Il mondo sottosopra di Ivan Carmellino raccontato da Marco Ferrero

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MAGGIORA (NO) – Spesso la differenza fra un successo trionfale ed uno spettacolare capitombolo è millimetrica. Mettere le ruote di un pizzico più all’interno o più all’esterno significa essere in cima alla classifica o rimediare un ritardo abissale. Lo sa bene Ivan Carmellino, il “terribile” mattatore delle gare su terra e su ghiaccio, da sempre uno dei pretendenti al successo finale quando si schiera al via di una gara su fondo sdrucciolevole.

Nel fine settimana pasquale il pilota della Mitsubishi Lancer EVO IX ha cominciato con difficoltà risalendo però con forza la classifica fino a risultare il più veloce di manche nella terza sessione, arrivando sui tempi del dominatore Oscar Ortfeld e della sua Fiesta Turbo da 580 CV. A quel punto non rimaneva altra alternativa al valsesiano che andare all’attacco deciso nella sessione Q4 per ribaltare le sorti e giocarsi il tutto per tutto nella finale. Ed è qui che il destino ha messo quel millimetro di differenza fra la gioia di Carmellino e una serie di capitomboli che hanno shakerato il valsesiano e la sua Mitsubishi dando via libera verso la vittoria allo svedese residente in Italia.

Una ruota troppo all’interno ed ecco la “Mitsu” toccare la spalletta e immediatamente scartare mettendosi a bandiera per poi obbedire alle leggi della cinetica che l’hanno obbligata a girarsi e rigarsi sul fianco e sul tetto per chiudere il capitombolo sulle quattro ruote. Il tutto prontamente documentato dal nostro Marco Ferrero, vecchia volte delle piste, che ha fiutato in anticipo che lì, proprio lì, qualcosa sarebbe accaduto. E immortalare, con l’ultimo scatto che Ivan Carmellino è sceso dalla macchina senza problemi, senza un graffio e senza acciacchi. Alla Mitsubishi, invece, è andata peggio.

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