Giorgio Bernardi al Merende torna a correre. E a vincere  

Ritorno vincente per il pilota saluzzese, che nel fine settimana conquista la vittoria in Classe S1600 con la Clio curata dai vicentini di PR2 Racing per i colori della scuderia veneta Sport&Comunicazione. Molto veloce e costante nelle prestazioni, senza commettere errori, affiancato dal saluzzese Paolo Carrucciu, Bernardi ottiene anche un ottimo quattordicesimo posto assoluto, in una gara che vedeva al via almeno 25 top car di potenza ben superiore alla vettura del pilota della Valle Po. Foto Elio Magnano

SANTO STEFANO BELBO (CN), 18 ottobre – “C’è stato un momento, nei giorni scorsi, in cui mi sono chiesto se sarei riuscito a correre in questa stagione. Dopo due mancate partenze, l’ultima delle quali al Sanremo per l’uragano che ha annullato la gara, cominciavo ad avere qualche dubbio”. Giorgio Bernardi ha vissuto con questi dubbi la vigilia del secondo Rally delle Merende, andato in scena sabato 17 e domenica 18 ottobre a Santo Stefano Belbo. Ma una volta arrivato al semaforo verde della prima prova, denominata Consorzio Asti DOCG che ricalcava la vecchia San Grato, i dubbi sono spariti e il pensiero è corso a spingere più velocemente possibile la Renault Clio S1600, curata dalla PR2 Racing di Marostica, interpretando nel migliore dei modi le note dettate da Paolo Carrucciu, tornato al suo fianco dopo ben sette anni.

E il pilota della Valle Po ha dimostrato che gli undici mesi passati lontano dalle prove speciali non hanno intaccato la classe del portacolori della scuderia Sport&Comunicazione. “Sabato ho fatto lo Shake Down senza cercare il tempo assoluto, anche perché ero alla guida di questa Clio S1600 che non avevo mai avuto occasione di usare. Dovevo riprendere i meccanismi con questo tipo di vettura che ho usato una volta sola, nel 2013 proprio qui a Santo Stefano Belbo, e ritrovare il feeling con Paolo Carrucciu, con il quale non condividevo l’abitacolo dal 2013”.

Tutto con calma il sabato, poi la domenica si cambia registro. Terzo tempo di Classe S1600 dietro ai due avversari sulla carta, e nella realtà, più veloci, ma pronto a dare la zampata sulla prova successiva. Nella quale Bernardi-Carrucciu scoprono le loro velleità, siglando il miglior tempo di categoria e 16° assoluto, vedendo fra l’altro che Ezio Grasso (unico pilota che aveva battuto Bernardi in S1600 nel 2013) era finito fuoristrada dovendosi ritirare. La prova di San Grato sembra non portare fortuna a Bernardi che nella ripetizione fora l’anteriore destra in un punto insidioso della speciale (numerosi altri concorrenti hanno forato in quel punto) e chiude con il terzo tempo di categoria. Peggio va all’avversario che lottava per la vittoria di Classe S1600 con Bernardi, Davide Caffoni, che esce di strada e abbandona il rally.

Abbiamo fatto due chilometri circa con la gomma sgonfia e nonostante ciò abbiamo perso solo 6”2 da chi ha segnato il miglior tempo nella nostra classe. Inoltre i due ritiri ci hanno portati in cima alla classifica di S1600” commenta a posteriori Giorgio Bernardi che nella prova successiva segna lo stesso identico tempo, al decimo di secondo, del passaggio precedente, riuscendo a incrementare ancora il suo vantaggio in classe.

Restano le due ultime prove e Bernardi finalmente si aggiudica il terzo passaggio sulla San Grato con un paio di secondi di vantaggio, quindi fa sua in modo più netto la Santero 958 finale, prova su cui si è espresso al meglio nel corso di tutta la giornata. E conclude vincendo la Classe S1600 con 10”10 su Marenco-Melella, ottimo 14° assoluto e secondo di Due Ruote Motrici, dietro al suo maestro Sandro Sottile.

Non ho ripetuto il nono posto del 2013, ma era veramente una missione impossibile. Quest’anno al via c’erano ben 25 vetture di Classe R5 che nel 2013 non esistevano e quindi sono molto soddisfatto della mia prestazione. La Clio S1600 di PR2 Racing si è comportata perfettamente e a parte la foratura non abbiamo avuto problemi. Con Paolo Carrucciu mi sono trovato benissimo e anche se abbiamo corso insieme una volta sola e per di più sette anni fa (vincendo la classe al Rally di Bagnolo) ero tranquillo che avremmo immediatamente trovato l’affiatamento. Ora voglio tornare al Rally di Castiglione. Ho qualche sassolino nella scarpa da togliermi e spero che la Clio S1600 mi regali questa soddisfazione”.

 

 

Rally delle Merende. Fra le Due Ruote Motrici il maestro (Sandro Sottile) supera l’allievo (Giorgio Bernardi)

Grande sfida fra le tutte avanti con il tutor rallistico di Ventimiglia che precede il suo allievo in una lotta appassionante. Terzo Andrea Gonella, che conclude molto vicino ai primi due con la nuovissima Peugeot 208 Rally 4. Di Tommaso M. Valinotti

SANTO STEFANO BELBO (CN), 18 ottobre – Se l’erano promesse a vicenda. A Sanremo, mentre aspettavano che il mondo finisse di impazzire, Sandro Sottile e Giorgio Bernardi avevano deciso di sfidarsi sulle prove speciali delle colline pavesiane. E così è stato.

Sandro Sottile ha rispolverato la sua amatissima (il superlativo occorre) Renault Clio Williams che fa uscire dall’officina una volta l’anno e che nelle ultime due stagioni gli ha dato poche soddisfazioni. Al suo fianco, manco a dirlo, Marco Nari, che da sempre collabora con lui nella scuola di guida rally. Dall’altra parte il suo allievo più veloce, Giorgio Bernardi, che sulle prove attorno a Santo Stefano Belbo aveva fatto scintille sette anni fa (secondo tempo assoluto sulla prova dei Quassi finale) nell’unica occasione in cui aveva guidato una Clio S1600. Navigatore disponibile Paolo Carrucciu, con il quale c’era stata una volta sola, ma vincente, nel 2013, quando i due saluzzesi si erano imposti in Classe R3C al Rally di Bagnolo.

E sfida è stata.

Con Sottile che fa meglio di Bernardi nella prima prova, quando il pilota della Valle Po prende confidenza con la Clio S1600, e ribalta la situazione nella seconda quando fa meglio del maestro per soli 3/10. Sottile, però, ha avuto problemi ai freni nelle impegnative discese finali delle due prove. Nella terza prova Sottile vola fra le stelle della classifica, 16° assoluto, mentre Bernardi fora a due chilometri dal termine. Nella successiva speciali Bernardi, che ormai è al comando della Classe S1600, anche se con un vantaggio non rassicurante, rifila 8/10 al pilota ligure, che deve accarezzare il motore della Clio che tossisce per problemi alla seconda pompa benzina (è solo tosse, niente Covid per la Clio).

E poi il gran finale. Sedicesimo tempo assoluto per Sottile-Nari nell’ultimo passaggio sulle due prove, con Bernardi in scia che nell’ultima prova (una moderna interpretazione dei Quassi) si ferma ad appena 1/10 da Sottile.

Alla fine tutti e felici e contenti, con Sottile-Nari dodicesimi assoluti, e Bernardi-Carrucciu quattordicesimi. Terzo classificato Andrea Gonella (uno che ci sa fare con le macchine da corsa) affiancato da Claudia Musti, che ha preso per la prima volta le misure alla nuovissima Peugeot 208 Rally 4, che chiude sedicesimo assoluto. “Ho vinto la classe R2B, sono ben piazzato nell’assoluta e sono terzo di Due Ruote Motrici dietro a Sottile e Bernardi, due piloti di cui sappiamo il valore. Mi sembra di poter essere pienamente soddisfatto” conclude il monregalese.

Giorgio Bernardi torna a Santo Stefano Belbo per fare “Merende”

Ritorno per il pilota saluzzese, domenica prossima sulle prove speciali delle colline pavesiane, che hanno dato tante soddisfazioni al pilota portacolori della Scuderia Sport&Comunicazione. Qui, nel 2013, ha disputato la sua unica gara con la Clio S1600, stesso modello con la quale gareggerà nel prossimo fine settimana, chiudendo secondo di classe. Ritrovando, fra gli altri, lo stesso pilota che sette anni fa lo precedette di 7”7. Al suo fianco ci sarà Paolo Carrucciu, con il quale ha disputato il Rally della Pietra di Bagnolo del 2013, coronato dal successo in classe. Foto archivio Elio Magnano

MARTINIANA PO (CN), 14 ottobre – “Sono 336 giorni che non guido una vettura da rally, e addirittura tredici mesi che non vedo il traguardo. Non sto più nella pelle per la voglia di correre”. Giorgio Bernardi, smaltita la delusione per l’annullamento del Sanremo, al quale doveva partecipare con la stessa Clio S1600 gestita dalla PR2 di Marostica che avrà a disposizione domenica prossima a Santo Stefano Belbo, si è immediatamente iscritto al rally delle terre di Cesare Pavese.

A Sanremo eravamo tutti pronti a partire, ma le terribili condizioni meteorologiche non ci hanno nemmeno permesso di far scendere la Clio dal furgone. Ora speriamo vada meglio” commenta cauto il pilota della Valle Po. “Queste prove le conosco bene e qui mi sono tolto delle belle soddisfazioni nel Rally Moscato di cui il Merende è praticamente l’erede. Ho corso questa gara la prima volta nel 2013, la mia unica gara con la Clio S1600. Fu un duello al calor bianco con il mio amico Gianmaria Melifiori, saluzzese come . Conclusi nono assoluto, secondo di classe S1600, staccando un settimo tempo assoluto nell’ultimo passaggio sulla prova di San Grato, che rifaremo in parte quest’anno, allora di 13 km” ricorda il portacolori della scuderia veneta Sport&Comunicazione. Che è tornato a Santo Stefano Belbo altre due volte.

Nel 2014 mi sono presentato al via con una Clio R3C e alla fine sono risultato settimo assoluto e secondo di classe dietro un altro giovanissimo: Fabrizio Bianchi. Eravamo talmente assatanati che sulla prova di Quassi, in pratica la seconda di questa edizione staccai il secondo tempo assoluto, ad appena 9/1 da Patrick Gagliasso che aveva a disposizione una Peugeot 207 S2000, precedendo Fabrizio di 4/10. Esaltante.”

L’ultima volta che Giorgio Bernardi ha affrontato queste prove speciali è stato nel 2015, quando si è ritirato praticamente sull’ultima prova con una Peugeot 207 S2000 mentre era terzo assoluto.

Diciamo che queste prove le conosco bene, sono le mie prove, con lo sporco, strade strette, tortuose e un bel po’ di discesa. In passato il Moscato era una gara frizzante che si svolgeva in estate, quindi abbiamo sempre trovato il sole. Staremo a vedere come saranno le condizioni del tempo nel prossimo fine settimana, ma anche con lo sporco e il fango non mi preoccupo. Nel frattempo sono tornato a correre con Paolo Carrucciu, con il quale ho disputato una sola gara, il Rally della Pietra di Bagnolo del 2013, prendendomi la soddisfazione di vincere la Classe R3C con la Clio, chiudendo nei dieci assoluti”.

Pubblicato l’elenco iscritti Giorgio Bernardi dà un’occhiata agli avversari “Per l’assoluta ci sono poche speranze di arrivare in alto, con 33 vetture 4RM di cui 23 top car di Classe R5. Ma ci divertiremo ugualmente in Classe S1600 che conta otto iscritti, tutti su Clio S1600. Dobbiamo tener d’occhio tutti, perché ce ne sono un paio che vanno fortissimo fra i quali il locale Ezio Grasso, che nel 2013 vinse la classe S1600 con 7”7 davanti a me” sottolinea Bernardi.

Il 2° Rally Trofeo delle Merende richiamerà i concorrenti a Santo Stefano Belbo, presso l’hospitality Peletto, sabato 17 ottobre, dalle 8.00 alle 20.00 per la distribuzione targhe, numeri e pass, mentre dalle 8.30 alle 14.00 si svolgeranno le verifiche sportive e tecniche. Sabato è anche la giornata dello Shake Down, in programma dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 su un tratto di 2,65 km in località Santa Libera. Domenica si corre, con partenza dal parco assistenza di Piazza Unità d’Italia alle ore 8.01 per farvi ritorno per i due riordini-parco assistenza e l’arrivo finale delle ore 16.27. dopo aver percorso 177,34 km di gara, di cui 53,34 di prove speciali sul triplice passaggio delle prove Consorzio dell’Asti di 9.30 km e Santero 958 di 8,48 km.

Giorgio Bernardi e il Rallye Sanremo. Sarà la volta buona?

Ritorno in gara dopo dieci mesi per il pilota della Valle Po, costretto dagli impegni di lavoro a limitarsi a sporadiche uscite. Con il Sanremo, però, ha un conto in sospeso che spera di pareggiare in questa occasione, presentandosi al via con una Clio S1600. Senza pressioni di risultato, ma solo per puro divertimento. Al suo fianco, per la prima volta, la quasi concittadina Vilma Grosso, che nonostante una lunga carriera al quaderno delle note, disputa il Sanremo per la prima volta.

MARTINIANA PO (CN), 30 settembre – “Ci sono gare in cui tutto fila dritto. Altre in cui la sorte ti guarda in faccia solo per prenderti a schiaffi”. Ne è ben conscio Giorgio Bernardi che nelle precedenti partecipazioni al Rallye Sanremo ha sempre rimediato più delusioni che soddisfazioni. “Nel passato il Sanremo si disputava in primavera, subito dopo il Ciocco, gara nella quale ho sempre ottenuto buoni risultati. Arrivavo a Sanremo carico di entusiasmi e il destino mi faceva lo sgambetto”.

Delle quattro partecipazioni del pilota saluzzese alla gara ligure, due si sono concluse con l’arrivo, senza mai vincere la classe, le altre due con un mesto ritiro. “La situazione più paradossale si è verificata nel 2016, quando per un colpo della strega, non dipendente da incidenti o cadute, il mio navigatore è rimasto bloccato e non siamo riusciti a partire per la seconda speciale. E anche in quell’anno arrivavamo dalla vittoria di Classe R2B e del Campionato Junior del Ciocco. Eravamo l’equipaggio da battere, ma siamo stati battuti dalla malasorte“.

Abbandonate le ambizioni di lottare per i titoli dei campionati, Giorgio Bernardi non ha certo perso la voglia di correre. “Quella è rimasta immutata come un tempo. Forse è addirittura aumentata anche a causa della lunga inattività dovuta al Coronavirus e agli impegni di lavoro che mi lasciano pochissimo tempo per correre. Anche questa partecipazione è nata in fretta e furia e ho inviato la scheda di iscrizione solo martedì della scorsa settimana. Appena 24 ore prima che chiudessero. Partendo così tardi non ho trovato una vettura di Classe R5, come avrei voluto per vedere dove sarei finito in classifica confrontandomi con i migliori piloti della serie nazionale. Il mio tutor, Sandro Sottile, mi ha trovato una Clio S1600 gestita dalla PR2 di Marostica. Trovare qualcuno che all’ultimo momento fosse disponibile e senza impegni per fare la gara non era facile. Ho chiamato Vilma Grosso, saluzzese come me e che conosco da sempre, e lei senza stare a pensarci su, ha accettato”.

Giorgio Bernardi riflette un attimo su quella che sarà la sua gara. “Essendo le prove molto in alto nell’entroterra, le speciali saranno caratterizzate da moltissima discesa e ciò mi piace moltissimo perché livella le differenze fra le vetture. Alcuni siti meteo danno pioggia per il fine settimana ed anche questa è una condizione che mi piace. Se c’è la strada è bagnata ci devi mettere del tuo ed è per questo che si corre” sottolinea il portacolori della scuderia Sport&Comunicazione che nell’ultima gara disputata, il Rally di Castiglione sotto una pioggia torrenziale, era salito fino al quinto posto assoluto con una Ford Fiesta R2B, prima di fermarsi sull’ultima prova speciale. “Ho usato la Clio S1600 una volta sola, al Rally del Moscato del 2013, terminando la gara nono assoluto e secondo di classe divertendomi un mondo. Mi risulta che ci sono altri quattro concorrenti in classe. Ne conosco un paio e so che vanno forte, fra i quali Italo Ferrara. Non avendo più ambizioni di Trofei e campionati il mio obiettivo è divertirmi in gara singola, senza la pressione della strategia del risultato. E più ci sarà battaglia più sarà divertente”.

Il 67° Rallye di Sanremo richiamerà i concorrenti venerdì 2 ottobre per le verifiche sportive mattutine, cui farà seguito nel pomeriggio lo Shake Down. La parte agonistica si svolgerà in un’unica giornata, sabato 3 ottobre, con partenza alle 7.10 del mattino di sabato 3 ottobre, quando le vetture usciranno dal parco assistenza per dirigersi sul classico trittico di prove di Passo Teglia, Langan e Vignai, prima di tornare a Sanremo per il riordino e l’assistenza che terranno fermi gli equipaggi in riva al mare per quasi due ore. Nel primo pomeriggio nuovo giro sulle tre prove, ancora un riordino e parco assistenza a partire dalle 15.50 per chiudere in serata con il terzo e ultimo passaggio su Passo Teglia, Langan e Vignai, prima di tornare alle 20.12 nell’area della Vecchia Stazione per la conclusione della gara. Il 67° Rallye Sanremo si sviluppa su 340,62 chilometri di percorso, 102,03 di tratti cronometrati suddivisi in tre prove speciali da ripetere tre volte.

Giorgio Bernardi. Il divertimento del gentlemen driver al Città di Torino

Prima gara stagionale per il pilota saluzzese che partecipa alla gara torinese con la stessa Škoda Fabia R5 by Bianchi con la quale esordì fra le top car nel Città di Torino dello scorso anno. Fermo da dieci mesi, oberato dagli impegni di lavoro, il portacolori della Sport€Cominicazione afferma di essere al via solo per divertirsi, senza puntare a un particolare risultato. Al suo fianco, per la prima volta, Marco Nari, che da cinque anni collabora con lui nella gestione delle gare. Foto archivio Amico Rally (Bassano 2019)

MARTINIANA PO (CN), 7 settembre – Questa è la mia prima gara da gentleman driver. Sarò al Rally Città di Torino senza particolari obiettivi. Gli impegni di lavoro mi impediscono di mettere in cantiere un programma. Quindi, d’ora in avanti correrò, quando potrò, esclusivamente per divertirmi”. Dichiarazione che sembrerebbe limitare le ambizioni di Giorgio Bernardi, quasi fosse l’annuncio che sarà in prova speciale senza la carica di adrenalina che lo contraddistingue. Conoscendo il pilota saluzzese, però, viene spontaneo sottolineare che per lui divertirsi significa spingere al massimo la vettura che ha per le mani, quindi la modalità di affrontare la gara torinese non sarà diversa da quelle attuate in passato quando partecipava ai campionati nazionali.

Sono fermo dal Rally di Castiglione del novembre scorso. Da allora non mi sono nemmeno seduto su una macchina da rally e dopo dieci mesi la ruggine accumulata è tanta. In tutto questo periodo non sono riuscito a ritagliarmi il tempo per un test che mi avrebbe sicuramente divertito e mantenuto in allenamento. Farò lo shake down venerdì prima della gara, per ritrovare quei meccanismi necessari a portare in prova speciale la Škoda Fabia R5” afferma Bernardi che si presenterà al via con la stessa Škoda Fabia R5 curata da Fabrizio Bianchi con la quale esordì fra le top car nella gara torinese dello scorso anno, chiudendo decimo assoluto, migliorando il risultato poche settimane dopo al Bassano.

A fianco di Giorgio Bernardi ci sarà Marco Nari. “Non bisogna confondere Marco Nari con Francesco Nari, un amico della Valle Po con il quale ho disputato sette rally fra il 2012 e il 2013. Anche se non abbiamo mai corso insieme, con Marco c’è un buon feeling, visto che sono cinque anni che lavoriamo insieme, essendo il navigatore ligure il socio di Sandro Sottile, il tutor che mi segue nell’ambiente dei rally. Marco, inoltre ha disputato nel passato alcune gare con mio padre, quindi ci conosciamo molto bene; anche se sabato sarà la prima volta che affronteremo fianco a fianco i cronometri in prova speciale non avremo problemi a trovare l’affiatamento” precisa Bernardi.

Ho messo in piedi la partecipazione a questa gara in fretta e furia. Non resistevo più dalla voglia di correre e ho deciso all’ultimo momento di partecipare riuscendo a inviare la scheda di iscrizione appena in tempo poco prima che chiudessero” ricorda Bernardi che passa ad analizzare la gara. “Ho disputato il Torino nel 2012 e 2013 vincendo in entrambi i casi la classe con la Twingo R2. Lo scorso anno ero all’esordio sulla Škoda Fabia e ho dovuto abituarmi alla vettura boema, che ha quattro ruote motrici, un motore turbo che spinge forte. Già al Bassano mi ero trovato meglio; quest’anno ripartirò da zero o quasi, visto che da dieci mesi sono digiuno di corse. Ho scelto di partecipare al Città di Torino di impeto, perché la gara si svolge relativamente vicino a casa e non mi prende troppo tempo. Le prove sono simili a quelle dell’anno scorso, solo il Col del Lys sarà percorso al contrario dalla Valle di Lanzo alla Valle di Susa. Il Città di Torino 2020 ha pochissimi chilometri in discesa, modalità che quando correvo con le vetture piccole mi consentiva di sopperire con l’aggressività di guida alla carenza di potenza. Ma non importa. Quest’anno sono al volante di una top car, quindi non devo buttarmi a capocollo in discesa, ma solo divertirmi” afferma il neo gentleman driver saluzzese, che si divertirà tanto quanto riuscirà a concludere in alto nella classifica assoluta.

Il 35° Rally Città di Torino si svolge interamente nella giornata di sabato 12 settembre, con partenza alle ore 8.31 da Pianezza, tre prove speciali da percorrere due volte: Monastero (km 7,50), Mezzenile (km 7,50) e Col del Lys (Km 14.40) per un totale di 58,80 km cronometrati su un percorso totale di 229,78 km. La gara si concluderà a Pianezza nel parco di Villa Leumann alle ore 17.12. Sempre Pianezza ospiterà il riordino e parco assistenza dalle 11.59 alle 14.05 e le verifiche sportive di venerdì (dalle 11.00 alle 19.30 nel parco assistenza) e lo Shake Down a Rubiana (dalle 14.30 alle 19.00). Il 35° Rally Città di Torino è valido per la Coppa Rally di Zona e per la Michelin Rally Zone Cup.

Rallisti ai tempi del Coronavirus. Giorgio Bernardi: “Sono in crisi di astinenza da rally”

Il pilota della Valle Po non vede l’ora di tornare al volante, anche solo per un test in pista. In questo periodo di clausura è stato impegnatissimo con il lavoro, che avrebbe condizionato comunque la sua intera stagione 2020. Non gli piacciono i rally in pista, perché i rally sono lo sport del popolo e senza spettatori non sono una festa, ma comprende la necessità di ripartire e tornare a lavorare tutte le persone che sui rally ci vivono. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

CARMAGNOLA (TO) – Seconda parte dell’intervista di Giorgio Bernardi che ci racconta come ha vissuto il periodo di reclusione (più in azienda che a casa) e quali sono le sue attese per la stagione che verrà. Nel frattempo ha chiamato Fabrizio Bianchi per riuscire a tornare al volante, anche solo per un test, appena ci sarà l’opportunità.

Qual è stata l’ultima gara cui hai partecipato? – “È stato il Rally di Castiglione Torinese del novembre scorso, insieme a Gabriele Allio su un Ford Fiesta R2T. Stava andando tutto per il meglio. Abbiamo vinto la classe senza problemi nel passaggio sulle prime due prove speciali del mattino. In parco assistenza abbiamo fatto qualche modifica di assetto che sotto la pioggia non si è rivelata corretta segnando il terzo tempo di classe. Comunque a una prova dal termine eravamo ancora al comando della categoria e sesti assoluti. Nell’ultima speciale si è appannato il vetro in partenza e dopo qualche chilometro in un taglio sono uscito di traiettoria strisciando la fiancata contro un albero. Nulla di grave. Peccato che subito dopo la Fiesta si sia spenta ed è finita lì. È stata la conclusione in linea con un’annata non fortunata nel Campionato Italiano Rally Junior. In autunno avevo disputato due gare con la Škoda Fabia R5 by Bianchi. Al Torino, gara per me di esordio nella categoria, sotto la pioggia è stato impegnativo e difficile. Il successivo Bassano è stata una gara fantastica in cui mi sono proprio divertito, spingendo al limite”.

Quali sono state le gare che hai saltato (annullato)? – “Con Fabrizio Bianchi avevamo in programma la Ronde del Canavese. Sappiamo tutti come è andata”.

Quali erano i tuoi programmi per il 2020? – “Anche prima dell’emergenza Coronavirus sarebbe stata una stagione interlocutoria per impegni di lavoro. Avrei fatto qualche gara spot, ma sicuramente non sarei stato con le mani in mano”.

A cosa hai dovuto rinunciare per l’emergenza Coronavirus? – “Sono in piena crisi di astinenza da rally. Appena si è sbloccata la situazione ho chiamato Fabrizio Bianchi per fare dei test. Mi sogno le auto da rally di notte e sono caldo come un boiler. Ho dovuto rinunciare alla festa del mio compleanno del 24 aprile, e mi è spiaciuto molto”.

Come è cambiata la tua vita dopo il 4 maggio, e cosa farai? – “In realtà è cambiato nulla. Continuo a lavorare moltissimo perché l’emergenza Coronavirus ha creato problemi anche a noi in azienda. Il salto di qualità dopo il 4 maggio è che posso tornare a vedermi con Clara, la mia fidanzata che abita a Paesana. Fra i nostri due paesi ci sono solo dieci chilometri, ma sembrava uno spazio siderale”.

Cosa bisogna fare per uscire da questa situazione di emergenza? – “In televisione sentiamo una miriade di esperti che danno risposte contraddittorie. Per quanto riguarda il nostro settore, quello dei rally, è necessario ripartire. Non dimentichiamoci che in questo sport ci sono non solo persone che si divertono, ma anche moltissime persone che ci lavorano e mantengono le loro famiglie. La soluzione potrebbe essere i rally in pista? Ben vengano. Non sono certo uguali ai rally su strada, ma potrebbero permettere ai preparatori, e agli addetti ai lavori, e sono tanti, di tornare a lavorare. Certo che il rally su strada ha un altro fascino. La gente sulle prove speciali, nei parchi assistenza e in pedana che fa festa. Questi sono i rally, perché ricordiamoci bene, i rally sono lo sport del popolo e senza il popolo dei rally non possono vivere”.

Che cosa hai fatto in questo periodo di reclusione? – “Ho lavorato tanto e più di prima nel caseificio di famiglia. Abitare a Martiniana Po, un piccolo paesino ha i suoi vantaggi ma anche molti svantaggi. Vero che se vuoi uscire a fare una passeggiata nei boschi non incontri nessuno. Ma a parte nei boschi, dove si poteva andare? C’è nulla. E sono stato a casa. Il mio tempo libero l’ho speso giocando con il cane in cortile”.

Come festeggerai il ritorno alla normalità? – “Il giorno in cui mi metterò al volante di una vettura da rally, anche solo in pista per un test, sarà una grande festa. E poi non vedo l’ora di tornare a fare festa con i miei amici”.

Qual è il sogno nel cassetto? – “Non ho sogni particolare. Voglio solo essere felice, perché quando hai la felicità hai tutto”.

La galleria fotografica del giorno. Elio Magnano racconta per immagini la carriera di Giorgio Bernardi

In apertura: Giorgio Bernardi al Rally Italia-Sardegna 2019. Seconda parte. A corredo dell’intervista pubblicata oggi su www.kaleidosweb.com il reporter saluzzese offre una prima carrellata di scatti sulla carriera di Giorgio Bernardi. Foto Elio Magnano (www.fotomagnano.com)

MARTINIANA PO (CN), 7 maggio – Sessantadue gare in carriera. Tutte vissute con passione e determinazione. Questa è la carriera di Giorgio Bernardi che si snoda dal Rally del Tartufo 2011, con la Peugeot 106 FN2 ed Enrico Ghietti al suo fianco al Rally di Castiglione 2019 navigato da Gabriele Allio con la Fiesta R2T. Conclusi entrambi, purtroppo, con un ritiro.

La seconda parte della galleria realizzata da Elio Magnano racconta le gare dall’annata 2016 , con il tentativo di scalato al Campionato Italiano Rally Junior e la vittoria del Ciocco sino allo sfortunato ritiro del Castiglione Torinese del novembre scorso, quando era ampiamente in testa alla classe e sesto assoluto. Quattro stagione ricche di emozioni, come solo il pilota della Valle Po sa dare, vittorie alternate a uscite di strada e sfide impossibili. Ma è in questo modo che i grandi piloti appassionano i loro tifosi.

Rallisti ai tempi del Coronavirus. Giorgio Bernardi: “Alla mia prima gara, il preparatore mi ha tolto le chiavi della macchina dopo la seconda prova”

Lo spettacolare pilota della Valle Po, appartenente a una famiglia di rallisti, racconta come sia diventato un pilota grintoso e velocissimo, anche grazie agli stimoli ricevuti dal padre e dallo zio. Per il momento è fermo, ma non vede l’ora che torni ad accendersi il semaforo verde in prova speciale. Per dare la caccia a quella prima vittoria assoluta che ancora gli manca. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano. In apertura Giorgio Bernardi con la cugina Elena e Lucio Ramello sul palco del Valli Cuneesi 2019  (www.fotomagnano.com)

MARTINIANA PO (CN), 7 maggio – Se è vero che le inclinazioni delle persone si vedono fin da piccoli, mamma Romana non ha mai avuto dubbi di come sarebbe cresciuto suo figlio Giorgio.

Da piccolo avevo uno di quei trattorini che si regalano ai bambini appena si muovono in autonomia così che possano girare in cortile spingendo a fatica sui pedali. Io abitavo in una casa che aveva una bella discesa sterrata e il mio divertimento era tuffarmi nella riva e magari capottare. Gli altri bambini smontano e rimontano i loro giocattoli. Io riuscii invece a staccargli le ruote capottando rovinosamente nel pendio”.

A un quarto di secolo di distanza non è dato sapere come sia finita quella storia. Se mamma Romana si sia arrabbiata; quasi certamente papà Paolo, anche lui pilota, non se l’è presa, mentre Giorgio, coriaceo e determinato non si è di sicuro messo a piangere.

La mia è una famiglia di rallisti. Mio padre ha corso per 25 anni, mio zio Gianbartolo ha gareggiato anche lui ed è sempre stato molto interessato ai miei impegni agonistici, seguendomi con passione e venendomi a vedere”. Considerando che anche la sorella Jessica ha corso alcuni rally e Giorgio ha convinto pure la cugina Elena a farli da navigatrice in un paio di gare, si capisce come all’appello manchi solo mamma Romana, che però lo segue sempre con attenzione.

Ho praticato diversi sport, perché mi piace moltissimo confrontarmi. La competizione mi stimola parecchio”. E così si trova a praticare tennis, nuoto, giocare a pallone. “Come difensore non me la cavavo male e con la squadra qui della Valle Po ci siamo divertiti parecchio; arrivando anche a giocare contro i ragazzini di Juve, Toro e Sampdoria, uscendone sempre onorevolmente, considerando che ci confrontavamo con ragazzini che aspiravano al professionismo, mentre noi giocavamo per divertirci”.

Ma lo sport in cui il giovane Giorgio Bernardi dà il meglio è lo sci, arrivando a un passo dal sostenere l’esame da maestro. “Lo sci è uno sport estremamente rigoroso. Nevica? Devi sciare. Fa caldo? Devi sciare. C’è nebbia? Scii lo stesso” afferma oggi Giorgio Bernardi rimarcando quanto lo sci sia propedeutico al rally con il quale ha molte similitudini. Si deve correre in qualsiasi condizioni ambientali. O almeno così dovrebbe essere, anche per i rally.

Lo sci ti insegna ad andare forte a curare le traiettorie e ad avere coraggio nel buttarti in discesa sopra due assicelle molto strette” ribadisce il pilota della Valle Po. Che prima di poter guidare in prove speciale si sfoga sugli sci. “A fare sport mi sono sempre divertito moltissimo” ricorda adesso, ma anche da ragazzino continua a essere morbosamente attratto dal mondo dei motori.

Anche perché in famiglia c’è sempre qualcuno che gli lascia briglia sciolta.

Avrò avuto dieci anni e un giorno mio padre mi dà le chiavi della Jeep pick-up di famiglia e mi dice: ‘scalda le candelette e mettila in moto che devo andare via’. Ubbidii di corsa aspettando che mio padre si mettesse al volante e se ne andasse. Invece mio padre si sedette di fianco e mi disse: ‘fai un giro nel cortile’ ed io ingranai la prima e guidai per la prima volta”.

Godendo di ampi spazi nei piazzali del caseificio di famiglia, Giorgio Bernardi ha la possibilità di guidare tutto ciò che gli capita per le mani. L’anno successivo esordisce sui camion della ditta.

Mio padre arrivò con un camion del latte nuovo di zecca. Appena lo vidi me ne innamorai. Mio capì subito che sbavavo per salirci sopra. Mi lasciò le chiavi e mi disse: ‘parcheggialo’. Il problema fu che non arrivando ai pedali non riuscii a frenare in tempo e mi fermai contro un muro”.

Mentre continua gli esperimenti di guida, il più piccolo dei Bernardi ha modo di conoscere i rally da spettatore.

Il mio primo ricordo consapevole da spettatore di rally risale a un Bagnolo di inizio millennio (Giorgio Bernardi è nato ad aprile del 1993) che andai a vedere con mio padre sulla prova di Pramartino, una speciale che non hanno più fatto. Ricordo ancora il fragore impressionante delle Clio Gruppo A. Il passaggio delle prime auto mi spaventarono, con il loro rombo tuonante; poi con il progredire dei passaggi cominciò a piacermi e ad affascinarmi”. Dopo quell’esordio consapevole Giorgio Bernardi è spettatore al Rally Valli del Bormida sul versante piemontese delle Alpi Marittime, al casalingo rally della Valle Varaita portato dal padre, spesso accompagnato dal suo navigatore Ilvo Beltrando. Con il proseguire degli anni, Giorgio acquisisce maggiore autonomia e con gli amici e il motorino passa le notti a seguire le gare di zona, dal Bagnolo al Rally della Valle Varaita sino a quando diventa Rally Valli Cuneesi.

Nel gruppo c’è anche Enrico “Chicco” Ghietti, un anno più vecchio e stessa passione per le corse.

Sicché quando arriva la tanto sospirata licenza, Giorgio Bernardi non ha dubbi su chi chiamare a dettargli le note. “Ci presentammo al via del Rally del Tartufo ad Asti a fine luglio 2011, esattamente tre mesi dopo che avevo compito i diciott’anni. Enrico aveva già disputato un rally, il Città di Torino sulla Clio Gruppo A di Fulvio Chiaberto, un pilota che tiene giù il piede. Io avevo fatto qualche giro in sulla pista di Busca con la stessa Peugeot 106 di Mattio che avrei poi usato in gara”.

Al via del rally astigiano ci sono 11 altri equipaggi nella stessa Classe FN2 nella quale sono iscritti Bernardi-Ghietti, compresi alcuni funamboli della categoria quali Cristian Boniscontro, Andrea Castagna e il valdostano Luca Jeantet.

Mio padre mi disse che un buon risultato sarebbe stato contenere il ritardo dai migliori in 3” al chilometro e a fine della prima prova speciale di sette chilometri, il mio ritardo era esattamente di 21”. Mio padre era soddisfatto, io anche. Il problema nacque quando raccontai loro che eravamo usciti di strada perdendo una quindicina di secondi, piegando pure un braccetto della sospensione. Uscii di strada anche nella prova successiva e Mattio, il proprietario della 106 ritenne più prudente riprendersi le chiavi”.

La situazione migliora al successivo Rally 2 della Valle d’Aosta quando Bernardi-Ghietti chiudono ottavi di classe e prima di fine anno, all’esordio con la Twingo con cui disputerà il trofeo la stagione successiva, l’equipaggio della Valle Po chiude secondo di classe salendo per la prima volta sul podio.

Sono una persona tranquilla” sostiene Giorgio Bernardi “cui piace la velocità. Anche se ho nel mio palmares diverse uscite di strada; ma se vuoi vincere devi spingere sempre al massimo, specie se partecipi ai trofei e alle gare dedicate agli Junior nelle quali partono tutti con il coltello fra i denti” analizza Giorgio Bernardi.

E d’altronde anche il DNA di famiglia lo spinge a … spingere

Ho disputato una sola gara alla quale partecipavano anche mio padre e mio zio. Ovviamente su vetture diverse, visto che a nessuno di noi piace navigare”. Quel rally Valli Cuneesi vide la famiglia Bernardi schierata al completo sulla pedana di partenza. E nessuno all’arrivo. “Mio zio Gianbartolo picchiò nella prova del Montoso con la sua Ford Escort WRC, la prima prova. Mio padre che correva con una Fiesta R5 si ritirò sulla Madonna del Colletto, la quarta prova, uscendo di strada. Io non volevo essere da meno e picchiai anch’io sulla Madonna del Colletto con la Peugeot 208 R2. Peccato ero in testa alla classe. E lo era anche mio padre”.

Nonostante ciò anche la cugina Elena, figlia di Gianbartolo, che per molto tempo non si era interessata ai rally, infila casco e tuta e si siede sul sedile di destra di Giorgio. “Voleva semplicemente fare un giro su una vettura da rally. Io arrivavo da un 2017 nel quale avevo disputato solo una gara a San Marino, bloccato da impegni di lavoro che non mi permettevano di dedicarmi serenamente alle gare. Anche l’anno successivo non ho potuto mettere insieme un programma bloccato dal fatto di dovermi spostare continuamente fra Martiniana Po e San Marino. A giugno quindi presi al volo l’occasione di correre il Rally Alba con lei su una Peugeot 208 R2B. Fu bravissima, non perse una battuta e vincemmo sette delle otto prove corse su strada, rimanendo molto abbottonati solo nelle due prove spettacolo. Vincemmo comunque la classe e chiudemmo 17esimi assoluti in una gara che aveva 117 iscritti”.

La cugina, comunque, porta bene, oppure è molto brava, perché i due tornano fianco a fianco a fine anno al Rally di Castiglione quando chiudono sesti assoluti e primi di Classe R2B inavvicinabili a tutti gli altri.

Negli anni Giorgio Bernardi è migliorato notevolmente, grazie anche ai consigli del tutor Sandro Sottile che lo segue. E anche se nelle 62 gare disputate conta 23 ritiri, in bacheca ci sono anche dodici vittorie di classe e di trofeo. La prima al Città di Torino 2012 con la Twingo con Ismaele Barra, l’ultima al Val Merula del 2018 con la Ford Fiesta R2T affiancato da Enrico Ghietti. Molte delle quali in rally lontani dalle prove speciali piemontesi (ad esempio al Ciocco 2015) avendo Bernardi inseguito il Campionato Italiano Junior sfuggito più volte per mera sfortuna. Emblematico il ritiro del Sanremo del 2016, arrivato dopo il successo fra gli Junior del CIR al Ciocco, a causa di un problema fisico al navigatore poco prima della partenza.

La cosa che mi dispiace è non essere mai riuscito a conquistare una vittoria assoluta” afferma Giorgio Bernardi, “ma in realtà ho sempre corso con vetture piccole, se escludiamo le due gare di fine stagione 2019 con la Škoda Fabia R5. Al Città di Torino ero alla prima esperienza e sotto il diluvio con una simile vetture non era facile. La gara successiva al Bassano mi sono proprio divertito, andando veramente forte, ottenendo anche un buon risultato (nono assoluto) considerato che alla gara vicentina partecipano i migliori specialisti della top car”.

I risultati di Giorgio Bernardi confermano la sua capacità di inserirsi nelle posizioni della classifica che contano anche con vetture non molto potenti. Come ad esempio il quinto posto assoluto, dietro quattro vetture 4×4, ottenuto al Team ‘971 del 2016 su Peugeot 208 R2B affiancato da Andrea Casalini.

Una velocità naturale che nemmeno le uscite rimediate hanno intaccato.

L’unica volta che mi sono spaventato un po’ è stato al Due Valli del 2016, quando insieme ad Andrea Casalini abbiamo capottato di punta con la Peugeot 208 R2 puntando un grosso albero”.

Una gara sfortunata quella, ma anche esaltante.

Ultima prova del Campionato Italiano Junior dell’annata che a quel punto vedeva Giorgio Bernardi già fuori dai giochi per qualche ritiro di troppo. Con però la voglia di lasciare la sua impronta sulla stagione, il pilota della Valle Po stava facendo una gara fantastica, mettendo dietro tutti gli Junior vincendo una prova speciale dopo l’altra. Quando sulla Santa Trinità che chiudeva il primo giro trovava un grosso sasso in traiettoria che gli danneggiava gravemente la sospensione facendogli perdere oltre un minuto e la leadership. Ma non la voglia di giocarsi la gara nonostante il pesante ritardo. Ripartendo così in una rimonta forsennata conclusa con lo spettacolare rotolone, fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio, ma molte per la vettura, che metteva fine a una gara che aveva avuto dell’epico.

Un’uscita di strada terribile, che non ha intaccato la voglia di rally di Giorgio Bernardi. Fermata, ma solo per ora, dal blocco delle gare per l’emergenza Coronavirus. Ma solo per ora.

Le galleria fotografica del giorno. Elio Magnano racconta per immagini la carriera di Giorgio Bernardi

A corredo dell’intervista pubblicata oggi su www.kaleidosweb.com il reporter saluzzese offre una prima carrellata di scatti sulla carriera di Giorgio Bernardi. Foto Elio Magnano (www.fotomagnano.com). In apertura Bernardi-Ghietti al Tartufo 2011, la loro prima gara

MARTINIANA PO (CN), 7 maggio – Sessantadue gare in carriera. Tutte vissute con passione e determinazione. Questa è la carriera di Giorgio Bernardi che si snoda dal Rally del Tartufo 2011, con la Peugeot 106 FN2 ed Enrico Ghietti al suo fianco al Rally di Castiglione 2019 navigato da Gabriele Allio con la Fiesta R2T. Conclusi entrambi, purtroppo, con un ritiro.

La prima parte della galleria realizzata da Elio Magnano racconta le gare dall’esordio con la Peugeot 106 FN2 sino alla fine dell’annata 2015, periodo nel quale il pilota della Valle Po passa dalla piccola peugeottina alla Clio RS, per poi dedicarsi al Trofeo Twingo e al Campionato Italiano Junior, assaggiando anche l’interessante e poco seguita in Italia Opel Adam usata su terra. Al suo fianco si sono alternati navigatori quali Enrico Ghietti, Francesco Nari, Ismaele Barra e Paolo Zanini, con un’apparizione per uno di Patrick Albera e Paolo Carrucciu.

Questa è la prima parte. Domani, venerdì 8 maggio la seconda parte. Dalla Ronde delle Miniere 2016 al Castiglione 2019

Giorgio Bernardi non ripete la “Fiesta” al Rally di Castiglione

Il pilota saluzzese, affiancato da Gabriele Allio di Revello, stava ripetendo l’ottima prestazione della scorsa edizione (quando chiuse sesto assoluto). A metà gara è quinto assoluto ed è al comando della Classe R2B. Il vetro appannato nella prova conclusiva non permette a Bernardi di vedere bene la strada che esce di traiettoria e striscia contro un albero. Sembrano non esserci danni importanti e l’equipaggio portacolori di Sport&Comunicazione prosegue la sua cavalcata, ma poco dopo la centralina elettronica ferma la Fiesta per evitare rotture gravi del motore. Foto Elio Magnano

CASTIGLIONE TORINESE (TO), 25 novembre – Sembrava la ripetizione della gara dello scorso anno. Anzi, ancora meglio. Mancava il sole e la pioggia era scrosciante e fastidiosa, ma per Giorgio Bernardi erano cambiate solo alcune situazioni di contorno. Alla terza edizione del Rally di Castiglione Torinese di domenica scorsa, 24 novembre, il pilota di Martiniana Po si è presentato al via affiancato dal navigatore di Revello Gabriele Allio e non dalla cugina Elena (come era accaduto nel 2018), e come cavallo di battaglia aveva la Ford Fiesta Mk VIII e non la Peugeot 208 VTI della scorsa stagione. Ma gli obiettivi erano sempre gli stessi. Arrivare più in alto possibile nella classifica assoluta (anche se in questa edizione non mancavano i “pezzi da novanta” nell’elenco partenti) e vincere la Classe R2B, anche se fra i 14 iscritti in classe alcuni speravano di stare davanti al velocissimo pilota della Valle Po. O almeno battagliare con lui.

Bernardi è partito subito all’assalto e già nella prima prova ha mostrato chiaramente quali fossero le sue ambizioni. Settimo tempo assoluto, meglio del 2018, con primato di Classe R2B saldamente in mano e 2”3 di vantaggio sui più vicini avversari già nella speciale di apertura. Situazione ribadita nella successiva prova di Sciolze, con il vantaggio sugli inseguitori che si allunga a 5”2. Il rally è stato forzatamente accorciato della prova di Cordova, causa una frana, e Bernardi-Allio vanno al riposo in quinta posizione assoluta, lasciando alle spalle numerosi equipaggi, anche  al volante delle più potenti Clio S1600.

Qualcosa però va storto nella successiva ripetizione della Lauriano, nella quale i portacolori di Sport&Comunicazione segnano solo il 14° tempo assoluto (la speciale però è corta e i distacchi contenuti), terzo di Classe R2B, pur mantenendo ancora  la leadership di categoria e perdendo una sola posizione in classifica assoluta.

Nel precedente parco assistenza abbiamo lavorato sugli assetti della macchina e molto probabilmente siamo andati nella direzione sbagliata. Capita quando si interviene su una vettura che si usa per la prima volta. Ma dopo la prova avevo bene in mente quali erano le reazioni della Fiesta, e mi preparavo a difendere il primato in Classe R2B, avevo ancora 3”9 di margine, e soprattutto pensavo a come riuscire a recuperare la quinta piazza, obiettivo che era nelle nostre possibilità” afferma il pilota saluzzese.

Invece le cose non vanno come dovrebbero. Poco dopo la partenza dell’ultima prova, il parabrezza della Fiesta si appanna, rendendo problematica la visibilità. In un “taglio” la vettura si scompone e rimbalza verso l’altro lato della strada appoggiandosi leggermente a un albero, scivolando via. “La botta non ci aveva fatto perdere tanto tempo e abbiamo proseguito per altri due chilometri, prima che l’elettronica della Fiesta mandasse in ‘protezione’ il motore, spegnendolo, obbligandoci a fermarci quando mancava circa un chilometro alla fine” racconta ancora Bernardi.

Purtroppo una gara che si conclude non come avrei voluto. Ci tenevo moltissimo a fare bene a Castiglione Torinese, visto che in tanti, memori della passata edizione, si aspettavano da me un risultato importante. Io stesso confidavo in buon piazzamento. Ci tenevo per Marco Savini, che mi ha fornito la Fiesta, che correva per la prima volta nelle nostre zone. Un buon risultato sarebbe stato per lui un buon biglietto da visita per contattare i piloti piemontesi interessati a gareggiare con questa interessante vettura. Peccato. Si chiude così una stagione che non mi ha regalato le soddisfazioni che speravo, ma non sempre si riesce a ottenere i risultati desiderati” conclude Giorgio Bernardi.