Giorgetto Giugiaro, il genio di Garessio non si ferma mai

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GARESSIO (CN), 7 agosto 1938 – Giorgetto (che è il suo vero nome) Giugiaro nasce il 7 agosto 1938 a Garessio in una famiglia di pittori e affrescatori di chiese (oltre che appassionati di musica) a cominciare dal bisnonno Paolo, il nonno Luigi e il padre Mario, che sarà fondamentale per la sua evoluzione artistica. Ed è proprio il padre a spingerlo all’età di 14 anni a “migrare” a Torino per seguire i corsi di una scuola d’arte e di sera una scuola di design tecnico ed entrare così in contatto con il mondo Fiat, entrando all’età di 17 anni come apprendista designer nel Centro Stile della Casa torinese chiamato da Dante Giacosa, il padre di tutte le Fiat dalla Topolino alla 127. Appena quattro anni dopo, nel 1959, Nuccio Bertone, gran scopritore di talenti, lo chiama a dirigere il suo centro stile in sostituzione di Franco Scaglione.

Presso Bertone Giugiaro disegna alcuni capolavori a cominciare dall’Alfa Romeo 2600 Sprint (1959) suo primo impegno con il carrozziere torinese, la Giulia Sprint GT (1963) il prototipo Carabo (1964), l’ASA 1000 (1962), BMW 3200 CS; prima di passare nel 1966 alla Ghia, per la quale crea l’Iso Rivolta Fidia, e compiere  nel 1968 il grande salto fondando con Aldo Mantovani l’Italdesign. Nei 44 passati alla direzione di Italdesign ha disegnato oltre 200 modelli, alcuni dei quali prodotti in grande numero di esemplati come la Volkswagen Golf (oltre alla Scirocco e alla Passat), la Fiat Panda, Uno, Croma, Punto e Grande Punto, la Daewoo Matiz, la Lancia Delta (oltre a Thema, Prisma e Musa) e vetture di grande impatto emozionale come le Maserati Coupé e Spyder, le Bugatti EB 110 ed EB 112 (quest’ultima rimasta a livello di pochi esemplari), le Maserati Bora, Ghibli, Merak MC12 e Kubang, la De Lorean DMC12 (quella di “Ritorno al futuro”). Ha disegnato inoltre la Lotus Esprit (protagonista del film “La spia che mi amava”), l’Alfa Romeo Alfasud, Alfasud Sprint, Alfetta GT e GTV, Brera 156 e 159, i prototipi Iguana e Caimano, la Ford Mustang Concept del 2008, i concept Audi Asso di Picche, la BMW M1, le Isuzu Asso di Fiori, Gemini Coupe e Piazza, la Renault 19 e 21, la Saab 9000.

Ma queste sono solo alcune delle vetture uscite dalla matita del designer di Garessio.

Nel 2010 l’Italdesign entra a far parte della galassia Volkswagen Group e Giorgetto Giugiaro rimane in azienda fino al 2015, quando cede alla Casa tedesca le sue ultime quote, fondando insieme al figlio Fabrizio la GFG Style, che sviluppa le idee di Giugiaro Design, azienda nata nel 2012 per sviluppare in modo indipendente il design nei settori più disparati dai veicoli commerciali, industriali e agricoli, alle imbarcazioni, alle moto (Giugiaro è un grande appassionato di trial che pratica con passione), elementi di arredo, orologi, macchine fotografiche, fino alla pasta da cucina, campo nel quale si era già cimentato nel 1983 per la Voiello). Giugiaro è stato coinvolto nell’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 e ha progettato l’organo della cattedrale di Losanna composto da circa 7000 canne.

Giugiaro è stato nominano Cavaliere del Lavoro nel 1999 e nel 2010 ha ottenuto la Laurea Honoris Causa dall’università di Torino che va ad aggiungersi alle altre sette lauree ad honorem conferitegli da università di tutto il mondo oltre ad aver vinto sette volte il Compasso d’Oro ed essere stato nominato da 120 giornalisti internazionali “Car Designer del Secolo”.

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