Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) fanno poker al Nido dell’Aquila e vincono il Campionato Italiano Rally Terra 2019

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Francesco Fanari, Pietro Elia Ometto (Skoda Fabia R5 #15, Project Team)

Quattro su quattro nel CIRT per l’equipaggio francese sulla vettura ceca di Erreffe Rally Team, che si aggiudicano il titolo tricolore a Nocera Umbra con una gara d’anticipo. Secondo posto per Andreucci-Briani (Peugeot 208 T16 R5), completano il podio Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG R5)

Nocera Umbra (PG), sabato 28 settembre 2019 – Stephane Consani e Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 vincono Il Nido dell’Aquila e si aggiudicano il successo nel Campionato Italiano Rally Terra 2019. Un autentico trionfo per l’equipaggio francese a Nocera Umbra che, grazie al sigillo nella gara organizzata da PRS Group, mettono in fila quattro vittorie su quattro round della massima serie tricolore sul fondo sterrato e si portano a casa il titolo con una gara d’anticipo. “En plain” per dirla con l’accento provenzale del giovane driver di Bouc-Bel-Air, ma di origine pisana, che ha saputo dominare il CIR Terra al volante della vettura dell’Erreffe Rally Team gommata Pirelli. Il francese è inoltre il primo straniero a vincere il Terra, il secondo a centrare un titolo italiano rally dopo il connazionale Eric Comas su Lancia Stratos nel CIR Auto Storiche 2015.

“Sono troppo contento per questa vittoria. Anche qui ci abbiamo creduto e abbiamo spinto da subito. Un successo che devo condividere con Thibault e la squadra, sono stati perfetti, anche in questa gara. Mi hanno messo sempre in condizione di dare il massimo. Il punto più alto è arrivato forse al Rally Italia Sardegna, lì abbiamo capito che avevamo davvero le carte in regola per puntare al titolo.”

Dopo il Rally Adriatico, l’appuntamento del Mondiale, il San Marino Rally è arrivato l’ultimo acuto al Nido. Una quarta firma indirizzata da Consani sin dallo start della gara umbra. Tre scratch nei primi tre crono del rally infatti hanno portato il tandem transalpino in testa. Primato che non è più sfuggito, fino alla bandiera a scacchi, nonostante gli attacchi dei diversi big del Campionato, in corsa anche sugli sterrati ghiaiosi del Monte Alago e Monte Pennino. Il migliore tra questi è stato Paolo Andreucci. Aveva gli occhi addosso sin dall’inizio della stagione ed è riuscito a confermarsi anche in questo appuntamento. Dopo il primo giro sulle due prove speciali era 5.5’’ dietro al leader, ma ha provato in tutti i modi, fino all’ultimo chilometro, a riaprire la partita. Due su sei le prove vinte dal garfagnino al debutto umbro, affiancato da Rudy Briani su Peugeot 208 T16 R5 di MM Motorsport gommata Pirelli, che chiude al secondo posto a +5.4’’. Completa il podio Umberto Scandola. Il veronese ha pagato lo scotto di partire con il numero 1, soprattutto nelle battute iniziali. Dopo il primo loop erano già 16.1 i secondi che lo separavano da Consani. Poi non gli è rimasto che mantenere il terzo posto insieme a Guido D’Amore sulla Hyundai i20 NG R5 di Hyundai Rally Team Italia con gomme Michelin.

Alla cerimonia finale in piazza Umberto I manca ancora all’appello uno dei big del Terra. Quarto un anno fa al Nido, quarto due mesi fa a San Marino. Nicolò Marchioro è ancora fuori dalle posizioni che contano. Come nel 2018 infatti una falsa partenza esclude in anticipo dalla corsa al titolo il giovane padovano. Sui tornanti iniziali del Monte Alago i problemi ai freni della Skoda Fabia R5 di RB Motorsport, con gomme Yokohama, costringono lui e Marco Marchetti a 19’’ di distanza dalla vetta. Montagna che appare impossibile da scalare per Marchioro, che finisce per portare a casa solo il quinto posto. Prima di lui chiude invece ad un passo dal podio il pilota di casa Francesco Fanari. Ancora ottima la sua prova sullo sterrato amico, sempre tra i migliori ad ogni speciale. Alla fine una pietra sulla penultima piesse limita la rincorsa del pilota di Spello al volante della Fabia R5 di Step Five nella coppia inedita con Pietro Ometto. Sesto posto anche per gli ormai ex campioni terra Mauro Trentin ed Alice De Marco, su vettura gemella, che hanno ripreso il ritmo senza troppe pretese dopo diversi mesi di stop. Era una gara test anche e soprattutto per Simone Campedelli. Il cesenate era tra i più attesi con Tania Canton sulla Ford Fiesta R5 di GB Motors, ma un manicotto del turbo staccato sulla terza piesse e una foratura nel finale ne limitano le ambizioni in gara, nonostante qualche tempo davvero interessante, buono per riprendere feeling sul fondo bianco.

Completano la top ten assoluta i veterani del Terra. Settimo Gigi Ricci, con Alessandro Biordi autore di una progressione costante sulla i20 NG R5, davanti a Luciano Cobbe e Fabio Turco, anche loro costanti sulla Fabia R5. Nono posto per l’equipaggio sloveno outsider Alijosa Novak e Jaka Cevc, davanti al decimo per l’altra Fabia R5 di Tullio Luigi Versace e Cristina Caldart, partiti ad handicap per un scelta azzardata di penumatici nelle fasi iniziali. Appena fuori dai migliori dieci si piazza il romano Emanuele Silvestri, che si piazza primo di Gruppo N su Mitsubishi Lancer Evo IX, dietro di lui Gianni Bardin su altra vettura giapponese si aggiudica la gara per il Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici firmato Yokohama.

Un colpo di scena nel finale indirizza invece il successo tra le R2. Enrico Oldrati stacca una ruota proprio all’ultima speciale, dopo un rally sempre in testa su Fiesta R2B. Così chiude al primo posto il friulano Filippo Epis su Peugeot 208 davanti al toscano del Terra Simone Baroncelli, anche lui sulla vettura del leone. Successo in classe R3T per Andrea Coti Zelati, che si aggiudica la sfida tra Citroen DS3 contro il terraiolo Filippo Baldinini, costretto al ritiro per problemi all’alternatore quando era saldamente in testa a due prove dal termine.

Per quanto riguarda invece le N 2 Ruote Motrici è Giacomo Matteuzzi su Peugeot 106 S16 a mettersi davanti al rivale per la Coppa Davide Cagni, l’emiliano del Terra che era partito a rilento in mattinata per un assetto e gomme inadatte sulla ghiaia con la Renault Clio RS.

Ora manca solo il Tuscan Rewind, gara a coefficiente 1,5 programmata a fine novembre, che chiuderà in bellezza il Campionato Italiano Rally Terra 2019 e assegnerà le ultime Coppe ACI Sport di Classe rimaste in palio.

Classifica Assoluta CIRT dopo Nido: 1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) 67,50pt; 2. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) 41pt; 3. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 R5) 36pt; 4. Andreucci-Briani (Peugeot 208 T16 R5) 32pt;

Classifica Assoluta Nido dell’Aquila:  1. Consani-De La Haye (SKODA FABIA) in 48’00.7; 2. Andreucci-Briani (PEUGEOT 208) a 5.4; 3. Scandola-D’Amore (HYUNDAI I20 New) a 30.7; 4. Fanari-Ometto (SKODA FABIA 1600) a 48.0; 5. Marchioro-Marchetti (SKODA FABIA R5) a 1’04.7; 6. Trentin-De Marco (SKODA FABIA) a 1’08.9; 7. Ricci-Biordi (HYUNDAI I20 New) a 2’19.2; 8. Cobbe-Turco (SKODA FABIA R5) a 2’34.2; 9. Novak-Cevc (SKODA FABIA VR5) a 3’01.5; 10. Versace-Caldart (SKODA FABIA) a 3’04.0;

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