Festa finita per il mercato dell’auto: ottobre -0,18%

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Dopo il fuoco di paglia degli incentivi

Festa finita per il mercato dell’auto. Torna in rosso il bilancio delle immatricolazioni in ottobre. Il calo è molto contenuto (-0,18%), ma non deve trarre in inganno. Le prospettive sono cupe. Dopo un 2019 all’insegna della stagnazione su livelli insufficienti per assicurare la normale sostituzione di un parco circolante di quasi 40 milioni di autovetture e tra i più vecchi d’Europa, il 2020 era iniziato sottotono con cali del 5,8% in gennaio e dell’8,7% in febbraio. Su questo quadro già in difficoltà si è abbattuta la stangata coronavirus che ha comportato cali fino al 97,6% (aprile) e una contrazione delle immatricolazioni totali a fine luglio del 41,7%. Poi sono arrivati gli incentivi alla rottamazione che hanno portato le immatricolazioni di agosto quasi sullo stesso livello dell’anno precedente (-0,3%) e finalmente in settembre si è vista la prima crescita dell’anno (+9,65%).
I risultati di agosto e di settembre e il quasi pareggio di ottobre sono stati dovuti, come si è detto, agli incentivi varati dal Governo e dal Parlamento, ma le risorse previste si sono rivelate ben presto assolutamente inadeguate. In particolare, lo stanziamento per le vetture con emissioni di CO2 tra 91 e 110 gr/km si è esaurito quasi subito, mentre per le auto con emissioni da 61 a 90 gr/km di CO2 a fine ottobre erano ancora disponibili soltanto 11,8 milioni di euro. E’ facile prevedere dunque, che negli ultimi due mesi dell’anno vi sarà un nuovo crollo delle immatricolazioni sia per la mancanza di incentivi per le autovetture più richieste che per la ormai certa adozione di provvedimenti sempre più severi per combattere l’emergenza coronavirus.
Dall’inchiesta congiunturale sul mercato dell’auto condotta dal Centro Studi Promotor a fine ottobre emerge con grande chiarezza la preoccupazione per le prospettive. Il clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor, dopo aver toccato quota 53,2 in agosto per effetto dell’adozione degli incentivi, è crollato a 28,1 in ottobre per la constatazione dell’inadeguatezza degli stanziamenti previsti. Particolarmente negativi i giudizi dei concessionari sulle prospettive. In settembre l’87% degli interpellati dichiarava di attendersi domanda stabile o in aumento a tre/quattro mesi, mentre in ottobre il 70% si attende nuovi cali. E’ del tutto evidente – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – che il settore dell’auto sta attraversando una crisi molto seria e ha assolutamente bisogno di incentivi con stanziamenti adeguati alla gravità della situazione come quelli previsti in Francia, in Germania e in altri mercati importanti. Poiché per novembre e dicembre le previsioni sono catastrofiche, occorrerebbe un rifinanziamento immediato degli stanziamenti previsti dal Decreto Agosto e l’adozione, con la legge di bilancio, di un organico provvedimento che tenga conto delle effettive esigenze di rilancio del settore dell’auto che, con le attività connesse, vale il 12% del Pil. Al momento – conclude Gian Primo Quagliano – non vi è però notizia né della volontà del Governo di rifinanziare gli incentivi previsti nel Decreto Agosto né di quella di tenere conto delle esigenze del settore dell’auto nella prossima legge di bilancio.

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