Aosta-Gran San Bernardo 2019, successo in famiglia per Loris e Michelle Lumignon

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AOSTA, 9 giugno – Grande festa in Valle d’Aosta per la 34esima edizione dell’Aosta-Gran San Bernardo, gara attualmente di regolarità che affonda le sue origini nelle grandi cronoscalate che si sono disputate a partire dagli anni Venti fino al 1957, anno in cui le corse su strada rischiarono di estinguersi dalle strade italiane.

Grandi festeggiamenti in particolare per il vincitore Loris Lumignon, portacolori del Club ASI locale, il CAMEVA, che vinto sia la coppa Lanificio Fratelli Tallia di Delfino, sia la gara a coefficiente Asi (che coefficientava il risultato cronometrico con l’età della vettura) al volante della sua A112 Abarth del 1984. Un successo che acquista ulteriore spessore nel fatto che il driver valdostano ha centrato l’obiettivo avendo al suo fianco la figlia Michelle di otto anni, che ha “costretto” il padre, autista di camion in un’azienda locale distribuzione acque, a partire per ultimo nella gara perché ha voluto consegnare personalmente le refrigeranti bottigliette di acqua minerale a tutti gli equipaggi alla partenza da Piazza Chanoux ad Aosta, avvenuta nel primissimo pomeriggio di sabato quando il sole estivo ha proiettato la temperatura a livelli tropicali. La vittoria di Lumignon è stata secca e decisa in entrambe le classifiche con un incontrastabile allungo fin dalla seconda prova della gara riuscendo a prendere il comando delle operazioni per non lasciarle più sino al traguardo finale con appena 184 penalità dopo 72 prove di precisione, 65 delle quali valide per la classifica, avendo come peggior risultato un 7 penalità nella prova di Marseiller 3.

Il podio delle due classifiche è perfettamente uguale, con al secondo posto Mauro Bonfante-Cinzia Bruno, Fiat 1100/103 del 1956, mattatori delle precedenti gare stagionali, che nella classifica generale pagano 45 penalità a Lumignon-Lumignon, fardello che è stato diminuito ma non annullato dai coefficienti della classifica ASI che appesantiscono maggiormente la A112 Abarth di 32 anni più giovane della 1100 di Bonfante-Bruno. E sono proprio i coefficienti a far scendere in terza posizione nella classifica ASI Roberto Boracco-Angela Bossi che con la loro A112 Abarth del 1982 avevano terminato alla pari nell’assoluta con Bonfante-Bruno. La quarta piazza nella classifica assoluta è di Andrea Malucelli-Monica Bernuzzi, che avevano concluso staccati di sole venti penalità dal podio, è diventata quinta nella graduatoria ASI a causa della minor età della loro Lancia Beta Montecarlo del 1972 rispetto a quella della Fiat 1100/103 TV del 1956 di Fabio Colombo-Carlo Besnati.

La 34esima edizione dell’Aosta-Gran San Bernardo è stata la gara delle auto storiche, ma dei protagonisti giovani. A cominciare dai navigatori, con la piccola Michelle Lumignon sul gradino del podio a fianco del papà Loris, ma anche del “più anziano” Luca Mazzalupi, sesto assoluto in entrambe le classifiche a fianco del papà Saverio su Innocenti Mini Cooper del 1971, risultato che non stupisce, visto che il giovane varesino può ormai essere considerato un professionista dei cronometri avendo iniziato la sua attività di navigatore all’età di cinque anni. Bene anche i due equipaggi Under 31 con Matteo Lozza, navigato dalla sorella Arianna, noni assoluti con la loro proletaria Austin J4 del 1964 che grazie ai coefficienti di età recuperano una posizione nella classifica ASI, mentre Giorgio Barni, lascia il voltante al figlio Luca della loro Osca 1600 GT Fissore che chiudono tredicesimi, ma grazie alla carta d’identità dalla loro vettura classe 1963 salgono in undicesima posizione. Tredicesima posizione finale per l’unico equipaggio interamente femminile, formato da Ornella Bestetti-Cristina Colombo (Lancia Fulvia Rally 1300 HF) scivolate alcune volte in errori penalizzanti, specialmente nelle prove di precisione in cima al Colle.

Dei settantun equipaggi alla partenza ben 69 vedono il traguardo. Si fermano prima del tempo Gerardo Nardiello-Massimo Martini, fermi nelle prime battute della gara per un guasto alla loro splendida Fiat 508 C Nuova Balilla, che si arrendono nell’undicesima prova speciale quando erano quarti assoluti e avrebbero potuto essere dei pericolosi clienti per Lumignon-Lumignon, specie nella classifica ASI. Ed Ermes Bianchi-Alex Perkovic che hanno preferito fermarsi ed aiutare un equipaggio in difficoltà Piersecondo Guenzi-Marinella Bottini, la cui Delta del 1981 non voleva saperne di stare in moto. Prima che le sapienti mani di Ermes Bianchi la riportassero alla ragione.

Decisamente spettacolare il tracciato che nella giornata di sabato 8 giugno ha ricalcato nei suoi 87,80 km di percorso le grandi prove speciali del Rally della Valle d’Aosta, uno dei più prestigiosi del panorama nazionale, con i passaggi nelle classiche Fenis e Saint Marcel portando gli equipaggi da Piazza Chanoux di Aosta fino a Saint Vincent, il tutto reso dinamico dai 37 passaggi sui pressostati. Dopo la cena di gala all’hotel Billia del Casinò di Saint Vincent, che si è trasformata in un’autentica standing ovation per l’organizzatore Antonio Giornetti, la domenica seconda tappa, questa volta da Piazza Chanoux fino ai 2473 metri del Colle del Gran San Bernardo, con suggestivi transiti in splendidi villaggi alpini come Gignod, Saint Oyen e Saint Remy, prima di tuffarsi nella discesa verso Aosta con altri 104,92 km di percorso frammentati da altre 28 prove di precisione che hanno portato il totale del percorso a 192,72 km e i rilevamenti cronometrici a 65. Una seconda prova tormentata da tempo freddo, nuvole basse in quota e pioggia battente che non hanno sicuramente sminuito il valore di questa splendida gara.

 

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