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Sasso
Fenoglio svettano
Nel Grand Prix Terre dei Savoia 2008
foto
di Sergio Zoom Biancolli
RACCONIGI
(CN) -
Appena due centesimi di
secondo. Molto meno di un battito di ciglia. Questa la differenza
fra il conquistare l’edizione primaverile del GP
Terre dei Savoia 2008 e chiudere sul secondo gradino del podio.
A vincere sono stati i savonesi Roberto
Sasso e Giuseppina Fenoglio (Sanremo Corse), già protagonisti
nell’edizione dell’ottobre scorso, che con la loro Fiat
Punto GT del 1998 hanno relegato al secondo posto
la Porsche
911 2.4 del 1973 dei
coniugi torinesi Cesare
Beltrand ed Alessandra Quagliotti (Scuderia dei Rododendri),
protagonisti di una decisa rimonta nella seconda parte di gara che
li ha portati a colmare lo svantaggio. Tutto o quasi. Sicuramente
non in modo sufficiente. Terzo gradino del podio per l’Austin
Seven del 1961 del sanremese Bruno
Lanteri (Sanremo Corse), per una volta navigato dal figlio Valerio,
che ha tenuto sotto pressione per metà della gara Sasso-Fenoglio, rimanendo incollato ad appena due centesimi, prima
di commettere alcuni errori che lo hanno fatto scivolare in terza
posizione. Ottima prestazione per gli astigiani Franco
Seghesio e Pinuccia Gabetti, Alpine A110 del 1973, quarti che
hanno iniziato alla grande inserendosi nella lotta per il successo
nelle prime prove, mantenendo poi un buon passo costante e regolare
per tutta la gara; Seghesio-Gabetti sono riusciti a regolare
la Porsche
993 Carrera 2 del 1994 di
Furio Pellis e Patrizia Gorgo. Com’è ormai tradizione il GP
Terre dei Savoia ha presentato un ampio panorama dell’evoluzione
della tecnica e del design automobilistico spaziando dal 1932 ai
giorni nostri. Nel primo Raggruppamento, infatti, quello riservato
alla vetture costruite sino al 1945, si è imposta un’habituè
della manifestazione, ovvero
la Lancia
Astura
Sport del 1932 dei biellesi
Renato Novarese e Maurizio Mancasola, che come lo scorso anno è
partita con il numero 1 sulle fiancate (essendo priva di portiere),
lottando con
la Lancia
Augusta
Cabriolet “Belna” del
1933 (vettura costruita in soli 200 esemplari) di Beppe
e Rita Ronco, purtroppo costretti al ritiro a metà del
percorso. Nel secondo Raggruppamento, che ospitava le vetture sino
al 1961, successo di Lanteri davanti all’Austin
Healey 100/6 del 1957 di Marco Ponzalino e Michela Parola, che
hanno avuto ragione della Porsche
356 B Cabrio del 1952 di Guglielmo Vigada e Vincenza Bagnasco
che hanno avuto la meglio sugli esordienti Antonio
Giraudi e Renato Montalbano, impegnati ad acquisire i trucchi
del mestiere con la loro Porsche 356 T6 del 1960. Gran lotta nel raggruppamento più
numeroso, il Terzo (fino al 1976), che ha visto prevalere Cesare
Beltrand davanti a Seghesio, seguiti a breve distanza dalla
Innocenti Mini Cooper del
1973 di Raffaele Iozzino con alle note il figlio Edoardo.
Passando ai tre raggruppamenti più moderni nel quarto successo
della Porsche 911 del 1977 di
Francesco Rapacciuolo e Giorgio Gotta che hanno preceduto
la Lancia
Delta
4WD del 1987 di Roberto
Montoya e Marcelo Gonzalez. In quello successivo successo dei
vincitori Sasso-Fenoglio davanti a Pellis-Gorgo. Nel sesto
Raggruppamento, quello riservato alle vetture Istant
Classic, ad emergere è stata l’Aston
Martin V8 Vintage Roadster ufficiale dell’importatore italiano
condotta dal responsabile della pagina motori del quotidiano
La Padania
, Paolo Calovolo, affiancato
da Alberto Balbo, che ha preceduto un altro equipaggio di
esordienti, quello formato dai bresciani Luca
Jabczynski Walter Colombo su Fiat
Coupé del 2000. Nelle coppe riservate alle vetture Fiat il
primato è andato alla Fiat 2300 S del 1968 di Sergio Armando e Claudio Tallone che non
sono riusciti ad inserirsi ai vertici delle classifiche per un
errore nelle prime battute della gara, mentre
la Coppa
Lancia
va ad Ezio Canuto e Giuliana
Ferraro su Fulvia 1600 HF del 1973. Il
Trofeo Automotoretrò assegnato dalla giuria è stato assegnato
alla Lancia Astura Sport di
Novarese-Mancasola. Fra le vetture presenti da segnalare la
partecipazione della Fiat 128
Coupé SL del 1973 di Carlo e Marco Ravinale alimentata con
impianto GPL della BRC. La vettura ha compiuto tutto il percorso senza il minimo
problema affrontando colline e salite senza battere ciglio. In veste
di apripista anche una rara Lancia
Delta S4 del
1985 in
versione stradale di Sergio
Mano-Luca Servetti.
La
cronaca -
L’appuntamento era per sabato
pomeriggio 31 maggio, presso una sala del municipio di Racconigi, città fulcro della manifestazione assieme a Bra,
Novello e Sommariva Perno. Espletate le formalità delle
verifiche sportive i concorrenti si sono trasferiti per le verifiche
tecniche nella Margaria del
Castello di Racconigi per le sportive. Per molti concorrenti è
stata possibile la visita del Castello
di Racconigi (inizialmente era prevista una visita del parco
secolare, annullata a causa del nubifragio dei giorni precedenti),
per finire la giornata al ristorante da Mosé di Racconigi per la
cena a base di specialità tipiche piemontesi. Alle
9.01 di domenica 1 giugno il via della gara proprio alla Margaria
del Castello, spettacolare costruzione immersa nel verde del
parco che ospita sui suoi torrioni i nidi delle cicogne. Il primo a partire è Renato Novarese con la sua Astura
seguito dalla Augusta di
Beppe Ronco. Appena un paio di chilometri e c’è il primo
controllo timbro situato nella corte della cascina di Migliabruna,
la più interessanti dal punto di vista architettonico delle cascine
reali che circondano il Castello
di Racconigi. Una veloce sgroppata ed ecco le prime due prove di
precisione a Caramagna. Nemmeno il tempo di tirare il fiato e via verso Bra
su stradine secondarie attraverso la campagna e cascinali dove nella
Piazza Carlo Alberto si
sono svolte altro quattro prove di precisione. Il tratto in pianura
è finito. Tuffo in discesa nella valle del Tanaro e rapida inerpicata verso Cherasco con due controlli timbro: uno davanti al Castello, il
secondo immerso nella campagna, proprio davanti alla factory di
Piero Lavazza, il mago delle
Cinquecento che ha accolto i concorrenti con pasticcini
focaccine ed un CD che racconta tutta la sua esperienza di
preparatore. Pochi chilometri sul falso piano di Cherasco, quindi
tuffo nella valle del Tanaro per risalire
a Novello dove erano poste altre due prove di precisione prima
della sosta e accoglienza curata dalla pro-Loco dal paese del vino Nas-Cetta. Venti minuti
volano e si riparte in direzione di Barolo,
per il controllo timbro all’ombra del Castello
proprio davanti al Museo del
Cavatappi,
La Morra
, Verduno quindi Pollenzo,
che nello spiazzo davanti all’Università
del Gusto ha accolto i partecipanti. Ancora salite per arrivare
sul cucuzzolo di Pocapaglia per due prove di precisione. Nelle
colline dell’Arneis con passaggi mezzacosta mozzafiato i
concorrenti hanno raggiunto Santa
Vittoria d’Alba, quindi Monticello Villa
per tuffarsi nella piana di Sant’Antonio per altre due prove di
precisione. La salita verso Sommariva
Perno ha concluso la prima parte di gara con il leggero, ma
sostanzioso pranzo curato dal Pro
Loco di Sommariva Perno. I concorrenti hanno potuto assaggiare
anche un bicchiere di Arneis, vino bianco locale e
le fragole che sono il prodotto tipico di questa città del Roero.
Una veloce sgroppata nelle colline di tufo per portare i concorrenti
nuovamente a Bra, dove è iniziato il secondo giro. La gara si è
conclusa alle 17.31 quando
l’Astura di Novarese è entrata nella piazza principale di
Racconigi. Che ha ospitato tutte le vetture in gara oltre a quelle
partecipanti al Raduno Per le Terre dei Savoia organizzato in
collaborazione con il Club
Coupé Fiat - Sezione Piemonte cui hanno partecipato una
trentina di vetture (oltre venti coupé più alcuni aggregati fra le
quali spiccava una Jaguar MK
II).
A
breve le foto della gara scattate lungo il percorso da Sergio
Biancolli.
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