Rallisti ai tempi del Coronavirus. Davide Peruzzi: “Dopo una vita trascorsa su due ruote, è bello passare al sedile del navigatore”

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Il rallista monregalese ha un lunghissimo passato nel settore moto, ereditando la passione dall’intera famiglia paterna. Un quarto di secolo fa, si mette in proprio aprendo un distributore di benzina, primo passo verso il lavoro nelle concessionarie auto, arrivando ad aprire Meta, la sua concessionaria Hyundai nel 2014. Dall’incontro con Pierangelo Pellegrino nasce la possibilità di correre, e con lo staff di Aeffe Sport di entrare nel gruppo organizzativo del Rally del Piemonte. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

MONDOVÌ (CN), 18 maggio – Lo sanno tutti. È la famiglia che ti dà l’indirizzo di cosa farai da grande. Si sfugge poco a questa legge, nel bene o nel male. E Davide Peruzzi non ci ha nemmeno provato visto che l’indirizzo di famiglia era metterlo in moto. Moto come motocicletta. Con un padre Antonio che da giovane lascia la natia Vicenza per trasferirsi a Ceva, dove è inquadrato fra i motociclisti della Polizia di Stato; e l’aggravante di avere come zii tre sorelle e tre fratelli di papà, tutti motociclisti che, quando possono si ritrovano per farsi un bel giro in sella al loro cavallo di acciaio.

È così che Davide Peruzzi a sei anni si trova la sua prima moto per le mani, e appena può si mette in sella, stringendo forte il manubrio del Guzzi Falcone 500 di papà poliziotto. E crescendo, anche solo di pochi anni, nel cortile di casa ci sono il Motom 48 del nonno e anche una MotoBecane e una Vespa, che passo dopo passo e caduta dopo caduta il piccolo Davide demolisce per pezzo.

La moto, però, non rappresenta solo giri nel cortile, seppur facendo fatica ad arrivare ai pedali; ma è velocità, emozione, salita verso il cielo. E così a 14 anni arriva una Cagiva 125 WMX, la moto che ha conquistato il titolo di campione del mondo con Dave Strijbos, con la quale si schiera per la prima volta in gara nel crossodromo braidese dell’America dei Boschi, la mecca per i crossisti non solo della zona.

Fu una gara per me formidabile. Riuscii ad azzeccare la partenza e alla prima curva ero primo. Alla terza trovai mio padre che aveva saltato le reti, come il più indiavolato degli spettatori, che mi urlava ‘Vai piano’. Stava diluviando e non avevo la capacità di gestire la tensione della gara e caddi nel fango, si ruppe la leva della frizione, faticando a ripartire, concludendo comunque a ridosso dei primi dieci”. Un po’ più rilassato nella seconda manche concluse sesto, un buon risultato per la gara d’esordio.

Negli anni Davide Peruzzi gareggia sui campi da cross di tutta la penisola, da San Marino ad Ascoli Piceno, da Grottazzolina a Carpi.

La stagione nella quale mi sono divertito maggiormente è stato l’anno 2000 quando ho disputato il Trofeo Nazionale Honda, che si svolgeva in giro per l’Italia. Una stagione fantastica”.

Teoricamente il motocross non è uno sport di contatto, ma di contatti se ne registrano parecchi. Fra concorrenti qualche volta, altre volte contro il duro terreno.

Mi sono rotto di tutto: clavicola, polso, schiena e persino il coccige che vi garantisco è una frattura molto dolorosa. Era ora di smettere. Se non con la moto, almeno con le gare”.

Ma la passione per la moto è tale che Davide Peruzzi non demorde e coniuga le due ruote con le altre sue passioni: l’organizzazione di eventi e i viaggi. Crea un’associazione sportiva dal nome Motorbike World Tourer Adventures e organizza viaggi in moto da favola andando a esplorare l’Argentina e il Cile il primo anno, cui si aggiungono la Bolivia e il Perù nel secondo e traversate nel deserto tunisino per arrivare addirittura al giro del mondo realizzato dal centauro Davide Biga che dal maggio 2011 in un anno percorre 100mila chilometri a cavallo della sua Yamaha 1200 Super Ténéré.

La passione per la moto non è mai calata. Ho un Morini 175 di mio padre che mi piacerebbe mettere in salotto, oltre a una BMW 1150 GS con 160.000 chilometri fatti in vent’anni e una Honda CRF 450 X da rally con la quale mi tengo in forma”.

E con quella passione prosegue a esplorare nuovi settori, quali quelli dei moto-rally su due ruote che affronta con una Honda CRF 450, prendendo parte anche a una gara Radicofani (SI), sede di un rally automobilistico su terra.

I motori sono stati anche il mio mondo lavorativo a cominciare da una stazione di servizio per il carburante che ho aperto nel 1995 al lavorare nelle concessionarie auto fino ad aprire Meta nel 2014 una concessionaria mia a Mondovì” racconta oggi Davide Peruzzi.

E le concessionarie auto portano nei saloni molta gente. Alcuni semplici clienti, altri grandi appassionati che trovano terreno fertile nel confrontarsi con Davide Peruzzi.

Uno dei frequentatori era Vanni Fenoglio, con cui ho aperto una società nel 2007 che aveva la Stratos con la quale aveva corso Tiziano Borsa, e la 124 Abarth Gruppo 4 di Barbasio-Macaluso. Fu in quel momento che mi nacque la passione per le auto storiche. Ovviamente da rally”.

Altro personaggio di passaggio in concessionaria era Pierangelo Pellegrino, appassionato anche lui di auto storiche da rally e possessore di una 124 Abarth Gruppo 4 che i due amici usano per la prima volta al Valpantena, gara di regolarità spesso su neve che è l’eden dei rallisti.

I rally mi sono sempre piaciuti molto. Da piccolo abitavo a Ceva e mi portavano a vedere la speciale di Sale Langhe, su cui si sono svolte memorabili sfide nel 100mila Trabucchi (ricordo ancora il duello Cerrato-Zanussi) Limone, Monti Savonesi, Rally di Alba. Ma ero impegnato con le moto. Quando ho smesso non ho immediatamente trovato lo slancio di partire, ance se prima di fare il Valpantena con Pierangelo Pellegrino ho partecipato due volte alla gara veneta con una 131 Abarth e una Delta”.

Lo slancio a correre nei rally arriva il giorno in cui Davide Peruzzi trova una Fiat 131 Abarth preparata Gruppo 4 con la quale partecipare ai rally storici.

In quel momento avevo degli impegni economici in azienda e non potevo dirottare risorse, perciò stavo quasi per rinunciare. Ma Pierangelo Pellegrino era di tutt’altra idea e acquistò lui la vettura e ci schierammo al via del Rally Vallate Aretine del 2017”.

Come tutti i novizi di una specialità Pellegrino-Peruzzi arrivano senza troppe cognizioni di causa.

Diciamo pure che eravamo totalmente sprovveduti. Eravamo così preoccupati di sbagliare l’orario di partenza e siamo arrivati due ore prima. La gara fu difficilissima. Bruciammo la guarnizione della testa, ma non ci arrendemmo mai e passammo la pedana a spinta. Ma riuscimmo a passarla e fu una gioia”.

Ormai il germe dell’amore per le auto storiche era scoccato. Complice anche Mario Cravero che li coinvolse fin dall’inizio nella Michelin Historic Cup.

Ci innamorammo anche del Vallate Aretine, che si svolge davanti a un pubblico appassionatissimo, su prove speciali bellissime, organizzata perfettamente da Loriano Norcini e dal suo staff. Al punto che dopo l’esordio del 2017 siamo tornati nel 2018 e 2019, anche se non abbiamo mai avuto fortuna. E quest’anno eravamo pronti a ripresentarci”.

Dal sedile di destra Davide Peruzzi analizza il mondo dei rally storici con cognizione di causa:

I rally storici piacciono a chi li fa e a chi li segue. Ricordo ad esempio a un Valsugana Historic Rally a Borgo Valsugana (TN) il tifo della gente. Compresa una vecchina ottantenne che davanti a casa sua, in prova speciale, faceva il tifo per tutti gli equipaggi”.

Inoltre, la posizione di navigatore nelle storiche, gli permette di soddisfare la sua passione per l’organizzazione.

Nelle storiche non ci sono i parchi assistenza, ma si fa ancora l’assistenza volante come un tempo. Il navigatore non deve solo dettare le note e seguire il percorso, come accade con le moderne. Ma deve anche pensare a dove posizionare i mezzi assistenza, trovando i posti giusti e calcolare i tempi dell’assistenza e dei trasferimenti. Veramente eccitante”.

La passione per i rally unita alla capacità organizzativa di Davide Peruzzi non è sfuggita agli organizzatori del Rally del Piemonte che dal 2018 ha la sede di partenza a Mondovì.

Inizialmente ci fu un avvicinamento da parte del team di Aeffe Sport che cercavano degli sponsor, ma ci piacemmo e cominciammo a lavorare insieme. Io ho origini cebane e Ceva è uno dei fulcri della gara; nel 2018 il rally aveva bisogno di una nuova sede di partenza e li misi in contatto con Pierangelo Pellegrino che diede loro gli spazi e i moderni locali della sua azienda, la COS-PEL, dove effettuare verifiche, riordino, parco assistenza e direzione gara. Fu un successo perché la COS-PEL è una struttura che ampi spazi sia interni sia esterni, con i servizi necessari a una manifestazione come un rally, offrendo uno spazio per il parco assistenza nel quale i preparatori non devono litigare per un metro in più o in meno”.

Il successo organizzativo dell’edizione 2018 del Rally del Piemonte, ha spinto Antonio Ferrigno e lo staff di Aeffe Sport a ripetere l’esperimento nel 2019 coinvolgendo maggiormente Davide Peruzzi.

Il primo anno è stato necessario per conoscerci meglio e per capire se riuscivamo a lavorare bene insieme. L’anno successivo mi sono lasciato coinvolgere maggiormente, con piacere, potendo lavorare sul territorio e sulla Città di Mondovì, al punto che si è mantenuta direzione gara, verifiche e parco assistenza alla COS-PEL, perché struttura migliore non si può avere, ma abbiamo spostato i riordini e la pedana di partenza e arrivo nel cuore di Mondovì riuscendo a portare vicino alle macchine anche chi non è appassionato di rally, e quei bambini che forse diventeranno i piloti di domani”.

Nel 2020 il Rally del Piemonte non ci sarà, ma non per questo l’avventura è finita.

Abbiamo preferito lasciare libera la data ad altre manifestazioni. Appena finita la gara dello scorso anno abbiamo iniziato a lavorare per quella che avrebbe dovuto essere l’edizione del prossimo autunno. Non ci sarà, ma il lavoro non è sprecato perché ci stiamo già rimboccando le maniche per l’edizione 2021. Cercando di trovare nuove idee per renderla ancora più accattivante”.

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