Il Tour de Corse raccontato dagli obiettivi di Stefano Romeo

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BASTIA (Corsica), 8 aprile – Da Sanremo a Bastia c’è solo un tratto di mare, ricco di balene e delfini. Salendo sui monti dell’entroterra ligure, nelle giornate in cui il cielo è terso, si riesce a scorgere le montagne che stanno al centro della Corsica, proprio le zone in cui si svolgono le prove speciali della gara francese, valida per il campionato del mondo rally. Una storia che non appartiene più alla gara italiana, che da ormai 15 anni è assente dal giro iridato, mentre gli isolani continuano imperterriti e con grande successo a proporre il loro evento, avendo anche la soddisfazione di vedere i propri piloti primeggiare su un percorso di quelli veri, duri e puri con 333 km cronometrati e prove da 55 km da percorrere tutti d’un fiato. Cose che non ci appartengono più.

Una gara fatta a misura degli asfaltisti francesi al punto che i piloti transalpini hanno conquistato il successo nella gran parte delle edizioni disputate con Didier Auriol e Bernard Darniche, due asfaltisti insuperabili, a dividersi il primato con sei vittorie ciascuno, seguiti da Sébastien Loeb con quattro e altri due francesi (Jean Claude Andruet e Pierre Orsini) a quota tre, con la vittoria quest’anno di Sébastien Ogier che bissa così il successo ottenuto nel 2016. Scarsi i successi italiani con il solo Sandro Munari nell’albo d’oro a quota due quando aveva a disposizione l’indistruttibile Lancia Fulvia (1967 con Luciano Lombardini) la formidabile Lancia Stratos (1976 con Silvio Maiga). Anche in questa edizione i nostri colori hanno brillato poco, con il migliore in classifica relegato fuori dall’elenco dei migliori dieci. Fabio Andolfi e Simone Scattolin hanno infatti concluso in 11esima posizione assoluta con la Škoda Fabia R5 di ACI Sport Italia, conquistando un significativo terzo posto di RC2, dietro ad equipaggi che hanno maggiore esperienza e allenamento di loro nel mondiale rally.

Per tutti gli altri italiani, una gara dal sapore della sfida. Una gara da mettere in bacheca per dire di avere affrontato le “10000 curve” fra i big iridati, ottenendo magari un risultato estremamente significativo, come quello centrato dal veterano Mauro Miele con l’esperto Luca Beltrame, sedicesimi assoluti, appena due posizioni dietro sua santità Sébastien Loeb. O ancora Andrea Nucita-Marco Vozzo, 21esimi ed estremamente positivi con la 124 Abarth Rally, Luca Bottarelli-Manuel Fenoli, 28esimi con la Fiesta R2, e ancora Enrico Oldrati-Danilo Fappani, Umberto Accornero-Maurizio Barone, Andrea Modanesi-Marco Menchini, tutti al traguardo, mentre hanno avuto meno fortuna i liguri Dirk Schram-Antonello Moncada e Alberto Sassi-Matteo Lamecchi. Tutti stregati dal fascino della Corsica, come il nostro reporter Stefano Romeo, che per l’ennesima volta ci regala delle immagini di grandissima spettacolarità.

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