Cesana-Sestriere: percorso dimezzato, spettacolo immutato

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Superato il rischio dell’annullamento della 37esima edizione, la classica cronoscalata delle montagne olimpiche richiama 120 piloti e offre uno spettacolo dei più esaltanti nonostante il percorso ridotto di quattro chilometri. All’evento non può mancare Kaleidosweb che affida il compito di illustrarlo alle foto di Paola Biolé

SESTRIERE (TO), 8 luglio – La Cesana-Sestiere nacque nel 1961 per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. Come si suol dire nacque con la camicia, perché fin da subito è entrata nel novero delle grandi gare in salita ottenendo la validità per il Campionato Italiano Montagna, sia per il Campionato Europeo.

Per tredici edizioni la gara fu una delle stelle del panorama delle salite, con la partecipazione di grandi nomi delle corse in salita come Ludovico Scarfiotti (Dino Ferrari, vincitore delle edizioni 1965 e del 1966) Peter Schetty (Ferrari 212E, primatista nel 1969) quindi Arturo Merzario (Abarth 3000, vincitore nel 1970) e Johannes Ortner (Abarth 3000, 1971) che fu il primo ad abbattere il muro dei cinque minuti sui 10400 metri che vanno da Cesana a Sestriere. Nel 1972 fu la prima delle nove vittorie del campionissimo Mauro Nesti, Chevron, che bissò il successo l’anno successivo con la March BMW.

La crisi energetica di inizio anni Settanta spense anche la Cesana-Sestriere che impiegò otto anni a tornare in auge. Ed ancora una volta la gara ha ottenuto le massime titolazioni e fu ancora Mauro Nesti a dominare la scena per quattro anni consecutivi a cominciare dal 1981, prima di incappare in un grave incidente che lo tenne fermo per una stagione. Il pilota dell’Abetone deve fare i conti con i giovani leoni della salita, quali Ezio Baribbi (Osella PA 10 BMW, 1987) e gli arrampicatori spagnoli quali Andres Vilarino (Lola T298, BMW 1990 e 1992) e Francisco Egozque (Osella PA 12, 1991) che stabilì il nuovo record della salita in 4’36”17, rimasto imbattuto fino al 2016.

Una frana a Champlas du Col interruppe la storia della Cesana-Sestriere dopo l’edizione del 1993 e per la gara sembrava non esserci speranze di salvezza, complice la caduta di interesse verso le corse in salita, per lo meno in Italia. Le Olimpiadi Invernali del 2006 fecero sì che anche la strada fra Cesana e Sestriere fosse oggetto di un inteso lavoro di ripristino e messa in sicurezza e nel 2007 si tornò a organizzare la gara, anche se con un nuovo format, ovvero come gara riservata alle vetture storiche.

Si comincia con Uberto Bonucci, toscano (ma senese) come Mauro Nesti che vince l’edizione 2007 con la sua Osella PA9, poi è la volta di Salvatore Riolo nel 2008 con una Porsche 911 RS/SC in un’edizione particolarmente bagnata, quindi è la volta del giovanissimo Stefano Di Fulvio, che nel 2009 porta le storiche sotto il muro dei 5 minuti. Per proseguire nel 2010 con Denny Zardo, Osella PA9, e Bonucci che nel 20011 fa il bis, per ripetersi immediatamente l’anno successivo.

Nel 2013 inizia la sequenza dei quattro successi consecutivi di Stefano Di Fulvio, che nel 2016 abbatte il record assoluto con il tempo di 4’30”06, prima di disertare l’edizione dello scorso anno, nuovamente disturbata dalla pioggia nella parte finale, premettendo alla monoposto Dallara F390 di Emanuele Aralla di imporsi prima che l’asfalto umido impedisca alle potentissime sport di prevalere, anche se il sempre incisivo Bonucci con la sua Osella PA 9/90 paga appena 41/100 di ritardo al pilota brianzolo.

E si arriva così all’edizione di quest’anno, messa in forse per la “solita” frana a Champlas du Col, che già aveva spento i motori delle vetture nel 1993. Una frana che sembrava insormontabile e che avrebbe affossato, chissà per quanto tempo, la Cesana-Sestriere. Poi è stata trovata una soluzione che non interrompesse il discorso della gara, perché come insegna la storia della cronoscalata delle montagne olimpiche, difficilmente dopo lo stop si riesce a ripartire subito.

E così si è scelto di far fermare la gara a Champlas di Col, riducendo il percorso da 10.400 a 6400 metri, su due manche invece che su manche secca come accadeva nel passato, salvando la gara e la titolazione di Campionato Italiano Velocità in Salita Autostoriche. E proprio nei minuti di recupero, come sta accadendo ai mondiali di calcio russi, è arrivata anche la riasfaltatura del tratto franato che ha permesso ai concorrenti di salire fino in cima al Colle, pur percorrendo gli ultimi quattro chilometri senza più il controllo del cronometro, ma almeno godere del fascino del parco chiuso ai 2000 metri del Colle.

L’edizione 2018 passerà alla storia come quella in formato chilometrico ridotto, ma non certo come quella in tomo dimesso con i suoi 120 piloti partecipanti, che dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che il fascino della Cesana-Sestriere non può essere intaccato da una frana a Champlas du Col. Per la quarta volta a siglare il miglior tempo è di Uberto Bonucci, che con la sua Osella PA9 ha imposto per la quarta volta la sua legge, raggiungendo quota 140 vittorie, risultando così il terzo pilota più vittorioso in questa gara preceduto nel medagliere solo da Mauro Nesti e Stefano Di Fulvio.

Kaleidosweb ha affidato al curioso obiettivo di Paola Biolé il compito di illustrare questa edizione della Cesana-Sestriere, viaggiando fra gli ultimi metri della salita ed il parco assistenza di Cesana dove i meccanici erano impegnati a trovare la giusta carburazione a vetture costruite fra il 1955 ed il 1991 che non possono contare sui supporti elettronici delle vetture moderne, ma sprigionano fascino da ogni loro centimetro cubo di motore e da ogni angolo della loro carrozzeria. Che ogni anno tornano al Sestriere per dimostrare che questa gara è più solida di ogni avversità. Anche se si tratta di una frana che si è mangiata un bel tratto di strada.

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