Buon compleanno Henri

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JYVÄSKYLÄ (Finlandia), 25 agosto – Gli eroi sono tutti giovani e belli.

Mai definizione fu più adatta per un personaggio come Henri Toivonen, morto non ancora trentenne il 2 maggio 1986 sul Col d’Ominanda in Corsica, insieme al suo fedele scudiero Sergio Cresto, a cavallo del destriero che amava di più e che gli aveva dato maggior fama e gloria: Delta S4.

Predestinato a diventare una stella del rallismo avendo per padre quel Pauli Toivonen (campione europeo del 1968 su Porsche 911 e vincitore del Mille Laghi del 1962 e Montecarlo 1966 su Citroën DS, Sanremo 1968 e Acropolis 1969 su Porsche 911) Henri era nato il 25 agosto 1956 a Jyväskylä cuore pulsante del Mille Laghi. Il piccolo Henri non poteva che sognare di diventare una stella del firmamento rallistico. Vivendo in una terra dove la neve copre la terra per molti mesi l’anno, Henri Toivonen ha iniziato la sua carriera non ancora ventenne con una Simca Rallye nelle gare locali su ghiaccio. Henri, però, sa che per raggiungere quell’Olimpo che sogna deve correre all’estero e nel 1978 si presenta con un’imponente Citroën CX GTI (in fondo le più belle vittorie suo padre le aveva ottenute con la Citroën DS) in Portogallo e all’Acropolis, gare su fondi sterrati dove i Flying Finns la fanno da padroni. Le due trasferte non vanno benne e il 22enne Henri Toivonen si ritira, ma il ghiaccio è rotto, e al successivo RAC Rally, che si corre nel fango delle foreste gallesi, Henri si presenta con una Talbot Sunbeam e per la prima volta entra fra i primi dieci della classifica assoluta chiudendo nono. È tempo di trasferirsi in Inghilterra, incubatrice di campioni e il giovane finlandese lascia le terre artiche per andare a correre il campionato inglese, non prima di aver conquistato la sua prima vittoria assoluta all’Aland Rally finlandese su Talbot Sunbeam. In Inghilterra si alterna al volante di una Ford Escort RS Gruppo 4 e di una 131 Abarth ufficiale affidatagli da Cesare Fiorio, grande cacciatore di talenti. La sua carriera è avviata e nel 1980 è pilota ufficiale Chrysler nel mondiale avendo a disposizione una Sunbeam Talbot Lotus, affiancato da Guy Frénquelin, ottenendo due successi all’Artic Rally (valido per il Campionato Europeo) e al RAC di fine stagione divenendo il più giovane pilota a vincere una gara iridata a 24 anni 3 mesi e 24 giorni.

Dal Montecarlo 1981 inizia il suo sodalizio con Fred Gallagher. I due non parlano la stessa lingua, ma individuano tre termini per definire le curve (cattive, veloci e medie) e tanto basta per spingere forte. Insieme conquistano il secondo posto in Portogallo, nella stagione vincono 18 prove speciali iridate e chiudono settimi nel mondiale, prendendosi la soddisfazione di vincere il Pace Petroleum National Rally con la loro Talbot Sunbeam Lotus. Nei due anni successivi gareggia ancora nel mondiale e in Inghilterra con il Team Rothmans che gli mette a disposizione la Opel Ascona 400 Gruppo 4 nel 1982 (settimo nel mondiale con 44 prove speciali vinte e il successo assoluto nel francese Rallye des 1000 Pistes) e Manta 400 Gruppo B nel 1983 (14 nel mondiale, 23 speciali vittorie e un’unica vittoria al Rothmans Manx International Rally inglese, valido per il Campionato Europeo). In quella stagione corre anche il Rally di San Marino con una Ferrari 308 GTB Gruppo B affiancato da Juha Piironen dovendosi ritirare per la rottura della scatola dello sterzo.

L’anno successivo abbandona il mondiale per dare l’assalto all’europeo con una Porsche 911 a trazione integrale, sempre per i colori Rothmans con la quale chiude secondo nella serie continentale, vincendo tre gare (Costa Smeralda, corso muovendosi con le stampelle, per un incidente accadutogli nei giorni precedente in una gara di karting, Ypres e Madeira, segnando il miglior tempo in 61 prove speciali), alternate a tre uscite con Lancia 037 nel mondiale dove finisce 16° assoluto con 13 prove vinte e un unico arrivo al Mille Laghi che conclude terzo, oltre a bissare la vittoria al Rallye des Mille Pistes con la Porsche.

Il 1985 è un anno di transizione perché Henri Toivonen (con Juha Piironen a fianco) non segue un programma di spicco, ma entra stabilmente nella galassia del Martini Racing, fortemente voluto da Cesare Fiorio che gli mette a disposizione la ormai superata Lancia 037 (a due sole ruote motrici); facendogli intravedere la possibilità di salire quanto prima sulla nuova arma della Casa torinese: la Delta S4. Un mostro a quattro ruote motrici, con una potenza stimata attorno a seicento cavalli, spinta da un quattro cilindri sovralimentato da un compressore turbo e volumetrico. La stagione inizia con un buon sesto a Montecarlo, poi nel successivo Costa Smeralda Henri Toivonen esce di strada infortunandosi alle vertebre e dovendo rimanere fermo per due mesi. Ritorna nel suo Mille Laghi, dove ottiene un incredibile quarto posto con la 037, poi è terzo a Sanremo, ritirato al Catalunya.

Infine arriva il RAC, ultima gara della stagione e con esso la Delta S4. Affiancato da Neil Wilson, Henri Toivonen vince la gara con 56” di vantaggio sul compagno di squadra Markku Alén, accendendo le speranze di squadra e tifosi per la stagione successiva. E l’inizio del 1986 è fulminante con il successo a Montecarlo, affiancato dal suo nuovo compagno di avventura, Sergio Cresto, che i due portacolori del Martini Racing concludono con oltre quattro minuti di vantaggio sulla Peugeot 205 Turbo 16 di Timo Salonen.

Seguono due ritiri: in Svezia per una rottura di una valvola mentre era al comando e in Portogallo, per la fermata dei piloti a seguito dell’incidente della Ford RS 200 di Joaquin Santos che travolse e uccise tre spettatori. Quindi una perentoria vittoria in Costa Smeralda, valida per il Campionato Europeo e gara di grande interesse per lo sponsor Martini, nonostante problemi al compressore volumetrico che precedeva il fatale Tour de Corse.

Anche nell’isola napoleonica Toivonen-Cresto fecero il vuoto dietro di sé, arrivando ad avere 2’45” sul più vicino inseguitore, Bruno Saby, prima di uscire di strada nella diciottesima prova speciale, il Col d’Ominanda, finire in una scarpata e morire nell’incendio della loro Lancia Delta S4.

Nella sua breve ma splendente carriera Henri Toivonen ha disputato 128 rally vincendone 16, con 40 presenze nel mondiale, tre vittorie, nove podi, 184 prove speciali vinte e 194 punti conquistati.

Un palmares incredibile, conquistato in meno di sei anni di gare. Ma soprattutto la capacità di far sognare i tifosi. Che è proprio ciò che sanno fare gli eroi.

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