Maggio: in un mese difficile vendite auto in calo solo del 2,8%

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Cresce la domanda dei privati anche se pesano le preoccupazioni per il quadro politico. A cura del Centro Studi Promotor

BOLOGNA, 1 giugno – In maggio sono state immatricolate in Italia 199.113 autovetture con una contrazione rispetto allo stesso mese del 2017 del 2,8%. Al di là del segno negativo, gli operatori del settore giudicano abbastanza positivamente l’andamento del mese. Poteva andare molto peggio perché sulla propensione all’acquisto di autovetture hanno certamente influito in maniera pesante l’interminabile vicenda della formazione del nuovo Governo, l’impennata dello spread e una serie di cattive notizie sul fronte dell’economia. Tra queste, in particolare, l’ulteriore rallentamento della ripresa del PIL emerso il 2 maggio e confermato oggi dall’Istat ed anche il calo (sempre certificato dall’Istat) della fiducia di imprese e consumatori.

Nonostante questi elementi sfavorevoli le immatricolazioni, come si è detto, hanno fatto registrare una contrazione modesta. Le ragioni stanno essenzialmente – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – nella sostanziale tenuta delle vendite a privati, anche se non si vanno attenuando le preoccupazioni legate al futuro del diesel che già nei mesi scorsi avevano avuto un impatto negativo. Un certo numero di potenziali acquirenti proprietari di un diesel da sostituire stanno infatti rimandando la sostituzione in attesa di decidere se orientarsi nuovamente su un diesel o su altri tipi di alimentazione. E ciò anche se la gente comincia a rendersi conto che la transizione verso altri tipi di alimentazione avverrà gradualmente, come peraltro auspicato dal presidente di Unrae Michele Crisci nella conferenza stampa tenuta il 15 maggio al Dealer Day di Verona. Va inoltre segnalato che in maggio il clima di fiducia degli operatori del settore auto è in deciso recupero dopo il calo registrato in aprile. In particolare i concessionari che si attendono nei prossimi tre/quattro mesi un mercato stazionario o in aumento erano scesi dal 67% di marzo al 51% di aprile, ma in maggio risalgono al 57%

Tornando ai dati sulle immatricolazioni, va detto che il risultato di maggio è coerente con quello del primo quadrimestre in cui è emersa una sostanziale stazionarietà del mercato sui livelli dell’anno scorso, stazionarietà che può essere considerata del tutto fisiologica dopo le crescite del 16% sia nel 2015 che nel 2016 e dell’8% nel 2017. Il consuntivo del periodo gennaio-maggio fa registrare un calo dello 0,34% e si può ipotizzare che in mancanza di eventi eccezionali il mercato italiano chiuderà il bilancio delle immatricolazioni 2018 più o meno sui livelli del 2017 e cioè intorno a 2.000.000 di immatricolazioni. Un volume soddisfacente, ma ancora lontano dal livello fisiologico per il mercato italiano che il Centro Studi Promotor stima intorno a 2.200.000 immatricolazioni e che, sempre secondo la stessa fonte, dovrebbe essere raggiunto nel 2020.

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