Genitori e figli: tutti insieme o strade separate al Castiglione

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Uniscono o dividono? Questo il dilemma dei rally, quando è la famiglia a correre. Di Tommaso M. Valinotti. Foto ActionRace e Marco Ferrero

CASTIGLIONE TORINESE (TO), 29 ottobre – C’è chi sceglie di sedersi a fianco, chi invece preferisce lottare seguendo l’avvenuta a distanza. Valeria Quassolo decide di mettersi a fianco della figlia Alessia Fornaca e dettargli le note per un rientro, nella gara di casa, che le rivede insieme dopo sette anni. Roberto Bizzini è così generoso da affidare la propria vettura (la molto amata Opel Kadett GSi) al figlio Gianluca, spodestando temporaneamente l’abituale navigatrice Angela Tufarelli, e dettando le note per la seconda volta in carriera alla tenera età di 63 anni.

Come da tradizione Roberto Pogliano vuole sulla Clio Williams N3 la sorella Erika, con la quale divide l’avventura in numerose gare. Sergio Rosso preferisce un confronto a distanza con il figlio Fabio, schierandosi al via con la sua abituale Punto JTD, affiancato da Stefano Demartini, mentre Fabio chiama sul sedile di destra della Peugeot 106 la moglie Elena Savarino. Entrambi al traguardo, con il figlio nettamente davanti. Sfida mancata nella famiglia Pelgantini. Il giovane Mirko, con Giovanni Malandra come navigatore, sfiora il podio di Classe N2, mentre papà Silvio si deve ritirare dopo due prove. Per la cronaca in entrambe le speciali era stato più veloce Pelgantini jr. Tutto ciò senza prendere in considerazione le coppie di fatto o reali che popolano il grande mondo dei rally.

 

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