempi (a cui però già dal 1876 stava lavorando Dugald Clerk che nel 1881 lo brevettò), visto che il quattro tempi era protetto dal brevetto di Otto. Fu il 31 dicembre del 1879 che Benz, finalmente, riuscì a far funzionare il suo motore come sperava, dopo aver investito i pochi denari suoi e della moglie. In seguito, ottenne un finanziamento da un suo amico fotografo, grazie al quale riuscì a perfezionare il motore in maniera definitiva. Nel 1882, Benz riuscì ad aprire persino una nuova ditta dedita alla costruzione di motori a gas, la Aktiengesellschaft Gasmotorenfabrik in Mannheim con sei persone alle sue dipendenze. Ma i guai finanziari non erano ancora appianati, anzi. Le banche tornarono nuovamente a bussare alla porta di Benz, il quale, dopo pochi mesi dalla sua apertura, lasciò la società, tra l’altro rimanendo con poche risorse in termini di buonauscita. A ciò si aggiunse anche la nascita della quarta figlia, Thilde Benz, equivalente ad una bocca in più da sfamare.

Per fortuna, l’eco dei nuovi motori di Benz si stava già diffondendo dovunque, pertanto Benz trovò nuovi finanziatori disposti a concedergli dei fondi per rimettere in piedi una nuova azienda, la Benz & Cie. Rheinische Gasmotorenfabrik in Mannheim, fondata il ottobre del 1883. Stavolta la fortuna girò dalla parte dell’instancabile Karl Benz: la rendita arrivò e Benz poté finalmente mettere da parte le risorse per la famiglia e per il futuro della sua azienda, mentre le banche divennero più fiduciose. Benz cominciò quindi a pensare alla realizzazione di un motore atto a muovere una vettura senza bisogno di cavalli. Si rese conto ben presto che l’unico modo era di utilizzare un motore a quattro tempi, vincolato però dal brevetto di Otto. Il momento propizio si presentò all’inizio del 1886, in occasione della causa legale in corso tra lo stesso Otto e Gottlieb Daimler. La sentenza emessa dal tribunale, che diede ragione a Daimler, liberò il motore a quattro tempi da ogni vincolo legale e Benz poté così registrare il suo motore e la vettura su cui era montato, la Benz Velociped con un unico brevetto, consacrandosi così come l’inventore della prima autovettura al mondo. Benz presentò a varie manifestazioni le sue nuove invenzioni, ma l’impulso propagandistico definitivo arrivò nientemeno che dalla moglie Bertha, la quale rubò di nascosto una Velociped dall’officina del marito ed assieme ai due figli maggiori, Eugen e Richard, intraprese un avventuroso viaggio di 45 km verso Pforzheim, a casa dei suoi genitori, ed altrettanti km di ritorno. L’impresa ebbe un’eco mediatica enorme e la fama di Benz si diffuse rapidamente. Tra moti di entusiasmo, sospetti e detrattori, Karl Benz poté espandere i suoi affari e dedicarsi ad autovetture e motori statici, ottenendo in entrambi i casi risultati commerciali brillanti. Le sue autovetture cominciarono anche ad essere prodotte in Francia su licenza. Il 16 marzo del 1890 vi fu un nuovo arrivo in famiglia: nacque infatti la quinta ed ultima figlia di Karl Benz, Ellen. Ma ben presto sul fronte autovetture, le ordinazioni cominciarono a scemare e Benz si buttò a capofitto nella realizzazione di una nuova vettura. Da questo progetto nacque la Benz Viktoria (1893), destinata ad un successo più rimarchevole, ed in seguito anche la Velo (1894), erede dell’oramai inadeguata Velociped. Durante l’ultimo decennio del Secolo XIX, gli affari andarono talmente bene che Benz divenne il primo costruttore di automobili al mondo, superando la stessa DMG, che nel frattempo era stata fondata da Daimler, Maybach ed altri soci. Vennero brevettati vari altri veicoli che lo stesso Benz provvedeva a collaudare sulle strade francesi ritenendole in migliore stato rispetto a quelle del proprio paese.

Nel 1901 si ebbe un improvviso crollo di vendite, dovuto all’agguerrita concorrenza della DMG, che aveva immesso nel mercato le sue Mercedes 35PS, ben più moderne e prestanti rispetto alle Benz che avevano trionfato commercialmente fino a poco tempo prima. Karl Benz, dal canto suo, non era per niente incline ad apportare innovazioni ai suoi modelli, poiché rifiutava l’idea dell’autovettura come mezzo ad alte prestazioni o addirittura da impiegare in gara. Ma stavolta dovette arrendersi all’evidenza e soprattutto alla volontà dei suoi soci, che invece erano decisi a dare una svolta produttiva e a rivoluzionare la gamma Benz. Fu a quel punto che Benz lasciò stizzito la sua azienda per dedicarsi per conto suo alla produzione di motori. Ma i risultati non arrivarono né da una parte né dall’altra. Si giunse ad una riconciliazione tra le parti e Benz tornò alla sua azienda. Ma si era tornati in difficoltà economiche e si decise quindi di tagliare parte del personale, tenendo i migliori. Da ciò nacque la gamma Parsifal, dotata di diverse innovazioni tecnologiche rispetto alla precedente gamma, a tal punto da suscitare nuovamente il disappunto di Benz, che nell’aprile del 1903 lascia definitivamente l’azienda, ma le offrì consulenza per tutta la vita, così come per tutta la vita, ed a partire dal 1904, fu invitato ad entrare a far parte del suo consiglio di amministrazione.

Qualche tempo dopo aver lasciato la sua azienda, Karl Benz fondò la Karl Benz Söhne, che propose alcune autovetture, ma con poco successo. Il 25 novembre del 1914 Benz ottenne la laurea ad honorem, consegnatagli dal Politecnico di Karlsruhe presso cui aveva studiato molti anni prima. Successivamente, nel 1926, la Benz & Co. si fuse con la DMG. La nuova casa automobilistica, la Daimler-Benz AG appunto, ebbe un grande successo e il nome di Benz è tuttora legato al celeberrimo marchio della Mercedes-Benz. Karl Benz trascorre gli ultimi anni della sua vita con serenità, consapevole di aver fatto sempre la cosa giusta. Muore il 4 aprile del 1929 per una bronchite, un anno funesto per altre personalità legate ai marchi della Daimler-Benz: nello stesso anno morirono infatti Wilhelm Maybach e Mercedes Jellinek, che diversi anni prima aveva dato il suo nome alle prestigiose vetture con la stella a tre punte.

Dal 1984, Karl Benz è entrato a far parte del novero dei maggiori personaggi del campo automobilistico inseriti nell’ Automotive Hall of Fame.

Movisport saluta con gioia il “Tricolore” di Andrea Crugnola

La scuderia reggiana ha avviato da settembre scorso  una collaborazione con il pilota varesino che sabato scorso, al “Tuscan Rewind” in Toscana ha vinto il suo primo titolo italiano di rally. Foto Massimo Bettiol

Reggio Emilia, 24 novembre 2020. Movisport, aggiunge una vibrante soddisfazione al proprio 2020, che seppur avviato a metà anno per causa dell’emergenza epidemiologica, ha prodotto risultati di prestigio.

 

La scuderia reggiana saluta con gioia il primo titolo tricolore di Rally in carriera ottenuto da Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto, con la Citroen C3 ufficiale e gestita dalla FPF Sport, il primo tassello di prestigio di una collaborazione avviata dallo scorso settembre e pensata in vista del prossimo anno.

Crugnola e Ometto hanno conquistato il titolo 2020 al termine del Campionato, avvenuto sabato scorso con la sfida del “Tuscan Rewind”, in terra senese, dove sono giunti secondi dietro al giovane boliviano Bulacia (non iscritto al “tricolore” ma solo alla serie su terra italiana) e dopo un lungo ed acceso dualismo avviato a luglio scorso contro Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, i Campioni uscenti.

ANDREA CRUGNOLA: “Sono felicissimo! Meglio di così non potevamo fare! Sono estremamente soddisfatto di questo successo e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito al suo raggiungimento, da Citroën Italia, a Pietro, a tutto il team della F.P.F. Sport, i meccanici, il team Pirelli, i tecnici, la Scuderia Movisport, gli sponsor e tutti coloro che hanno creduto in me. Davvero un ottimo lavoro di squadra che ha dato i suoi frutti, a dimostrazione della tenacia, della determinazione e della professionalità di ognuno, in un contesto spesso complicato di questa stagione anomala. Anche nei momenti di difficoltà, ho sempre potuto contare sul supporto di tutto il team per reagire immediatamente. Gara dopo gara, siamo riusciti a ottimizzare progressivamente il set up della nostra Citroën C3 R5 con cui mi sono trovato molto bene e che si è dimostrata veloce, affidabile e prestazionale, grazie anche agli pneumatici Pirelli. Sono davvero orgoglioso del risultato che abbiamo raggiunto! “.

 

Alla gara in terra di Siena si è presentato anche Alessandro Taddei, vincitore di ben quattro edizioni della gara toscana, affiancato da Andrea Gaspari sulla Hyundai i20 (Team Hyundai Motorsport). Alla fine hanno trovato sensazioni vibranti, culminate – con una prestazione in grande progressione – alla notevole 10^ posizione finale.

 

Giacomo Scattolon e Marco Marchiori, con la Skoda Fabia R5 (Erreffe Rally Team), i quali hanno effettuato una gara in crescendo a bordo. Assente dai fondi sterrati da molto tempo, Scattolon ha dovuto prima prendere dimestichezza con le strade a lui nuove per poi provare a forzare il ritmo. Al termine della gara è risultato 11° assoluto, appena fuori dalla top ten di una gara rivelatasi di alto livello qualitativo.

 

Il giovane Giovanni Baruffa, in coppia con Simone Brachi, era pure lui della partita con una Peugeot 208 R2 ed ha terminato la gara per lui utile apprendistato, in 14^ posizione finale mentre. Silvano Patera e Danilo Fappani, su una Skoda Fabia R5 EVO, hanno firmato la 22^ posizione finale.

Balletti Motorsport chiude bene a Magione

Ottima prestazione alla “2 Ore Auto Storiche” per la Porsche 911 RSR di Cabianca e Fratti nell’ultima gara della stagione. Foto Claudia Cavalleri

Nizza Monferrato (AT), 24 novembre 2020 È stato a tutti gli effetti l’ultimo appuntamento in gara del 2020, quello dello scorso fine settimana a Magione per la Balletti Motorsport.

L’autodromo umbro è stato infatti il palcoscenico della “2 ore di Magione Auto Storiche”, una delle classiche del periodo e valevole per il Campionato Italiano Velocità Auto Storiche, alla quale il team dei fratelli Carmelo e Mario Balletti ha schierato al via la Porsche 911 RSR Gruppo 4 di Andrea Cabianca e Maurizio Fratti.

Per la nuova vettura, quella umbra è stata la seconda uscita stagionale nella quale il duo è stato protagonista di una gara eccellente, conclusa realizzando la terza prestazione assoluta che è valsa la vittoria nel 2° Raggruppamento e nella classe di appartenenza.

Al termine della prestazione, sia i piloti che il team si sono dichiarati molto soddisfatti del rendimento della vettura durante gli ottanta giri pista effettuati nelle due ore di gara; un risultato che chiude con ottimismo la stagione in attesa delle date della prossima. Obiettivo del duo Cabianca – Fratti, sarà infatti la partecipazione agli eventi valevoli per il Classic Endurance Racing (C.E.R.) la prestigiosa serie organizzata da Peter Auto nei più prestigiosi autodromi europei.

LORAN ringrazia il suo equipaggio Basso-Granai e HK Racing: malgrado il titolo CIR sfuggito di un soffio il 2020 rimane decisamente positivo

Frosinone, 23 Novembre 2020. Non è andata come ci si auspicava. Quello che sarebbe stato il secondo titolo italiano consecutivo è sfuggito di un soffio e ha lasciato a tutta la squadra un senso di amarezza e tristezza.

LORAN intende però ringraziare calorosamente il suo equipaggio composto da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, autori di una stagione superlativa e percorsa sempre al comando della graduatoria. Professionisti seri e che hanno sempre dimostrato il proprio valore umano e sportivo. Insieme a loro va ringraziato anche Alessandro Re e tutta la HK Racing, team molto professionale e che ha garantito per tutti gli eventi una Volkswagen Polo Gti R5 performante sotto ogni punto di vista. Infine, un sentito grazie a tutti i partners che anche in un’annata così travagliata non hanno mai fatto mancare il proprio appoggio verso un programma importante e ambizioso quale il nostro

Ma ora è tempo di voltare immediatamente pagina e di concludere il 2020 con gli ultimi appuntamenti residui, in attesa di un 2021 che sarà certamente ancora luminoso e ricco di sorprese.

Maranello Corse 2° nel Trofeo Peugeot 2020 con Davide Nicelli

Al Tuscan il pilota pavese è autore di una bella prestazione che gli consente di chiudere secondo sia per il monomarca Peugeot che per il 2Ruote Motrici. Foto AmicoRally

Maranello (MO) –  La scuderia Maranello Corse torna dalla trasferta del Tuscan Rewind con una bella prestazione ad opera del suo portacolori Davide Nicelli. Il giovane pilota di Stradella, insieme all’ormai inseparabile Alessandro Mattioda sulla Peugeot 208 R2B della MM Motorsport, ha fornito l’ennesima prova di spessore e carattere che, classifiche alla mano, ha trovato corrispondenza con il 28° posto assoluto: tradotto negli obiettivi stagionali, significa 2° di 2 Ruote Motrici e 2° di Trofeo Peugeot.

“Il Tuscan si è confermata una gara magnifica e allo stesso tempo difficile con medie orarie elevate e strade meravigliose. Siamo abbastanza soddisfatti di questa trasferta;  siamo partiti un po’ lenti nella prima speciale così abbiamo dovuto provare una difficile rimonta. Alla fine abbiamo sfiorato il Trofeo Peugeot per pochi secondi che sono poi quelli persi ad inizio giornata.”

Nicelli traccia un bilancio della sua stagione: “secondi di trofeo e di 2Ruote Motrici dietro ad Andreucci, per giunta con la nuova 208 è decisamente un buon risultato sebbene il monomarca lo volessimo vincere. Siamo consci di aver fatto una buona stagione anche se si poteva fare meglio per poter essere primi. Ora sappiamo bene come ed in quale direzione lavorare per il futuro. Nel 2021 ci ripresenteremo più forti nel CIR o… chissà, magari anche in un contesto superiore!”

La chiusura spetta ai ringraziamenti: “Il mio primo grazie va alla MM Motorsport che ci ha dato una vettura davvero super in tutte le gare stagionali oltre all’elevato supporto tecnico. Impossibile non citare Alessandro Mattioda, il mio naviga che mi ha aiutato moltissimo nel processo di crescita e la Maranello Corse che ci ha permesso di essere al via del CIR: mi sarebbe piaciuto vincere per poter dedicare il successo a Nicola Zandanel che con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incredibile. Ringrazio anche gli sponsor e i tifosi che ci hanno dato il supporto ed il sostengo in tutte le gare disputate.”

 

Tricolore Terra Produzione sfumato per Riccardo Rigo

Una fatale toccata, sulla quarta prova speciale del Tuscan Rewind, spegne i sogni di gloria del pilota di Borgo Valsugana, il quale si consola con il successo nel Raceday. Foto Actualfoto/Leonelli

Borgo Valsugana (TN), 24 Novembre 2020 – Era andato davvero vicino al bersaglio grosso, a quel titolo di campione italiano che avrebbe consegnato agli annali una stagione stellare.

L’undicesima edizione del Tuscan Rewind ha invece regalato a Riccardo Rigo un boccone particolarmente amaro da digerire, avendo toccato con un dito il titolo nel Campionato Italiano Rally Terra, tra le vetture di produzione, per poi vederlo sfuggire alcuni chilometri dopo.

Partito nell’invidiabile ruolo della lepre da inseguire il pilota di Borgo Valsugana si metteva, da subito, in scia al diretto rivale Bardini e concludeva la prima tornata secondo in classe N4.

Un rocambolesco colpo di scena, sulla terza prova speciale, rimescolava le carte con Bardini che incassava una penalità di quaranta secondi e con Rigo, affiancato da Alessio Angeli alle note, che passava al comando con un margine di poco superiore ai tredici secondi e con Tarantino, terzo, che tornava a far sentire il proprio fiato sul collo al duo di testa.

Tutto sembrava preludere ad una lotta accesa per il tricolore terra ma, sulla ripetizione di “Castiglion del Bosco”, il portacolori della scuderia Millenium Sport Promotion parcheggiava rovinosamente la Mistubishi Lancer Evo IX gruppo N, curata da Power Brothers, alzando mestamente la bandiera bianca ed abbandonando ogni sogno di doppietta stagionale.

 

Sulla quarta prova speciale” – racconta Rigo – “ho commesso un errore e, da una leggera distrazione, siamo usciti a forte velocità, circa in quinta marcia. Abbiamo preso un terrapieno ed una roccia che ci han fatto catapultare in aria. Fortunatamente non ci siamo fatti niente ma la nostra povera Lancer è stata quella che ha subito i danni maggiori. Eravamo primi in campionato ed in testa alla gara. Ci bastava soltanto arrivare ed invece è andata molto male.”

 

Un terzo gradino del podio tricolore, quello ottenuto in classe N4, che si aggiunge alla prestigiosa affermazione siglata nel challenge Raceday Rally Terra, nel raggruppamento C.

 

Chiaro che rode” – aggiunge Rigo – “ma, analizzando il 2020, non possiamo che essere soddisfatti di aver vinto il Raceday, tra le produzione, ed aver chiuso sul podio del Campionato Italiano Rally Terra. È il terzo anno con i fratelli Colonna di San Marino, alias Power Brothers, e grazie a loro la vettura è stata sempre impeccabile. Grazie a Tony Bianchin, patron di Millenium Sport Promotion, e ad Andrea Mini, Scuderia Malatesta. Grazie a Bruno Pelliccioni, proprietario della vettura, che non mi ha rincorso con il bastone dopo aver visto come ho ridotto la sua Lancer, ad Alessio Angeli per come mi sopporta in gara ed ai partners che ci hanno sostenuto.”

 

Un 2020 sul quale cala il sipario ed un 2021 che potrebbe riservare interessanti sorprese.

 

Per il prossimo anno” – conclude Rigo – “potrebbe maturare un cambio di categoria davvero interessante anche se la Mitsubishi Lancer Evo IX resterà per sempre un’amica speciale.”

 

 

Roberto Pellè è terzo nel Campionato Italiano R1

Autentico mattatore al Tuscan Rewind, sue sette delle nove speciali in programma, il pilota trentino chiude sul gradino più basso del podio nel tricolore di categoria. Foto ActualFoto Roberto Leonelli

Trento, 24 Novembre 2020 – Sembrava una missione quasi impossibile ma Roberto Pellè al Tuscan Rewind, svoltosi nel recente fine settimana, ha posto una succulenta ciliegina sulla torta di una stagione 2020 che lo ha visto già trionfare nell’ACI Sport Rally Cup Italia.

Dopo aver siglato il titolo quale migliore Racing Start tra tutte le zone tricolori il pilota trentino, tornato una tantum sulla rispolverata Suzuki Swift 1.6 R1, ha centrato l’obiettivo di salire sul terzo gradino del podio del Campionato Italiano R1, con una gara condotta magistralmente.

Sempre affiancato dalla compagna, di abitacolo e nella vita, Giulia Luraschi il portacolori della scuderia Destra 4 Squadra Corse partiva a testa bassa, rifilando in poco più di nove chilometri della speciale di apertura ben 20”5 a Zanin e 24”8 a Porta, dimostrandosi molto determinato.

Sul secondo e sul terzo crono, di questo ultimo atto del Campionato Italiano Rally e del Campionato Italiano Rally Terra, i distacchi si facevano più contenuti ma il trentino continuava ad essere il migliore, portando il divario oltre il mezzo minuto, dopo sole tre tratti cronometrati.

Un secondo giro d’autore vedeva il pilota della piccola trazione anteriore nipponica infilare altri tre successi parziali, allargando un gap che si avvicinava rapidamente al minuto netto.

Un’ultima stoccata, sulla terza “Castiglion del Bosco”, risultava essere il conclusivo boccone di giornata per Pellè, il quale tirava saggiamente i remi in barca sui due ultimi impegni di frazione.

Tanta la soddisfazione all’arrivo, con una perentoria vittoria di classe R1, mai messa in discussione, che si traduceva nel terzo gradino del podio assoluto nel Campionato Italiano R1 e nel secondo per quanto riguarda la seconda divisione del tricolore riservato alle piccole pepate.

 

Sembrava un obiettivo impossibile all’inizio di questo Tuscan Rewind” – racconta Pellè – “ma, magicamente, lo abbiamo raggiunto e ce lo siamo guadagnato sul campo, in tutto e per tutto. Partiti da un settimo posto, guadagnato nelle gare concomitanti con la Suzuki Rally Cup, siamo riusciti ad arrivare al terzo posto del Campionato Italiano R1. È a dir poco fantastico. Dopo la vittoria nell’ACI Sport Rally Cup Italia, tra le Racing Start, siamo la terza migliore R1 d’Italia nel massimo campionato italiano. Siamo felicissimi. Durante le ricognizioni eravamo un pochino preoccupati. Le prove si presentavano molto difficili e tanto veloci. Abbiamo deciso di attaccare, sin dal primo metro, sapendo che i nostri avversari non ci avrebbero dato strada libera. Abbiamo spinto molto ed abbiamo completato un primo ed un secondo giro fantastico, vincendo tutte le prove speciali in programma nella nostra classe. Quando ci siamo resi conto che il margine era diventato importante abbiamo pensato ad amministrare. È stato speciale.”

 

Una chiusura di 2020 con i fiocchi, in grado di infondere morale per un 2021 quasi alla porta.

 

Un’annata davvero speciale per me e Giulia” – conclude Pellè – “ed il merito va condiviso con tutti i partners che ci hanno sostenuto, con i nostri preparatori Bisoffi ed A. Bi. Car Racing, con la scuderia Destra 4 Squadra Corse e con tutte le persone che ci sono state sempre vicino.”

Ford Racing vince il Campionato Costruttori 2 Ruote Motrici

Dopo il titolo CIRA vinto a Verona dall’equipaggio di punta FORD Racing Daniele Campanaro – Irene Porcu, sul caminetto della squadra dell’ovale blu di casa Italia, bisognerà andare a fare posto anche per il Campionato Italiano Rally costruttori 2 ruote motrici un successo che premia la tenacia di una squadra, ma soprattutto di un costruttore che ha deciso di investire sui più giovani e su una vettura come la Ford Fiesta Rally4, a loro dedicata. Uno dei principali fautori di questo successo è la prima guida della squadra Daniele Campanaro che ben si è difeso anche sulla terra dove era completamente digiuno di esperienza. Non possono certo mancare i complimenti alla GASS Racing partner storico di FORD Racing che su queste speciali ha vinto la Coppa ACI Sport Scuderie.
All’arrivo del Tuscan Rewind sul volto di Valentino Giorgi, National coordinator della FORD Racing si legge tutta la soddisfazione per questo successo di squadra. “Sia pure nel suo anomalo andamento questa stagione ci ha regalato ben due titoli tricolori, che confermano la bontà del cammino intrapreso volto a valorizzare i giovani e della Ford Fiesta Rally4 vettura che M-Sport Poland continua ad aggiornare di stagione in stagione. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri principali partner TH Motorsport e ERTS Hankkok. Con i quali abbiamo già cominciato a lavorare sul futuro, perché assieme condividiamo lo stesso spirito, ed entusiasmo verso questo programma di filiera che in questi anni è diventato il filo conduttore del marchio FORD nello sport.”

Rally: Tuscan Rewind positivo per la Porto Cervo Racing

Trasferta in Toscana positiva per la Scuderia e i suoi portacolori all’11° Tuscan Rewind valido come ultimo round del Campionato Italiano Rally e Campionato Italiano Rally Terra.

La Porto Cervo Racing rientra dalla Toscana con un bilancio positivo. All’11° Tuscan Rewind, valido come ultima prova del Campionato Italiano Rally e Campionato Italiano Rally Terra, l’equipaggio Schirru-Deiana e il co-pilota Fabio Salis si sono ben comportati sugli sterrati della provincia senese.

L’obiettivo era arrivare alla fine: Fabrizio Schirru e Sergio Deiana, a bordo di una Peugeot 208 R2, non hanno tenuto conto dei tempi perché la meta da raggiungere era la pedana d’arrivo del Tuscan Rewind. L’equipaggio targato Porto Cervo Racing Team ha concluso la gara al 71° posto assoluto (21° posto di classe R2B e 56° di gruppo R). “Abbiamo interpretato (o affrontato) la gara con la filosofia di arrivare alla fine”, ha detto il pilota Fabrizio Schirru”, “dopo 14 anni di stop mi sono rimesso in macchina e ho dovuto iniziare nuovamente tutto da capo. Il rally era bellissimo, non abbiamo considerato i tempi perché il nostro obiettivo era arrivare in fondo e divertirci. Ci siamo riusciti e speriamo ce ne siano altre. Ringrazio la Porto Cervo Racing per il supporto che mi ha dato e il mio navigatore Sergio Deiana”.

Il co-pilota Fabio Salis ha ripreso a leggere le note ad un anno e dalla stessa gara dove aveva concluso la stagione agonistica. Per Salis, stesso pilota, Andrea Gallu, ma diversa vettura, una Ford Fiesta Rally 4 con la quale ha terminato al 49° posto assoluto (16° di classe R2B e 44° di gruppo R). “Rispetto al 2019, la gara era uguale per i percorsi, ma differente per le condizioni meteo”, ha commentato Fabio Salis, “l’anno scorso era una gara bagnata mentre quest’anno era asciutta con strade polverose e molto scivolose. La macchina era nuova per Andrea e, a causa delle limitazioni dovute al Covid-19, non abbiamo potuto fare nessun test ad eccezione dello shakedown, quindi siamo partiti molto cauti, abbiamo fatto delle regolazioni sulla macchina con la quale devi fare tanti chilometri prima di poterla interpretare bene. Con i tempi sulle prove speciali siamo andati via, via, migliorando, ad eccezione dell’ultima prova speciale dove alla fine abbiamo trovato il buio. Comunque è stata una gara positiva, siamo soddisfatti del miglioramento che c’è stato in gara e il team di noleggio Jme Rally Team è stato molto serio e professionale”.

L’equipaggio ha voluto rendere omaggio a Nicola Imperio, venuto a mancare nei giorni scorsi, con una dedica sulla vettura. “Abbiamo corso per lui e con lui”, ha concluso Salis, “Nicola, oltre che un grande professionista dei Rally, era anche un caro amico”.

Per la scomparsa di Imperio, sono arrivate parole toccanti anche da Mauro Atzei, presidente della Porto Cervo Racing: “Siamo stati colpiti dalla perdita di un caro amico, di un faro, di un punto di riferimento importante nel motorsport. Tutta la Porto Cervo Racing si sente vicino alla moglie e alla figlia Michela. Rimarrà sempre con noi un bellissimo ricordo di una persona speciale come era Nicola Imperio”.