Buon compleanno ALFA Romeo

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Di Tommaso M. Valinotti

ARESE (MI), 24 giugno – Era venerdì 24 novembre 1910 quando venne fondata l’A.L.F.A. acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, che nel 1918, con l’ingresso nella proprietà dell’ingegner Nicola Romeo divenne Alfa Romeo. Erede della Società Italiana Automobili Darraq, che produceva su licenza le vetture della marca francese, nello stesso 1910 lanciò sul mercato l’A.L.F.A. 24 HP progettata da Giuseppe Merosi. La crisi dovuta alla prima guerra mondiale costrinse i proprietari dell’A.L.F.A. a cedere l’azienda nel 1918 a Nicola Romeo, che nel 1915 era diventato direttore dello stabilimento del Portello. E fu estromesso nel 1925 dalla Banca Nazionale di Credito (in pratica la Banca d’Italia).

Nonostante le difficoltà finanziare l’Alfa Romeo si impose nel mondo delle competizioni, anche grazie alla P2 progettata da Vittorio Jano che nel 1925 conquistò il campionato mondiale costruttori con Antonio Ascari e Gastone Brilli Peri. Le Alfa Romeo erano le vetture preferite da Benito Mussolini; ciò fece sì che il governo acquisisse nel 1933 il controllo dell’azienda, rilevando le quote delle banche. Con Vittorio Jano alla direzione tecnica e Ugo Gobbato alla guida, l’Alfa Romeo produsse in quegli anni alcuni capolavori della storia automobilistica come la 6C 1500, la 8C 2300 e 8C 2900.

Nel corso della seconda guerra mondiale gli stabilimenti del Portello e di Pomigliano d’Arco (aperto nel 1938) furono pesantemente bombardati. Nel 1945 Giuseppe Luraghi venne chiamato a sostituire Ugo Gobbato, assassinato sul finire della guerra e l’ingegner Orazio Satta Puliga prese il posto di Vittorio Jano. Con loro alla guida l’Alfa Romeo si trasformò in azienda produttrice di vetture a più ampia diffusione come la 1900, presentata nel 1950, la Giulietta del 1955, coniugata anche in versione sprint (Bertone) e spider (Pininfarina). Nel 1962 arrivò la Giulia (anch’essa proposta in versione berlina, coupé e spider), nel 1972 l’Alfasud, prodotta a Pomigliano d’Arco, prima Alfa a trazione anteriore, mentre nello stesso anno l’Alfetta sostituiva la Giulia. Nel 1986 Romano Prodi, allora presidente dell’IRI, Istituto Ricostruzione Industriale proprietario dell’azienda, cedette l’Alfa Romeo alla Fiat. Attualmente sono nel listino Alfa Romeo sono presenti la Giulietta, la Giulia e la Stelvio.

La storia dell’Alfa Romeo nel settore competizioni è ricca di successi. Il debutto avvenne già nel 1911 con la 24 HP che partecipò alla Targa Florio, gara in cui si impose nel 1923 conquistando le prime due posizioni con Ugo Sivocci e Antonio Ascari, gara che la casa milanese vinse sei volte consecutivamente dal 1930 al 1935. Memorabili i successi alla Mille Miglia di cui vinse tutte le edizioni dal 1928 al 1938 (tranne quella del 1931) imponendosi anche in quattro edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans (1931-1934) con la 8C 2300.

Alla ripresa delle competizioni dopo la seconda guerra mondiale l’Alfa Romeo conquistò i primi due campionati mondiali di Formula 1 con Nino Farina 1950 e Juan Manuel Fangio (1951) prima di ritirarsi dalle competizioni. E tornare a spopolare nelle corse turismo negli anni Sessanta con la Giulia GTA e Giulia TZ. Negli anni Settanta l’Alfa Romeo iniziò a fornire i motori V8 prima e 12 cilindri boxer a varie scuderie impegnate in Formula 1, tornando nel 1979 a impegnarsi in prima persona (senza ottenere risultati di prestigio) fino al 1985, ma soprattutto si impegnò con la 33 nel campionato del mondo prototipi che vinse nel 1975 e 1976. Fra i risultati di prestigio ottenuti dall’Alfa Romeo la vittoria con i propri propulsori di dieci campionati europei di Formula 3 e il successo nel DTM del 1993 con la 155 V6 guidata da Nicola Larini.

Dal 18 dicembre 1976 è attivo il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese che ospita circa 250 vetture e 150 propulsori.

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