La Strato’s Zero torna a Torino

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Esposta al Mauto, in occasione della mostra che il Museo dedica al suo papà Marcello Gandini. Di Tommaso M. Valinotti

 TORINO, 23 gennaio. Al suo apparire fece scalpore. Bassa, spigolosa e incredibile il prototipo della Strato’s fece la sua comparsa ufficiale al Salone dell’Automobile di Torino 19 (28 ottobre-8 novembre), ma aveva già avuto modo di emozionare prima. Voluta da Nuccio Bertone e disegnata da Marcello, che interpreta in modo magistrale la sua propensione alle linee tese e spezzate era dotata del motore di una Lancia Fulvia HF avviata alla demolizione che era stato spostato in posizione posteriore centrale. Rimasta nelle mani della Bertone, quando l’azienda fu travolta dal fallimento venne messa all’asta (2011) trovando un compratore per appena 761.000 €, molto meno dei 2 milioni che la casa d’aste si aspettava.

La Strato’s Zero, così venne chiamata in via non ufficiale, era una vettura dalle grandi emozioni. Alta appena 84 cm, per entrare occorre un esercizio di contorsionismo non comune, leggenda metropolitana vuole che quando Bertone si presentò alla porta del grattacielo Lancia in Borgo San Paolo venne fermato dalla guardia che andò nella sua postazione per comunicare l’arrivo di Bertone a Cesare Fiorio. Bertone, però, per stupire tutti, ingranò la prima sfilando sotto la sbarra di chiusura, parcheggiando nel cortile. Leggenda o realtà?

Sta di fatto che da quell’intuizione nacque auna vettura che divenne imbattibile sulle strade dei rallies di tutto il mondo e che proprio quarant’anni fa, in questi giorni, vinceva la sua ultima edizione del Rally di Monte-Carlo.

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