Cinque Ferrari in Belgio per la 6 Ore di Spa-Francorchamps

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Maranello, 11 agosto 2020 – A sette mesi dall’ultima gara disputata al Circuit of the Americas e dopo aver rivoluzionato il calendario a causa della diffusione della pandemia, tornano in pista i protagonisti del mondiale FIA WEC per la 6 Ore di Spa-Francorchamps. Saranno cinque le 488 GTE che affronteranno il difficile tracciato belga in quello che rappresenta l’ultimo appuntamento prima della 24 Ore di Le Mans che, come annunciato nei giorni scorsi, si disputerà a porte chiuse, esattamente come la gara del fine settimana nelle Ardenne.

LMGTE Pro. Reduci dal terzo posto conquistato negli Stati Uniti, Alessandro Pier Guidi e James Calado proveranno a raccogliere il bottino pieno su un circuito che normalmente ben si adatta alle vetture di Maranello. I campioni del mondo 2017 occupano la seconda posizione nella graduatoria a 26 punti dai leader provvisori Thiim-Sørensen e una vittoria potrebbe rilanciare le ambizioni di titolo. Lo scorso anno la loro 488 GTE numero 51 di AF Corse chiuse la gara al secondo posto al termine di un’edizione che è passata alla storia come una delle più imprevedibili dal punto di vista meteorologico, con la neve scesa durante la gara ad imbiancare gli oltre 7 km del tracciato.
Davide Rigon e Miguel Molina, sulla 488 GTE numero 71 di AF Corse, puntano ad un risultato importante dopo il secondo posto del Bahrain e la difficile gara al COTA. Entrambi conoscono molto bene Spa-Francorchamps e il pilota italiano, che ha in questa la sua pista preferita, ha già conquistato la vittoria nelle edizioni del 2016 e 2017 assieme a Sam Bird che ritroverà nella prossima 24 Ore di Le Mans.
LMGTE Am. I leader della classifica di classe Am, François Perrodo, Emmanuel Collard e Nicklas Nielsen si presentano in Belgio con due punti di vantaggio sui più diretti inseguitori e 15kg di zavorra collegata proprio alla posizione in campionato. L’equipaggio che sarà al via sulla 488 GTE numero 83 di AF Corse ha sfruttato la gara della European Le Mans Series disputata proprio a Spa nel fine settimana per preparare al meglio questo evento. Perrodo e Collard, affiancati in questo caso da Harrison Newey, hanno chiuso al secondo posto la corsa, vinta dalla Ferrari di Kessel Racing. La seconda vettura di AF Corse, la numero 54 di Giancarlo Fisichella, Thomas Flohr e Francesco Castellacci, ha seguito un programma analogo anche se il pilota ufficiale di Ferrari Competizioni GT non ha disputato la gara. Il terzetto è a caccia del primo podio stagionale e l’assenza di zavorra potrà offrire loro una freccia in più al proprio arco. La terza e ultima Ferrari al via nella classe LMGTE Am è la 488 GTE di Red River Sport con Bonamy Grimes, Johnny Mowlem e Charles Hollings al volante. I tre britannici hanno avvicinato nelle prestazioni i team più esperti della classe e cercheranno a Spa un ulteriore progresso.
Circuito. Spa è uno dei tracciati più belli in Europa, uno dei pochi definiti “della vecchia generazione” ancora in vita senza che abbia subito delle modifiche radicali. La pista immersa nel verde delle Ardenne infatti, mantiene praticamente intatte le caratteristiche tecniche del circuito originario (che era lungo circa 14 chilometri) rendendolo in grado di fare emergere la differenza tra i piloti. Chi è un appassionato di automobilismo non può non “emozionarsi” al passaggio delle vetture all’Eau Rouge o al Radillon e “sentire” chi affronta in pieno o meno questa terribile depressione. Ovviamente però non è solo il “gruppo” Eau Rouge-Radillon che permette ai piloti di segnare il miglior tempo. Spa infatti presenta una parte centrale del circuito decisamente interessante, caratterizzata com’è da una sequenza di curvoni veloci in appoggio intervallati da brevi rettilinei. Questo secondo settore è forse il più tecnico. Dopo il misto, all’uscita della insidiosa Stavelot, si ritorna nella storia, e precisamente nel suggestivo rettilineo nel bosco delle Ardenne, il Blanchimont, che porta alla Bus Stop, ultima chicane del tracciato. Ma il circuito del Belgio è famoso anche per le condizioni metereologiche – molto variabili – che spesso regalano ai piloti tratti bagnati e tratti asciutti, in una pista che misura quasi sette km.

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