ASA Magione 2019: Nobiltà italiana

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E’ stata un’edizione 2019 molto emozionante quella di ASA, andata per la prima volta in scena sull’Autodromo dell’Umbria di Magione, capace anche quest’anno di raccogliere consensi e partecipazione di personaggi, collezionisti, appassionati e vetture provenienti da tutta Italia. Dopo gli esordi sull’impianto piemontese di Lombardore, il clamoroso successo ottenuto a Monza e l’evoluzione più “dinamica” sul tracciato lombardo di Cervesina, per il 2019 la scelta di organizzare ASA sull’impianto umbro, intitolato al grande Pilota degli anni ’20 e  ’30 Mario Umberto Borzacchini (amico fraterno e buon rivale di Tazio Nuvolari), è stata finalizzata a “spostare il baricentro” della partecipaxione, ad incentivare la presenza di quell’Automobilismo del Centro – Sud che da oltre 60 anni ha saputo esprimere risultati agonistici di ottimo livello, grazie al talento di una moltitudine di Piloti italiani protagonisti, soprattutto, nella Velocità in Circuito e nelle Cronoscalate. Proprio la valorizzazione dell’Automobile e dell’Automobilismo italiano è la missione che ASA, acronimo di Attività Sportive Automobilistiche, si è prefissata sin dalla nascita avvenuta nel 1991 con la denominazione “Abarth Day”, poi evolutasi in ASA nel 2016. Il tutto, sempre con assoluto ed esclusivo riferimento alla valorizzazione della storia sportiva e produttiva inerente i marchi Abarth, Alfa Romeo, Autobianchi. Ferrari, Fiat, Innocenti, Lancia e Maserati, tutti entrati a far parte del Gruppo Fiat nel corso dei 120 anni di esistenza della Casa Torinese. Anche per questo 2019, ottimo il livello qualitativo delle partecipazioni, con presenze molto eterogenee che hanno spaziato dalle vetture da competizione (Rally, Pista e Salita), molte delle quali Ex Ufficiali, alle “stradali” più sportive, sia d’epoca che contemporanee, tutte unite da un unico comune denominatore: essere meravigliosamente italiane quanto a tecnologia, design e prestazioni.

Tutte insieme, appassionatamente. Molto ben rappresentati tutti i marchi ASA, con esemplari che hanno saputo scrivere pagine importanti e significative della nostra storia agonistica e produttiva. Presenti in pista, per Abarth, oltre a una curatissima 1000 TCR che, con Alvaro Bartoli, ancora si batte nelle “Storiche da pista”, la Fiat 124 16 valvole “carburatori” che fu portata in gara da ufficiale tra le abili mani di Maurizio Verini, entrambe ben accompagnate dalle velocissime 595 di attuale produzione. Per Alfa Romeo due gioielli come la 155 V6 Ti ITC 1996 e la 156 Super 2000 WTCC 2005 anch’essa ufficiale ed oggi molto ben guidata da Claudio Pucciarelli, oltre alle 147 GTA Trofeo, le 156 2.0 Twin Spark da CIVT ed alle “super stradali” 8C Competizione e Giulia Quadrifoglio, con un tocco di raffinatezza elargito dalle Spider 2000, ultima evoluzione della mitica “Duetto”. Non meno significativa, per Autobianchi, la partecipazione di alcuni bellissimi esemplari di A112 Abarth 70 HP Gruppo 1 da pista, uno dei quali particolarmente pregiato, avendo vinto alla fine degli anni ’70 tre titoli italiani di categoria con il fuoriclasse Emilio Bortolotti del Centro Abarth Roma. Emozionante, in tema Fiat, la mitica Tipo “Duemilasedici” Gruppo N con la quale il funambolico Sergio Sambataro fu costantemente ai vertici nel CIVT anni ’90. A ricordare la bellezza sportiva “anti convenzionale” della Innocenti, niente di meglio della iconica Mini Cooper 1300, mentre per Lancia, oltre alle Delta stradali, un vero e proprio “Poker” di Regine: la mitica Strato’s da sempre di Gianmario Francone, la rarissima Rally 037 Evoluzione 1 (già portata al successo nelle cronoscalate dal compianto Teodoro Peruggini ed ora magistralmente guidata da suo figlio Lucio, pluricampione italiano della specialità), la Delta S4 Martini 1986 ex Biasion ed Alen, la Delta 4WD Totip che Dario Cerrato guidò nel 1987 e la stupenda Delta Integrale 16v. che Alex Fiorio utilizzò al “Safari” nel 1990. A chiudere, l’originale Maserati Biturbo 2,5 Gruppo A, già Euroturismo, che l’appassionato Massimiliano Quaresima continua a far correre nel Campionato Italiano Autostoriche.

Le emozioni di ieri rivivono oggi. Ma le emozioni di ASA sono andate ben oltre. Ad iniziare dal fantastico “Registro Formula 850” creato dall’entusiasmo di Giovanni Rosi, Giorgio Fratticioli e Tommaso Bussani per far rivivere in pista una compagine di curatissime monoposto, identiche, sia pure perfettamente restaurate, a quelle che tra il 1966 ed il 1979 costituirono un’ottima “palestra” formativa e promozionale per molti piloti agli esordi. Sempre in tema di Nobiltà, a Magione due grandi Campioni hanno reso una dedica all’edizione 2019 che sarà difficile dimenticare: dopo 25 anni di “riposo” nel capannone di famiglia, Leandro La Vecchia (tra l’altro ufficiale Fiat, su incarico di Cesare Fiorio, nel Mondiale Marche 1980 in equipaggio con Giuseppe Piazzi e Renzo Zorzi) e suo figlio Antonino (pluricampione italiano in CIVM con 33 vittorie consecutive su Alfa Romeo 155 V6 Ti DTM e ITC), hanno riportato la stupenda e rarissima Dallara Icsunonove 1600 ufficiale (ultimo esemplare prodotto con telaio 012, terzo ed ultimo esemplare con cilindrata 1600) a “cantare & danzare” tra i cordoli del “Borzacchini”. Sound da brividi, traiettorie perfette e la magia di rivederli in azione ha letteralmente incantato tutti, sia in pista che sulle tribune. A procurare “emozioni forti”, infine, ci ha pensato l’eclettico pluri campione CIVM Marco Gramenzi con la sua MG A.R.1: liberamente ispirata all’Alfa Romeo 4C, telaio in carbonio, motore V8 3000 Zytec da 500 cavalli, cambio sequenziale Sadev, peso piuma e aerodinamica molto raffinata, la “Furore”, abitualmente utilizzata da Gramenzi in salita, è stata una “freccia nel vento”, veloce come una monoposto ed affascinante come solo le GT sanno essere. Indimenticabile.

 

Una grande Parata, qualche riflessione

 

Tra gli applausi del pubblico e di ottimi protagonisti nella storia dell’Automobilismo italiano, quali il velocissimo Enzo De Vito (tra i suoi tanti successi va ricordato il clamoroso 2° assoluto al Giro d’Italia 1979  in equipaggio con gli indimenticabili Attilio Bettega e Icio Perissinot su Fiat Ritmo 75 Gr.2 ufficiale), Roberto Colucci (ottimo copilota di Giorgio Pianta al Montecarlo 1976, dove furono 24’ assoluti con l’A112 Abarth 70 HP Gr.1 su oltre 300 al via, nonché figlio del mitico Ingegner Mario Colucci, braccio destro di Carlo Abarth), Micky Martinelli (pilota ufficiale Alfa Romeo nel CIR 1982 su GTV6 in squadra con Alberto Bigo), Alessandro Ancona e Claudio Iannaccone, la “Parata d’Onore ASA” ha rappresentato, come da tradizione, l’immagine simbolo di ASA Magione 2019. Vetture stupende, grandi personaggi, tra campioni e collezionisti, moltissimi appassionati dell’importanza che la storia dell’Automobilismo italiano continua a rappresentare in tutto il mondo per decine di migliaia di amanti della tecnologia e della creatività nostrana. E, dunque, viene da chiedersi come mai il “Progetto ASA” non sia mai stato supportato ufficialmente dagli enti FCA che dovrebbero essere preposti alla promozione dei valori e dei contenuti culturali espressi da “Attività Sportive Automobilistiche”. Impossibile non domandarlo a Paolo Calovolo, dal 1991 ideatore,  promoter e organizzatore dapprima di Abarth Day ed oggi di ASA: “La verità è che il Gruppo FCA non è più il Gruppo FIAT in cui sono cresciuto ed a cui mi riferisco, impegnandomi nel mantenerne intatti storia, valori e significati. Ho provato, direi con scarsissimi risultati, ad ottenere logiche forme di collaborazione che consentissero di poter sviluppare ASA ben oltre le attuali dimensioni. Il potenziale di ASA è enorme, sia in Italia che all’estero, ma per coglierne opportunità e risultati, anche in termini commerciali, occorre una cultura molto approfondita in tema di storia sportiva, industriale e produttiva delle varie case che fanno capo ai marchi del Gruppo Fiat. Ed è una cultura, una sensibilità, che non c’è più, proprio perché è cambiato tutto e gran parte del patrimonio di conoscenze, esperienze e testimonianze, anche e soprattutto riferibili ai grandi personaggi che hanno scritto la Storia agonistica e industriale del Gruppo Fiat, a Torino è quasi misconosciuto e sta andando via via disperdendosi. Solo FCA Heritage ha saputo compiere uno sforzo di valorizzazione di quanto era “conservato in casa” ma, comunque, persegue politiche di rappresentanza diverse, preferendo presenziare in manifestazioni dove intervengono molte altre Case rispetto alla volontà di promuovere eventi esclusivamente dedicati all’Automobile italiana. Comunque, i clamorosi ritardi nelle politiche “Heritage” rispetto ad altre Case rimangono e, soprattutto, a non favorire l’affezione è la distanza tra FCA e gli appassionati “veri”. Guardiamo, però, all’aspetto positivo di questo scenario: in pochi anni il “Movimento ASA” ha raccolto l’interesse di oltre 3000 tra collezionisti, tecnici, preparatori ed ex piloti ufficiali, proprietari di vetture italiane, storiche e contemporanee, in Italia e nel Mondo. Di edizione in edizione questo consenso sta continuando a crescere: su questa base sono fiducioso che per ASA il futuro riservi condizioni ancora migliori rispetto al percorso sin qui effettuato. E’ uno scenario che, comunque, sta continuando a cambiare. Se, come sembra ormai certo, PSA attuerà delle importanti sinergie con FCA, io spero riguardino anche questo tipo di cultura: conosco molto bene la storia sportiva, produttiva e industriale di Peugeot e Citroen e posso assicurare che per queste Case “l’Histoire de la Voiture est une chose extremement importante..”.

 

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