Ferrari P80/C, l’auto da corsa che evoca i prototipi del passato

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MARANELLO (MO), 2 aprile – La Ferrari nei giorni scorsi ha presentato la P80/C, un modello realizzato in un solo esemplare per un cliente di Hong Kong. La P80/C, che fa seguito alla SP3JC e SP38 non è omologata per l’uso stradale e fa riferimento, secondo i desideri del committente, ai mitici prototipi Ferrari vincenti in pista negli anni Sessanta quali la 250 LM (1963-1964), 330 P3 (1966), 330/P4 dell’anno successivo e Dino 206S del 1966. Questa nuova Ferrari rappresenta il progetto più estremo e prestazionale realizzato dalla sezione Special Projects della Casa di Maranello e del Centro Stile diretto da Flavio Manzoni.

Il team diretto dal designer sardo ha potuto lavorare in estrema libertà sul progetto commissionato dal cliente nel 2015. La vettura, non essendo omologata per uso stradale, non è soggetta ai normali vincoli cui una vettura del genere dovrebbe sottostare. Lo staff di Maranello ha scelto di partire dal telaio della Ferrari 488 GT3, più lungo di 50 mm della vettura di serie, per avere più spazio nel quale concretizzare le loro idee. A differenza di quanto accade normalmente per le vetture in esemplare unico, la P80/C non fa riferimento ad attuali modelli di produzione, ma a vetture monumento nella storia del Cavallino Rampante, con un design che pur avendo un’aerodinamica estrema e sofisticata, non è gravato da orpelli e protuberanze che renderebbero la linea poco aggraziata.

Alla fine né è risultata una linea che fa riferimento alle recenti SP38 Deborah e FXX-K a 12 cilindri, ma soprattutto richiama il posteriore della Ferrari 206S, la linea dei fari della 330 P3 o i parafanghi posteriori della P4. Anche per gli interni si è fatto riferimento al passato, con sedili spartani in Alcantara che fanno riferimento a quelli di colore blu della 250 LM. Per rendere lo stile ancora più armonico in Ferrari hanno scelto di rendere amovibile il grande alettone posteriore in modo da rendere più fluida la linea quando la vettura è ferma in esposizione ai concorsi di eleganza e non richiede appendici aerodinamiche per schiacciarla al suolo.

La vettura ha ovviamente prestazioni impressionanti, fornite dal motore V8 bi-turbo, anche se non sarà possibile capire quanto sarà competitiva, perché nelle intenzioni del suo proprietario non c’è la possibilità di schierarla in gara.

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