La cronaca della Ronde Gomitolo di Lana: Corrado Pinzano prende il largo fin dall’inizio

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La gara inizia con la grande fuga del pilota biellese, inseguito per due prove da Elwis Chentre fino alla foratura. Salgono allora in cattedra Alessandro Gino e Mattia Pizio che si giocano il podio in un battito di ciglia. Dominio assoluto delle vetture quattro ruote motrici, che occupano le prime nove posizioni con il funambolico Martinelli, Opel Astra GSI, decimo. Di Tommaso M. Valinotti. Immagini Foto Magnano, G&P Foto

BIELLA, 9-10 novembre – Tutti o quasi verificati nella giornata di sabato, con una sola assenza fra gli ottanta iscritti: non si prenda all’appello la Citroën Saxo K10 di Gabriele Zanini e Mirko Spadone. Per il resto tutti presenti e tutti in gran forma come dimostra anche lo shake down mattutino che non offre nessuno spunto di cronaca e soprattutto non dissipa i dubbi su chi è il favorito numero 1 della gara, anche se i soliti bene informati dividono le loro previsioni fra la Volkswagen Polo R5 del locale Corrado Pinzano e la muscolosa Ford Fiesta WRC del cuneese Alessandro Gino che può contare sulla cavalleria, ma su una telaistica meno recente della nuovissima berlinetta tedesca.

La prima prova speciale dice subito R5 con Corrado Pinzano-Mario Cerutti (Volkswagen Polo R5) che staccano il miglior tempo con 1” su Elwis Chentre-Andrea Canepa (Škoda Fabia R5), forse troppo accorti aspettandosi condizioni di fondo peggiori “anche se i tagli sono già sporchi ancor prima di cominciare” commenta il pilota valdostano. I distacchi si allungano e Alessandro Gino-Marco Ravera (Ford Focus WRC) sono terzi pagando 3”4 dovuti alla scarsa conoscenza della prova e l’umidità del tracciato su cui la berlinetta inglese non è proprio a suo agio.

Mattia Pizio-Monica Rubinelli, Škoda Fabia R5, sono a 6”4 e filosoficamente commentano “abbiamo preso un paio di schiaffi da Pinzano. Noi abbiamo fatto ciò che era nelle nostre possibilità” e precedono un convincente Sergio Bruni, affiancato da Massimiliano Rolando, per la seconda volta alla guida della Škoda Fabia R5 e che mai ha corso su questi fondi umidi inseguiti a distanza da Ilario Bondioni-Sofia D’Ambrosio che non sono stati sufficientemente determinati e fanno meglio di appena 5/10 della seconda Volkswagen Polo di Simone Fornara-Edoardo Brovelli. La classifica dei migliori dieci è interamente monopolizzata dalle R5 (salvo la Focus WRC di Gino-Ravera) e solo all’11° posto troviamo la Peugeot 207 S2000 di Michele Andolina-Leo Moro. Intanto si accende la battaglia fra le Due Ruote Motrici con Andrea Vineis-Alessio Rodi (Peugeot 208 VTI R2B) che lasciano a 9/10 la Renault Clio R3C di Matteo Bosetti-Davide Buzzi. Nel frattempo si registrano le prime due defezioni. Carlo Oppezzo-Massimo Formaggio, unico equipaggio di Classe N1, dopo aver verificato non si presentano alla cerimonia di partenza del sabato sera per un problema fisico del pilota, mentre si ferma al C.O. di ingresso in speciale si ferma la Peugeot 106 di Salvatore Agnello-Elena Bertolli.

Nonostante lo stato febbricitante, Corrado Pinzano continua la sua cavalcata, mentre Alessandro Gino si avvicina pagando appena 1”8 al biellese, anche se la gomma che ha scelto è stata troppo aggressiva e non gli ha consentito di andare all’attacco del pilota locale. Il cuneese, comunque, recupera 6/10 su Chentre, terzo in prova, che mantiene la seconda posizione in classifica, nonostante la difficile scelta di gomme su una speciale che è per metà asciutta e per metà umida, con il fondo si è sporcato decisamente. Pizio rimane velocissimo e stacca il quarto tempo ad appena 2/10 da Chentre, riducendo il divario dalla vetta a soli 2”6.

La lotta per il primato si ferma ai quattro protagonisti, con Ilario Bondioni, quinto a 12”5, che migliora il suo tempo di 7” e sfrutta la gara per effettuare test sulla Škoda Fabia R5 in vista del 2020 e recupera 3”3 a Bruni, che riesce a mantenere la posizione nonostante un lungo che porta la sua Škoda Fabia in un fosso, senza eccessive conseguenze. Andolina è 11° assoluto, mentre in dodicesima posizione compare prepotentemente l’Opel Astra GSI del funambolo Diego Martinelli, affiancato da Ermes Bagolin che stacca il miglior tempo fra le Due Ruote Motrici, precedendo di 1” netto Andrea Vineis e di 3”1 Matteo Bosetti.

La classifica a metà gara vede al comando Corrado Pinzano con 3”4 su Elwis Chentre, 5”2 su Alessandro Gino e Mattia Pizio a 9”. Per trovare il quinto classificato bisogna aspettare 24”9 per trovare Sergio Bruni che ha un vantaggio di 4”3 su Ilario Bondioni che a sua volta vanta 6”4 su Simone Fornara. Andolina è il primo “degli altri” in 11esima posizione a 1’08 da Pinzano, mentre si fa incandescente la battaglia fra le Due Ruote Motrici con Andrea Vineis (13° a 1’23”4) che ha 2”4 su Martinelli, che ha scavalcato Matteo Bosetti di 4/10. Nel frattempo i ritirati sono diventati sei.

La terza prova è quella che dà una fisionomia pressoché definitiva alla classifica, sia assoluta sia del Due Ruote Motrici. A staccare il miglior tempo è ancora di Corrado Pinzano che con il tempo di 6’15”6 stacca la miglior prestazione di giornata. Alle sue spalle non c’è più Elwis Chentre che ha forato la posteriore destra dopo tre dei 9,20 chilometri della speciale e si ferma a cambiarla per non danneggiare la Škoda Fabia R5. Pur velocissimo nell’operazione il valdostano di portacolori di Rally&Co paga 3’34”3 penultimo tempo assoluto e deve dire addio alle sua fantasie di attacco alla leadership di Pinzano. Dietro al biellese si classifica Alessandro Gino che si prende un rischio nello sporco e paga 3”2 ma non ha problemi ad ammettere che “il nostro passo non è quello di Pinzano”. Terzo tempo per Ilario Bondioni a 8”8 che è soddisfatto dell’indirizzo delle scelte tecniche fatte e recupera altri 7/10 a Sergio Bruni, fermamente intenzionato a difendere la sua quarta piazza assoluta. Quinto tempo per Mattia Pizio, anche lui vittima di una foratura della ruota posteriore destra a tre chilometri da inizio speciale, ma la gomma non decade come è accaduto al valdostano e perde “solo” 10”2 con Fornara che diventa la sesta forza in campo.

Dietro le Quattro Ruote Motrici Top (R5 e WRC) in decima posizione sale Diego Martinelli che fa meglio di Bosetti per 3”5 mentre nel precedente parco assistenza si è fermato Andrea Vineis in non perfette condizioni fisiche e Michele Andolina segna solo il 15° tempo a causa di una staccata lunga con lieve toccatina all’esterno.

La classifica per le prime tre posizioni sembra piuttosto delineata con Pinzano che vanta un vantaggio di 8”4 su Alessandro Gino, a sua volta inseguito a 10”8 da Mattia Pizio, con Elwis Chentre precipitato in 36esima posizione a 3’37” da Pinzano. È battaglia per la quarta posizione con Bondioni che insegue Bruni a soli 3”6 mentre Fornara salito al sesto posto è staccato di 14”3 dal valtellinese. Andolina entra fra i primi dieci con la sua Peugeot 207 S2000, mentre Martinelli (12° assoluto) conduce la classifica delle Due Ruote Motrici con un vantaggio di 3”9 su Bosetti.

Mattia Pizio-Monica Rubinelli compiono un piccolo capolavoro nella prova finale in cui staccano il miglior tempo quando il fondo si è fatto insidioso, viscido e freddo, precedendo di 8/10 l’accorto Corrado Pinzano che non lascia spazio a fantasie di assalto al primato degli altri concorrenti. Chentre scarica la rabbia con il terzo tempo a 5” da Pizio, Alessandro Gino lascia 9”2 all’ossolano, complice l’afflosciamento di uno pneumatico nel finale di prova, con Bruni ottimo quinto che respinge l’assalto finale di Bondioni, seguito dal solito Fornara. Il miglior tempo di 2RM lo sigla la Peugeot 208 R2B di Davide Tardani-Alberto Porzio (decimi assoluti) che fanno meglio per 7/10 di Matteo Bosetti e per 3”6 di Martinelli, con Andolina che sigla il 13° tempo.

Sul palco finale di Piazza Martiri della Libertà, accolti dal sindaco di Biella Claudio Corradino e dal presidente di ACI Biella Andrea Gibello, Corrado Pinzano-Mario Cerutti festeggiano la loro vittoria che hanno conquistato con 16”8 di vantaggio su Alessandro Gino-Marco Ravera, che terminano con appena 1”6 su Mattia Pizio-Monica Rubinelli. Elwis Chentre non fa drammi per la sua sedicesima posizione assoluta, che diventa 15esima per il ritiro di Giambattista Serioli-Paolo Raccagni, Škoda Fabia R5, in vista della pedana di arrivo dopo aver occupato la nona piazza al termine delle quattro prove speciali.

Sergio Bruni-Massimiliano Rolando conquistano la quarta piazza con 6”5 su Ilario Bondioni-Sofia D’Ambrosio che hanno la meglio su Simone Fornara-Edoardo Brovelli per 22”9.  Michele Andolina-Leo Moro chiudono noni assoluti con appena 3”8 su Diego Martinelli-Ermes Bagolin che con la loro Opel Astra ottengono il successo di Due Ruote Motrici con 1” netto di vantaggio su Matteo Bosetti-Davide Buzzi.

Dei 79 verificati sabato mattina concludono in 63, senza incidenti di rilievo, se si esclude il capottamento della Renault Clio di Marco Lavazza-Mattia Pozzoli, senza danni per l’equipaggio, che ha costretto la direzione gara a sospendere le partenze per alcuni minuti.

  • Iscritti 80, verificati 79, classificati 63, ritirati 16.
  • Vincitori Prove speciali: 3 Pinzano-Cerutti (1, 2, 3,); 1 Pizio-Rubinelli (4)
  • Leader di classifica: 4 Pinzano-Cerutti
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