Moscato Rally 2014

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Moscato Rally: Gino-Ravera battono in volata Marasso-Canuto

Una gara sul filo del secondo fra il manager di Cuneo e l’enologo di Neive, che si lasciano ben alle spalle Gagliasso-Tirone, autori di una buona rimonta sui locali Fabrizio-Vola Enzo Colombaro, primatisti in Classe S1600 e gradi protagonisti della prima tappa del sabato sera. Foto Isabella Rovere, Elio Magnano e Stefano Romeo

SANTO STEFANO BELBO (CN) – Un Alessandro Gino (Peugeot 207 S200-Roger Tuning) scatenato, affiancato da un puntuale Marco Ravera, è il vincitore della 13esima edizione del Moscato Rally-Rally delle Langhe che si è svolto nella Valle Belbo su nove prove speciali fra sabato 28 e domenica 29 luglio. Un successo perentorio quello dell’equipaggio cuneese, che ha dovuto confrontarsi con un altrettanto determinato Massimo Marasso, affiancato da Marco Canuto, anche lui su Peugeot 207 S2000 (di Balbosca) che le ha provate tutte per contrastare il passo a Gino-Ravera, riuscendo a vincere due prove speciali (l’ultimo passaggio a Borine del sabato sera ed il secondo passaggio sui Quassi della domenica).

 

Alessandro Gino ha preso il comando della gara fin dal primo passaggio di sabato sulla Borine, aumentando il vantaggio nel passaggio successivo. Il terzo passaggio su Borine, però, vedeva il cuneese protagonista di un testacoda al terzo tornante che costava al pilota del Team Gino WRC una ventina di secondi ed il primato in classifica, che passava nelle mani di Massimo Marasso anche se per soli 9/10. La gara però iniziava la domenica mattina e Gino partiva subito all’attacco, vincendo il passaggio mattutino sui Quassi, riprendendosi un primato che non avrebbe più abbandonato fino alla fine, conquistando in totale cinque successi in prova speciale. Massimo Marasso ci ha provato, ci ha provato fino in fondo, fino al momento in cui si è trovato un antitaglio in traiettoria (era il primo a passare sulla strada avendo terminato la tappa di sabato al comando) ad inizio dei Quassi serale. Anche se la decisione dei Commissari Sportivi ha ridato al pilota della scuderia Etruria un tempo congruo, pari a quello di Alessandro Gino, da quel momento ha perso la concentrazione e la possibilità di attaccare l’avversario nel finale. Da inserire nel novero dei (possibili) vincenti anche Marco Strata che si è ritrovato immediatamente fuori dai giochi nel passaggio pomeridiano di Borine, con la sua Mitsubishi Lancer Evo X Evomotorsport ammutolita per 1’58” netto prima di ripartire di sua propria volontà. Un fagotto davvero pesante per il portacolori della Lanterna Corse, che non ha battuto ciglio ed è ripartito dalla 98 posizione assoluta, ed ha immediatamente recuperato 30 posizioni nel successivo passaggio dove ha segnato il secondo tempo assoluto, prima di chiudere definitivamente i giochi per una posizione d’onore nell’assoluta, con un testacoda nella Borine di notte che gli è costato altri 31” nella classifica assoluta, costringendo l’equipaggio ligure-acquese a ripartire in 62esima posizione il secondo giorno. Strata non si è perso d’animo, e pur affrontando il passaggio asciutto di mezzogiorno su Todocco con le gomme da bagnato, è riuscito a risalire sino al 14° posto assoluto. Un risultato che vale una vittoria.

 

In terza posizione, con un ritardo di 1’05” dal vincitore, è salito Patrik Gagliasso con Elio Tirone al suo fianco alla sua prima esperienza sulla Peugeot 207 S2000 Roger Tuning, che ha iniziato la gara con la massima circospezione, per poi crescere chilometro dopo prova sino a recuperare il posto sul podio nel secondo passaggio sui Quassi e proseguire nella sua cavalcata sino a conquistare il miglior tempo assoluto nel successivo passaggio della stessa prova. Per metà gara Fabrizio Vola, affiancato da Fabrizio Colombaro ha occupato un posto sul podio per cederlo poi a Gagliasso. “Sono molto soddisfatto della mia prestazione” sosteneva dopo la prima tappa il driver della Clio S1600 di Pascoli ma domani le cose cambieranno. Ci sarà poca discesa e salite importanti come ai Quassi. E le vetture più potenti si faranno valere”. Profezia azzeccata, però la prestazione del pilota di Trezzo Tinella resta da manuale, considerando che aveva fatto il Moscato nel 2012 con una Clio Williams Gruppo A. A seguire la Mitsubishi Lancer Gruppo N Evomotorsport di Corrado Perino-Erika Bologna, che festeggiano l’arrivo in quinta posizione come una vittoria, al termine di una gara perfetta e senza sbavature. Fabrizio Bianchi con Elisa Spinetta, sesto assoluto, è stato il migliore delle Due Ruote Motrici con la Clio R3C ByBianchi che lui stesso prepara. Il pilota torinese ha battagliato ad armi pari con la Clio R3C della Gima portata in gara dall’Under Giorgio Bernardi affiancato dall’esperto Paolo Zanini. Un duello terminato, fra continui scambi di posizione, con appena 6”7 di differenza che ha premiato la maggiore esperienza di Fabrizio Bianchi, mentre Giorgio Bernardi ha dalla sua due tempi monstre nel passaggio notturno di Borine ed addirittura il secondo assoluto sui Quassi-3. Due tempi incredibili in un momento in cui molte lotte erano ancora aperte.

 

A seguire, in ottava posizione l’equipaggio dell’Abetone formato da Federico Gasperetti-Federico Ferrari che ha fatto faville nei tre passaggi del sabato sulla prova di Borine (sesti assoluti dopo la prima tappa) sfruttando a meraviglia i lunghi tratti in discesa, per poi cedere il passo a vetture più potenti della Twingo della Gima nelle prove del sabato, non senza aver battagliato spalla spalla con la Peugeot 208 R2B VieffeCorse del piacentino Fabrizio Scattolon-Fabio Grimaldi, prima che i due giovani protagonisti del campionato italiano uscissero di strada nell’ultimo passaggio sui Quassi. Nona piazza Luca Arione-Elena Cestari che faticano a prendere il ritmo con la Clio S1600 Balbosca, per poi trovano il giusto feeling nel finale recuperando posizioni nell’ultimo giro sulle prove, ottenendo un ottimo quinto tempo assoluto sui Quassi-3; chiudono la top ten gli Under 23 saluzzesi Gianmaria Melifiori-Enrico Ghietti che si dimostrano molto efficaci alla loro prima esperienza con la Clio S1600 di Roger Tuning. Da segnalare anche l’ottima prestazione di Fabrizio Greco-Luca Rivella che chiudono 12esimi assoluti con l’intramontabile Clio Williams Gruppo A della MG Sport, assoluti dominatori della Classe A7, dopo lo stop di Giacomo Rossi-Luca Culasso, vincendo sette delle nove prove speciali di categoria. Non ha problemi a vincere la Classe R3T il ligure Manuel Villa affiancato da Daniele Michi chiudendo 15° assoluto, anche se non del tutto soddisfatto dalle sua Citroën C3 R3 della Sportec. Gara a sé la fanno i novaresi Gigi Cogo-Michela Minacci, Peugeot 206 RC della Erreffe, che chiudono 21esimi assoluti e vincono di forza la Classe N3 prendendo il comando fin dal sabato sera. Paolo Iraldi a Marco Amerio, trentunesimi assoluti, sono i vincitori della Classe N2 con la Peugeot 106 curata da Osvaldo Biglia, dopo uno spettacolare duello con la Citroën Saxo VTS di Andrea Lomonaco e Fabio Gulmini, duello che ha visto inserirsi nelle fasi iniziali anche Andrea Castagna con Sara Farinella, il più veloce del sabato sera, prima di doversi fermare per un problema di trasmissione alla sua Peugeot 106. Spettacolare anche la gara Stefano Dogliotti, con Chiara Lavagno al quaderno delle note, vincitore della Classe A6, (segnando il miglior tempo in sette delle nove prove), cui sta stretto il 38° posto assoluto, arrivato con una bella rimonta dopo una foratura nella prima chicane del primo passaggio ai Quassi.

 

Dei 103 partenti concludono in 75. Fra i ritiri più eclatanti o spettacolari quello di Ezio Grasso-Daniele Araspi, protagonista della Classe S1600 con la Clio di Balbosca che colpisce duramente l’antitaglio ballerino dell’ultima Quassi; quello dei valdostani Edoardo Alliod-Alice Mosele, che escono rovinosamente di strada nel primo passaggio su Borine; Gianni Soave-Riccardo Imerito che capottano con la loro Renault Twingo su Quassi-3 mentre erano secondi di Trofeo Twingo dopo un’ottima gara. Fermi anche i due protagonisti della Classe A0, Giovanni Manfrinetti-Maurizio Ponzano, fermi prima di entrare sulla Quassi-2 con il cambio rotto e Fabrizio Cillis-Davide Nicola Penna con l’alternatore ko sulla stessa prova, lasciando cosi la vittoria della classe alla Seicento dei concreti Willy Vacchetto-Francesca Gemello. Fermi per problemi elettronici anche i fratelli Alessio e Giuseppe Sucato che hanno condotto la classe N1 fino alla quinta prova speciale.

 

Iscritti 114 (113 moderne+1 storica); verificati 113 (112 moderne+1 storica); classificati 75 (75 moderne+0 storiche)

 

Leader della gara: Alessandro Gino (PS 1-2); Massimo Marasso (PS 3); Alessandro Gino (PS 4-9).

Vincitori prove speciali: 5 Alessandro Gino (PS 1, 2, 4, 5, 7); 2 Marco Strata (PS 6, 9); 1 Massimo Marasso (PS 3) e Patrik Gagliasso (8)

 

Speciale

Rally del Moscato

Una gara incandescente

E ricca di colpi di scena

Dalla prima

All’ultima prova

 

Di Tommaso M. Valinotti, foto di Isabella Rovere

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – La tredicesima edizione del Moscato Rally-Rally delle Langhe è stata avvincente e spettacolare dal primo all’ultimo minuto a dispetto della cabala. Due giorni di gara di grande intensità che hanno tenuto con il fiato sospeso i numerosissimi spettatori che si sono affollati lungo tutto il percorso. Un Moscato Rally che ha vissuto su infiniti duelli, sia per l’assoluta, con Alessandro Gino e Massimo Marasso a contendersi il primato, sia nelle classi, dove l’esperto Federico Gasperetti ha lottato sui tempi con il giovane Giacomo Scattolon (R2B), Fabrizio Bianchi ha scambiato in continuazione la leadership con Giorgio Bernardi (R3C) Fabrizio Vola ha letteralmente preso il volo in classe, dovendosi però guardare dagli assalti di Ezio Grasso (S1600), Paolo Iraldi ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per aver ragione di uno scatenato Andrea Lomonaco (N2). Gli sfortunati Giovanni Manfrinetti e Fabrizio Cillis si sono confrontati a viso aperto prima di arrendersi entrambi e lasciare il successo a Willy Vacchetto (A0). Questi e mille altri, sono i grandi protagonisti del Moscato Rally 2014. Un passo alla volta su www.kaleidosweb.com vi racconteremo tutto.

 

Il sabato

Del Moscato Rally

Premia Massimo Marasso

 

L’enologo di Neive vince la prova in notturna e passa al comando dopo una doppietta di Alessandro Gino sui primi due passaggi a Borine. Gran sfortuna per Marco Strata che si ritrova con la Mitsubishi ammutolita nella prima prova. Foto di Elio Magnano

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – Un Moscato Rally che parte con il piede giusto fin dalle verifiche di sabato mattina. Dei 104 iscritti un solo equipaggio non si presenta ai verificatori (Luca Tibaldi-Marco Barale, Peugeot 106 Rallye di Classe N22) e tutti scalpitano per essere pronti allo start delle 16 in punto dalla Piazza Umberto I, la piazza principale di Santo Stefano Belbo e schizzare a Borine per i tre passaggi del sabato. La prima giornata si conclude con il primato di Massimo Marasso-Marco Canuto (Peugeot 207 S2000) che sono estremamente costanti nella loro azione ripetendo lo stesso tempo nei passaggi alla luce del sole, e peggiorando di appena 2”3 con il buio. Grandi protagonisti della prima tappa sono i cuneesi Alessandro Gino-Marco Ravera, che dopo aver vinto le prime due speciali, si avvitano ad inizio terzo perdendo prova e primato, anche se per soli 9/10. La palma della sfortuna va a Marco Strata-Ylenia Garbero che si trovano con la Mitsubishi spenta nel corso della prima speciale, precipitando al 98° posto della classifica assoluta. La gran rimonta sulla seconda prova è vanificata dal testacoda nella terza. Ottima prestazione di Fabrizio Vola-Enzo Colombano, che conquistano la terza piazza assoluta con la Clio S1600, davanti alla Peugeot 207 S2000 di Marco Gagliasso-Elio Tirone. Grandissima prestazione notturna di Giorgio Bernardi-Paolo Zanini, che con la Clio R3 staccano il terzo tempo sul passaggio finale di Borine. Spettacolare uscita di strada nel primo passaggio del valdostano Edoardo Alliod, affiancato dalla vicentina Alice Mosele, che finisce nelle vigne nei tornanti in discesa di inizio prova speciale.

 

Moscato Rally

La sfida si accende

Fin dalla prima tappa

 

PS1 Borine (km 7,50, ore 16.50) – Comincia subito alla grande Alessandro Gino che lascia a 6” netti quello che si dimostra fin dall’inizio il suo più serio avversario: Massimo Marasso. I distacchi sono subito pesanti, segno che la coppia di testa non si sta risparmiando. Corrado Perino ed Erika Bologna con la Mitsubishi Lancer Evo IX pagano ben 13,3 e mettono in fila la Clio S1600 di Ezio Grasso-Daniele Araspi, con un solo decimo su Patrik Gagliasso, con Elio Tirone a destra, che guida per la prima volta la Peugeot 207 S2000, che è 2/10 appena più veloce di Fabrizio Vola-Enzo Colombaro, Clio S1600, che pagano lo scotto di due anni di inattività, che staccano lo stesso tempo della Peugeot 207 S2000 degli esperti Rinaldo Vola-Ugo Montalto. Seguono ancora Bobo Benazzo-Giampaolo Francalanci, Mitsubishi Lancer EVO IX, che sono 1/10 più veloci di Luca Arione-Elena Cestari appaiati in classifica al piacentino Giacomo Scattolon con Fabio Grimaldi alle note, Peugeot 208 R2, i più veloci fra le Due Ruote motrici che iniziano un gran duello con i funamboli dell’Abetone Federico Gasperetti-Federico Ferrari che usano la prima prova per prendere il ritmo e conoscere la strada.

 

Grande delusione per Marco Strata-Ylenia Garbero che restano fermi in prova speciale con il motore muto della loro Mitsubishi e pagano 1’58” a Gino, precipitando in 98esima posizione della classifica assoluta (dietro di loro solo la piccola Seicento di Antonio Tignola-Massimo Iguera e la zoppicante Peugeot 309 GTI di Pierangelo Villare-Luca Bassignana). La gara registra già i primi ritiri. Edoardo Alliod-Alice Mosele colpiscono un antitaglio che butta la loro Clio di taglio sulla strada, prima di scendere con il posteriore in una vigna. I danni di carrozzeria alla vettura sono tali da permettere di ripartire con il Super Rally. Gianluca Perosino-Antonio De Bonis restano con il leveraggio del cambio in mano e si apprestano a passare la notte in officina, saldatrice in mano per essere nuovamente dalla partita la domenica.

 

PS2 Borine (km 7,50, ore 19,44) – Alessandro Gino ha il fuoco nel piede destro e si migliora ulteriormente nel secondo passaggio su Borine, nel quale Marco Strata scatena la sua rabbia segnando il secondo tempo assoluto, fatto che gli permette di recuperare in soli 7,5 km trenta posizioni in classifica assoluta. Massimo Marasso è buon terzo in prova (e secondo in classifica), davanti a Fabrizio Vola, che ha subito imparato i meccanismi della sua Clio S1600, quindi il costante Corrado Perino, che ottiene lo stesso tempo di Gianmaria Melifiori-Enrico Ghietti, che stanno facendo conoscenza con la Clio S1600; settimo tempo per Federico Gasperetti che, memorizzata la prova, fa vedere di che pasta è fatto, quindi Gagliasso che vanta 2/10 su Scattolon, inseguito a 3/10 da Giorgio Bernardi-Paolo Zanini, in piena lotta con Fabrizio Bianchi, che lo insegue a soli 6/10. Gino consolida il suo primato in classifica davanti a Marasso e Perino, Fabrizio Vola sale al quarto posto davanti a Gagliasso, con Federico Gasperetti che conquista la settima piazza con 1/10 di vantaggio su Scattolon. Seguono Grasso, Bianchi, Melifiori e Bernardi. Altri tre equipaggi si fermano in prova. Giacomo Rossi e Luca Culasso, leader di Classe A7 restano senza freni dopo 1,5 km di prova e si debbono attaccare al freno a mano per non fare danni e poter ripartire il giorno dopo; la 306 Rallye di Alessandro Montanaro e Claudio Pistone fa le bizze non consentendo all’equipaggio locale di riprendere la corsa, mentre Michele Olivero e Michele Trimigno rompono un semiasse della loro Peugeot 106 Rallye e rimandano l’appuntamento al giorno dopo. In difficoltà anche Luca Garello-Eleonora Mollo, 17esimi assoluti e primi di classe A6 che bruciano la frizione della loro Peugeot 106 Rallye e concludono la speciale al rallentatore, prendendo poi la via dell’assistenza per riparare la vettura e rientrare domenica mattina con il Super Rally.

 

PS3 Borine (km 7,50, ore 22,38) – È il passaggio che definisce la classifica della prima giornata di prove. Alessandro Gino continua il suo attacco, ma in uno dei primi tornanti della prova compie un testacoda, fa spegnere la sua Peugeot 207 e finisce la prova con il 10° tempo assoluto concedendo a Marasso, il più veloce nella notte 14”3. Alle spalle del pilota della Scuderia Etruria si piazzano due giovanissimi: secondo è Fabrizio Vola che precede l’altro gatto della notte Giorgio Bernardi. Ezio Grasso si dimostra in palla ed è quarto seguito da Patrik Gagliasso, il sempre più veloce Federico Gasperetti (sesto), Fabrizio Bianchi, Giacomo Scattolon e Corrado Perino. Un testacoda rallenta nuovamente Marco Strata che fa spegnere la sua Mitsubishi, perdendo 31” rispetto a Marasso, fatto che gli permette di recuperare solo altre sei posizioni in classifica. Non prendono il via in questa prova Pierangelo Villare-Luca Bassignana (Peugeot 309 GTI), Garello-Mollo (Peugeot 106 Rallye) Marco Di Corso-Raffaela Farina che rompono l’alternatore della loro Panda Kit in trasferimento, e Mario Pietropaolo-Gianni Bruno (Seicento Sporting).

 

La classifica della prima giornata vede al comando Massimo Marasso-Marco Canuto con appena 9/10 su Alessandro Gino-Marco Ravera, la miglior ricetta per una seconda giornata carica di spettacolo; terza posizione, a 22”6 da Marasso, per Fabrizio Vola-Enzo Colombaro che temono il ritorno delle vetture più potenti nella seconda tappa, e vantano 4”4 su Patrik Gagliasso, autore del sorpasso nell’ultima prova speciale su Corrado Perino-Erika Bologna. Gasperetti è risalto fino alla sesta posizione ed insegue Perino a 7/10, ma a sua volta deve guardarsi da Ezio Grasso, che ha un ritardo di un solo decimo dal toscano ed un vantaggio di 4/10 appena su Giacomo Scattolon. Concludono la top ten Giorgio Bernardi (che insegue Scattolon a 4/10) che ha superato Fabrizio Bianchi per 6/10, prologo di una seconda tappa incandescente. Dalla 62esima posizione, con un ritardo di 2’20” Marco Strata medita una rimonta con i fiocchi, sempre che la sorte non gli sia contro. La prima tappa viene conclusa da 93 dei 103 equipaggi partiti nel pomeriggio.

 

Speciale

Moscato Rally

Una domenica nel segno

Di Gino-Ravera

 

SANTO STEFANO BELBO – Impiega una sola prova speciale Alessandro Gino affiancato da Marco Ravera, a conquistare domenica mattina la leadership della classifica del 13° Moscato Rally. Un ruolino di marcia da vero rullo compressore quello dell’equipaggio cuneese, motivato dal fatto che Alessandro Gino aveva una sfida più con sé stesso che con gli avversari in gara. “Una gara in cui volevamo verificare le nostre prestazioni velocistiche per poi tornare con la Mini WRC nel campionato IRC a partire dal Valli Cuneesi di settembre”. Ecco spiegato l’accanimento della prestazione velocistica estrema, durata per quattro delle sei prove della domenica, sino al passaggio sulla “pasticciata” Quassi-3. Chi non si è mai arreso è stato Massimo Marasso, con Marco Canuto al quaderno delle note, che ha fatto il possibile e l’impossibile per mettere dietro Gino-Ravera, spremendo fino all’inverosimile la sua Peugeot 207 S2000. Alle spalle dei due fuggitivi il divario si è fatto pesante visto che alla fine il terzo classificato, Patrik Gagliasso-Elio Tirone, ha pagato oltre un minuto ai vincitori. La domenica è stata meno sfortunata anche per Marco Strata-Ylenia Garbero, che hanno finalmente potuto esprimere tutto il loro enorme potenziale riuscendo anche a vincere due prove speciali, anche se, tanto per non smentirsi, si sono ritrovati a fare la Todocco-2, assolutamente asciutta, con le gomme da bagnato, riuscendo comunque a contenere il ritardo dal velocissimo Gino in soli 9”9.

 

In una gara che ha visto pochi ritiri per errori dei piloti la Quassi-3 è stata quella che ha fatto più danni. Oltre al pasticcio “dell’antitaglio vagante” che ha scatenato polemiche e rimostranze a fine gara, in questa prova sono usciti rovinosamente Giacomo Scattolon-Fabio Grimaldi, che lottavano per il successo in Classe R2B, Gianni Soave-Riccardo Imerito che hanno parcheggiato sul tetto in una vigna la loro Twingo R2B ed Ezio Grasso-Daniele Araspi che hanno colpito il famoso antitaglio in modo decisamente più duro rispetto agli altri concorrenti.

 

La cronaca

La domenica del Moscato

Nel nome di Gino-Ravera

 

Foto di Stefano Romeo

 

PS 4 Quassi (km 11,00, ore 10,49) – La domenica mattina offre a concorrenti e spettatori un bel sole estivo e sulla prova speciale ci si abbronza fra le vigne. Alessandro Gino riprende il suo ruolo di furia scatenata siglando subito il miglior tempo davanti a Marco Strata, che pur partendo 62° è subito all’assalto della strada per recuperare posizioni in classifica assoluta. Massimo Marasso è prudente nella sua cavalcata, cercando di evitare errori e sigla il terzo tempo a 5”1 da Gino che gli fa perdere la leadership. Sale in cattedra anche Fabrizio Bianchi, quarto tempo assoluto, che guida un trenino composto da Ezio Grasso, a 5/10 dal pilota di Trofarello, che ha incollato alle ruote a 2/10 Patrik Gagliasso, il sempre consistente Fabrizio Vola. Entra nella classifica dei primi dieci Fabrizio Greco, con Luca Rivella alle note, sempre più autorevole leader della Classe A7 con la sua Clio Williams, poi Giorgio Bernardi, Corrado Perino  che chiude la top ten. Sono 98 i concorrenti che hanno preso il via al mattino,  fra i quali cinque equipaggi grazie al Super Rally. E sono cinque gli equipaggi che devono arrendersi in questa speciale. I giovanissimi Paolo Cresta-Serena Manca per la rottura dei semiassi della loro Renault Clio Williams, le Peugeot 106 Rallye di Classe A6 di Stefano Pistone-Massimo Toppino e dei recuperati Luca Garello-Eleonora Mollo, la Panda kit di Marco Di Corso-Raffaela Farina e Peugeot 106 Rallye di Classe N2 di Orlando Cembalo-Ivan Oldano. In classifica assoluta Alessandro Gino supera Massimo Marasso per 4”1, Fabrizio Bianchi (settimo assoluto) prende il comando della R3C con 3”1 su Giorgio Bernardi e Giacomo Scattolon (nono assoluto) passa davanti a Federico Gasperetti per 1”7.

 

PS 5 Todocco (km 7,50, ore 11,33) – La quinta prova speciale chiude il primo giro domenicale sulle speciali e non presenta eccessive novità. Gino e Strata sono ancora là in alto divisi da appena 1”1, con Marasso all’inseguimento a 5”6. Gagliasso prende sempre più confidenza con la Peugeot 207 S2000 ed è quarto, davanti a Corrado Perino, Rinaldo Vola che precede il quasi omonimo Fabrizio, poi Ezio Grasso, il consistente Fabrizio Greco e Bobo Benazzo, alle prese con esperimenti vari sulla sua Mitusbishi Lancer. Con lo stesso tempo di Benazzo chiude Fabrizio Bianchi che fa meglio di Giorgio Bernardi di appena 5/10. In questa prova guadagnano posizioni Patrik Gagliasso che scavalca Fabrizio Vola, e Corrado Perino che supera Fabrizio Bianchi in sesta posizione. La prova viene sospesa dopo il passaggio di una sestina di concorrenti per permette di spegnere l’incendio scoppiato a bordo della Clio Williams N2 di Mirco Mirano-Stefano Caneparo, incendio scoppiato per una probabile perdita di carburante o lubrificante che si è incendiato sul catalizzatore mentre la vettura era in gara. Fermi anche Denny Crevani-Giulia Orlando con la Citroën C2 ed Andrea Castagna-Sara Farinella, Peugeot 106 Rallye, fino a quel momento in lotta per il primato della competitiva classe N2.

 

PS 6 Quassi (km 11,00, ore 13,42) – Si riprende dopo la pausa pranzo e la grande incognita sono le gomme da montare. Il cielo è scuro e denso di nuvole, ma non sembra che ci sia imminente pericolo di pioggia. Marco Strata continua la sua cavalcata e finalmente centra il miglior tempo assoluto con 1” netto sull’accoppiata Massimo Marasso-Alessandro Gino, con il cuneese che si ritrova in crisi di freni a fine speciale. Gagliasso è sempre più la quarta forza in campo precedendo i ragazzini terribili della classe R3C Fabrizio Bianchi-Giorgio Bernardi che chiudono nell’ordine divisi da appena 9/10. ricompare nella top ten assoluta Federico Gasperetti (ottavo) che dopo aver usato la prova precedente per mettere a punto le note torna a scatenarsi con la piccola Twingo R2B. Rimette il naso fra le posizioni che contano anche Luca Arione, che sembra aver finalmente superato le difficoltà della prima parte di gara ed è il migliore di S1600, anche se con un solo decimo su Fabrizio Vola. Ezio Grasso (settimo) perde due posizioni a favore di Corrado Perino e Fabrizio Bianchi. Si fermano in questa prova i neo sposi Fabio Rosso-Elena Savarino (Fiat Punto) per la rottura dell’ennesimo semiasse, Elio Seghesio-Andrea Fabbian (Renault Clio RS), usciti di strada con una ruota staccata, Domenico Fogliati-Laura Sangalli (Peugeot 106) e dei due grandi protagonisti della Classe A0 Giovanni Manfrinetti-Maurizio Ponzano (Semiasse) e Fabrizio Cillis-Davide Penna (alternatore) che non entrano nemmeno in prova. Fermi in speciale per un problema elettronico i fratelli Alessio e Giuseppe Sucato che lasciano così il comando della Classe N1.

 

PS 7 Todocco (km 7,50, ore 14,26) – Le condizioni meteo questa volta giocano un brutto scherzo ai concorrenti che partono da metà schieramento in avanti, fra i quali Marco Strata, che nel frattempo è riuscito a risalire fino alla 18esima posizione assoluta. Mentre i primi escono dall’assistenza volante di Cortemilia sotto un sole estivo, le nuvole si abbattono sulla città delle nocciole scatenando un diluvio biblico. Tutti corrono ai ripari montando le gomme da pioggia portate dai meccanici e si avviano verso lo start della prova speciale dove trovano ad accoglierli un sole da abbronzatura. Così Gino e Marasso sono nuovamente i più veloci separati da 4”5, inseguiti da Corrado Perino, Patrik Gagliasso e Marco Strata che compie un autentico capolavoro a percorrere a rotta di collo i 7,5 km di speciale pagando a Gino appena 9”9. a seguire si piazzano Fabrizio Bianchi, Bobo Benazzo che su questa prova si trova particolarmente a suo agio e stacca lo stesso tempo di Ezio Grasso, leader di S1600, Fabrizio Vola e Giorgio Bernardi. La classifica assoluta delle prime dieci posizioni non cambia, con Marco Strata che recupera una posizione, nonostante il problema gomme, superando la Citroën C2 di Gianluca Tavelli. Non entrano in prova Sergio Tadone-Claudio Degiorgis (Clio R3C) e Giacomo Rossi-Luca Culasso (Clio Williams) che non riescono ad esprimersi ai loro soliti livelli.

 

PS 8 Quassi (km 11,00, ore 16,35) – Si va verso la fine e gli animi si accendono decisamente, anche perché con ancora 18,5 km di prove cronometrate tutto può accadere. Ed accade che un antitaglio non sia più nella posizione in cui era nei due passaggi precedenti. Massimo Marasso lo prende in pieno e si ferma sulla prova con intenzione di fermare lì la speciale. Arriva Alessandro Gino quando qualcuno ha già spostato l’antitaglio, mettendolo dove era in precedenza. Il cuneese riesce a scartare la 207 S2000 di Marasso e seppur perdendo tempo (ma ha visto l’avversario diretto fermo) continua la sua prova. Passano Fabrizio Vola, Patrik Gagliasso e Corrado Perino, poi il pesante antitaglio sembra tornare dove era alcuni minuti prima. Fabrizio Gasperetti lo evita con una manovra da acrobata, mettendo due ruote all’esterno nell’erba, mentre Ezio Grasso, che segue il toscano lo colpisce in pieno e deve abbandonare. Un grosso rischio lo prende pure Gianluca Tavelli che arriva però a fine speciale. Nella riunione finale del Collegio dei Commissari Sportivi si decide salomonicamente di assegnare a Massimo Marasso lo stesso tempo di Alessandro Gino che in questa prova è stato preceduto da Patrik Gagliasso che brucia per 9/10 sul filo di lana Giorgio Bernardi, seguiti da Fabrizio Bianchi, Fabrizio Vola, Luca Arione, Bobo Benazzo e Federico Gasperetti che fanno tutti meglio dei due leader dalla classifica. Marco Strata esagera nel concedersi allo spettacolo e segna il 18° tempo, ma la situazione peggiore la vivono Giacomo Scattolon-Fabio Grimaldi (noni assoluti), che escono rovinosamente di strada mettendo fine così alla loro bella prestazione in classe R2B e Gianni Soave-Riccardo Imerito che parcheggiano sul tetto dentro una vigna la loro Twingo R2B. Si fermano anche in questa prova Renzo Bertola-Alberto Zanbruno (Renault Clio RS), ed Ivo Cocino-Fabrizio Piccini che rompono un semiasse della loro Peugeot 206 RC. Fermi sulla Quassi-3 anche Bruno Barbero-Diego Carena con la Peugeot 106 Rallye. Nonostante questi colpi di scena, la classifica ormai consolida subisce ben poche variazioni. Fabrizio Bianchi sale in quinta posizione avendo la meglio per 4/10 su Corrado Perino. L’uscita di scena di Ezio Grasso e Giacomo Scattolon fa progredire tutti gli inseguitori di due posizioni permettendo a Luca Arione e Gianmaria Melifiori di entrare nella top ten.

 

PS 9 Todocco (km 7,50, ore 17,19) – La speciale finale concede a Marco Strata la soddisfazione del secondo successo di giornata davanti ad Alessandro Gino, Massimo Marasso e Patrik Gagliasso che compongono il trittico del podio. Anche dietro non si avvertono colpi a sorpresa con Corrado Perino e Fabrizio Vola che fanno meglio di Bobo Benazzo, seguito dai due Under 23 saluzzesi Gianmaria Melifiori e Giorgio Bernardi che si prende la soddisfazione di fare meglio per 1/10 di Fabrizio Bianchi suo avversario per l’intera giornata. L’ultimo passaggio su Todocco non registra ritiri di sorta e tutti i 75 vanno a festeggiare la loro giornata con Corrado Perino  che supera proprio in extremis un soddisfatto Fabrizio Bianchi per la quinta posizione assoluta e Marco Strata che conclude la sua lunga cavalcata di rimonta 14esima posizione. Un posto che gli sta molto stretto ma lo rende molto felice per quanto fatto vedere in gara.

 

Le schegge di Kaleidosweb

Non temono la pioggia

Del Moscato Rally

 

Foto di Elio Magnano, Isabella Rovere, Stefano Romeo e Gabriele Valinotti

 

SANNO STEFANO BELBO – Questa c’eravamo tutti. Da Elio Magnano a Stefano Romeo. Da Isabella Rovere ad Alessio Bert ai due Valinotti: uno (Tommaso Marco) in parco assistenza ed all’arrivo, l’altro (Gabriele) che si scaraventato sulle prove speciali per far da spalla Stefano Romeo per poi effettuare qualche scatto anche all’arrivo. Un Moscato Rally quindi che ha messo a dura prova Carlo Cavaglià, che dalla sua postazione davanti al computer ha dovuto elaborare e pubblicare oltre un centinaio di foto che gli sono arrivati dai quattro angoli della redazione (e nei prossimi giorni la rubrica schegge si arricchirà ancora delle foto di Alessio Bert, comprensibilmente in ritardo per problemi di lavoro e l’ora tarda cui è finita la gara della Valle Belbo).

 

Un rally bello spettacolare ed avvincente che ha messo in risalto le qualità velocistiche di due fra i migliori piloti piemontesi quali Alessandro Gino e Massimo Marasso che si sono contesi il primato a suon di tempi eccezionali. Questa volta la cattiva sorte ci ha messo lo zampino ed ha escluso fin da subito uno dei grandi eroi della giornata Marco Strata a cui è andato storto tutto quanto poteva andare storto (dallo spegnimento misterioso della sua Mitsubishi, ad un testacoda, ad una beffarda scelta di gomme sulla Todocco di metà giornata), ma che ha ancora una volta dimostrato quanto elevato sia il suo potenziale. Di primo acchito verrebbe da dire che li vorremmo vedere anche nei massimi campionati nazionali, terreni sui quali Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta mancano un po’, ma non vogliamo certo impoverire di lo spettacolo nella nostra zona, che sicuramente è una delle più belle ed avvincenti d’Italia. Il Moscato Rally ha portato alla ribalta anche un paio di situazioni polemiche: la prima riguardante la scelta dei commissari di percorso di far partire Strata nella seconda tappa in posizione di classifica, ovvero per 62°, ma il portacolori della Lanterna Corse non ha detto una parola se non “Attack” scatenandosi in prova speciale. La seconda quella degli antitaglio diventati mobili nella Quassi della sera e lì di parole e recriminazioni ce ne sono state tante. Ma sono punti su cui torneremo. Per il momento godiamoci le splendide immagini di Isabella, Elio, Stefano e Gabriele in schegge. Del resto abbiamo tempo e spazio per riparlarne.

 

DIAMO I NUMERI

 

Leader della gara: Alessandro Gino (PS 1-2); Massimo Marasso (PS 3); Alessandro Gino (PS 4-9).

Vincitori prove speciali: 5 Alessandro Gino (PS 1, 2, 4, 5, 7); 2 Marco Strata (PS 6, 9); 1 Massimo Marasso (PS 3) e Patrik Gagliasso (8)

 

S2000 L’inarrestabile

Alessandro Gino

Piega la resistenza di Massimo Marasso

 

Classifica di classe e assoluta sono in fotocopia con il bel duello fra Gino e Marasso, non condizionato nel risultato dalla querelle dell’antitaglio ai Quassi. Ottimo esordio sulla 207 S2000 per Patrik Gagliasso, divertimento allo stato puro per Rinaldo Vola.

 

Come era logico aspettarsi la classe regina registra una classifica che è quasi la fotocopia della classifica assoluta, con la Peugeot 207 S2000 di Alessandro Gino-Marco Ravera che precede la vettura gemella di Massimo Marasso-Marco Canuto di 16”7, quindi ben più distanziata l’altra 207 di Patrik Gagliasso ed Elio Tirone, staccati da Gino di 1’05”2, ad occupare tutti e tre i gradini del podio finale ed i locali Rinaldo Vola-Ugo Montaldo, habitué del Moscato a chiudere il trenino in 13esima posizione assoluta.

 

La gara si è sviluppata sul duello elettrizzante fra Alessandro Gino e Massimo Marasso che ha visto il cuneese prendere la fuga nei primi due passaggi su Borine, arrivando ad accumulare un vantaggio di 13”4, capitale che vaporizza nel passaggio notturno con un testacoda che fa perdere al cuneese 14”3 dal vincitore della prova Massimo Marasso, consegnando all’enologo di Neive il primato notturno, anche se per soli 9/10. Tutto pero ritorna nelle mani di Gino fin dalla speciale dei Quassi di domenica mattina, nonostante un piccolo errore all’inversione per eccesso di aggressività, che il cuneese vince e si riporta al comando allungando nella successiva su Marasso che affronta il primo giro con circospezione. La ripetizione dei Quassi vede Gino e Marasso staccare lo stesso tempo, ma a Todocco è ancora Gino ad avere la meglio. A due prove dalla fine Gino e Marasso sono divisi da appena 14”2 e tutto può ancora succedere, visto che l’incertezza meteo è grande. Invece non è la pioggia condizionare la speciale dei Quassi, ma un antitaglio che diventa mobile e si ritrova in posizione diversa dal giro precedente sulla traiettoria di Massimo Marasso, che passa per primo sulla strada. Il pilota della Scuderia Etruria sembra intenzionato a far sospendere la prova, ma Alessandro Gino riesce a passare, seppur attardato (ottavo tempo assoluto) sicché anche Marasso si decide a chiudere la prova. Nel dopo gara il Collegio dei Commissari Sportivi decide salomonicamente di assegnare a Marasso e Gino lo stesso tempo, lasciando così invariata la classifica. L’ultima prova ad un esultante Alessandro Gino che conquista così il suo settimo successo in carriera, davanti ad un rabbuiato Massimo Marasso.

 

Terza piazza di Classe e nell’assoluta per Patrik Gagliasso, che dopo aver studiato nelle prove del sabato la Peugeot 207 S2000 per lui assolutamente nuova, nella giornata di domenica aumenta il passo, risucchia e supera la Clio S1600 di Fabrizio Vola che gli era stata davanti il primo giorno, e si prende anche la soddisfazione di segnare il miglior tempo assoluto nella contestata Quassi-3, preludio a futuri successi con questa vettura da assoluto. Gara di puro divertimento per Rinaldo Vola e Ugo Montaldo che mettono il casco in testa una volta l’anno nella gara di casa. Pretendere un risultato con così poco allenamento è troppo, ma godersi la velocità sulle prove della Valle Belbo  e Val Uzzone è un dovere.

 

Iscritti, 4; verificati, 4; classificati, 4; ritirati, 0.

Vincitori Prove Speciali

7 – Alessandro Gino (1, 2, 4, 5, 6*, 7, 9)

2 – Massimo Marasso (3, 6*)

1 – Patrik Gagliasso (8)

* Stesso tempo per Alessandro Gino e Massimo Marasso

 

Leader di Classe: Alessandro Gino (PS 1-PS 2); Massimo Marasso (PS3); Alessandro Gino (PS4-PS9)

 

R4 Il silenzio di Marco Strata

 

Il pilota genovese e la navigatrice di Acqui Terme non si arrendono alla panne elettrica della prima prova speciale, per iniziare una grande rimonta fra spettacolo e qualche testacoda. In classifica il risultato non è eccezionale, ma il divertimento è stato al top.

 

Solitario in classe con la possente Mitsubishi Lancer EVO X, il genovese era nel ristretto numero dei candidati al successo finale. Una scommessa non campata in aria, visto che il pilota della Lanterna Corse ha già colpito nel segno per ben due volte. Ma questa volta il destino non è della sua parte. E fin dall’inizio. Sul primo passaggio della Borine la Lancer si spegne e non c’è verso di farla ripartire. Marco Strata ed Ylenia Garbero vedono così trascorrere un tempo lunghissimo, prima che, misteriosamente, il motore della berlinona giapponese torni a ruggire aggredendo i chilometri di asfalto che mancano a fine prova. Nel frattempo, però, se ne sono andati quasi due minuti e dietro a Strata, 98° assoluto, sono rimasti in pochissimi. Ma lui non si perde d’animo e già  dalla Borine-2 dimostra che chi puntava su di lui non era scommettitore avventato, visto che segna il secondo tempo assoluto, a soli 4”5 da Gino, recuperando in un sol boccone trenta posizioni della classifica assoluta. Un buon viatico per entrare nella top ten assoluta. Ma solo per una prova, perché un testacoda nella speciale successiva costa a Marco Strata 31” nella classifica assoluta, ed un deciso rallentamento nella scalata ai piani alti della classifica assoluta. Così Strata-Garbero chiudono al 62° posto nella classifica assoluta.

 

Ed in quella posizione debbono ripartire domenica mattina, dietro la Twingo R2 di Paolo Rocchi e Veronica Boni. In realtà tutti si aspettano un ritiro da parte dell’equipaggio della Lanterna Corse, ma Marco Strata ed Ylenia Garbero si presentano puntuali alla loro ora. E riprendono con la stessa lena con cui hanno dato l’assalto alla classifica nella prima giornata. Secondi assoluti sulla Quassi-1, stessa posizione nella Todocco-1, addirittura miglior tempo sulla ripetizione dei Quassi, prima di vivere un brivido nella successiva Todocco. “L’organizzatore aveva predisposto un’area per l’eventuale cambio gomme a Cortemilia, poco prima della prova. Quando siamo arrivati noi nel paese della nocciola si è scatenato il diluvio ed abbiamo montato le gomme da pioggia pensando che in speciale ci fosse l’acqua a fiumi. Invece fra Cortemilia e Todocco, appena pochi chilometri, il tempo è cambiato” commentano amareggiati alla sua assistenza, invece si è corso sotto il sole. Nonostante ciò Strata ottiene un gran tempo in prova, quinto assoluto, perdendo appena 9”9 da Alessandro Gino e continuando la risalita in classifica assoluta, che ora si fa più faticosa, dovendo recuperare le ultime 16 posizioni verso l’alto della classifica. Si riparte per la tornata serale su Quassi e Todocco. Strata si concede allo spettacolo ai Quassi, dove segna solo il 18° tempo assoluto, perdendo altri 26”5 dalla vetta della classifica, chiudendo però in bellezza sull’ultima Todocco con il miglior tempo assoluto.

 

“Un vero peccato per il tempo perso nella prima prova speciale” commentano i tecnici della Evo Motorscooter che curano la Mitsubishi “In parco assistenza abbiamo ricontrollato poi tutti i contatti lettrici, filo per filo e tutta l’elettronica nei singoli pezzi e non c’era nulla che non funzionasse. D’altro canto dopo essere stata ferma due minuti la Mitsubishi è ripartita come se nulla fosse”. Una gran disdetta perché Strata Garbero, invece che 14esimi assoluti, avrebbero potuto lottare per la vittoria assoluta.

 

Iscritti, 1; verificati, 1; classificati, 1; ritirati, 0.

Vincitori Prove Speciali

9 Marco Strata

Leader di Classe: Marco Strata (PS 1-9)

 

N4 Corrado Perino

Vola in alto

Bobo Benazzo

Sviluppa la Mitsubishi

 

Ottima prestazione del pilota delle valli di Lanzo che nel finale si lascia travolgere dall’aggressività e non riesce ad ottenere il quarto posto, che pure era alla sua portata. Gara difficile per il driver di Acqui Terme, che solo nel finale torva il passo che gli è consono

 

Classe dal doppio volto quella della N4 che presentava due equipaggi in grado di puntare ad una posizione al top della classifica assoluta. Corrado Perino, affiancato da Erika Bologna è subito protagonista con la Lancer EVO IX della Evo Motorsport, presentandosi subito nella prima prova con un terzo tempo assoluto che la dice lunga sulle intenzioni del pilota delle Valli di Lanzo. Nei successivi passaggi su Borine Perino non riesce a ripetersi sopratutto nel passaggio notturno, comunque chiude la prima frazione di gara in quinta posizione assoluta. Niente male. Bobo Benazzo, con Gianpaolo Francalanci al quaderno delle note, invece non riesce ad entrare in sintonia con la Mitsubishi della PRF e fra testacoda (due volte nello stesso tornante sulla PS 2 e PS 3) e difficoltà di interpretazione ottiene un ottavo tempo nel primo passaggio e solo il 18° negli altri due.

 

La ripartenza alla luce del giorno vede Corrado Perino non partire con il passo giusto, ottenendo un decimo tempo, frutto di una guida non troppo redditizia del portacolori della Meteco, che prontamente riscatta la delusione nelle prove successive, siglando il quinto tempo a Todocco-1, il sesto su Quassi-2 ed addirittura il terzo assoluto a Todocco-2, prestazione che porta Perino a soli 4/10 dalla quinta posizione assoluta di Fabrizio Vola. La successiva Quassi vede Perino all’attacco con una guida aggressiva che non è poi così redditizia, che gli fa correre qualche rischio di troppo e gli regala solo l’11° tempo assoluto (preceduto anche da Benazzo) e sopratutto gli fa perdere una posizione in classifica a favore di Fabrizio Bianchi nell’assoluta, invece di guadagnarla. A quel punto Corrado Perino recupera la concentrazione e guida come sa fare, segna il quinto tempo assoluto e riguadagna la quinta posizione per cui avrebbe messo firma prima della gara.

 

Meno bene è andata a Bobo Benazzo, anche se nella seconda parte di gara è riuscito a risalire fino all’11° posto assoluto in classifica, ottenendo tempi significativi sesto e settimo assoluto, nei passaggi serali su Quassi e Todocco, quando però i giochi erano ormai fatti. Anche perché nella fase iniziale della giornata, il pilota di Acqui, a corto di gomme, affronta le due prove della mattinata con le gomme da pioggia non avendo altro materiale a disposizione, migliorando via via che riesce  montare le gomme giuste, fino ad arrivare ad un discreto feeling con la Mitsubishi quando la gara è ormai conclusa.

 

Iscritti, 2; verificati, 2; classificati, 2; ritirati, 0.

Vincitori Prove Speciali

8 – Corrado Perino (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9)

1 – Roberto Benazzo (8)

Leader di Classe: Corrado Perino (PS 1 a PS 9)

 

S1600: Fabrizio Vola

Vola in alto

Fino a sfiorare il podio

 

Un giovane emergente contro un pilota determinato. Questo il succo dell’avvincente duello fra le S1600 che si conclude solo sull’ottava speciale per colpa del “solito” antitaglio. Nel finale emerge Luca Arione che supera sul traguardo il concreto Gianmaria Melifiori. Giornata no per Marco Luison.

 

Una gran bella battaglia di classe in questa S1600 che ha avuto come grandi protagonisti Fabrizio Vola-Enzo Colombaro e gli sfortunati Ezio Grasso-Daniele Araspi, due equipaggi accomunati dalla caratteristica di correre poco ma, quando lo fanno, di riuscire ad arrivare ad altissimi livelli.

 

La battaglia fra i due compagni di squadra dell’Eurospeed inizia subito sul primo passaggio di Borine e si intuisce immediatamente che il testa a testa porterà i due piloti della Valle Belbo molto in alto nella classifica assoluta. È il più esperto ed allenato Ezio Grasso ad essere il più veloce in classe (quarto assoluto) ma il vantaggio del pilota di Cossano Belbo è di soli 3/10. una vera inezia. Ed in effetti il driver di Trezzo Tinella restituisce la pariglia a Grasso già nella prova successiva, riuscendo ad abbassare il suo tempo in speciale, cosa che a Grasso non riesce. E che Fabrizio Vola sia in splendida forma lo dimostra nel passaggio notturno, quando segna il secondo tempo assoluto, preceduto solo da Massimo Marasso. Alla fine della prima giornata di gara Fabrizio Vola è terzo assoluto: “Sono andato tranquillo con il mio passo. Domani sarà più difficile perché ci sono prove con molta salita e meno discesa e le vetture più potenti mostreranno i muscoli” sostiene. Soddisfattissimo anche il suo navigatore Enzo Colombaro “Fabrizio è un vero talento, un principe di freddezza. Peccato che corra  così poco” commenta il navigatore albese, sottolineando come il suo pilota sia fermo dal Moscato di due anni fa che aveva corso con una Clio Williams. Alle spalle di Vola, con un ritardo di 6”1, Ezio Grasso non è così contento. “Una prestazione con alti e bassi. Dopo un buon tempo sulla prima ho dormito sulla seconda”. La terza piazza va all’Under 23 Gianmaria Melifiori, affiancato dall’altrettanto giovane Enrico Ghietti, che paga 16”5 a Vola. “Questa è la mia prima esperienza in S1600 e sto prendendo confidenza con la vettura, che mi piace molto. Sono stato cauto sulla prima, sono andato bene su Borine-2, mentre ho pagato un po’ la notte del terzo passaggio. Il Moscato è la gara che mi ha portato ad alti livelli lo scorso anno, spero di ripetermi anche in questa edizione”. Staccato di 2”2 da Melifiori c’è Luca Arione con Elena Cestari che è tutt’altro che contento delle sue prestazioni. “Sono andato peggiorando di prova in prova. Così non va. Spero di rifarmi nelle speciali di domani”. Ancora peggio sta andando a Marco Luison, con Gloria Andreis alle note che scuote la testa. “Non ho ritmo io ed ho pure pagato una partenza anticipata sulla PS2”.

 

E la domenica i due sfidanti ricominciano con passo veloce. Più costante Vola, che nei due passaggi mattutini stacca il settimo tempo assoluto, più aggressivo Grasso che dà la zampata su Quassi-1, ma non si ripete a Todocco lasciando il successo di categoria a Vola. Dopo le prove mattutine la situazione è pressoché invariata con Vola che ha allungato su Grasso, ma di soli 3/10. Alle spalle dei primi due continua il duello fra Gianmaria Melifiori e Luca Arione, con il saluzzese che si gira su Quassi e perde una manciata di secondi e viene avvicinato dal pilota di Santo Stefano Belbo a soli 8/10, allungando poi leggermente sulla successiva Todocco (+2”2), mentre prosegue la giornata no di Marco Luison che non riesce ad esprimersi al meglio. Il passaggio di mezzogiorno a Quassi vede il risveglio di Luca Arione, che fa meglio di Vola anche se per un solo decimo di secondo, mentre a Todocco è, questa volta, Grasso a siglare il miglior tempo. Le prove di metà giornata danno un ulteriore vantaggio a Vola che allunga il suo distacco portandolo a 8”5 su Grasso, che si lamenta di non essere stato sufficientemente incisivo, mentre il deciso attacco su Quassi-2 fa avvicinare Arione a Melifiori a soli 1”2, con Luison che non vede l’ora di concludere la sua giornata.

 

Il volto definitivo, almeno per quanto riguarda il successo di categoria, lo fornisce l’ultimo passaggio su Quassi, con Ezio Grasso che colpisce il famoso (e famigerato) antitaglio, finisce nella ghiaia, rimbalza contro il muretto, strappa una sospensione e si deve ritirare lasciando via libera a Fabrizio Vola che è il più veloce di S1600 e si mantiene costante sui tempi in prova. Alla fine il driver di Fabrizio Vola è quarto assoluto ed anche se non ha conquistato il podio nella graduatoria assoluta è soddisfatto: “Ho fatto la mia gara sui miei ritmi, senza cercare di strafare per difendermi dagli assalti di Grasso in Classe o di Gagliasso, che in effetti mi ha superato, nella classifica assoluta. Purtroppo la mia stagione finisce qui. Faccio già una gran fatica a partecipare a questo Moscato Rally e non ho sicuramente il budget per andare oltre”. La prova di Quassi-3 dà a Luca Arione la seconda piazza di classe, superando di forza Gianmaria Melifiori, chiudendo così la gara in nona posizione assoluta a 41”8 da Vola. “Peccato che la sveglia sia suonata tardi e sia entrato in gara quando i giochi erano fatti” commenta il pilota locale, che chiude con 1”5 davanti a Gianmaria Melifiori, soddisfatto del suo esordio sulla Clio S1600. “È una macchina che mi ricorda molto la mia Saxo, con cui ho avuto feeling fin dalla prima prova speciale. Ora devo valutare i prossimi impegni e conoscerla meglio, sopratutto per quanto riguarda le regolazioni che si possono effettuare”. Chiude la graduatoria Marco Luison, ed è ben soddisfatto che la giornata sia finita.

 

Iscritti, 5; verificati, 5; classificati, 4; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

5 – Fabrizio Vola (2, 3, 5, 8, 9)

3 – Ezio Grasso (1, 4, 7)

1 – Luca Arione (6)

Leader di Classe Ezio Grasso (PS 1) Fabrizio Vola (PS 2 a PS9)

 

R3C Ed alla fine

La spuntò Fabrizio Bianchi

 

Gran bel duello fra le due giovani realtà del rallismo piemontese che riescono ad inserirsi più volte fra i top della classifica assoluta.

 

Una gara sul filo dei secondi, con molte puntate nella parte alta della classifica assoluta, che ha visto il serrato confronto fra il più esperto Fabrizio Bianchi, con Elisa Spinetta al suo fianco, ed il giovanissimo Giorgio Bernardi, che ha sul sedile di destra l’esperto Paolo Zanini.

 

Si comincia subito con Fabrizio Bianchi che è 11° assoluto e migliore in classe per appena 3”1 su Giorgio Bernardi che cerca di prendere il ritmo giusto con la Renault Clio R3C e ci riesce dalla prova successiva siglando lui il miglior tempo di classe anche se riesce a recuperare appena 6/10. Ma il vero colpo a sorpresa Giorgio Bernardi lo trova nel passaggio notturno su Borine, quando stacca il terzo tempo assoluto, che porto il saluzzese al nono posto in classifica con appena 6/10 su Fabrizio Bianchi. Soddisfattissimo al rientro in riordino Giorgio Bernardi che scherzando sul fatto che, per motivi di lavoro, si alza ogni giorno alle quattro del mattino commenta: “Sono l’uomo delle discoteche. Per questo vado forte di notte”. Molto tranquillo Fabrizio Bianchi che sottolinea come sia andato tutto alla perfezione, anche nella prova notturna, ammettendo che la seconda tappa sarà durissima.

 

Alle spalle dei primi due si piazzano Giancarlo Morra-Matteo Barbero, che dopo un primo passaggio trqanquillo aumentano il ritmo e vanno occupare la terza piazza, scavalcando Giuseppe Cugnasco-Marco Dalmasso, poco incisivi nel secondo passaggio a Borine, quindi Marchetti-Filicicchia e Marcello Sterpone-Flavio Bevione che pagano pegno a causa dell’interfono che fa le bizze nel primo passaggio a Borine e della fanaliera che funziona malamente nella speciale notturna. Tutti i nove partenti concludono la prima gionrata.

 

Fabrizio Bianchi non pone indugi nelle prove di domenica, siglando costantemente il miglior tempo nelle prime quattro prove della seconda tappa, ottenendo subito il quartro tempo su Quassi-1, e facendo poco peggio sulla ripetizione della prova, poi il sesto sulla Todocco-2. “Sto andando bene ho solo tenuto troppo sul primo passaggio a Todocco ed infatti ho siglato solo il decimo tempo assoluto”. Giorgio Bernardi insegue in scia e mantiene un ottimo ritmo non perdendo di vista il pilota di Troferello. A due prove dal termine Fabrizio Bianchi è sesto assoluto, a dimostrazione del grande ritmo tenuto, prendendo anche il comando del Gruppo R. Nella sua rincorsa Bianchi trascina anche Giorgio Bernardi, che riesce a superare le R2B che fino a metà mattina lo precedevano in classifica. Giuseppe Cugnasco trova il ritmo e riesce così aportarsi in terza posizione superando di 19”8 Giancarlo Morra, che ha inziato la giornata con un ritmo troppo basso, riuscendo poi a riprendersi nella fasi centrali della tappa. Quinta piazza per Sergio Marchetti-Fabrizio Filicicchia che si sono portati a soli 3”5 da Giancarlo Morra grazie a due ottimi passaggi su Todocco. Sesti Sterpone-Bevione, che non riescono a trovare il guizzo che li porti fra i veloci della categoria. Non entra sulla Todocco-2 e si ritira Sergio Tadone, affiancato da Claudio De Giorgis, fino a quel momento settimo di Classe R3C.

 

Le due prove finali vedono tornare sugli scudi Giorgio Bernardi, che stacca addirittura il secondo tempo assoluto a Quassi-3 ed il nono sulla Todocco finale con Bianchi che fa buona guardia, osservando sia la classifica di Classe R3C sia la classifica assoluta, dove è sesto. “Nelle ultime due prove ho tenuto il mio ritmo senza più attaccare. Potevo controllare Bernardi, mentre Perino, nell’assoluta, era irraggiungibile”. A 6” Giorgio Bernardi che è estremamente soddisfatto di questa gara che lo riconcilia decisamente con la Clio R3C. L’assalto finale di Sergio Marchetti lo fa solo avvicinare a Giuseppe Cugnasco, che controlla il ritorno dell’avversario, senza cercare di andare insiadiare gli innavvicinabili primi della classe. Marchetti è quarto a 7”7 da Cugnasco. Dopo il buon inizio Giancarlo Morra si accontenta del quinto posto in classe, precedendo Marcello Sterpone che nelle ultime prove riesce a limare ancora i suoi tempi, senza però riuscire ad agganciare gli avversari che lo precedono. Pier Mario Cornaglia-Andrea Canali che hanno patito il passaggio notturno sulla Borine di sabato e sbagliato gomme mettendo le pioggia, sulla Todocco-2. “A Cortemilia, dove c’era l’assistenza veloce, diluviava ed io, come molti altri. Ho cambiato le gomme, scoprendo poi che a Todocco c’era un un bel sole”. Germano Cretier ed Erik Amione chiudono la graduatoria dopo una gara senza eccessivi problemi.

 

Iscritti, 9; verificati, 9; classificati, 8; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

6 – Fabrizio Bianchi (1, 2, 4, 5, 6, 7)

3 – Giorgio Bernardi (3, 8, 9)

Leader di Classe: Fabrizio Bianchi (PS1 a PS2); Giorgio Bernardi (PS3); Fabrizio Bianchi (da PS4 a PS9)

 

R3T Nessuno contrasta

Manuel Villa

 

Il ligure domina ma non è soddisfatto, Baravalle paga pegno per un testacoda ed un gatto, mentre sorride Carlo Berchio

 

Successo di forza in R3T per Manuel Villa e Daniele Michi che testano per la prima volta la Citroën DS3 R2B e nonostante i problemi che lamentano nel corso della gara lasciano a 2’21”3 la Peugeot 208 R2B dei monregalesi Danilo Bravalle-Marco Armeglio che hanno avuto la meglio per 25”8 sulla seconda Citroën DS3 di Carlo Berchio e Mirko Perrone.

 

Si parte sabato pomeriggio con Manuel Villa subito all’attacco che vince tutti e tre i passaggi su Borine, nonostante un problema elettronico al turbo che non permette alla DS3 di prendere tutti i giri. Nonostante ciò Villa chiude la prima fase in 14esima posizione assoluta con 34”7 su Danilo Baravalle che conferma di non amare il percorso di Borine, che ha appena 3”8 di vantaggio su un soddisfatto Carlo Berchio.

 

Domenica la situazione per la prima posizione non cambia con Manuel Villa che vince tutte le prove speciali anche se la sua DS3 continua a non spingere come il pilota di Albenga vorrebbe. La battaglia si sviluppa per la seconda posizione con Danilo Baravalle in crisi sulle prime due speciali del mattino. A Quassi-1 va in testacoda al terzo tornante e concede 17”2 a Berchio che passa così in seconda posizione di classe. Non solo, nella successiva Todocco-1 Baravalle trova un gatto fermo dietro ad una curva, e molto civilmente, aspetta che il felino si riprenda dallo spavento e fugga nelle vigne. Sono così altri 7/10 regalati a Berchio che consolida la sua seconda piazza con 14”1 sul monregalese. Mentre Villa continua a vincere le prove, pur non essendo soddisfatto, Baravalle aumenta il ritmo, abbassa considerevolmente i suoi tempi in speciale, si avvicina a 2”5 a Berchio sulla Quassi-2 e lo supera decisamente sulla successiva corta Todocco.

 

Sul traguardo il meno soddisfatto dei tre è proprio il vincitore Manuel Villa, 16° assoluto che commenta. “Una gara test per conoscere la DS3 della Sportec. Purtroppo con i problemi vissuti, come siamo partiti siamo arrivati”. La seconda posizione non dà troppa soddisfazione a Danilo Baravalle che chiude 25° assoluto. “Se fossi riuscito a trovare subito il ritmo che ho tenuto nel finale sarei molto più avanti. Comunque c’è già la soddisfazione di essere al traguardo ed avere segnato punti preziosi per il Trofeo Peugeot”. Alla fine chi sembra più soddisfatto è Carlo Berchio che sale sul palco arrivi si Santo Stefano Belbo con un grandissimo sorriso.

 

Iscritti, 3; verificati, 3; classificati, 3; ritirati, 0.

Vincitori Prove Speciali

9 – Manuel Villa (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9)

Leader di Classe: Manuel Villa (da PS1 a PS9)

 

A7 Greco-Rivella

Un successo incontrastato

Fra le mitiche Williams

 

Il pilota di Santo Stefano Belbo conquista sette delle nove prove speciali vincendo senza problemi la classe e rinunciando nel finale ad attaccare la top ten. Seconda piazza per Yvan Papari, che soffre problemi meccanici per tutta la gara. Sfortuna per Giacomo Rossi, che vince la prima speciale, poi finisce fuoristrada. Rientra, ma il cambio gli consiglia di tornare all’assistenza

 

Un successo costruito fin dalla tappa di sabato, quello che ha consentito a Fabrizio Greco e Luca Rivella di conquistare con largo margine il primato fra le mitiche Renault Clio Williams (con l’inserimento di una alcune Peugeot, una Fiat Punto ed una BMW 318 a trazione posteriore) e sopratutto un dodicesimo posto nella classifica assoluta, che la dice lunga su quanto abbia spinto a fondo l’equipaggio della Due Gi Sport. Nella sfida è mancato Giacomo Rossi, affiancato da Luca Culasso, che era dato come uno dei grandi favoriti alla vittoria di categoria e come un possibile pretendente ad un posto nella classifica dei primi dieci, ma per una volta il pilota di Mango, deve affrontare una miriade di problemi che cominciano dalla seconda prova del sabato fino al prematuro ritiro per noie al cambio.

 

Il primo passaggio sulla Borine vede subito in testa alla Classe A7 Giacomo Rossi con il 13° tempo assoluto, e Fabrizio Greco all’inseguimento a 3”2, con in scia Yvan Papari e Daniela Marocco con una terza Clio Williams. Sono già due i concorrenti fuori dai giochi. Il valdostano Edoardo Alliod, affiancato dalla veneta Alice Mosele vola fuoristrada finendo di coda dentro una vigna da cui non riesce ad uscire, mentre Gianluca Perosino ed Antonio De Bonis si ritrovano con il leveraggio della loro BMW 318i in mano e per loro si prospetta cuna lunga notte da passare in officina a saldare, invece che in discoteca, mentre si fermano definitivamente Alessandro Montanaro-Claudio Pistone, Peugeot 306 Rallye. Il primo colpo di scena si verifica nella seconda prova speciale: i freni della Clio Williams non sostengono l’aggressività di Giacomo Rossi, che arriva lungo e, nonostante un deciso colpo di freno a mano, finisce nel bosco dal quale non riesce ad uscire. Nessun danno alla vettura, né all’equipaggio, ma Rossi deve guadagnare il riordino per ripartire con il Super Rally il giorno dopo. Vince la speciale Fabrizio Greco, che continua ad avere in scia Yvan Papari a 4”6, seguito dall’ex kartista genovese, l’Under 23 Luca Fredducci, affiancato da Giulia Patrone, mentre non entra in speciale la Peugeot 309 GTI di Pierangelo Villare e Luca Bassignana. Greco passa a condurre con 12”8 su Papari, che però recupera già nella prova in notturna 5” in un colpo solo avvicinandosi decisamente al leader della classe. La prima giornata si conclude con un sereno Fabrizio Greco che chiude 15° assoluto con 7”8  su Yvan Papari che ha faticato a trovare il ritmo nella prova iniziale e 33”9 su Fredducci.

 

Il secondo giorno prendono il via i sei che hanno concluso regolarmente la prima tappa, oltre a Giacomo Rossi-Luca Culasso, che sperano in una grande rimonta, e Gianluca Perosino-Antonio De Bonis che vogliono divertirsi con la loro BMW 318i, e la partenza è tutta nel segno di Greco-Rivella che nel primo passaggio su Quassi segnano l’ottavo tempo assoluto. Giacomo Rossi è secondo di classe a 7”1 dalla vettura gemella di Greco, che partendo indietro trovano la strada molto più sporca degli avversari in classe e procede Papari che ha problemi di pescaggio di benzina e Luca Fredducci che aggredisce la speciale con poca grinta. Greco allunga il passo a Todocco-2 (nono assoluto) ancora davanti a Papari e Fredducci, mentre Rossi è costretto a transitare in trasferimento e prende un tempo imposto non in linea sulle sue reali prestazioni. Greco è 13° assoluto ed ha 17”7 su un rabbuiato Yvan Papari che controlla agevolmente Luca Fredducci. La situazione non cambia nel passaggio di mezzogiorno, anche se Greco spinge meno di prima (16° e 17° assoluto), ma Papari non è in grado di attaccarlo, dovendosi accontentare della seconda piazza davanti a Fredducci a Quassi ed a Davide Bisio-Manuela Franco, che approfittano dei problemi alla Williams del ligure a partire da fine Quassi per salire sul podio di Classe a Todocco. La classifica si allunga con Greco sempre avanti davanti a Papari (+50”1) e Fredducci Non entrano nel secondo giro sulle prove speciali Rosso-Savarino, poco fortunati al rientro dal loro viaggio di nozze, mentre Rossi dà spettacolo nel diluvio di Quassi-2, ma un preoccupante rumorino al cambio consiglia il pilota di Mango a fermare la sua gara ormai compromessa. L’ultimo giro sulle prove speciali vede ancora al comando Greco-Rivella che segnano ancora il miglior tempo di classe, ma alle loro spalle si mettono in luce i pavesi Marco Stefanone e Martina Rampuzzi che segnano in entrambe le speciali il secondo tempo davanti a Bisio-Franco, Papari-Marocco e Fredducci-Patrone sulla tormentata Quassi-3 e davanti a Luca Fredducci, Davide Bisio e Yvan Papari a Todocco-3.

 

La gara si chiude con Fabrizio Greco-Luca Rivella che chiudono 12esimi assoluti, gestendo il vantaggio in Classe A7, rinunciando a tentare l’assalto alla top ten nell’assoluta, visto che il fondo è decisamente peggiorato. A 1’15”5 chiudono Yvan Papari-Daniela Marocco. “È stata una gara calvario. Tanto per chiudere in bellezza alla partenza della PS 9, la Todocco-3, si è pure bloccato il freno a mano, dopo che per tutta la gara abbiamo sofferto di problemi elettronici che non hanno permesso alla Clio Williams di andare al massimo”. Staccati di 46”2 da Papari tagliano il traguardo Luca Fredducci-Giulia Patrone che hanno rotto l’idroguida nella seconda parte della giornata ed hanno dovuto usare tutti i muscoli delle braccia per far curvare la Williams al punto da commentare: “D’ora in avanti possono chiamarmi Hulk”. Quarta piazza in volata, a 48”6 da Fredducci, per Davide Bisio-Manuela Franco che, dopo aver chiuso quinti la tappa di sabato (anche se a soli 5/10 da Stefanone, grazie ad un ottimo passaggio in notturna su Borine) aumentano il ritmo nelle prove di domenica, nonostante il pilota di terzo sia all’esordio con la Williams e rompa l’idroguida a metà giornata. Marco Stefanone e Martina Rampuzzi partono nel migliore dei modi, ma poi alzano il ritmo di 27” nella Borine di notte. Domenica mattina sbagliano la scelta delle gomme, montando le intermedie nella prima tornata perdendo terreno. Nelle ultime due prove speciali l’equipaggio pavese ritrova il ritmo e segna il secondo tempo di categoria dietro al solo Greco. Molto più staccati Gianluca Perosino e Antonio De Bonis, ma con i problemi al cambio patiti e la voglia di traversi in gara, vedere il traguardo è già un successo.

 

Iscritti, 11; verificati, 11; classificati, 6; ritirati, 5.

Vincitori Prove Speciali

7 – Fabrizio Greco (2, 4, 5, 6, 7, 8, 9)

1 – Giacomo Rossi (1); e Yvan Papari (3)

 

Leader di Classe Giacomo Rossi (PS1); Fabrizio Greco (da PS2 a PS 9)

 

R2B Il duello

Gasperetti-Scattolon

Rischia di finire

Sull’ultima Quassi

 

La contesa gomito a gomito fra l’esperto toscano ed il giovane pavese termina con l’uscita di strada di quest”ultimo nella prova che fa correre un brivido anche nella schiena a Gasperetti. Seconda piazza per il costante Simone Giordano, mentre il famigerato antitaglio di Quassi-3 fa perdere il podio a Tavelli. Spettacolare capottone, per fortuna senza conseguenze, per Gianni Soave, sempre a Quassi-3

 

La grande battaglia che ha visto grandi protagonisti i piloti della Classe piccola del Gruppo R è proseguita a ranghi serrati e senza sosta fino al passaggio sulla terza prova speciale di Quassi, la penultima della giornata. È su questa prova che finiscono fuori strada Giacomo Scattolon-Fabio Grimaldi, fino a quel momento grandi antagonisti dei vincitori designati, Federico Gasperetti-Federico Ferrari, e a gambe all’aria Gianni Soave e Riccardo Imerito, con un brivido pure per l’equipaggio toscano che era stato fin a quel momento grande protagonista. E così alla fine Gasperetti-Ferrari vincono la Classe R2B con 2’05”0 sulla Peugeot 208 R2B di Simone Giordano-Diego Sacco ed in ottava posizione assoluta. Assolutamente non male il risultato di Gasperetti, specie se si è al volante di una piccola Renault Twingo.

 

Che la gara sia in mano ai piloti che vengono da fuori regione lo si capisce subito dal primo passaggio su Borine. Il miglior tempo di categoria lo stacca il pavese Giacomo Scattolon (Peugeot 208 R2B), nono assoluto affiancato dal locale Fabio Grimaldi, che fa meglio per 7/10 del lupo dell’Abetone Federico Gasperetti (Twingo R2B), con alla sua destra il concittadino Federico Ferrari, a dimostrazione che i veri talenti non hanno bisogno di grandi passaggi sulle prove per andare subito forte. L’onore sabaudo è affidato a Gianluca Tavelli-Nicolò Cottellero (Citroën C2) che pagano 7”7 nonostante un testacoda. Sulla seconda Borine Gasperetti, settimo assoluto, dimostra di aver imparato i segreti della prova ed abbassa decisamente il suo tempo sulla speciale e fa meglio di Scattolon per 8/10, risultato che consente al toscano di prendere la testa della classifica, anche se con un solo decimo sul giovane avversario pavese. Anche senza testacoda Gianluca Tavelli si conferma terza forza in campo con un ritardo di 8” netti. Gasperetti si conferma anche nella terza prova, sesto assoluto, peggiorando lievemente il suo tempo precedente, nonostante si corra di notte, rosicchiando così altri 7/10 a Scattolon. Tavelli si ripete con un testacoda nella stessa curva del primo passaggio, ma nonostante ciò continua a siglare il terzo tempo assoluto. La classifica dopo la prima giornata di prove vede Gasperetti-Ferrari al sesto posto assoluto ed al comando della Classe R2B e del Gruppo R con 8/10 su Scattolon (ottavo assoluto) che ha compiuto un mezzo dritto sulla Borine-2 Patisco la salita e domani sarà dura. La macchina è un po’ affaticata, ma siamo al Moscato solo per tenerci in forma in vista del Friuli di fine agosto” afferma il portacolori del Road Runner Team. Gianluca Tavelli è terzo, ma già paga 22”3 al pilota dell’Abetone, però è soddisfatto, nonostante il doppio testacoda “Un vero e proprio 360° per ben due volte nella stessa. Mi sono fermato, ho messo la prima e sono ripartito”. Alle spalle dei primi tre c’è un bel duello fra i due giovanissimi con Simone Giordano, con Diego Sacco su Peugeot 208 R2B, che precede di appena 2”2 la Twingo di Oscar Orso-Jlenia Olivo. In fondo alla classifica, nono di classe e 88° assoluto, un altro Under 23 Simone Vacchetto con Massimo Prato, che paga due minuti di penalità allo start della prima Borine-1 per lo spegnimento della Peugeot 208 R2B con cui non riesce a trovare feeling. Peggio ancora va a Valerio Giribaldi-Alberto Bo (102° tempo), che debbono percorrere la prima prova speciale a rilento per un problema di temperatura dell’acqua, e perdono oltre sei minuti nella seconda per cambiare una gomma forata della loro Twingo R2B. La terza prova non va male e permette all’equipaggio della Meteco di rientrare nella top (97° posto in classifica generale).

 

Si riparte domenica mattina e correttamente Gasperetti profetizza che le S1600 e le R3, più potenti della Twingo e la Peugeot 208 R2, rimonteranno in classifica. Nelle prove del mattino è Scattolon a mettermi in mostra siglando il miglior tempo di classe sia a Quassi (11° assoluto) sia a Todocco (13° assoluto) ribaltando la situazione passando a condurre con 3”7 di vantaggio sul toscano che però è tranquillo avendo preso le misure delle prove speciali e preparandosi al grande assalto nelle due prove che ancora rimangono, con Tavelli sempre terza forza nonostante un fastidioso problema al pedale del freno che scende a vuoto. Federico Orso esce di strada a Quassi finendo in una vigna e perdendo 1’42” da Scattolon, ma soprattutto il contatto con Simone Giordano con cui era in lotta per la quarta piazza. Va male anche a Paolo Rocchi-Veronica Boni che vede spegnersi la Twingo nel trasferimento fra Quassi e Todocco, essendo costretto a pagare 1’10” di penalità per ritardo al Controllo Orario.

 

Il giro centrale sulle prove non cambia la situazione in classifica. Gasperetti, ottavo assoluto, è più veloce per 1”9 a Quassi; Scattolon, 11° assoluto, fa meglio per 7/10 di Gasperetti sicché a due prove dal termine i due leader sono divisi da soli 2”5 e preannunciano un gran finale di gara. Tavelli non cambia posizione ed è ancora terzo di classe in entrambe le prove speciali, non riuscendo a risolvere il problema ai freni che affliggono la Citroën C2.

 

È l’ultimo passaggio sulla Quassi a lasciare una profonda ferita nella classifica della Classe R2B. Federico Gasperetti è il primo passare nel posto del famigerato antitaglio e solo la rapidità di riflessi del pistoiese evita che la sua Twingo finisca a ruote all’aria. L’antitaglio lo prende Gianluca Tavelli che rischia di danneggiare piuttosto seriamente la Citroën C2. Esce invece rovinosamente di strada Giacomo Scattolon, che doveva difendersi dagli attacchi scatenati di Gasperetti e finisce in questo modo una gara entusiasmante. A ruote all’aria anche la Twingo di Gianni Soave-Riccardo Imerito, che era molto soddisfatto del secondo posto di Trofeo Twingo dietro al mito Gasperetti. Per soccorrere il pilota di Castelnuovo Belbo (AT) interviene l’ambulanza, facendo sospendere la speciale, ma fortunatamente è un intervento solo a scopo precauzionale. La prova viene così vinta dall’acrobatico Gasperetti, settimo assoluto, davanti a Simone Giordano, che paga 19”, con Gianluca Morello-Ilaria Camoirano in terza posizione. Il peggior tempo di classe, 72° assoluto, peggio di lui solo tre altri concorrenti, lo realizza Gianluca Tavelli, che concede a Gasperetti ben 2’42” perdendo la seconda posizione nella classifica di Classe R2B a favore di della Peugeot 208 R2B di Giordano e la Citroën C2 di Morelli. Con la classifica ormai definita, Gasperetti segna il miglior tempo di classe (12° assoluto) che mantiene l’ottava posizione in classifica generale. Secondo tempo in prova per Gianluca Tavelli, che però non riesce a rimontare posizioni in Classe, con Giordano terzo in speciale.

 

Sul traguardo Federico Gasperetti-Federico Ferrari concludono ottavi assoluti con la Twingo R2B della Gima. “Una gran bella e tiratissima con Scattolon. Nel primo passaggio sulle prove speciali abbiamo pagato il fatto di aver solo fatto note e correzione durante le ricognizioni, ma poi è andata bene così”. Seconda piazza  a 2’05”0 per il taciturno Simone Giordano con Diego Sacco, soddisfatto dell’evoluzione che sta avendo la sua Peugeot 208 R2B, che precede di 1’23”2 la Citroën C2 di Gianluca Morello-Ilaria Camoirano autori di una gara che li ha soddisfatti molto sotto il profilo del divertimento. Chi non si è divertito è Gianluca Tavelli, affiancato da Nicolò Cottellero, che chiude 35° assoluto dopo una gara vissuta fra problemi ai freni e sopratutto una gran botta contro l’antitaglio mobile. Gara difficile anche per l’Under 23 Federico Orso, affiancato da Jlenia Olivo, che ha battagliato con Simone Giordano nella prima tappa. Poi l’uscita di strada nella vigna alla Quassi-1 ha tarpato le alti al giovane canavesano che ha faticato moltissimo a riprendere ritmo e grinta che solitamente dimostra. A seguire Paolo Rocchi-Veronica Boni che si trovano a mal partito per aver preparato in modo insufficiente la gara, rimanendo vittima poi di una panne elettrica alla loro Twingo R2B che costa loro una penalità di 1’10”. Dietro l’altro Under Simone Vacchetto con Massimo Prato, che non riesce a ripetere la bella gara della scorsa edizione non trovando il feeling con la Peugeot 208 R2B. Chiudono la graduatoria Valerio Giribaldi-Alberto Bo, ma dopo i guai passati nella prima tappa vedere il traguardo, anche se in 67esima posizione, è un successo.

 

Iscritti, 10; verificati, 10; classificati, 8; ritirati, 2.

Vincitori Prove Speciali

5- Federico Gasperetti (2, 3, 6, 8, 9)

4- Giacomo Scattolon (1, 4, 5, 7)

 

Leader di Classe: Giacomo Scattolon (PS1); Federico Gasperetti (da PS 2 a PS3); Giacomo Scattolon (da PS4 a PS7); Federico Gasperetti (da PS 8 a PS9)

 

Classe N3

Vittoria verde di Gigi Cogo

 

Il pilota novarese, in lotta per il Trofeo Peugeot, attacca al momento giusto, poi gestisce la situazione e conclude davanti a Sergio Venturello, che manca di incisività nelle prove serali del sabato. Terza piazza per Giovanni Ferrando attardato da problemi alla fanaliera. Una foratura nelle fasi iniziali non permette a Davide Bertini di esprimersi al meglio.

 

Partenza rapida di Sergio Venturello e Tiziana Desole (31esimi assoluti) che sfruttano meglio la conoscenza del percorso e bruciano di 1” netto la Peugeot 206 RC di Gigi Cogo-Michela Minacci, con gli albesi Ivo Cocino-Fabrizio Piccini, sulla seconda 206 RC, che concede 2”3 a Venturello, con il genovese Giovanni Ferrando, per la prima volta con Annamaria Ammendola che gli detta le note, che segna il quarto tempo ad appena 3” da Cocino, delineando così quella che sarà la grande battaglia della gara. Gigi Cogo prende il ritmo nella prova successiva, segna il 25° tempo assoluto e la vince la classe davanti a Giovanni Ferrando a 3”9 che fa meglio per 2/10 di un meno incisivo Venturello, quindi Davide Bertini e Fabio Rasoira, già obbligati ad inseguire, dopo la foratura nella prima prova che è costato 42”5 di ritardo da Venturello. La classifica prende una nuova fisionomia, con Gigi Cogo al comando con 3”1 di vantaggio su Venturello. E tanto per non smentirsi Cogo sigla il miglior tempo di Classe N3, 19° assoluto a dimostrazione della sua progressione, avendo come migliore antagonista Davide Bertini a 2”3, mentre Venturello è terzo e paga 8”5; va male a Giovanni Ferrando, che ha problemi di funzionamento alla fanaliera che gli costa un ulteriore ritardo di 1’23”2 da Cogo e precipita in quinta posizione di Classe N3, preceduto da Gigi Cogo (25° assoluto) che guida la classe con 10”6 su Venturello che ammette di essere stato poco incisivo nel secondo e terzo passaggio su Borine, quindi a 12”8 Ivo Cocino, che paga alcune imperfezioni di guida e Silvano-Silvia Bianciotto a 27”6 da Cogo, piuttosto soddisfatto del suo andamento, ed il deluso Giovanni Ferrando, distanziato di 28”7 dalla vetta e con appena 1”4 su Claudio Nebiolo-Katia Cavallotto, che viaggiano con un problema ad cuscinetto fin dall’inizio. Nona posizione di classe e 52esima assoluta per Bertini-Rasoira che pagano la foratura del primo passaggio a Borine e sono a 48”2 da Cogo e si preparano ad un grande riscatto nella seconda giornata.

 

Bertini dimostra subito a Quassi che la sua posizione in classifica è immeritata e segna il miglior tempo di N3 a Quassi, precedendo di soli 4/10 l’attento Gigi Cogo, che ha assolutamente bisogno di vincere per il Trofeo Peugeot, poi Venturello, Nebiolo e Ferrando. Concludono la loro avventura per la rottura di un semiasse i due giovanissimi langaroli 21enni Paolo Cresto e Serena Manca che hanno scelto di esordire in un rally con la vettura che più amano: la Clio Williams. Cogo ribadisce la sua supremazia vincendo la speciale di Todocco, e la battaglia è alle sue spalle, con Ferrando secondo, Venturello terzo, e Bertini quarto, mentre si fermano per un principio di incendio alla loro Clio Williams Mirco Mirano-Stefano Caneparo dopo una prima tappa tranquilla. La classifica vede Cogo al comando davanti a Venturello e Ferrando, con Cocino che perde il podio a causa di un problema elettronico alla sua Peugeot 206 RC che non permette al motore di salire oltre i 6500 giri.

 

Ferrando dimostra finalmente di essere tornato in forma e vince i passaggi di mezzogiorno a Quassi e Todocco, con Gigi Cogo che non rischia assolutamente nulla e sigla il sesto tempo a Quassi ed il terzo a Todocco, con Venturello che accelera e tenta di agganciare il novarese grazie al secondo tempo di Classe N3 nelle prove di metà giornata. A due prove dal termine Cogo è sempre davanti con 10”8 su Venturello, che gode di un margine di 21” netti su Ferrando, soddisfatto per i due successi in prova, ma conscio che non bastano a cambiare la classifica, poi il tranquillo Nebiolo, che facendosi assistenza da solo è impegnatissimo a cambiare cinghie e quant’altro nel motore della sua Clio RS, poi Cocino che ha cambiato le candele e la pompa benzina (ma il motore resta stanco). Venturello attacca ancora su Quassi e recupera 5”2 su Cogo, con Ferrando terzo. Non entra in speciale Cocino, che dopo essere uscito dall’assistenza si accorge che la sua 206 RC continua a fare le bizze, mentre il maledetto antitaglio mette ko anche Renzo Bertola-Alberto Zambruno che avevano compiuto una gara secondo le loro possibilità divertendosi. Nell’ultima prova si assiste alla reazione di Cogo che segna il miglior tempo di classe davanti a Venturello, Bertini e Ferrando, ma orma la classifica è consolidata.

 

Gigi Cogo-Michela Minacci vince chiudendo 21° assoluto ammettendo di aver gestito con serenità la gara, davanti per 7”9 a Sergio Venturello-Tiziana Desole contenti così, quindi Giovanni Ferrando, con Annamaria Ammendola, che dopo i problemi della prima tappa ha attaccato nella fase centrale della seconda tirando i remi in barca nel finale. Quarta piazza per Claudio Nebiolo-Katia Cavallotto, contenti di essere al traguardo, che precedono per soli 3/10 Davide Bertini-Fabio Rasoira, in piena rimonta, al rientro dopo due anni di inattività, dopo aver vinto il Trofeo Clio N3 di Zona nel 2012. sulla loro classifica pesa decisamente la foratura nella prima prova del sabato; a seguire Silvano e Silvia Bianciotto, che dopo una prima tappa confortante hanno subito il ritorno dei locali, poi Marco Franco, alla sua terza gara, affiancato da Mauro Carlevero, che prova l’emozione di provare per la prima volta le gomme da pioggia. Chiudono la graduatoria Luca De Stefanis-Luca Santi che fanno meglio di Davide Conte-Franco Caroli.

 

Iscritti, 14; verificati, 14; classificati, 9; ritirati, 5.

Vincitori Prove Speciali

4- Gianluigi Cogo (2, 3, 5, 9)

2 – Sergio Venturello (1, 8) e Giovanni Ferrando (6, 7)

1 – Davide Bertini (4)

 

Leader di Classe: Sergio Venturello (PS1); Gianluigi Cogo (da PS 2 a PS9)

 

A6 Stefano Dogliotti

Più forte

Di testacoda e forature

 

Dopo l’inziale exploit di Luca Garello il savonese viaggia a ritmi elevatissimi conquistando di forza il successo nonostante un paio di pilloi inconvenienti. Secondo posto per Di Carlo-Martina

 

Poteva essere la grande occasione per Luca Garello ed Eleonora Mollo di dimostrare le loro indubbie doti velocistiche con una gara di alto spessore ed alta classifica. E così è stato fin dalla prima prova speciale, dove i due portacolori della Rally&Co. Hanno segnato il 17° tempo assoluto che equivale ovviamente al primo di classe, lasciando a 2”9 il quasi altrettanto veloce Stefano Dogliotti con Chiara Lavagno alle note, mettendo subito le cose in chiaro, al punto che il terzo classificato Alessandro Musso affiancato da Cristiano Giovo (con la Citroën C2) paga ben 16”6. Ma le cose per il pilota di Pragelato (TO) si mettono male sin dalla prova successiva quando rompe la frizione della sua Peugeot 106V16 lasciando via libera al savonese di Dego, che segna il miglior tempo di classe nei successivi due passaggi su Borine chiudendo così la frazione del sabato in 22esima posizione assoluta e decisamente al comando della Classe A6. Nonostante ciò il portacolori del Rally Club Millesimo ha qualcosa da ridire. “Non sono soddisfatto di me stesso, perché ho alzato i tempi nel secondo e terzo passaggio su Borine”. Sarà, ma dopo tre prove speciali ha già 32”7 su Musso che ha pagato un po’ il non perfetto funzionamento della fanaliera nella passaggio notturno a Borine, nel quale, comunque ha costantemente segnato il secondo tempo di classe, davanti alla Peugeot 106 di Stefano Pistone e Massimo Toppino che accusano 12” netti di ritardo da Musso.

 

Il secondo colpo di scena si verifica sul primo passaggio di Quassi della domenica mattina. Luca Garello ed Eleonora Mollo fanno appena due chilometri con la nuova frizione (di serie) che hanno montato notte tempo, prima di romperla dovendosi ritirare definitivamente. Un grosso rischio lo corre anche Stefano Dogliotti che fora nella prima chicane e deve chiudere la prova al rallentatore, con il 90° tempo assoluto, quinto di classe lasciando 1’30” a Musso, che segna il miglior tempo di categoria davanti a Giovanni Di Carlo-Simone Martina e Giulio Sandrone-Mauro Allais. Con questa foratura Dogliotti precipita al quarto posto di classe e 59° assoluto, e si trova a dover recuperare 56”5 all’astigiano della Citroën Impresa difficile, ma non impossibile Ed infatti già nella prova successiva Dogliotti si scatena e segna il miglior tempo di classe, rosicchiando 8”7 nei 7,5 chilometri di Todocco e recupera la terza piazza in classifica, anche se per un solo decimo su Giulio Sandrone-Mauro Allais, con Di Carlo-Martina terza forza in campo in prova speciale. In questa tornata si ritirano Stefano Pistone-Massimo Topino sulla prima speciale di Quassi a causa di un dritto che li porta a colpire duramente un paolo di una vigna. Un grande aiuto al recupero in classifica di Dogliotti lo dà lo stesso Alessandro Musso, che è costretto a fermarsi sulla ripetizione di Quassi, prova che Dogliotti vince in scioltezza davanti a Sandrone-Allais e Di Carlo-Martina, al punto che a due prove dalla fine è nuovamente in prima posizione con 32”2 su Di Carlo-Martina, in piena battaglia con Sandrone-Allais che inseguono a 2”8. Un testacoda a Quassi non rovina la gara di Dogliotti che chiude 38° assoluto e vince la classe in scioltezza ed è finalmente sorridente come la sua navigatrice Chiara Lavagno. “Senza quella foratura potevamo essere più in alto nella classifica assoluta, ma ora non importa visto che ci siamo divertiti tantissimo”. Alle spalle della Peugeot 106 Rallye chiude staccata di 32”8 la Citroën Saxo di Giovanni Di Carlo-Simone Martina, che rischiano di perdere proprio sul filo di lana la seconda posizione, mantenuta per appena 2/10 su Giulio Sandrone-Mauro Allais che sono comunque ugualmente soddisfatti. Più staccati Carlo Camere-Dario Barbin che nella fase del sabato hanno indugiato troppo con il freno a mano per fare contenti i loro tifosi del VM Motor Team, per poi mantenere il ritmo la domenica. Poca fortuna per i due Under 23 Denny Crevani e Giulia Orlando, alla prima esperienza sulla Citroën C2 che si fermano dopo il secondo passaggio a Quassi.

 

Iscritti, 8; verificati, 8; classificati, 4; ritirati, 4.

Vincitori Prove Speciali

6 – Stefano Dogliotti (2, 3, 5, 6, 7, 9)

1 – Luca Garello (1); Alessandro Musso (4) e Giovanni Di Carlo (8)

Leader di Classe: Luca Garello (PS1); Stefano Dogliotti (da PS2 a PS3); Alessandro Musso (da PS4 a PS5); Stefano Dogliotti (da PS6 a PS9)

 

A5 Un uomo solo

Al comando.

Anzi due

Damiano Arena-Luca Pieri

 

Nessun problema per Damiano Arena a conquistare la vittoria lasciando a Morganti-Bodda, una sola prova, il primo passaggio a Quassi, con il fondo insidioso

 

Gara a senso unico che ha visto prevalere con una cavalcata solitaria il messinese di Torino Damiano Arena, affiancato dal biellese Luca Pieri che con la loro Peugeot 106 Kit hanno concesso appena una prova speciale agli avversari. La gara di Arena-Pieri è partita subito nel verso giusto, staccando il miglior tempo di classe in tutti e tre i passaggi del sabato a Borine ed avendo come principale avversario Emanuele Morganti-Maurizio Bodda, che dopo aver siglato il terzo tempo nella speciale di apertura, sono sempre stati i secondi più veloci negli altri due. A far meglio di Morganti-Bodda sulla prima prova sono stati Michele Olivero e Michele Trimigno, che hanno pagato 7” all’equipaggio di testa, ma che hanno dovuto abbandonare già nel corso della seconda prova per guai ai semiassi, per rientrare il giorno successivo con la Formula del Super Rally. In questo modo Arena-Pieri hanno chiuso la prima tappa al 65° posto assoluto, primi di classe. “Abbiamo tenuto il nostro passo senza forzare eccessivamente, tenendo d’occhio anche i punti del Trofeo Peugeot”. All’inseguimento, staccati di 30”5 i soddisfatti Morganti-Bodda, che chiudono con 21”9 sui “dottoriMarco Giordanino-Renato Meroni, che confermano di essere al posto giusto nella classifica giusta. La prima fase di gara ha fatto un altra vittima. Nel trasferimento fra il primo passaggio a Borine si rompe l’alternatore della Panda di Marco Di Corso e Rafaela Farina, costringendo anche l’equipaggio del Winners Team a riprendere la domenica mattina con il Super Rally.

 

Visto il vantaggio acquisito Damiano Arena è particolarmente accorto sulla prova di Quassi, che lascia a Morganti per 4”6, ma si riprende immediatamente andando a vincere tutte le successive prove speciali in scioltezza fino a chiudere la gara in 52esima posizione assoluta, nonostante un rischio sul secondo passaggio a Quassi sotto il diluvio. Alle spalle di Arena-Pieri si classificano Morganti-Bodda che pagano un ritardo di 1’11”3. “Siamo rimasti dove eravamo fin dall’inizio Un peccato, però, che chiuda sempre al secondo posto. Sono contento di essere arrivato secondo, con i miei magnifici occhiali”. Terza piazza per Giordanino-Meroni, presi in contropiede dal diluvio di Quassi, ma che alla fine si sono diverti e precedono Marco Di Tria-Andrea Vota, che dopo aver sbagliato gomme nella prova iniziale di sabato proseguono con il loro passo, non riuscendo più a recuperare il ritardo. Quinta piazza per Stefano Pennazio-Elena Camusso, impegnati a cancellare tre ritiri consecutivi, ed ancora Michele Olivero-Michele Trimigno che partendo con il pesante fardello delle penalità del Super Rally non possono pretendere di salire in alto in classifica. Ma sul palco arrivi passano anche loro. Soddisfazione che non riescono a togliersi Marco Di Corso e Raffaela Farina, che dopo essere stati fermati dall’alternatore della loro Panda il sabato, domenica mattina sono subito fermi a Quassi per un semiasse. La loro unica soddisfazione è di aver trovato un ottimo ristorantino dove consolare le loro disavventure

 

Iscritti, 7; verificati, 7; classificati, 6; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

8 – Damiano Arena (1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9)

Leader di Classe: Damiano Arena (da PS1 a PS 9)

 

N2 Ed alla fine

La spunta

Paolo Iraldi

 

Il diavoletto di Mombercelli ha ragione della concorrenza dopo una battaglia durata tutta la gara. Bravo a non commettere errori, peccato in cui cadono i suoi principali avversari come Andrea Lomonaco e Carmelo Vacchetto. Ancora sfortunato Andrea Castagna

 

È senza dubbio la classe regina per numero di concorrenti e combattività. Al via sono almeno tre gli equipaggi che si contendono il primato. Ma a scattare subito davanti è lui, l’eterno Paolino il terribile Iraldi affiancato da Marco Amerio. Sulla Borine pomeridiana i portacolori del Provincia Granda staccano il 34° tempo assoluto, prendendosi quel pizzico di vantaggio (appena 2/10) su quello che si dimostrerà l’avversario più ostico di tutta la gara: Andrea Lomonaco con Fabio Gulmini al quaderno delle note sulla Citroën Saxo VTS. Chi sembra inserirsi nella lotta è Carmelo Vacchetto con Remi Rudino a fianco (Suzuki Swift) che stacca il terzo tempo concedendo al vignaiolo di Mombercelli 1”7 inseguito da Andrea Castagna-Sara Farinella che pagano un ritardo di 3”1. Ma la guerra è appena cominciata e già sul secondo passaggio a Borine si assiste ad un rovesciamento di fronte: Lomonaco è il più veloce, Castagna gli arriva in scia (+3”), quindi Vacchetto a 3”8 che brucia Iraldi per appena due decimi. Lomonaco prende il comando della classifica, anche se la situazione è molto fluida. Ma il canavesano Castagna ha gli occhi di gatto e segna e coraggio da leone ed in notturna, sulla prova per lui drammatica nel 2013, segna il miglior tempo di classe con 7/10 su Vacchetto, 2”2 su Lomonaco e 4”5 su Iraldi. Una classifica che è una vera bomba esplosiva che dopo tre prove vede al comando Andrea Lomonaco, con 3”6 su Vacchetto, 3”7 su Castagna e 6” netti su Iraldi in crisi di macchina non certo di persona.

 

“Se va così anche domani sorrido a 72 denti” commenta un soddisfattissimo Lomonaco 31° assoluto, mentre Vacchetto sa di non riuscire a mantenere la posizione nella seconda tappa “oggi è andata bene, ma domani sarà dura. Con la nostra Swift siamo in debito di potenza nei confronti delle 106 e delle Saxo e domani le salite prevarranno sulle discese”. Andrea Castagna guarda perplesso la sua 106 che ha avuto un comportamento anomalo sulla prima prova, poi è stato lui a dare spettacolo nel secondo passaggio prima di vincere il terzo. Paolo Iraldi nonostante il divario non ha perso il sorriso, anche se sa che la sua 106 ha il cambio troppo corto, fatto che non gli permette di esprimersi al meglio nei tratti veloci.

 

Domenica Andrea Lomonaco parte subito con il piede giusto e vince il passaggio mattutino sia a Quassi che a Todocco, con Iraldi che segna per due volte il secondo miglior tempo: a Quassi con lo stesso tempo (al decimo di secondo) di Andrea Castagna, a Todocco da solo. Infatti sulla quinta speciale si rompe il cambio sulla Peugeot del portacolori della Novara Corse costringendolo alla resa. Carmelo Vacchetto, come previsto, resta la terza forza in campo, anche se i distacchi aumentano. Dopo cinque prove Lomonaco ha portato il suo vantaggio a 10”6 su Iraldi, che deve assolutamente vincere per racimolare punti preziosi per il trofeo Peugeot; terzo è Vacchetto, staccato di appena 7/10 da Iraldi e si sente più tranquillo rispetto a ieri sera. La tornata pomeridiana, però ribalta le forze in campo. Iraldi esce di prepotenza e mette sotto pressione gli avversari. Il diavoletto di Mombercelli stacca il miglior tempo in entrambe le prove e grazie agli errori degli avversari guadagna la prima posizione di classe. Lomonaco mette le ruote posteriori in un campo a Quassi e vede ridursi il suo vantaggio di 9” in un sol colpo, perdendo la leadership nel passaggio successivo. Peggio va a Vacchetto, che nella stessa Quassi finisce in un fosso dove rimane per oltre due minuti, precipitando al 53° posto ella classifica assoluta, sesto di classe lasciando il terzo gradino del podio ad Alessandro e Luca Guglielmetti. A due prove dalla fine sono 2”4 il divario fra i primi due e c’è tutta l’attenzione per capire come finirà.

 

Iraldi, però, gioca di esperienza e vince entrambe le prove chiudendo alla fine 31° assoluto, seguito a ruota da Lomonaco che paga 5”6. “Sono molto soddisfatto” commenta Paolo Iraldi, che con questo risultato si impone anche nel Trofeo Peugeot Rally perché è stata una gara senza un attimo di respiro con un confronto ravvicinato con un pilota del livello di Andrea Lomonaco. Peccato che Andrea Castagna sia uscito troppo presto dai giochi, altrimenti sarebbe stato anche lui della partita. Oggi è stato particolarmente difficile, sia per il livello degli avversari, sia per problemi di cambio che ho avuto durante la gara. Però, la mia 106 Rallye, nonostante abbia 17 anni, è ancora una signora macchina”. Andrea Castagna e Fabio Gulmini si consolano pensando alla prestazione strepitosa che hanno sfoderato nel corso della giornata “Va bene così. Siamo riusciti a stare al comando ed a vincere delle prove speciale. Certo, appena sbagli ti ritrovi con la zampata di Paolo Iraldi sul collo. Ma è normale”. Sul terzo gradino del podio salgono i cugini piacentini Alessandro e Luca Guglielmetti, protagonisti di una gara molto costante, che staccano di 43” netti Giampaolo Costa e Paolo Carrucciu, anche loro piuttosto veloci, ma autori di un passaggio (veloce) in un fosso, che costa loro 25”. Quinta piazza di classe per Carmelo Vacchetto e Remi Rudino:Oggi è andata meglio di quanto pensassi e senza la sbavatura di Quassi-2 che ci è costata due minuti, saremmo sul podio, perché in prova abbiamo fatto segnare costantemente il terzo tempo”.

 

Seguono Gianluca Cherio, esordiente, e Mario Paolo Necco, che già navigava il padre del giovane ed emozionato pilota 27 anni fa. Un piccolo dritto su Quassi del mattino ed un problema alla pompa benzina a Todocco-2 non cambia la sua classifica e rende perfetto il suo esordio. Dietro l’altro Under 23 Fabio Ferrando con Stefano Casazza, protagonista di una partenza a suo dire non troppo aggressiva, ma soprattutto vittima di un problemi ai freni nelle due prove del mattino che porta i meccanici della Lanterna Corse a cannibalizzare i dischi freni di una Saxo di uno di loro, pagando 30” di penalità all’uscita dell’assistenza per compiere l’intervento, riuscendo però a vedere il traguardo. Ottava piazza per Mauro Cornero-Paolo Piccardi che dopo un buon avvio peggiorano le loro prestazioni della domenica, avendo anche problemi di cinghia dell’alternatore proprio al contrario di Luca Zago ed Alessio Freilone che esagerano con il freno a mano al sabato per poi riscattarsi la domenica con la loro Peugeot 106 Rallye praticamente di serie e sorridono sul palco arrivi consentendo di entrare in abitacolo anche al piccolo Edoardo, quattro anni, ormai uno specialista del freno a mano. Decima piazza per Giorgio Carosso e Luca Lajolo, vittime di problemi al cambio fin dalla seconda prova, seguiti dai due ventunenni piacentini Gianluca Rossi, all’esordio, e Ramona Alpegiani, più esperta soddisfatti di essere al traguardo.

 

Oltre a Castagna-Farinella i ritirati in questa classe sono Orlando Cembalo-Ivan Oldano, fermi per un problema al supporto motore fin dal primo passaggio su Quassi; Domenico Fogliati e Laura Sangalli, rimasti senza energia elettrica nel secondo passaggio su Quassi, dopo che si era staccato il cavo dell’alternatore subito prima dello start della prova speciale ed infine Bruno Barbero-Diego Carena che si fermano prima di entrare sulla Quassi-3

 

Iscritti, 16 ; verificati, 15; classificati, 11; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

5 – Paolo Iraldi (1, 6, 7, 8, 9)

3 – Andrea Lomonaco (2, 4, 5)

1 – Andrea Castagna (3)

 

Leader di Classe: Paolo Iraldi (PS1); Andrea Lomonaco (da PS2 a PS); Paolo Iraldi (da PS7 a PS9);

 

RS3 vince Azzaretti,

perde Mandelli

Non sempre essere più veloci

Basta per vincere

 

Al bergamasco non basta vincere sei delle nove prove per imporsi. Un errore tattico gli fa commettere un doppio errore nelle fasi centrali della gara, che gli fanno scivolare via di mano il successo di classe.

 

Il reuccio delle Racing Start Eugenio Mandelli, parte immediatamente alla grande con la sua Twingo RS Light e si impone in tutte e tre le prove speciali del sabato, acquisendo subito un buon vantaggio sulla Citroën Saxo VTS inseguitrice di Fabio Azzaretti e Claudia Spagnolo, e chiudendo la prima giornata con 31”1 sugli avversari. Tutto bene per il pilota bergamasco? Sembra proprio di no visto che fatica trovare il feeling con il suo navigatore. Nonostante ciò anche il primo giro sulle prove di domenica mattina è favorevole, consentendo al portacolori della Due Gi Corse di segnare il miglior tempo in entrambe le prove speciali allungando fino ad un vantaggio di 42”6 sull’equipaggio milanese. A metà gara quindi i giochi sembrano fatti, ma nel secondo passaggio su Quassi si trova con le stampo dure nel diluvio di Quassi e lascia 1’17”5 agli tenaci avversari. Non solo, Mandelli teme di trovare la pioggia anche su Todocco e si ferma a cambiare le gomme in trasferimento. Scelta che si rivela doppiamente sbagliata perché a Todocco non piove (ma nella trappola cadono in molti) e sopratutto perché paga altri 20” di penalità per ritardo al C.O., mentre Azzaretti azzecca tutto e vince anche il secondo passaggio a Todocco e si porta al comando della classifica con 58”3. Il successivo passaggio in trasferimento sulla Quassi regala ancora un bonus di 6”7 ad Azzaretti che chiude vittorioso in classe e 68° assoluto, con 43”5 su Mandelli che si prende la soddisfazione di vincere l’ultima prova speciale.

 

Iscritti, 2; verificati, 2; classificati, 2; ritirati, 0.

Vincitori Prove Speciali

6 – Eugenio Mandelli (1, 2, 3, 4, 5, 9)

3 – Fabio Azzaretti (6, 7, 8)

 

Leader di Classe: Eugenio Mandelli (da PS1 a PS5); Fabio Azzaretti (da PS6 a PS9)

 

RS1B La solitudine

Non nuoce Busca

 

Gara solitaria per Claudio Busca e Daniele Corbani che affrontano le nove prove speciali con la piccola Suzuki Swift R1 senza lamentare alcun problema di sorta per tutta la gara chiudendo alla fine 71 esimi assoluti

 

Iscritti, 1; verificati, 1; classificati, 1; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

9 – Claudio Busca (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9)

Leader di Classe: Claudio Busca (Da PS1 a PS9)

 

A0  Fra Cillis

E Manfrinetti

La spunta

Willy Vacchetto

 

Partono come saette Cillis e Manfrinetti, che si fermano in contemporanea dopo due prove della domenica. Prende il comando Vacchetto che dopo aver trovato il ritmo giusto si scatena e va vincere alla grande

 

Giovanni Manfrinetti o Fabrizio Cillis. Per gran parte della gara la Classe A0, quella delle rombanti Seicento Sporting, sembrava in mano a questi due protagonisti con Willy Vacchetto ad inseguire. Poi, come a volte capita nei rally, ecco la situazione ribaltarsi completamente e spianare al terzo incomodo la via del successo.

 

Ad aprire le danze ci pensa Giovanni Manfrinetti, con Maurizio Ponzano al quaderno delle note, che segna il miglior tempo in tutti i tre passaggi sulla Borine, con Fabrizio Cillis, affiancato da Davide Penna, che fatica subito con lo sterzo della sua Seicento avendo rotto il servosterzo fin dalla prima curva del primo passaggio “proprio come nel 2013” commenta il pilota di Cassinasco (AT). Nonostante gli intoppi Cillis stacca il secondo tempo nel primo e terzo passaggio sulla speciale, ed il terzo, preceduto da Vacchetto sul secondo. Al riposo del sabato si va con Manfrinetti, 46° assoluto, che precede Cillis di 16”6 seguito a 1”9 da Vacchetto. Il quarto, Christian Damiano con Fabio Basso è già ad 1’34”3 dal leader della gara, che dopo aver toccato il rail nel primo passaggio sulla Borine decide di avere un atteggiamento prudente Si ferma prima del terzo passaggio Mario Pietropaolo, con Gianni Bruno, che non riesce a prendere il via nella seconda giornata.

 

La ripartenza del mattino vede subito in evidenza Cillis che segna il miglior tempo davanti a Vacchetto, e Manfrinetti che comincia ad avere problemi al differenziale. Todocco vede un perfetto Vacchetto fare meglio per 4” di Cillis ed ancora Manfrinetti Alla pausa di metà mattina la classifica si è fatta molto compatta. Manfrinetti è ancora teoricamente davanti (non raggiunge il parco assistenza) con 8” su Cillis che continua a lottare con il servosterzo, ed ha 3”0 su Willy Vacchetto che ha sbagliato ad interpretare la Quassi, ma vola a Todocco. Cillis esce dall’assistenza, ma vi fa immediatamente ritorno in parco assistenza con la Seicento che fa le bizze dando via libera a Vacchetto-Giamello, che vincono le successive quattro prove speciali e concludono con oltre 4 minuti di vantaggio su Christian Damiano-Fabio Basso che compiono una gara tranquilla e precedono di un altro minuto Diego Giribaldi, con Giorgio Bacino, che dopo aver avuto un calo fisico nell’ultimo passaggio di Borine divertendosi però a Todocco la domenica, con  Antonio Tignola-Massimo Iguera in coda.

 

Iscritti, 7; verificati, 7; classificati, 4; ritirati, 3.

Vincitori Prove Speciali

5 – Willy Vacchetto (5, 6, 7, 8, 9)

3 – Giovanni Manfrinetti (1, 2, 3)

1 – Fabrizio Cillis (4)

 

Leader di Classe: Giovanni Manfrinetti (Da PS1 a PS 5); Willy Vacchetto (da PS 6 a PS9)

 

N1 Vince Garbero

Si spegne Sucato

 

Le scintille fra i due protagonisti del sabato si spengono subito la domenica mattina per lo zittirsi del motore dei Sucato

 

Dura fino a meta gara il be duello fra i fratelli Alessio e Giuseppe Sucato con Mirko Garbero-Andrea Materi e Luigi Barbieri-Sergio Rossi ad inseguire a breve distanza. All’apertura delle ostilità è subito Garbero a dimostrarsi più veloce, bruciando per 4”5 i fratelli Sucato che montano le gomme nuove del Trofeo Hankook con Barbieri che perde 12” in un sol colpo. I fratelli siculo tedeschi si rifanno in un colpo solo sul secondo passaggio, ribaltando la situazione sfruttando un problema alla luce del navigatore di Garbero. Essendo più veloci di 7”1 prendono il comando della situazione con appena 2”6 sul portacolori della Monferrato Corse. Garbero si impone nello sprint notturno, ma gli 8/10 recuperati non bastano a riportarlo in vetta alla gara. La prima giornata si chiude con i Sucato al comando, anche se per solo 1”8 sugli avversari, mentre Barbieri insegue a 14”8.

 

La domenica le cose si mettono subito male per i fratelli Sucato. La loro Peugeot 106 si spegne per un problema elettronico in entrambe le prove speciali, dando così via libera a Garbero che segna il miglior tempo in tutte le prove della domenica, chiudendo 58° assoluto e primo di classe con 46”9 su Barbieri autore di una gara regolare.

 

Iscritti, 3; verificati, 3; classificati, 2; ritirati, 1.

Vincitori Prove Speciali

8 – Garbero (1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9)

1- Sucato (2)

 

Leader di Classe: Mirko Garbero (PS1); Alessio Sucato (da PS 2 a PS3); Mirko Garbero (da PS4 a PS9);

 

Under 23 duello saluzzese

Fra Bernardi e Melifiori

 

Il passo acquisito nel campionato italiano e la superiorità di macchina rendono inavvicinabili i due piloti del marchesato che si contendono il primato a suon di tempi stratosferici.

 

Auto nuova per Gianmaria Melfiori, affiancato da Enrico Ghietti, (Clio S1600) nuove motivazioni per Giorgio Bernardi con Paolo Zanini (Clio R3). Il succo degli Under 23 al Moscato è tutto qui con i due saluzzesi che fanno il vuoto in un duello che li vede protagonisti dalla prima all’ultima prova. Inizia a condurre le danze Melifiori, più veloce nei primi due passaggi a Borine, ma Bernardi ribalta la situazione con un tempo monstre nella prova notturna che lo porta a chiudere la prima frazione di gara nono assoluto e con 8”3 su Melifiori. La seconda giornata di gara vede un Bernardi scatenato che corona le sue prestazioni con un secondo tempo assoluto sulla Quassi-3, chiudendo con prudenza la Todocco finale, unica speciale che lascia all’avversario della Clio S1600. Alla fine Bernardi vince la classifica baby con 28” netti su Melifiori. Terzo classificato Federico Orso con Jlenia Olivo (Peugeot 106) che paga una minor potenzialità di vettura ed una condotta meno aggressiva dopo l’uscita di strada di domenica mattina. Segue Fabio Ferrando con Stefano Casazza (Citroën Saxo) afflitto da problemi ai freni, Simone Vacchetto-Massimo Prato che non riescono a trovare il feeling con la loro Peugeot 208 e l’esordiente Gianluca Rossi con Ramona Alpegiani (Peugeot 106 Rallye) ben felice di essere al traguardo alla sua prima gara.

 

Non vedono il traguardo Edoardo Alliod-Alice Mosele (Peugeot 206 RC) protagonisti di una spettacolare uscita di strada nella prima speciale del sabato e Paolo Cresta-Serena Manca (Clio Williams) per rottura si un semiasse

 

Iscritti, 8; verificati, 8; classificati, 6; ritirati, 2.

Vincitori Prove Speciali

6 – Giorgio Bernardi (3, 4, 5, 6, 7, 8,)

3 – Gianmaria Melifiori (1, 2, 9)

 

Leader di Classe: Gianmaria Melifiori (da PS1 a PS2); Giorgio Bernardi (da PS 3

 

Giampaolo Icardi-Flavio Aivano

Il motore della loro Escort

Ferma il loro sogno storico

 

Testo e foto di Isabella Rovere

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – Una partecipazione decisa all’ultimo momento, quella di Giampaolo Icardi e Flavio Aivano che, nonostante fossero i soli storici al via, si stavano divertendo un mondo con la loro Ford Escort RS, e sopratutto cercavano di migliorare le prestazioni segnate negli anni passati con la 124 Abarth.

 

Per la prima volta insieme, i due astigiani hanno tenuto un ottimo passo, arrivando addirittura a prendere in prova sulla Quassi del mattino la Porsche Carrera che avrebbe dovuto separare la coda delle moderne dalla storica; tutto bene quindi fino al secondo passaggio sulla Quassi, quando il motore della Ford storica ha reso l’anima costringendo Icardi-Aivano al ritiro. Peccato perché dopo il sorpasso di Quassi del mattino il direttore di gara aveva portato da tre a quattro minuti il divario fra la Porsche e la Escort, ed il ritiro ha impedito ai portacolori dell’Eurospeed di dare nuovamente la caccia alla cavallina di Stoccarda.

 

Sondaggio Pilota Kaleidosweb 2014

Al Moscato Rally

Alessandro Gino si esalta con la vittoria

Marco Strata con la rimonta

 

Foto Elio Magnano, Stefano Romeo e Isabella Rovere

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – Un grande fine settimana per il rallismo piemontese, con tutte le problematiche e le discussioni che un evento sportivo, seguito e con grande partecipazione di pubblico, deve avere. La 13esima edizione della gara della Valle Belbo propone numerosi protagonisti ed eroi che si contesti, a seconda delle proprie possibilità, una vittoria, un gesto spettacolare o anche solo semplicemente la voglia di vedere il traguardo.

 

I due grandi eroi della giornata sono stati Alessandro Gino e Marco Strata. Il pilota cuneese conquista la sua seconda vittoria stagionale, la prima l’aveva ottenuta a febbraio alla Ronde della Val Merula, e con questo risultato entra di diritto nel novero dei piloti che si giocheranno le semifinali del sondaggio pilota Kaleidosweb a dicembre. Una gara quella di Alessandro Gino e Marco Ravera  nel segno dell’aggressività che ha permesso all’equipaggio della Peugeot 207 S2000 della Roger Tuning di imporsi in cinque delle nove speciali, ma sopratutto di tenere saldamente in mano la leadership della classifica per (quasi) tutta la gara. Marco Strata non lo troverete nell’elenco dei selezionati nel sondaggio solo per il fatto che si è già qualificato per le semifinali grazie ai due successi stagionali fin qui ottenuti (Ronde Colli del Monferrato e del Moscato, e Rally Coppa d’Oro). Altrimenti meriterebbe in pieno la palma del più grande lottatore della giornata. E non tanto per il fatto di aver vinto due prove speciali (il più vincente dopo Gino pigliatutto), ma per la tenacia e la serenità con le quali si è buttato in una rimonta che ai più sembrava impossibile. Ritrovarsi con la vettura spenta nella prima prova speciale per poco meno di due minuti avrebbe mandato in tilt più di un pilota. Invece il genovese non ha battuto ciglio. Già nella seconda prova ha cominciato il suo attacco arrivando appena alle spalle di Alessandro Gino. La seconda giornata l’ha disputata in mezzo alle vetture più piccoline, ma questo non ha cambiato nulla del suo atteggiamento. Non è andato dai commissari a pietire una posizione di partenza più consona al suo blasone ed alla sua velocità, non si è lamentato con nessun per il torto e la sfortuna subita. Si è messo semplicemente in coda ed è ripartito. Poi di lì in avanti ha fatto faville.

 

Ecco l’elenco dei magnifici dieci eroi della giornata di Santo Stefano Belbo, rigorosamente in ordine alfabetico.

 

Damiano Arena è stato il mattatore della classe A5 che vince lasciando agli avversari solo l’illusione di una prova speciale, prima di macinare tempi di rilievo assoluto, senza scomparsi più di tanto e facendo sembrare tutto di una facilità estrema. Anche nelle strategie delle gomme è perfetto al punto che la sua gara è un continuo susseguirsi di ottimi tempi. Se sembra tutto facile a sentire le sue parole bisognava vederlo in prova speciale, spesso con una ruota in volo staccata da terra, per capire quanto, sotto sotto, stesse pedalando secco. La vita non è fatta solo di prove speciali e rilievi cronometrici. È fatta anche di emozioni e sentimenti. Che sono quelli che ha provato Danilo Baravalle quando in mezzo alla strada in prova speciale si è trovato un gatto spaventato dal rombo delle macchine: raggelato dalla paura non sapendo da che lato fuggire. E così il pilota monregalese si è fermato un attimo, ha atteso che il felino riacquistasse il sangue freddo e fuggisse fra le vigne. Una scelta che gli è costata una manciata di secondi, ma sicuramente nel ha fatto un personaggio di spessore. Reduce da un inizio stagione non troppo fortunato ed anche forse poco aggressivo Giorgio Bernardi ha cambiato decisamente registro ed ha aggredito le prove della Valle Belbo con una determinazione ed una velocità che ne hanno fatto un pilota nuovo al punto da segnare il terzo tempo assoluto nella Borine notturna ed addirittura il secondo nella prova dei Quassi-3. Un vero salto di qualità che ora deve confermare. Il suo problema è che ha poco tempo ed ancor meno budget. E così Fabrizio Bianchi si ritrova a gareggiare quando riesce a fuggire dalla sua factory di Moncalieri e rimediare una vettura con cui fare faville. Molto costante nelle prestazioni è velocissimo ed è sopratutto molto bravo a non commettere mai il minimo errore centrando così l’obiettivo che si era prefisso: essere il più veloce fra le Gruppo R due ruote motrici. Fabrizio Cillis non ha visto il traguardo con la sua Seicento, ma con tutto quello che gli è accaduto in prova speciale non può certo rammaricarsene. Rompe l’idroguida fin dalla prima prova del sabato pomeriggio e fa sforzi da incredibile Hulk per domare la seicento e riuscire a riconquistare il primato in classe A0 prima di essere beffato dall’alternatore che lo lascia a piedi. La grinta c’è, la fortuna meno.

 

Stefano Dogliotti è 39° assoluto, nono di Gruppo A, primo di Classe A6 vincendo sei delle nove prove speciali in programma, ma, nonostante ciò, non è contento. In effetti il velocissimo pilota savonese ha di che lamentarsi per una foratura alla prima chicane del prima prova del mattino che lo obbliga a procedere lentamente per tutta la speciale di Quassi-1, lasciando per strada oltre 1’30” al nuovo leader di classe e precipitando al quarto posto di classe A6. Da quel momento, però, inizia un forsennato recupero che lo porta a riprendere la posizione che gli spetta in classe in appena due prove. Certo avrebbe potuto stare nei venti dell’assoluta. Ma non si può pretendere tutto dalla vita. Fabrizio Greco inizia in sordina la gara vincendo solo uno dei tre passaggi su Borine del sabato, forse per prendere le misure alla sua Renault Clio Williams, prima di scatenarsi la domenica quando non lascia il minimo spazio agli altri concorrenti di categoria. Così facendo recupera una manciata di posti anche nella classifica assoluta, chiudendo al 12° posto ed avendo davanti a sé solo vetture molto più giovani della sua sempre affascinante Williams. Andrea Lomonaco corre in una di quelle classi in cui è vietato mettersi in mostra, vista la presenza di numerosi mostri sacri velocissimi. Il pilota di Vinovo ci riesce, mettendosi dietro per una buona parte della gara anche il fulmineo Paolo Iraldi, grazie ad ottimi risultati nelle prove del sabato e nella prima tornata di domenica. Poi deve cedere strada, ma alla fine riesce a prendersi un po’ di gloria ed a terminare 32° assoluto. Proprio niente male. Un premio alla costanza va assegnato a Gianluca Perosino ed alla sua BMW. Con l’unica vettura a trazione posteriore fra le moderne ma non troppo, il pilota di Costigliole d’Asti si ritrova con il leveraggio del cambio in mano, ed invece di passare la notte in discoteca la passa a saldare e risaldare il particolare spezzato. Perché con una vettura che non va dritta neanche in rettilineo non ci si può proprio mancare lo spettacolo dei tornati di Quassi e Todocco. Il nome Fabrizio Vola è sinonimo di velocità e lo dimostra pienamente il velocissimo pilota di Castiglione Tinella che fa faville anche nella classifica assoluta nelle prove del sabato sera, quando può sfruttare sino in fondo la strada in discesa, rimanendo determinato e concentrato anche in quelle della domenica, meno favorevoli alla sua Clio S1600. Alla fine deve cedere l’ultimo gradino del podio, ma l’onore delle armi è sicuramente tutto suo.

 

I dieci candidati della terza prova del sondaggio pilota di Kaleidosweb 2014 sono:

 

    1. Damiano Arena

 

  • Danilo Baravalle
  • Giorgio Bernardi
  • Fabrizio Bianchi
  • Fabrizio Cillis
  • Stefano Dogliotti
  • Fabrizio Greco
  • Andrea Lomonaco
  • Gianluca Perosino
  • Fabrizio Vola

 

 

La quarta selezione del sondaggio pilota Kaleidosweb 2014 si concluderà martedì 22 luglio alle ore 12,00

 

Sondaggio Pilota Kaleidosweb

Andrea Lomonaco

Pronto per le semifinali

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – Daniele Bestetti, Arcangelo Defilippi e Bernardo Morgani. E poi ancora Marco Strata, Augustino Pettenuzzo, Davide Caffoni, Andrea Sala e Alessandro Gino. A tutti questi si aggiungerà Andrea Lomonaco, vincitore del quarto sondaggio pilota Kaleidosweb, per la grande sfida delle semifinali che saranno il trampolino di lancio verso la selezione finale che portrà il trionfatore a festeggiare in occasione di Automotoracing, a Lingotto Fiere di Torino, il prossimo 14 febbraio.

 

Un successo netto quello del pilota della Citroen Saxo che dopo aver lasciato sfogare Damiano Arena, si è scatenato, ha superato l’avversario ed ha vinto a braccia alzate, con un buon vantaggio sul pilota messinese. Dietro i due fuggitivi nessuno si è messo in mostra, con Giorgio Bernardi, staccato che ha avuto ragione di Fabrizio Vola per un soffio. La quarta tappa del sondaggio Kaleidosweb è terminata; ora bisogna dare spettacolo nella prossima selzione, che inizierà prossimamente.

 

La classifica finale della quarta prova del sondaggio 2014 (martedì 22 luglio, ore 12,00): 1. Andrea Lomonaco, 343 (58%); 2. Damiano Arena, 184 (31%); 3. Giorgio Bernardi, 14 (2%); 4. Fabrizio Vola, 13 (2%); 5. Danilo Baravalle e Fabrizio Bianchi, 9 (2%); 7. Gianluca Perosino, Fabrizio Cillis e Fabrizio Greco, 4 (1%); 10. Stefano Dogliotti, 3 (1%) (587). La quarta selezione del sondaggio pilota Kaleidosweb 2014 si è conclusa martedì 22 luglio alle ore 12,00

 

La voce dei piloti

e delle scuderie

 

Rocchi-Boni

Un Moscato Rally

Vestiti da lepre

 

Foto di Isabella Rovere

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) –Ieri Scattolon, oggi Strata. In questo Moscato non dobbiamo far altro che guardarci le spalle”. Per Paolo Rocchi e Veronica Boni è stata una due giorni vissuta nell’ansia di essere raggiunti dai concorrenti che partivano immediatamente dietro loro in prova speciale.  Cosa che non è mai avvenuta, né il sabato con il compagno di squadra Scattolon, che pure aveva solo un minuto di differenza, né la domenica con il velocissimo ed assatanato Marco Strata, cui i Commissari Sportivi hanno concesso due minuti fin dalla partenza. Però un certo qual motivo di disagio l’equipaggio della Road Runner, alla fine 57° assoluto e sesto di Classe R2B, lo ha sentito.

 

New Driver’s Team

Domenica da incorniciare

Fra Modena ed il Moscato

 

Elwis Chentre ed Isabella Gualtieri vincono il Rally di Modena, Patrick Gagliasso ed Elio Tirone terzi assoluti al Moscato Rally. Foto Elio Magnano

 

SETTIMO TORINESE – Elwis Chentre e Isabella Gualtieri portano al successo la Punto Abarth del team D’Ambra alla 35° edizione del rally di Modena. Al valdostano è stato sufficiente il miglior tempo su tre prove speciali per ottenere il meritato successo. ”Sono felicissimo” ha dichiarato Chentre. “Una gara organizzata in modo impeccabile e un tracciato tecnico e spettacolare hanno contribuito a farci trascorrere davvero una bella giornata. La Punto è stata perfetta e ci ha permesso di controllare le mosse di Ferrarotti che si è dimostrato come previsto un avversario ostico”.

 

Un week-end ricco di soddisfazioni per la scuderia di Settimo Torinese. Al Moscato Rally Patrick Gagliasso e Elio Tirone hanno concluso al terzo posto assoluto a bordo di una Peugeot 207 Super 2000 curata dalla Roger Tuning. Un risultato positivo ma che tuttavia lascia un leggero amaro in bocca all’equipaggio Peugeot.  “La questione della barriera antitaglio che ha caratterizzato il finale della gara ci ha sicuramente penalizzati” raccontano Gagliasso e Tirone. “A noi onestamente non è sembrato che lo spostamento dell’ostacolo avesse potuto creare problemi. Spiace perché alla fine abbiamo visto sfumare un secondo posto assoluto che sentivamo di meritare anche se ovviamente siamo soddisfatti della nostra prestazione”. Al via del Moscato Rally con i colori della New Driver’s anche Pier Mario Cornaglia e Andrea Canali in gara su una Renault Clio con la quale hanno concluso al settimo posto nella Classe R3C.

 

Giorgio Bernardi

È il re della notte al Moscato Rally

 

Una prestazione incredibile nel passaggio notturno della gara della Valle Belbo incorona il 21enne saluzzese come il re della notte. Ma è tutta a la gara a fare di Bernardi-Zanini, Clio R3 Gima, dei grandi protagonisti, visto che chiudono settimi assoluti, secondi di R3C, prendendosi la soddisfazione di siglare il secondo miglior tempo assoluto nella penultima prova speciale. E con questi numeri torna il sorriso sui volti dell’equipaggio Meteco. (Foto Elio Magnano)

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – “Più che il re della notte sono il re della mattina. Per esigenze di lavoro mi alzo tutti giorni alle quattro, però anche di notte me la cavo nel migliore dei modi”. È decisamente soddisfatto Giorgio Bernardi delle sue prestazioni al 13° Moscato Rally-Rally delle Langhe, che ha concluso al settimo posto nella classifica assoluta, secondo di classe R3C, con la ciliegina sulla torta del terzo tempo assoluto nel passaggio notturno di sabato sera, 28 giugno, a Borine ed il secondo tempo assoluto nella speciale dei Quassi di domenica.

 

“Finalmente una gara senza problemi dove tutto è filato liscio senza colpi avversi della sfortuna. La Clio R3C curata dalla Gima è stata perfetta, ma lo era anche nelle precedenti gare. Ma era sempre mancato qualcosa per ottenere un risultato positivo. Ma il risultato non è solo figlio della buona sorte, ma anche e sopratutto del tanto lavoro che stiano facendo assieme al mio navigatore Paolo Zanini ed a tutta la squadra” commenta il ventunenne di Martiniana Po (CN). La partecipazione al Moscato Rally aveva innanzi tutto lo scopo di valutare risultati del lavoro compiuto dopo lo stage a Vallelunga con gli esperti dell’ACI Team Italia, e poi recuperare il sorriso con un buon risultato in classifica generale. “Sono estremamente soddisfatto dell’andamento della gara. Mi sono trovato di fronte un avversario di altissimo valore ed esperienza come Fabrizio Bianchi, un giovanissimo che nel passato ha dimostrato di essere un vincente nato. Avere una simile pietra di paragone è stato di grande stimolo, ed aver lottato con lui sul filo dei secondi lo dimostra”. A rafforzare il valore del risultato di Bernardi-Zanini è l’analisi della classifica assoluta. L’equipaggio Meteco ha davanti a sé (oltre a Bianchi) solo cinque vetture turbo quattro ruote motrici, che esprimono una potenza decisamente superiore ed hanno una migliore capacità di trazione su fondi non facili come quelli delle prove speciali del Moscato. Non solo, è riuscito a lasciarsi alle spalle un pilota esperto e velocissimo come Federico Gasperetti, temuto e temibile su ogni tipo di percorso. Giorgio Bernardi ha segnato il miglior tempo di Classe R3C in quattro delle cinque prove speciali, non andando mai oltre il secondo posto di categoria ed il 15° assoluto, entrando costantemente fra i migliori dieci nella seconda giornata di gara. “Lascio Santo Stefano Belbo con un grande sorriso. Questa gara ci ha ridato fiducia e morale, punti preziosi per il Campionato Piemonte Valle d’Aosta Rallies, e la voglia di lavorare e crescere in vista della gara di Campionato Italiano Rally di fine agosto a Udine, quando ritroverò tutti i miei compagni dell’ACI Team Italia e dove avremo il dovere di effettuare una gran bella gara. Dopo il Moscato sono fiducioso”.

 

Gianmaria Melifiori ed Enrico Ghietti

Un Moscato Rally

Per ritrovare feeling con la macchina da rally

 

Obiettivo centrato per l’equipaggio saluzzese che ritorna nella Valle Belbo ed ottiene finalmente un risultato all’altezza delle aspettative con la Clio S1600 di Roger Tuning. Foto Elio Magnano

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – “Dovevo ritrovare il piacere di guidare una macchina da corsa. Ed al Moscato ho centrato il risultato”. Gianmaria Melifiori ritorna sulle strade del Moscato Rally, la gara che aveva rappresentato la sua esplosione come pilota veloce e vincente della scorsa stagione, e ritrova il sorriso al volante di una vettura da competizione: la Clio S1600 di Roger Tuning. Una gara che ha riportato il 23enne di Lagnasco ed il suo navigatore di Revello nella top ten della classifica assoluta, ma sopratutto ha ridato sorriso e speranze per il prosieguo della stagione. Decimi assoluti, terzi di S1600 con una vettura difficile e aggressiva come la Clio S1600, Melifiori-Ghietti sono decisamente soddisfatti della loro gara.

 

Paradossalmente mi sono trovato subito a mio agio con una vettura aggressiva e nervosa come la Clio S1600 di Roger. Una vettura che mi ricorda molto la mia amatissima Saxo con cui ho ottenuto brillanti risultati ed ho interpretato nel migliore dei modi. Certo, questa era un rally test, ma sono decisamente soddisfatto del risultato e soprattutto dell’andamento della gara”. Subito in confidenza con la Clio, Melifiori ottiene la miglior prestazione cronometrica nel secondo passaggio a Borine, dove è quinto assoluto, ma anche nella seconda giornata di gara i tempi vengono, con una buona progressione che porta Melifiori a segnare l’ottavo miglior tempo assoluto nella prova finale di Todocco. “Anche nella speciale notturna, che un tempo era il mio tallone di Achille per i problemi di vista che avevo, sono andato molto bene, riuscendo a ottenere un tempo in linea con i miei avversari. Il brivido maggiore l’ho provato sul primo passaggio dei Quassi di domenica mattina, quando ho compiuto un testacoda che mi è costato una manciata di secondi. La Clio di Roger Tuning ha risposto nel migliore dei modi in tutte le prove speciali. Il dato più significativo è che in ad ogni ripassaggio ho migliorato i tempi, segno di un maggior feeling con la vettura e che il limite delle prestazioni era ancora da ritoccare. Sono sicuro che conoscendola meglio potrò lavorare sulle regolazioni per cucirmela addosso come avevo fatto con la Saxo e da quel momento puntare ad un risultato di prestigio”. Un risultato senza dubbio positivo che rappresenta il trampolino di lancio per una seconda parte di stagione che si preannuncia intensa ed incandescente.

 

Federico Gasperetti

Tra i primi 10 del Rally del Moscato

 

Ottava posizione assoluta, al Rally del Moscato, per Federico Gasperetti e Federico Ferrari. Una condotta, quella dei due portacolori pistoiesi, concretizzata sull’asfalto di Santo Stefano Belbo, teatro dell’ennesimo primato di classe con la Renault Twingo R2B.

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – È una top ten di alto contenuto, quella conseguita da Federico Gasperetti e Federico Ferrari sull’asfalto del Rally del Moscato, appuntamento valido per il Trofeo Rally Nazionali di Zona 1 in programma lo scorso fine settimana sull’asfalto di Santo Stefano Belbo (CN).

 

Le “punte di diamante” della scuderia Pistoia Corse si sono confermate al vertice della classe R2B con la Renault Twingo di casa Gi.ma Autosport, vettura che ha permesso all’equipaggio del sodalizio toscano di inserirsi stabilmente nella top ten assoluta. Una prospettiva maturata già nel corso della prima giornata di gara ed ufficializzata sulla pedana d’arrivo, con un’ottava posizione nella classifica generale. L’ennesima conferma al di fuori dei confini regionali, arrivata a margine della vittoria “casalinga” del Rally degli Abeti di inizio mese, contesto che ha acceso i riflettori su Federico Gasperetti grazie alla prima vittoria “mondiale” di una Renault Twingo.

 

A ridosso della “top five” nella prima giornata di speciali, Gasperetti e Ferrari si sono resi protagonisti di una fase finale di gara articolata su tratti cronometrati decisamente poco congeniali alle caratteristiche della francese, motore 1600, a trazione anteriore, “griffata” Pistoia Corse.  Particolare che ha impreziosito ulteriormente un risultato di ampio spessore.

 

C’è di che essere soddisfatti – il commento di Federico Ferrari, copilota di Gasperetti – nonostante una programmazione last minute incentrata su strade che non conoscevamo. La vettura ci ha assecondato alla perfezione, con le regolazioni che avevamo già messo in atto nella vincente parentesi di San Marcello, al Rally degli Abeti”.

 

Gino WRC Team

Vince

Il 13° Rally del Moscato

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) –  Vittoria, grande vittoria quella del Gino WRC Team che il 28 e 29 giugno si è aggiudicato il primo posto, grazie alla preparazione e caparbietà di Alessandro Gino e del suo copilota Marco Ravera, nel 13° Moscato Rally-Rally delle Langhe di Santo Stefano Belbo.

 

La gara, valida per il Trofeo Rally Nazionale e per il Campionato Piemonte e Valle D’Aosta si è svolta con partenza e arrivo nella città natale di Cesare Pavese ed ha conosciuto tanti adrenalinici momenti che hanno visto i due piloti cuneesi alla guida della Peugeot 207 Super 2000 della Roger Tuning sempre assoluti protagonisti, capaci di imporsi in ben sei delle nove prove in programma.

 

“Abbiamo tenuto un buon passo sin da subito”, commenta un sorridente Alessandro Gino, “anche se qualche errore sabato sera ci ha rallentati, facendoci perdere la posizione e tutto il vantaggio accumulato in due prove speciali iniziali. Abbiamo recuperato già dalla prima prova speciale di domenica e tenuto la leadership sino alla fine. Si è trattato di una vittoria assolutamente speciale, perché vincere nelle Langhe, territorio al quale sono particolarmente legato e da pochi giorni riconosciuto dall’Unesco anche patrimonio dell’Umanità, ha un sapore particolare. Abbiamo deciso questa partecipazione all’ultimo minuto, dopo aver cancellato il Pre Alpi Orobiche per problemi di lavoro e con una vettura che non guidavo da ottobre 2013. Una vittoria che sento motivante e che dedico volentieri sia al team Roger Tuning, che ci ha messo a disposizione una vettura prestante, sia a noi come equipaggio. In un momento dove gli impegni di lavoro e qualche difficoltà di troppo a sistemare il set up della Mini hanno compromesso il nostro impegno nel campionato IRC ritroviamo, con questo fantastico risultato, la giusta carica e motivazione”.

 

Il podio finale vede al primo posto Alessandro Gino e Marco Ravera; al secondo posto Massimo Marasso e Marco Canuto, mentre sul gradino più basso troviamo Patrik Gagliasso ed Elio Tirone.

 

Lanterna Rally

Rally del Moscato,

Marco Strata

Colpito dalla sfortuna

 

Fabio Ferrando e Stefano Casazza autori di una buona prova in N2

 

SANTO STEFANO BELBO (CN) – È iniziato nel peggiore dei modi il Rally del Moscato per Marco Strata ed Ylenia Garbero, che hanno dovuto abbandonare i sogni di gloria nelle primissime battute di gara, a causa di un problema tecnico che ha fatto spegnere inspiegabilmente la loro Mitsubishi Lancer R4. Il pilota genovese portacolori della Lanterna Corse Rally Team non si è però arreso, iniziando una rimonta spettacolare, che alla fine lo ha portato in quattordicesima posizione assoluta, nonostante i due minuti persi.

 

Strata ha dimostrato che avrebbe potuto lottare per la vittoria assoluta, aggiudicandosi due prove speciali ed ottenendo altri piazzamenti nelle primissime posizioni negli altri settori cronometrati, dimostrando di poter replicare la prestazione del Rally Coppa d’Oro, che lo vide trionfare un mese fa. Positiva la trasferta piemontese per i giovani Fabio Ferrando e Stefano Casazza, che hanno concluso in settima posizione in una affollata ed agguerrita classe N2 a bordo di una Citroën Saxo.

 

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