Alberto Ascari e la maledizione del mese di maggio

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MONZA – Il mese di maggio è stato un mese maledetto per la Formula 1. In questo mese, infatti, sono morti una dozzina di piloti, molti dei quali impegnati nella 500 Miglia di Indianapolis negli anni Cinquanta valida come gara americana della Formula 1, a cominciare da Chet Miller nel 1953 per finire con Ayrton Senna nel 1994.

Il 26 maggio di 65 anni fa moriva il grandissimo Alberto Ascari, campione del mondo nel 1952 e 1953, durante un test a Monza su una Ferrari 750 Sport. Quattro giorni prima dell’incidente sulla pista brianzola Alberto Ascari era uscito di strada al Gran Premio di Montecarlo con la sua Lancia D50 finendo in mare subito dopo l’uscita del tunnel. La monoposto si inabissò nelle acque del porto, ma Ascari riuscì miracolosamente a uscire dal posto di guida riportando solo lievi ferite.

Quattro giorni dopo Gigi Villoresi ed Eugenio Castellotti stavano effettuando un test sulla pista di Monza con la loro Ferrari 750 Sport. Terminata la sessione mattutina, Ascari chiese agli amici di poter fare tre giri di pista con la loro vettura per allenamento. Alla curva del Vialone, oggi denominata Ascari, la Ferrari sbanda, esce di strada e si capovolge schiacciando sotto il suo peso il pilota.

Alberto Ascari ha trentasei anni, come suo padre Antonio quando morì a Montlhery in Francia il 26 luglio del 1925. E dire che Alberto Ascari aveva una piccola superstizione che gli impediva di mettersi al volante in corsa nel giorno 26.

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