Ivan “Giulio Cesare” Carmellino. Venni, vidi, vinsi

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Ice Challenge_0212_Caldani_gara_riva_AD4_7770 (Custom)L’imperatore della Valsesia impone duramente la sua legge nella terza gara della stagione. Alle sue spalle un tenace Cobbe e Alessandro Pettenuzzo, meno efficace delle uscite precedenti. Spettacolari Luca Oldini e Luca Betti. Gran capottone, senza conseguenze per il pilota, di Piergiacomo Riva. Di Tommaso M. Valinotti, foto di Alberto Caldani

Ice Challenge_0212_Caldani_gara_Carmellino_AD3_0623 (Custom)PRAGELATO (TO) – Sono passati 2064 da quando Giulio Cesare commentò con queste secche parole la sua vittoria su Farnace, re del Ponto, ma Ivan Caramellino si è ricordato perfettamente la citazione del generale romano, e applicato la sua stessa tattica. Venire a Pragelato, vedere la pista nelle qualifiche e nel warm-up, e vincere senza battere ciglio la gara con una superiorità disarmante sugli avversari. Che non hanno certo steso il tappeto rosso davanti al valsesiano, dicendogli prego si accomodi, ma hanno fatto di tutto per mettere il muso delle loro macchine davanti alla Citroën DS3 Proto che Carmellino condivideva con Sergio Durante. Carmellino ha preso le misure della diabolica francesina, con motore Alfa Romeo nelle prove libere del sabato (solo quinto tempo) e addirittura ottavo domenica mattina quando bisognava riscaldare i muscoli. E poi è cambiato tutto. Ha frantumato i tempi sul giro e delle batterie portando gli avversari a inseguirlo sempre più da distante nonostante tutto l’impegno che hanno messo per recuperare il distacco da Ivan “Il Terribile ed anche “Incontenibile”.

Ice Challenge_0212_Caldani_gara_cobbe_AD4_7141 (Custom)Chi si è avvicinato di più è il trentino di Rovereto Luciano Cobbe, miglior tempo in qualifica, terzo tempo nel warm-up battuto solo dai fratelli Pettenuzzo, poi costantemente migliore delle proprie batterie con la sua Ford Focus WRC, ma regolarmente superato nella batteria successiva da Ivan Carmellino che disintegrava il tempo di Cobbe che, fino a quel momento, sembrava record. Bravo, bravissimo Cobbe, il secondo Ice Challenge_0212_Caldani_gara_pettenuzzo_alex_AD3_0228 (Custom)gradino del podio premia una prestazione degna di un grande pilota, eterno secondo in questa annata di Pragelato, ma sempre il più veloce degli inseguitori del primattore. Terza piazza per Alessandro Pettenuzzo, il “pilota della domenica”, che ha giocato, come suo solito, a nascondersi nelle prove del sabato, per poi tirare fuori gli artigli la domenica. Questa volta il giochino non è riuscito al velocissimo pilota della Mitsubishi Proto, che è stato regolarmente superato da Carmellino e Cobbe nelle prime due batterie, finendo per disunirsi nella terza manche che lo ha visto, complice un probabile calo di pneumatici, chiudere solo in settima posizione.

Ice Challenge_0212_Caldani_Master_Oldini_AD3_0669 (Custom)Subito a ridosso del podio chiude Luca Oldini, che ha rimediato cavalli e trazione per la sua Peugeot 306 Proto, tornando ad essere il Massimo Decimo Meridio del ghiaccio, lottando come un gladiatore ad ogni staccata e conquistandosi l’affetto del pubblico (che in realtà non aveva mai perso) ad ogni giro di pista. La sua gara è stata un crescendo continuo. Solo nono nella prima batteria, sale al quinto posto nella Ice Challenge_0212_Caldani_paddock_durante_AD4_7390 (Custom)seconda manche per chiudere terzo assoluto, magari senza qualche pezzo di carrozzeria, nella terza. Subito dietro di lui chiude la rappresentazione del perfetto gentleman da gara, ovvero Sergio Durante, che nel corso di questa stagione ha avuto la signorilità di far salire sulla sua Citroën DS3 Proto piloti che si sapeva fin da subito gli sarebbero stati davanti come Armin Schwarz e Ivan Caramellino. Eppure il driver genovese del DIAD Group si è dedicato alla sua missione di far viaggiare la sua black car più velocemente possibile, fosse o non fosse lui al volante. In questa terza giornata ha conquistato il quinto posto con una costanza di prestazioni ammirevole, miscelando alla perfezione grinta e sangue freddo, senza mai commettere il minimo errore. Chiude la striscia dei migliori sei Aldo Pistono, settimo nella prima e nella seconda manche, e quarto nell’ultima, con la sua Opel Astra ex Andros, un mostro che non gli ha dato le soddisfazioni che il bolzanino si attendeva da questa stagione, relegandolo a combattere spesso nelle retrovie che non sono la sua posizione naturale.

Ice Challenge_0212_Caldani_gara_pettenuzzo_mirko_AD3_9901 (Custom)Settima piazza per Mirko Pettenuzzo, che ha vissuto il sabato sera il brivido di una rottura di un bullone nella catena di trasmissione della Peugeot 206 Proto che riportato in vita il fantasma dello stop anticipato vissuto nella gara dell’Epifania. Poi, domenica tutto è andato per il meglio, staccando anche il miglior tempo nel warm-up mattutino, crescendo di posizione manche dopo manche senza incorrere nel minimo problema Ice Challenge_0212_Caldani_gara_betti_AD4_7139 (Custom)meccanico e senza la minima sbavatura nelle veroniche ai tornanti. A seguire Luca Betti, che ha alternato tempi da primattore a momenti di crisi meccanica, non riuscendo a mantenere con la sua il ritmo dei giri iniziale. Il tutto condito con uno spettacolare testacoda nella seconda manche. Quindi Manuel Villa, pilota che ha corso in tutte le gare possibili e immaginabili del panorama motoristico che si è presentato con una Peugeot 208 R5, sicuramente meno potente delle WRC in gara, assettata per i rally da terra. Chiude la fila dei primi dieci l’alto atesino Rudy Bicciato, al via con la stessa Delta con cui ha vinto il titolo italiano su ghiaccio nel 2012 (che assommato agli undici vinti dal bolzanino in salita portano il suo palmares a quota dodici allori tricolori), che sicuramente paga la maggiore anzianità e la minore evoluzione rispetto alla concorrenza, mentre il pilota paga una minor costanza di prestazioni nelle batterie rispetto agli avversari segnando quasi sempre il suo miglior tempo al primo giro.

Ice Challenge_0129_Caldani_Pregnolato_AD4_6303 (Large) (Custom)La seconda parte della classifica è aperta da Alessandro Pregnolato, come sempre preciso protagonista del ghiaccio con la sua Subaru Impreza in allestimento Gruppo N, davanti a Roberto Nale, al via con l’ interessante Renault New Clio Proto allestita da Andrea Chiavenuto, quindi Roby Novara, tornato alle gare su ghiaccio con la sua Yaris Proto riuscendo ancora ad inserirsi nel lotto dei piloti spettacolari, davanti a Beppe Pozzo, anche lui all’esordio stagionale, che soffre una cronica mancanza di potenza della sua Ford Escort Proto e precede Michele Chiavuzzo, che divide la Yaris con il “padrino” (è il suo figlioccio) Roby Novara. Il giovanotto (vent’anni) dimostra di saperci fare sia con il ghiaccio sia con la cavalleria importante, nonostante sia alla sua prima esperienza con questo tipo di gare e vanti nel curriculum solo un paio di uscite nei Formula Challenge.

Ice Challenge_0212_Caldani_gara_cola_AD3_0122 (Custom)L’ultimo settore della classifica vede protagonisti i piloti delle Due Ruote Motrici, con Alessandro Cadei, anche lui all’esordio su ghiaccio, vincere due manche su tre con la Citroën DS3 R3T che usa abitualmente nei rally e sfrutta un’infelice scelta di penumatici di Fabrizio Ceriali, Fiat Punto Proto nelle prime due manche di domenica mattina. Alle spalle dei due mattatori delle tutto avanti chiude Mattia Cola, naif e spettacolare Ice Challenge_0212_Caldani_gara_cadei_AD4_7744 (Custom)come sempre che di prima mattina si presenta in pista perdendo il cofano della sua Volkswagen Golf, e Stefano Nadalini, che si diverte ma non può avere ambizioni di classifica con la poco potente Opel Corsa. Chiude la classifica Piergiacomo Riva, unico pilota al volante di una 4×4 che termina la sua giornata nell’alta Val Chisone mettendosi per cappello la sua Panda. Unico incidente di rilievo, ancorché senza conseguenze della giornata.

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