Buon compleanno Mario (Revelli di Beamont)

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GRUGLIASCO (TO), 25 giugno – La storia spesso ricopre con i suoi granelli di sabbia anche i monumenti più grandiosi del suo percorso.  È un po’ il caso di Mario Revelli di Beamont, grandissimo designer e cultore dell’auto che nacque a Roma il 25 giugno 1907 e morì a Grugliasco, dove aveva il suo studio di design, il 29 maggio 1985.  Figlio di un nobile ufficiale dell’esercito, nonché progettista d’armi, il giovane conte sembrava anche lui avviato alla carriera militare coltivando nel contempo la passione per la meccanica. Divenne pilota motociclistico, costruendo con il fratello una moto con cui gareggiare, arrivando a conquistare il titolo di campione italiano gentleman, vincendo il Gran Premio delle Nazioni a soli 19 anni e battagliando con l’astro splendente di allora: Achille Varzi.

Terminati gli studi di cadetto militare si trasferì a Torino, città di origine della famiglia e iniziò a collaborare con le carrozzerie più prestigiose dell’epoca, quali gli Stabilimenti Farina, Ghia (per cui disegnò la Balilla Coppa d’Oro), Garavini per approdare nel 1929 alla Fiat nella sezione Carrozzerie Speciali, collaborando anche con la sezione Aeronautica, disegnando le versioni più eleganti delle Fiat 514, 521 e 525 realizzando alcuni coupé e cabriolet royale di grande impatto stilistico.

Nel 1930 iniziò una proficua collaborazione con Battista “Pinin” Farina che aveva appena fondato la sua azienda, per collaborare in seguito anche con Viotti (per cui realizzò la splendida 525 SS) e Bertone, divenendo in quell’epoca il maggiore rappresentante dello stile “flamboyant” mutuato dalle aerodinamiche carrozzerie francesi, dando forma alla Fiat 1500, che si può ritenere la prima vettura di serie aerodinamica italiana. Nel dopoguerra, dopo aver collaborato con Pinin Farina, Fiat, Siata e ancora Viotti, nel 1952 si trasferì negli Stati Uniti al servizio della General Motors, tornando in Europa due anni dopo per dare il suo apporto al design della SIMCA 1000, 1300 e Aronde.

Fra le sue vetture più note la Fiat 6C 1500 del 1935, la progettazione di un taxi monovolume nel 1940, la trasformazione della Fiat 1100 in ambulanza e la Fiat 1100 Viotti Giardiniera del 1946, che aprì la strada alle Station Wagon europee. Nel corso della sua carriera depositò 35 brevetti, fra i quali il deflettore del vetro e la chiusura centralizzata. Fu anche insegnante di design presso la Scuola d’Arte e Design di Torino e l’Art Center College of Design di Pasadena negli Stati Uniti.

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