Nel segno della Lancia Astura il manifesto di Automotoretrò

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La rivisitazione della kermesse del Lingotto da parte di Kaleidosweb si sposta dall’Oval al Padiglione centrale prendendo in considerazione la regina della mostra. E altre bellezze di grande valore storico, collezionistico ed…. economico. Testo e foto di Tommaso M. Valinotti

TORINO – È stata una Lancia Astura “Ministeriale del 1938 la regina di Automotoretrò 2018. Una vettura scelta per la sua imponenza ed unicità carrozzata dagli Stabilimenti Farina. “Abbiamo voluto come regina di questa edizione una vettura unica, di grande eleganza che regalasse prestigio all’edizione di quest’anno della manifestazione” commenta a posteriori Beppe Gianoglio, l’organizzatore dell’evento.

La vettura appartiene alla quarta e ultima serie del modello di prestigio della Casa di Borgo San Paolo, ed è stata carrozzata dagli Stabilimenti Farina, con passo lungo ben 3475 millimetri che la portano a diventare l’ammiraglia di Casa Lancia al posto della Dilambda uscita nel frattempo di produzione. “Viene definita ‘Ministeriale’ proprio per la sua imponenza che la fece scegliere come vettura di rappresentanza dal Regime, anche se ne furono costruite parecchie ad uso privato” prosegue a raccontare Gianoglio. La Quarta Serie, costruita fra il 1937 e il 1939 in 423 esemplari (si parla anche di due vetture costruite nel 1942 in pieno conflitto mondiale) presenta un telaio abbassato rispetto alle serie precedenti e monta un motore 8 cilindri a V stretto di tre litri capace di 82 CV a 4000 giri che spingono la vettura, secondo quanto dichiarato dalla casa a 128 km/h. Una vera regina che per quattro giorni ha fatto bella mostra nella hall di entrata del Salone.

Ma non è stata solo l’Astura ha destare meraviglia nei visitatori di Automotoretrò 2018. Ad esempio lo stand dell’Automobil Club Torino, che proprio quest’anno festeggia i 120 anni dalla nascita, ha proposto due vetture che circolavano per le strade proprio nell’epoca in cui il club torinese venne fondato: una De Dion Bouton del 1898 e una Fiat 3½ HP del 1899 costruita in appena 8 esemplari nel XIX secolo e 18 nel 1900 (di cui appena 4 sopravvissuti) è la prima automobile costruita dalla casa torinese, derivata dalla Welleyes di cui la Fiat aveva acquistato i diritti. La terza auto proposta sullo stand dal Club torinese è un’Alba AR1 di Formula 3 del 1981, che probabilmente rivedremo alla Cesana-Sestriere del luglio prossimo.

I fratelli Ceirano, cuneesi di nascita e torinesi di adozione, furono i grandi protagonisti dell’industria torinese di fine XIX Secolo. Fra le tante aziende fondate dai fratelli cuneesi, in particolare Gianbattista, la più famosa è sicuramente la Welleyes da cui nacque la Fiat. Ad Automotoretrò era presente nello stand del CLAMS di Alba una Ceirano degli anni Venti, una delle ultime visto che l’azienda chiuse nel 1923, in splendide condizioni.

Una presenza costante ad Automotoretrò è il Circolo Nino Farina di Torino che grazie alla raffinatezza delle vetture dei suoi soci riesce sempre a stupire i visitatori. Per questa edizione il club dedicato al primo vincitore del mondiale F1 ha portato due pezzi di grande fascino. Ad iniziare dall’imponente Plymouth Fury, un’imponente cabriolet del 1960 lunga oltre 5 metri, spinta da un motore 8V 6,5 litri da 350 cavalli, decorata ancora con la sua targa Roma originale. Splendida e anche un po’inquietante (ma come si può parcheggiare una macchina simile?), al punto da essere protagonista del film “Christine, la macchina infermale” di John Carpenter basato sul romanzo di Stephen King. All’opulenza americana i soci del Circolo Nino Farina hanno opposto la bellezza formale della Lancia Flavia Cabriolet Vignale, uno dei grandi capolavori usciti dalla matita magistrale di Giovanni Michelotti. La vettura apparteneva alle prime serie motorizzata con il motore 1500 che spinse la vettura torinese dal 1960 al 1967.

Un piccolo stand per una vettura di grande valore storico. Uno spazio era dedicato alla Cisitalia-204 Spyder Sport Abarth con la quale Tazio Nuvolari conquistò la vittoria nella salita Palermo-Monte Pellegrino, il suo ultimo successo, per illustrare “Quando corre Nuvolari” il film realizzato nel 2016 sulla vita del “Mantovano Volante”.

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