Monte-Carlo 1979: the last hurrà per la Strato’s

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Di Enrico Formento

Al Rally di Monte – Carlo 1979 va in scena “The Last Hurrà” per la Lancia Strato’s. Ormai prepensionata e sacrificata a favore della Fiat 131 Abarth, che il gruppo torinese aveva deciso di lanciare puntando sull’immagine della vettura di tutti i giorni capace di diventare campione del mondo, quella che i francesi avevano denominato “bête à gagner“, bestia nata per trionfare, si prende l’ultimo en plein a Monte – Carlo, dove si era permessa il lusso di spadroneggiare per tre volte consecutive, dal 1975 al 1977, con Sandro Munari, il suo interprete più fedele. Prima del commiato definitivo, ecco la zampata della fuoriclasse.

È Bernard Darniche, il campione francese che a fine carriera conterà sette rally del mondiale (di cui cinque Tour de Corse) a portarla in gara, senza la forza schiacciante del pronostico. Non è la vettura ufficiale del marchio: la Strato’s corre con la livrea blu dell’importatore francese Chardonnet. È la quarantasettesima edizione del “Monte“, che si svolge da sabato 20 gennaio e venerdì 26 gennaio con trenta prove speciali per un totale di seicento chilometri su 2554 di percorrenza complessiva. Il 1979 è l’anno della Ford Escort che, infatti, si laureerà campione del mondo. E già la prima gara del trofeo iridato sembra andare in quella direzione. Hannu Mikkola si aggiudica tre delle prime cinque speciali, tra cui la “Sisteron” di trentacinque chilometri. Darniche replica nella n. 6 (“Peira Cava“) e nella n. 7 (“Pont des Miolans“), ma sono episodi. Mikkola si ripete alle 8 e 9 (“La Planas” e “Barcelonette“). E Bjorn Waldegaard è sempre tra i primi. Markku Alen si prende la Circuit de Glace Serre Chevalier“, dove si tocca il record di 178.51 chilometri orari, e la “Pont de l’Alp“.

Mikkola appare incontenibile, vince la “Saint – Michel“, la “Saint Nazaire de Désert” e la “Montauban“, in coabitazione con Waldegaard. Siamo al giro di boa della gara e niente sembra poter scalfire il predominio Ford del duo Mikkola –Waldegaard. Ancora un paio di acuti per la Fiat 131 Abarth con Alen nella “Col du Corobin” e con Walter Rohrl nella “Roquesteron“. Ultimo terzo di corsa. E il risultato, quasi in ghiaccio per la Ford con Waldegaard che assume la testa alla prova 19, viene completamente ribaltato. Assecondato da una Strato’s in stato di grazia, un Darniche ispiratissimo, in piena trance agonistica, mette a segno un filotto da leggenda, aggiudicandosi tutte le speciali dalla 20 alla 30. Una rimonta sensazionale, da antologia, inarrestabile. Alla partenza dell’ultima prova, la n. 30, Waldegaard è ancora davanti ma sente sinistramente il fiato sul collo del lancista: è la lepre con i secondi contati. Darniche guida divinamente e strappa il successo proprio sul filo di lana, distanziando il grande Waldegaard di soli sei secondi, dopo 30 speciali e seicento chilometri! È il meritato trionfo.

Ordine d’arrivo: 1.Bernard Darniche – Alain Mahe (Lancia Strato’s HF) in 8h13’38”. 2. Bjorn Waldegaard – Hans Thorszelius (Ford Escort RS) a 6″. 3. Markku Alen – Ilkka Kiwimaki (Fiat 131 Abarth) a 4’09. 4. Jean Claude Andruet – Chantal Lienard (Fiat 131 Abarth) a 5’42”. 5. Hannu Mikkola – Arne Hertz (Ford Escort RS) a 9’29”. Settime assolute Michèle Mouton – Françoise Conconi (Fiat 131 Abarth).

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