Mauro Beltramo alla Ronde del Canavese per non perdere l’abitudine

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Esordio stagionale portacolori della Meteco Corse che in attesa di prendere il volante della sua Fiesta R5 si mantiene in forma con la Clio R3C della Gima. Prima della gara canavesana il pilota saluzzese affonda nei ricordi della piovosa edizione 2013 e racconta il suo difficile rapporto con le bialere e la bellezza della prova speciale. di Tommaso M. Valinotti; hanno collaborato per le immagini Action Race, Elio Magnano, Valter Toso

SALUZZO (CN) – Gravosi impegni di lavoro, ma una passione rallistica ancor più grande. Mauro Beltramo si destreggia fra un appuntamento lavorativo nella sua azienda di revisione veicoli e una prova speciale con la leggerezza di un trapezista, ritagliandosi quegli spazi che rappresentano la sua grande passione. “Correrò il Rally Ronde del Canavese, navigato dal canavesano Pier Carlo Sala, al volante di una Clio R3C per riprendere confidenza con le prove speciali e poi impegnarmi maggiormente nei prossimi mesi con un programma più articolato. Con tutta la confusione che c’è sui regolamenti in merito ai serbatoi e i tempi biblici con i quali vengono consegnati, non potrò schierarmi con la mia Fiesta R5, e dovrò approfittare dell’amicizia con Diego Parodi della Gima che mi ha fornito la sua Clio R3C”.

Una vettura che Mauro Beltramo ha già usato al Rally di Vesime dell’estate scorsa, affiancato dal canavesano Pier Carlo Sala. “Una vettura molto bella e competitiva. A Vesime abbiamo esagerato noi. A metà gara eravamo 17 esimi assoluti, primi di classe ed avevamo appena siglato il dodicesimo tempo assoluto. Ci siamo fatti ingolosire, volevamo risalire la classifica assoluta e nella terribile Madonna della Neve siamo finiti in una bialera. Incredibile che in un rally con tanto pubblico noi siamo riusciti ad uscire di strada nell’unico punto in cui non c’era pubblico e lì siamo rimasti”. Un rapporto difficile con le bialere per il pilota saluzzese.

Anche la mia unica esperienza con la Ronde del Canavese è finita in una bialera. Nel 2013 presi parte alla gara con una Clio RS di Classe N3 con Massimo Moncalvo al mio fianco. Di quella gara ricordo soprattutto la pioggia che scendeva copiosa ed entrava nelle ossa. Nella prima prova siglammo il 24° tempo assoluto, su 85 partenti, e secondo di classe. Nel successivo passaggio esagerammo e finimmo fuoristrada. Lì la compagnia della spinta c’era ed era pure tanta, ma il fango era così pesante e vischioso che non riuscirono a ributtarci sull’asfalto”.

Nonostante questi precedenti Mauro Beltramo è estremamente fiducioso sul suo futuro alla Ronde del Canavese. “La gara è bellissima e mi piace moltissimo. Non a caso la prova di Pratiglione è definita ‘l’università dei rally’. Negli undici chilometri di percorso si cambia ritmo almeno tre volte. Si incontrano tratti molto veloci, dove bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo, spezzati da tornanti e dossi in cui dare spettacolo, inseriti in tratti misti in cui le traiettorie diventano fondamentali. Io affronterò la gara con la massima circospezione. La Clio R3C mi è stata ‘prestata’ da Diego della Gima ed è fondamentale per me non fare danni e riportargliela sana e salva. La prima prova del mattino sarà poi molto difficile. Le temperature saranno vicine allo zero e la strada sarà ricoperta dall’umidità della notte, anche se è previsto il sole. Il vantaggio sarà che l’asfalto si sporcherà poco nei tagli perché il fango a bordo strada sarà ghiacciato. Quindi gomme morbide e molta attenzione. Nelle prove successive si potrà aumentare il ritmo, ma sempre prestando la massima attenzione continuando ad usare gomme morbide”.

Se Mauro Beltramo fosse uno spettatore dove andrebbe a posizionarsi per godere del grande spettacolo della Ronde del Canavese? “Un punto molto tecnico è il tratto appena sotto il paese di Pratiglione, un misto velocissimo dove chi ha il cuore farà la differenza in classifica. Ovviamente la curva da stadio, con il pieno di gente, sarà nell’inversione in centro paese, dove è obbligatorio fare il gesto di freno a mano, sperando che ti riesca per essere applaudito e non fischiato dalla torcida. La prova finisce con una serie di dossi veloci sui quali si salta e il pubblico ammira la capacità di controllo dei piloti. Non bisogna dimentica il passaggio del ponticello sul torrente Gallenca, la bialera incriminata. E lì presterò la massima attenzione” afferma determinato il pilota saluzzese.

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