Il Rallye di Montecarlo nei racconti di Luciano Dal Ben

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Brescia 21 novembre 2019: Si è tenuta, presso la sala conferenze del Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic di Brescia, un incontro per approfondire la conoscenza con un Rallye tra i più importanti, quello di Montecarlo. Il Rallye di Montecarlo è tutt’ora in vita, ma com’era il vero Rallye di Montecarlo? Voluto nel 1911 dal Principe Alberto I, dalla sua nascita era un importante test per ogni vettura che si volesse cimentare in condizioni particolarmente avverse e vincere questo Rallye dava notevole popolarità alla vettura, dato che si può considerare il più importante Rallye del mondo a livello di notorietà. Dall’istituzione del Rally Championship, è la prima gara dell’anno e viene disputata in gennaio, motivo per cui non è difficile trovare avverse condizioni meteo. Per avere informazioni certe di quello che era il vero Rallye di Montecarlo, abbiamo invitato a parlarne un pilota che negli anni ’70 ne ha fatti quattro: 1971-1973 (il 1974 non venne effettuato a causa della crisi economica ndr.) -1975-1979: Luciano Dal Ben.

A presentare Luciano Dal Ben pensano i numerosi riconoscimenti ricevuti durante una carriera ricca di soddisfazioni, gloria e vittorie. Ben 402 gare. Vincitore di 4 Campionati Italiani: 1973 con Fiat 124 ABARTH; 1985 con Ferrari 308 GTB; 2006 con Ferrari 360 GT; 2007 con  Ferrari 430 GT. Una carriera lunga oltre cinquant’anni: oggi come allora Luciano Dal Ben rappresenta uno dei migliori interpreti dello spirito degli intrepidi piloti di terra e di cielo, che si sono praticati a varie discipline dell’automobilismo sportivo. Il driver bresciano ha legato indissolubilmente il proprio nome soprattutto a quello della Ferrari, storico marchio ambito da molti ma privilegio per pochi. Il cavallino rampante di Maranello è come una seconda pelle per Luciano Dal Ben tanto da meritarsi, un ringraziamento proveniente direttamente dal reparto corse della scuderia fondata da Enzo Ferrari.

Dal Ben coinvolge subito i partecipanti all’incontro con un filmato del 1971 ed invita a vivere la serata come se in un simulatore fossimo ospiti in automobile con lui per percorrere il Rallye di Montecarlo. Il ricordo del Rallye di Montecarlo è per Luciano dal Ben ancora molto vivo perché fu la prima esperienza in un rallye e perché allora si svolgeva ed era organizzato in maniera e situazioni completamente diverse da quelle odierne. Innanzi tutto allora la partenza era da località diverse ed i piloti potevano decidere da quale partire per poi seguire un percorso legato alla località di partenza ma tutti con la stessa risultante di chilometri da percorrere per arrivare a Montecarlo. Le vetture di allora erano vetture per la maggioranza  di serie. Infatti Dal Ben in coppia con Milesi nel 1971, parteciparono con la storica Fiat 125 Special seconda serie detta gommone, all’epoca utilizzata anche come vettura ufficiale dalla stessa Fiat. La 125 si comportò molto bene, tranne un incontro ravvicinato con un muretto. L’equipaggio bresciano decise di partire, insieme ad altri 33 intrepidi da Atene. In totale erano 10 le località dalle quali si poteva partire: Marrakech, Reims, Francoforte, Glasgow, Monte-Carlo, Almeria, Varsavia, Oslo, Bucarest ed appunto Atene. La partenza da località diverse per un rally di oltre 3800 km fu una delle peculiarità organizzative che dagli anni ’90 venne modificata per gli alti costi organizzativi.

Altri elementi che possono darci un’idea della differenza organizzativa dei rally di allora, sono i rustici road book a cui vanno ad aggiungersi le percorrenze notturne, il maltempo su strade che erano sicuramente peggiori di quelle odierne, senza illuminazione se non quella dei poderosi fari fendinebbia delle vetture, rendono un’idea degli elementi di contorno. A questo si aggiungevano i ritmi della gara, fatti di prove speciali e di tempi da rispettare con relativi timbri da ricevere. Come si nutrivano gli equipaggi del Montecarlo di allora? Dal Ben ci racconta che gli omogeneizzati, qualche biscotto ed acqua erano gli elementi essenziali di sopravvivenza, sostenuti da tanta, ma tanta adrenalina… Nel 1973 partecipa con Felice Besenzoni con una vettura più sportiva, la Fiat 124 Sport Spider 1600 in una elegante livrea da serata a teatro più che da rallye: blu scuro con interno rosso. La Sport Spider 1600 è stata sicuramente propedeutica per quella che sarebbe stata la migliore performance di Dal Ben, quella al 43° Rallye Montecarlo. Vista la facilità di resa della 124 Sport Spider 1600, per il 1975 la scelta cadde sulla stessa vettura, ma in allestimento Abarth e qui il “gioco” si fece serio.  L’ormai affiatato equipaggio Dal Ben -Besenzoni decise di partire da Varsavia. Luciano dal Ben racconta: “E così, una gelida sera di Gennaio, in uno scenario di luci e folla indescrivibile, lentamente, uscendo dallo stadio di Varsavia entravamo nel vivo del rallye: ci attendevano dieci giorni in macchina e settemila Km di gara”.  Nella tabella delle tappe vediamo segnate le lettere F ed L. “Sono i cambi di guida (spiega Dal Ben), perché bisognava anche fare un pisolino in macchina per poter tenere il ritmo della competizione”. A Brescia, il 18 gennaio 1975 li attende uno spettacolo incredibile di folla, Viale Rebuffone (conosciuto per essere il viale della partenza della Mille Miglia) è illuminato a giorno. Un abbraccio con la moglie e via di gran carriera verso il Piemonte e la Francia. I giornali locali riporteranno la foto di Dal Ben e la Moglie a fianco di un’altra foto importante, il protagonista dei rallye del tempo: Sandro Munari con la Lancia Stratos. Dal Ben rammenta come partiti da Varsavia in diciotto equipaggi, loro erano gli unici italiani, e qui, con un pizzico di commozione, ci dice: “Più di una volta ci siamo sentiti nel lungo viaggiare attraverso l’Est Europeo, orgogliosi di esserlo!  Il punto di contatto con i piloti partiti da altre località è Gap, dove, dopo poche ore di riposo… a vettura ferma, si comincia a fare sul serio. Tempo di prove speciali, nevica, il freddo è pungente. La tensione è alta… Controllare la macchina su neve fresca con alcuni tratti ghiacciati è molto impegnativo e l’errore è sempre in agguato… Finisce la prova, un’altra ancora, separate da piccoli trasferimenti, in una notte che porterà l’equipaggio a Montecarlo, dove la posizione raggiunta in classifica permetterà all’equipaggio, dopo poche ore di letto (finalmente!) di ripartire per il durissimo Percorso Comune. E l’illusione dell’ultima tappa… quella del Turini, diventa realtà. Infatti la classifica finale del Percorso Comune premia gli intrepidi: sono al 32° posto assoluto. Di diritto partono per il Percorso Finale i primi 50 classificati.  “Il Nostro morale (dice Dal Ben) è alle stelle. Mai avremmo immaginato di essere finiti così in alto nella classifica.” Alla partenza sguardi di compiacimento e curiosità vanno alla 124 Abarth n° 84, non è certo una Stratos, una Porsche… Eppure è lì, tra una gran folla di appassionati. Poi speciali, controlli, paure, e intraversate si susseguono freneticamente… Poi… “Il Turini… Il passaggio sul colle più assediato e famoso del Rallye ci dà una forte emozione (dice Dal Ben)… Al nostro transito, tra centinaia di flash che quasi accecano, vediamo sventolare un tricolore, poi un altro e un altro ancora, è un tripudio, mentre la macchina procede in sbandata tra due pareti di neve, quasi fosse una pista di bob, la strada scende verso valle.  E, dopo essere usciti indenni dalle insidie della notte del Turini, arriviamo a Montecarlo”. La classifica finale recita: primo assoluto Munari-Mannucci su Lancia Stratos… 28° assoluti Dal Ben – Besenzoni su Fiat 124 Abarth… Ed ecco il nostro viaggio nel simulatore del Rallye di Montecarlo con Luciano Dal Ben finisce qui. Sebbene non eravamo là 44 anni fa con questa serata abbiamo rivissuto come era il vero Rallye di Montecarlo, fatto di vetture robuste, condotte da intrepidi e capaci piloti con le note di dotati navigatori/piloti ed in un contorno di umanità, passione ed anche semplicità che ci fa un pochino malinconia oggi e che cerchiamo di ricordare in questi incontri di Storia, Passione e Cultura.

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